John Updike.
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TORNA, CONIGLIO.
Parte 2.
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Titolo originale: RABBIT REDUX.
Traduzione di: Attilio Veraldi.
1972. Feltrinelli Ediore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo 3. SKEETER.
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"Siamo stati assaliti, assaliti!"
Voce di fondo a bordo del Sojuz 5.
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Un giorno di settembre, quando Coniglio torna dal lavoro trova un uomo in casa. E' un nero. Che caspita, dice, fermandosi nell'ingresso vicino ai tre tubi del campanello a carillon.
Che caspita, amico,  la rivoluzione, giusto? fa il giovane nero, senza alzarsi dalla comoda poltrona marrone. Gli occhiali lampeggiano formando due cerchi d'argento, il pizzetto caprino si confonde nell'ombra. S' fatto crescere i capelli a tal punto, una tal grande palla, che sulle prime Coniglio non l'ha riconosciuto.
Jill s'alza, lesta come fumo, dalla poltrona col righino d'argento. Ti ricordi di Skeeter?
E come potevo dimenticarlo? Fa un passo avanti, con la mano gi alzata per porgerla, il palmo che gli formicola per l'apprensione; ma poich Skeeter non fa neppure la mossa d'alzarsi, la lascia ricadere lungo il fianco, non contaminata.
Skeeter studia la mano bianca abbassata sbuffando fumo da una sigaretta. Una sigaretta vera, tabacco. Mi piace, dice poi. Mi piace la tua ostilit, culobianco. Come dicevamo nel Nam,  ciccia per me.
Skeeter e io stavamo chiacchierando, dice Jill. La sua voce  cambiata,  pi apprensiva, pi adulta adesso. Non ne ho diritto?
Harry si rivolge a Skeeter. Ti facevo in galera o roba del genere.
E' fuori su cauzione, spiega Jill, troppo in fretta.
Lascia parlare lui.
Con aria stanca e annoiata, Skeeter la corregge: Per la verit, sono fuori anche dalla cauzione. L'ho saltata, quella benedetta. Sono, come si dice, ricercato dalla porca locale. Sono diventato un soggetto pericoloso, giusto?
Doveva scontare due anni, interviene di nuovo Jill. Due anni per non aver fatto niente, non aver fatto male a nessuno, rubato niente, per niente, Harry.
Anche Babe ha saltato la cauzione?
Babe  una signora. Skeeter continua con quel suo tono stanco di affettata precisione. Si fa amici facilmente, giusto? Io invece non ho amici. Sono noto a tutti per la mia mancanza di lati simpatici. Poi la voce cambia, diventa falsetto, strisciante. Ah,  un nero "cattivoo". S, ricorda Coniglio, quello Skeeter ha molte voci, e nessuna  veramente la sua.
Gli dice: Prima o poi ti pigliano. Saltare la cauzione peggiora le cose. Magari te la cavavi con la condizionale.
Ne ho gi una. Le autorit a lungo andare si seccano di concederle, giusto?
E il fatto che sei un reduce del Vietnam?
Gi, sono un reduce del Vietnam. Ma sono anche un nero e un disoccupato e un antipatico, giusto? Sono un pericolo per la sicurezza dello stato, lo stato del vecchio Masta.
Coniglio studia l'insieme d'ombre sulla vecchia poltrona, cercando una soluzione. Quella poltrona  l da quando si sono sposati, tirata gi dalla soffitta degli Springer. Quell'incubo deve finire. Dice: Tu sbruffoneggi, ma secondo me hai la strizza, ragazzo.
Non chiamarmi ragazzo.
Lui rimane sorpreso; non intendeva darvi nessun significato: un atleta che si rivolge a un altro atleta. Cerca di riparare: Fai solo male a te stesso. Vatti a consegnare, un giorno in pi o in meno non far molta differenza.
Skeeter s'allunga comodamente nella poltrona, sbadiglia, aspira e sbuffa fumo. Mi viene il sospetto, dice poi alla fine, che tu della polizia e dei suoi metodi esemplari hai un concetto da signorino bianco. Non c' niente, ripeto niente, che dia a quelli l pi piacere e soddisfazione del tirare le penne ai poveri neri deficienti e sottosviluppati. Prima le unghie, poi le ali. Certo, loro esistono per quest'unico e sacro scopo, togliermi da dosso a te e tenermi sotto i tuoi piedi profumati, giusto?
Qua non siamo nel Sud, dice Coniglio.
Eggi! Amico culobianco, hai mai pensato di presentarti candidato a qualche carica politica, certamente in tutta la contea non ci sar pi neppure un usciere che crede alle cose belle a cui credi tu. La novit  che il Sud  dappertutto adesso. Noi qua siamo a cinquanta miglia dalla linea Mason-Dixon, ma lass a Detroit stanno sparando ai ragazzi neri come a vecchi barattoli. La novit  che la stagione dei linciaggi  cominciata. La novit  che in questi Stati Illuminati son diventati tutti negrieri. Nell'ombra, una mano scura accenna un movimento, poi s'abbassa. Scusami, culobianco. E' una cosa troppo semplice perch te la spieghi. Leggiti i giornali.
Li leggo. Tu sei pazzo, questo sei.
Jill s'intromette: Il sistema  marcio, Harry. Le leggi sono fatte per proteggere una piccola lite.
Come certa gente che possiede barche a Stonington.
Uno a zero, esclama Skeeter, giusto?
Jill s'infiamma. E con questo? Io sono fuggita, l'ho respinto, ci cago sopra, Harry, mentre a te invece ancora piace, tu l'ami, te la mangi, ti mangi la mia merda. Quella di mio padre. Quella di tutti. Non vedi come ti "sfruttano"?
E cos ora vuoi sfruttarmi anche tu. Per quello l.
S'irrigidisce, pallida. Le labbra ridotte a niente. S.
Tu sei pazza. Rischio la galera anch'io.
Harry, solo per qualche notte, finch riesce a mettere insieme qualcosa. Ha famiglia a New Orleans, se ne andr l. Giusto, Skeeter?
Giusto, amoruzzo. Oh, giusto s.
Non  solo il possesso d'erba, i porci credono che lui ci traffichi, dicono che lui spaccia, e lo inchioderanno su una croce, Harry. Ce lo inchioderanno.
A bassa voce, Skeeter attacca a gorgogliare l'inizio di "La vecchia, rossa croce".
Be', ed  vero? Spaccia?
Sotto quella gran palla di capelli, Skeeter sorride. Cosa vuoi che ti procuro, culobianco? Bugliette, chicchi d'oro, chicchi rossi, diavoletti? C' tanto Vermiglino di Panama a Filadelfia che ormai lo danno da masticare alle vacche. O vuoi annusare un po' di bianchetto per una sedutina come si deve? Dall'ombra della poltrona allunga in fuori il pallido palmo della mano chiuso a coppa, come se contenesse brillante veleno.
Cos, dunque,  marcio. Da ragazzo, lui, Coniglio, per la stessa curiosit che lo spingeva a cacciarsi il dito nell'ombelico e poi ad annusarlo, sollevava sempre il coperchio di metallo del pozzo nero gi in cortile, dietro al garage, dall'altra parte del cesto della pallacanestro. Ora quel nero gli si apre davanti alla stessa maniera: un pozzo di liquame schiumoso di cui  impossibile scorgere il fondo.
Si rivolge a Jill e le chiede: Perch mi fai questo?
Lei si volta, gli porge quel suo profilo dal mento lungo, un medaglione da portare in guerra. Sono stata una stupida a pensare che potessi fidarti di me, dice. Non avresti dovuto dire che mi amavi.
Skeeter canticchia "True Love", il vecchio motivo di Crosby e Grace Kelly.
Coniglio chiede di nuovo: Perch?
Skeeter s'alza dalla poltrona. Ges, non farmi vomitare davanti a questi ammuffiti di bianchi innamorati. Lo fa perch me la sono sbattuta per tutto il pomeriggio, giusto? Se me ne vado, lei viene via con me, ehi, Jill-amoruzzo, giusto?
Di nuovo a labbra strette, lei dice: Giusto.
Skeeter prosegue: Non ti prenderei neppure per scommessa, povera scema tirapirla. Skeeter se la svigna da solo. A Coniglio, dice: Stammi bene, culobianco. Stomacante, maledizione, ma  stato anche divertente vederti strisciare. Addio. In piedi, sembra fragile, una povera cosa in Levi's azzurri e giacca a vento scolorita dell'esercito, da cui sono stati scuciti gradi e distintivi. Quella palla di capelli gli ha ridotto a niente la faccia.
Stammi bene, risponde Coniglio, con un senso di sollievo allo stomaco, e gli volta le spalle.
Ma Skeeter si rifiuta d'andarsene cos. S'avvicina. Ha un odore penetrante. Dice: Buttami fuori. Voglio che tu mi tocchi.
E io no.
Buttami fuori.
Non ti metto le mani addosso.
Mi sono sbattuto la tua stronza.
Fatti suoi.
E che ficuzza birbante si ritrova. Come cacciarlo dritto nel vizio.
Lo senti, Jill?
Ehi, Coniglio. Era cos che ti chiamavano, giusto? Tua madre  una puttana, giusto? Si fa i vecchi mecchi neri dietro la stazione della ferrovia per cinquanta centesimi, giusto? E se non hanno i cinquanta centesimi la d gratis perch le piace, giusto?
La madre lontana. L'odore penetrante della sua stanza, medicine e caldo di letto. Di tutti gli anni in cui lei stava bene lui ricorda soltanto il suo gran corpo, le sue grandi ossa, chino sul tavolo di cucina con i quattro posti consumati; non siede, ha gi mangiato, e gli sta servendo la cena, perch  tornato tardi dall'allenamento ed  gi buio e le finestre sono illuminate dall'interno.
E tuo padre  un bucone, giusto? E pure tu devi esserlo, per sopportare tutta questa merda. Tua moglie non ce l'ha fatta a vivere con un bucone, era come farsi montare da un topo, giusto? Perch tu di sotto sei un topo, ehi, dico bene? Fammi sentire. Allunga una mano e Coniglio gliel'allontana colpendola. Skeeter prende a saltellare, deliziato, divertito. Non c' niente, giusto? Ehi. Coniglio. Jill dice che credi in Dio. Ho una notizia per te. Il tuo Dio bianco non c', non esiste. Ehi, culobianco. Un'altra cosa. Neppure Ges esiste. Era un bidonista, giusto? Corruppero i romani e ne tirarono fuori il corpo dalla tomba perch puzzava brutto, giusto?
Tu mi stai dimostrando soltanto che sei deficiente, dice Coniglio. Ma una dolce, insinuante rabbia lo sta invadendo. Immagini della scuola di catechismo, un morto pi bianco dei gigli, le rocce presso le quali venne tradito da un bacio, tutto questo lui vede e si monta.
Skeeter continua a saltellare con quei suoi scarponi screpolati dell'esercito. D un colpo dietro la spalla a Harry, gli tira la manica della camicia bianca. Ehi. Vuoi sapere quello che so io? Vuoi saperlo? Ehi. Sono io il vero Ges. Sono il Ges nero, giusto? Non ce n' altri, nossignore. Quando scoreggio i lampi guizzano, giusto? Gli angeli li ammucchiano con pale d'oro d'un milione di carati. Giusto? Inginocchiati, culobianco. Adorami. Io sono Ges. Baciami le palle, sono il sole e la luna, giusto?, e il mio cefalotto  una cometa la cui testa  il cuore rovente della gloria che non viene mai meno! E, agitando la testa come un burattino, Skeeter s'allenta la lampo dei pantaloni e s'appresta a sfoggiare quella meraviglia.
Il momento di Coniglio  giunto. E' cos pieno, imbottito, di rabbia e di paura che vede addirittura attraverso i pori. Avanza soddisfatto verso il ragazzo e sente i propri pugni affondare, uno nella regione del ventre e l'altro sotto la gola. Ha paura di colpire alla testa, gli occhiali potrebbero cadere e rompersi. Skeeter si piega in due e crolla a terra, secco come un baccal, e quando l'altro sfuria su di lui non ha aperture, solo angoli tremanti e ruvidi come una mola sabbiata. A Coniglio cominciano a far male le mani. Vuole smantellare quella creatura perch c' un punto debole in cui pu essere lacerato e ucciso; la schiena ripiegata  troppo dura, e le nocche colpiscono il padiglione dell'orecchio producendo un gemito soffocato.
Jill sta urlando e con tutta la forza e il peso del suo corpo gli tira il lembo della camicia e lui, Coniglio, in quell'ondata di sollievo interiore, scopre che le proprie mani e braccia dilaniano. Il nemico s' tutto rannicchiato e rimpicciolito a terra, sul tappeto che  costato loro undici dollari il metro e che doveva durare pi del tipo soffice a quindici il metro che Janice voleva comprare (diceva sempre che le ricordava quella roba che usano per i campi da golf in miniatura), s' tutto rannicchiato da esperto: le ginocchia piegate sotto al mento e le mani sul capo e questo spinto il pi possibile sotto al divano. I Levi's gli si sono accartocciati e sollevati e Coniglio rimane colpito nel vedere come sono sottili e minute le caviglie e i polpacci, due stecchetti scuri e iridescenti. Creature umane fatte di un materiale nuovo. Durano di pi, si consumano in maniera pi uniforme. Jill sta singhiozzando: Harry, basta, basta, e il campanello della porta sta pronunciando ripetutamente le sue tre sillabe, una scala che non porta a niente, che non arriva in cima.
Poi la porta si spalanca e Nelson  l dentro, nei suoi bei vestiti nuovi per la scuola, camicia sportiva a spina di pesce e pantaloni giallo canarino. Billy Fosnacht  dietro di lui, d'una testa capelluta pi alto. Ehi, dice Skeeter da sotto il divano, quello  culettobianco, giusto?
E' un ladro, pap?
Sentivamo tutto questo chiasso e questi colpi, dice Billy, e non sapevamo cosa fare.
Nelson dice: Abbiamo pensato che continuando a suonare il campanello sarebbe finita.
Jill gli dice: Tuo padre ha perso completamente il controllo.
Coniglio chiede: Perch devo sempre essere io a controllarmi?
Alzandosi come se venisse fuori da un bidone della spazzatura, un movimento attento dopo l'altro, Skeeter dice: Questo  servito per conoscerci, culobianco. La prossima volta avr una pistola.
Coniglio schernisce: Pensavo di vedere almeno qualche bel colpo di karat, dopo l'addestramento militare.
Ho paura di ricorrerci. Ti spezzerei in due, giusto?
Ma chi  pap?
E' un amico di Jill e si chiama Skeeter. Si ferma un paio di giorni qui da noi.
Davvero?
E' la voce di Jill che l'ha chiesto.
Coniglio vorrebbe sapere anche lui il perch. Piccole scorticature sulle nocche; la furia gli ha lasciato un residuo di nausea. Attraverso la nebbia che ancora lo circonda, soffice, nota che il tavolino  capovolto e la lampada a stelo  caduta sul tappeto ma non s' rotta. La paziente fedelt di quegli oggetti lo sorprende. Certo, dice. Perch no?
Skeeter lo studia dal divano, sul quale sta seduto ripiegato, palpandosi lo stomaco. Ti senti colpevole, eh, culobianco? Un piccolo sacrificio per lavarti i peccati, giusto?
Skeeter, la sua  generosit, lo rimprovera Jill.
Chiariamo una cosa, culobianco. Niente gratitudine. Tutto quello che fai lo fai per ragioni egoistiche.
Giusto. Il piacere di prenderti a cazzotti. Ma in realt  atterrito all'idea di avere accettato in casa quell'uomo. Dovr dormire sotto lo stesso tetto con lui. Nel buio della notte sguscer fino al suo letto con in mano un coltello brillante come la luna. Prender la pistola, come ha promesso di fare, RICERCATO DALLA POLIZIA MINACCIA UNA FAMIGLIA A MANO ARMATA. "Il sindaco promette: nessuna piet". Perch ha accettato questo pericolo? Per permettere a Janice di salvarlo. Questi pensieri gli balenavano improvvisi. Nelson si  avvicinato al nero. Ha gli occhi affossati di quando  serio. Aspetta, aspetta. Quell'uomo  veleno,  un assassino,  un nero.
Salve, dice Nelson, e tende la mano.
Skeeter caccia le dita ossute, quattro pastelli grigi, dello stesso spessore alla punta e al centro, nella mano del ragazzo e dice: Salve, culettobianco. Col capo accenna a Billy Fosnacht, che si trova alle spalle di Nelson. Chi  quel cipressetto?
E tutti ridono, tutti, anche Billy, anche Skeeter aggiunge il suo gracchio a quella battuta inaspettata, illuminante, perch Billy  veramente un cipressetto, col collo sottile del padre e le grandi orecchie e gli occhi birbanti della madre e i lividi bruciolini dell'adolescenza che gli chiazzano guance e mento. La risata di tutti forma una seconda ondata, rassicurandolo che non stanno ridendo di lui, stanno ridendo sollevati dal dono della verit, stanno ridendo contenti per la fratellanza, per aver vissuto insieme quel momento, stanno ridendo e uggiolando e gracchiando; la casa  un uovo che si spacca perch loro stanno venendo fuori dal guscio tutt'insieme.
Ma una volta a letto, con la casa buia, Billy tornato dalla madre e Skeeter che ronfa esausto sul divano al piano di sotto. Coniglio ripete la sua domanda a Jill: Perch mi fai questo?
Lei sbuffa e si gira su un fianco. E' molto pi leggera di lui e irresistibilmente rotola dalla sua parte. Spesso la mattina lui si sveglia quasi in punta al letto, cacciato via da quella disuguaglianza, dai gomiti piccoli e aguzzi di lei che gli affondano nella carne. Era cos patetico, spiega lei. Si parla addosso, ma in realt non ha niente, e vuole diventare veramente il Ges nero.
Per questo ti sei fatta sbattere da lui oggi pomeriggio? O non  vero?
Non  affatto vero.
Ha mentito?
Silenzio. Gli scivola ancora di qualche centimetro pi vicino. Non credo che conti quando lasci fare soltanto senza ricambiare.
Non credi, eh?
No, succede solo in superficie, a milioni di miglia di distanza.
E con me? E' lo stesso? Non senti niente? E' anche cos lontano? Quindi dopotutto tu sei veramente vergine,  cos?
Ssst, parla piano. No, con te sento.
Cosa?
Gli si fa pi sotto e le sue braccia lo circondano alla vita larga. Sento che sei un bell'orsacchiotto divertente regalatomi da pap. Mi portava sempre a casa quei giocattoli stravaganti che comprava da Schwarz a New York, giraffe alte due metri che costavano cinquecento dollari e non te ne facevi niente, stavano solo l a occupar spazio. Mia madre li odiava.
Grazie mille. Lentamente, s' girato su un fianco e le sta ora di fronte.
Altre volte, invece, quando mi sei sopra, sento che sei un angelo che mi trafigge con la spada. Sento che stai per annunciare qualcosa, la fine del mondo, e invece non dici niente, mi trafiggi e basta. E' molto bello.
Mi ami?
Ti prego, Harry. Da quella cosa, quel fatto di Dio in poi, proprio non riesco a metterla su questo piano con nessuno.
Anche con Skeeter non  su questo piano?
Quello l  orribile. Orribile davvero. Per lui tutto fa schifo,  cos bruciato.
E allora cristiddio, perch mai...
Lei lo bacia per zittirlo. Ssst. Ci sente. Attraverso i muri sottili della casa, i rumori arrivano facilmente al piano di sotto. Le stanze sono quadranti di un unico cuore ticchettante. Perch devo, Harry. Perch qualunque cosa mi chiedono gli uomini devo darla, non desidero tener niente per me. Del resto, capisci, lo stesso si fonde tutto, si confonde.
Non capisco, no.
Invece credo che capisci. Altrimenti perch l'avresti fatto restare? Lo avevi gi buttato a terra. Lo stavi ammazzando.
Gi  stato bello. Credevo di non essere pi in forma.
E invece ora lui  qui. Appiattisce il proprio corpo contro il suo; sembra trasparente. Lui, Coniglio, pu vedere attraverso lei fino alla finestra azzurra e, oltre, alla luna, che sporge da dietro il tetto del garage, esile composizione, eseguita con una linea d'ombra, per dare un'impressione, un'illusione di spessore. In un bisbiglio che potrebbe essere soltanto un pensiero da lui afferrato, Jill dice: Mi fa paura.
Anche a me.
Una met di me voleva che lo buttassi fuori. Pi della met.
Be', e le sorride, non visto, se lui  il prossimo Ges dobbiamo tenercelo buono, stare dalla sua parte. Il corpo di lei s'allarga come un sorriso. E' ormai chiaro, a questo punto, che i tradimenti e le eccitazioni di quel giorno devono risolversi ora in un abbraccio. Le stringe il capo tra le mani, carezzando gli ossicini sporgenti dietro le conchiglie delle orecchie, toccando l'ampia curva del tutto, quella coppa, sigillato su uno spirito. Sapendo che l'amore di lei sta per venire, vede tutto con chiarezza, come vediamo nel momento limpido che precede la neve. Aggiunge: Inoltre, Janice ha fatto cose insolite e perci devo farle anch'io.
Per ripagarla?
Per starle alla pari.
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Il pezzo era a giustezza ridotta: CONDANNATI PER POSSESSO DI DROGA.
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Otto uomini e una donna della nostra citt sono stati condannati gioved per possesso di marijuana.
Gli imputati, comparsi davanti al giudice Milton F. Schoffer, erano stati arrestati nel corso di un'irruzione della polizia nella Jimbo's Lounge, in Weiser Street nelle prime ore della mattina dei 29 agosto.
La condanna della donna, Miss Beatrice Greene, nota pianista del locale nel quale lavora sotto il nome d'arte di Babe,  stata sospesa, con un anno di libert condizionata, e cos anche quella di quattro degli imputati. Due di loro, minori d'et, sono stati rimandati davanti al tribunale dei minorenni.
Un decimo imputato, Hubert H. Famsworth, non si  presentato davanti al giudice e la sua cauzione  stata confiscata. Contra ne  stata confiscata. Contro di lui  stato emesso mandato d'arresto, di lui  stato emesso mandato di arresto.
Il proprietario della Jimbo's Lounge, Mister Timoty Cartney, di
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Oramai le orecchie di Coniglio vedono quando Pajasek gli si avvicina da dietro per dirgli che lo vogliono al telefono. C' qualcosa di stanco e minaccioso nel suo passo, e inoltre il suo fiato ha una carezza sarcastica. Angstrom, forse dovremo spostare la tua lino nel mio ufficio. O installare qui una presa del telefono.
La mando al diavolo. Ed. Questa  l'ultima volta.
Non mi piace che la nostra vita privata ci intralci il lavoro.
Neppure a me. Te l'ho detto, glielo dico.
Diglielo, Harry, diglielo, per amore della vecchia Verity. La nostra  una squadra e siamo impegnati in una partita molto combattuta, perci cerchiamo di non mollare, d'accordo?
Una volta dietro le pareti opache lui dice, nell'apparecchio: Janice, questa  l'ultima volta. La prossima non vengo al telefono.
La prossima volta non ti chiamer, Harry. La prossima volta comunicheremo soltanto attraverso gli avvocati.
Come mai?
Come mai? "Come mai"!
Come mai. Avanti, su. Dimmi quello che devi dire, visto che ci sei. Devo tornare alla macchina?
Bene, per prima cosa mi hai lasciata perdere senza mai richiamarmi, e per seconda cosa ti sei preso un nero in casa insieme a quell'hippie, sei incredibile, Harry, mia madre lo diceva sempre, 'Non lo fa apposta, ha soltanto meno senso morale di un farabutto,' e aveva ragione.
Rimarr soltanto un paio di giorni. E' un caso eccezionale e anche divertente.
S, dev'essere molto divertente, ci sar da crepare dal ridere. Tua madre lo sa? In caso contrario, dammi una mano, perch ho intenzione di metterla al corrente.
A proposito, a te chi l'ha detto? Lui non esce mai di casa.
Con quel suo tono ragionevole spera di indurre anche lei alla ragione; si calma di un tantino, infatti. Peggy Fosnacht. Ha detto che Billy  tornato a casa con gli occhi fuori dicendo che quello l era a terra nel soggiorno e la prima cosa che ha detto  stato un insulto contro lui, Billy.
Non intendeva insultare ma soltanto scherzare.
Bene, piacerebbe anche a me scherzare, mi piacerebbe proprio, invece sono stata da un avvocato e abbiamo presentato richiesta perch Nelson mi venga affidato immediatamente. Dopodich seguir il divorzio. Per colpa tua naturalmente, cos non potrai risposarti per due anni. Non avevo altra scelta, Harry. Mi dispiace. Credevo che fossimo pi maturi e che non saremmo arrivati a questo, ho "odiato" l'avvocato, tutta la faccenda  troppo odiosa.
Gi. Be'. La legge lo , visto che serve soltanto una piccola lite. Il potere al popolo.
Secondo me ti ha dato di volta il cervello. Non c' altra spiegazione.
Ehi, che intendevi dire: ti ho lasciata perdere? Credevo che era questo che volevi. Non hai pi sedutine con Stavros?
Avresti almeno potuto reagire "un po'", esclama lei piangendo, cercando di prender fiato tra un singhiozzo e l'altro. Sei cos debole, hai cos poco nerbo, riesce a dire alla fine, ma ormai la sua voce  diventata un semplice suono animale, una specie di ansimo, di sibilo, come se stesse perdendo tutta l'aria dai polmoni. E allora lui dice: Ne parliamo dopo, telefona a casa, e riattacca, per fermare la perdita.
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Penn Park, rispondendo alle domande del VAT per telefono, si  dichiarato sorpreso e decisamente contrario all'uso della droga, di qualsiasi tipo.
Al momento degli arresti Cartney non era presente nel locale.
Circola da tempo, insistente, la voce di un'eventuale vendita di quel noto locale notturno a un sindacato di capitalisti neri.
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Durante l'intervallo del caff Buchanan s'avvicina. Coniglio si tocca il portafoglio, chiedendosi se la richiesta sar pi alta. Scalata. Aiuti all'estero. Benessere. Nel caso, lui rifiuter. Se chiede pi di venti, che portino la guerriglia in citt. Ma Buchanan gli porge due biglietti da dieci dollari, non gli stessi due ma altrettanto buoni. Amico Harry, dice, non sia mai detto che un nero non paga i suoi debiti. Ti sono grato mille e una volta, quei due dieci mi hanno capovolto le carte completamente. Ci crederesti? Due full serviti di seguito. Non credevo neppure ai miei occhi, nessuno ci credeva, quei pazzi la seconda volta si sono ritirati come se non ci fossero pi speranze. Caccia i soldi nella mano di Coniglio, che  lenta a chiudersi.
Be', grazie, Lester, in verit non...
Non t'aspettavi di rivederli?
Non cos presto.
Be', a volte hai bisogno tu e a volte un altro. Spartisci con tutti, non  questo che ci insegnano i grandi uomini?
Credo di s. Negli ultimi tempi non ho parlato con molti grandi uomini.
Buchanan ridacchia, per educazione, dondolandosi sulle gambe, scrutando, passandosi uno stuzzicadenti tra le labbra sotto i baffetti non pi grossi di uno stuzzicadenti. Ho sentito dire che sei cos alle strette da dover prendere pensionanti.
Oh. Quello. E' solo momentaneo, e non  stata un'idea mia.
Lo credo.
Ehm... Vorrei che non si spargesse.
Lo vorrei anch'io.
Almeno ha cambiato argomento. Come sta Babe? E' tornata al lavoro?
Che tipo di lavoro credi che fa?
Sai bene, suona. Volevo dire, dopo l'arresto e la condanna. Ho appena composto il trafiletto.
Lo so cosa intendevi dire, lo so benissimo. Vieni l da Jimbo's una sera qualsiasi della settimana, a farti un'idea migliore. La considerazione di Babe per te  aumentata assai, te lo dico io. Non che non sia rimasta colpita la prima volta.
Gi, okay, magnifico. Magari vengo, prima o poi. Se trovo una baby sitter. L'idea di ritornare da Jimbo's lo raccapriccia, come quella di lasciare Nelson, Jill e Skeeter soli in casa. Sta sprofondando in un sottomondo che aveva sempre visto soltanto dall'autobus. Buchanan gli stringe il braccio.
Organizzeremo qualcosa, promette il nero. Sissignore. Stringe ancora pi forte, come se volesse lasciare le impronte sotto lo schermo della camicia di tela azzurra da lavoro di Harry. Jer-ome mi ha detto di esprimerti tutta la sua gratitudine.
Jerome?
L'orologio dalla faccia gialla continua a ticchettare, il campanello di fine intervallo squilla. Ultimo a ritornare alla sua macchina, Farnsworth passa tra i tavoli della composizione vivacemente illuminati. Un uomo cos nero che brilla. Scuote la testa rapata, s'asciuga le labbra bagnate di whisky e lancia a Harry uno sgargiante sorriso. Fratelli in paternit.
Scende prima dall'autobus, subito dopo il ponte, e s'avvia a piedi lungo il fiume e attraverso il vecchio quartiere di mattoni carico e folto dei grandi cartelli stradali verdi. Il campanello di Peggy Fosnacht risponde col ronzio dell'autoscatto e quando lui esce dall'ascensore lei  sulla porta, in vestaglia blu informe. Oh, sei tu, dice. Credevo fosse Bill che aveva perso di nuovo la chiave.
Sei sola?
S, Harry. Ma pu tornare dalla scuola da un momento all'altro.
Mi basta un solo minuto. Lo fa entrare e si stringe addosso la vestaglia. Lui cerca di avvolgere lo scopo della sua visita in un po' di cortesia. Come te la passi?
M'arrangio. E tu?
M'arrangio. Anch'io.
Vuoi da bere?
A quest'ora?
Io sto bevendo.
No, grazie, Peggy. Posso fermarmi solo un minuto, devo andare a vedere che novit ci sono a casa.
Parecchie, ho sentito dire.
Proprio di questo sono venuto a parlarti.
Siediti, per piacere, mi stai facendo venire il torcicollo. Peggy prende un bicchiere luccicante e pieno di un liquido denso dal davanzale della finestra che d su Brewer, una palude di mattoni affondata ai piedi della montagna e stesa al sole, a riscaldarsi da est a ovest. Beve un sorso e i suoi occhi guizzano via. Sei scandalizzato perch bevo. Sono appena uscita dalla vasca. Spesso i pomeriggi li passo cos, dopo aver passato le mattinate dall'avvocato o a girare in cerca di un lavoro. Le segretarie le vogliono tutte pi giovani. E devono chiedersi anche perch non mi tolgo gli occhiali da sole. Quando torno mi spoglio e mi caccio nella vasca e in corpo, ma lentamente, un po' d'alcool, guardando i cubetti di ghiaccio che si fondono col vapore.
Mica male. Quello che volevo dirti...
Peggy  in piedi, davanti alla finestra, con un fianco spinto in fuori; la cintura della vestaglia  allentata e, sebbene sia solo un'ombra contro il brillante cielo incolore, lui sente con gli occhi, come se fossero la lingua, l'incavo tra i seni che dev'essere ancora umido per il bagno.
Lei lo sollecita: Cos' che volevi dirmi?
Volevo chiederti un favore: potresti pi o meno startene un po' zitta su quel fatto del nero che sta con noi e che Billy ha visto? Janice mi ha telefonato oggi e immagino che gliel'hai gi detto, ma non fa niente, se ti fermi a questo punto. Non vorrei che tutti sapessero. Non dirlo a Ollie, se ancora non gliel'hai detto, insomma. C' il lato legale della faccenda, altrimenti me ne fotterei. Alza le braccia, sfiduciato; ora che l'ha detto, proprio non valeva la pena dirlo.
Peggy gli si avvicina di qualche passo, vacillando - forse l'alcool o il tentativo di sporgere troppo il fianco per fare la seducende oppure soltanto quella sua vista, tutto doppio - e dice: Dev'essere una gran bella scopona quella l, per spingerti a fare tutto questo per lei.
Chi, la ragazza? No, in realt lei e io di solito ci troviamo su lunghezze d'onda diverse.
Peggy si butta i capelli indietro con un gesto scattante che le solleva il bavero della vestaglia e mette in mostra un seno; no,  ubriaca. Prova un'altra lunghezza d'onda.
Gi, mi piacerebbe, ma il fatto  che proprio in questo momento ho una strizza del diavolo a imbarcarmi in un'altra impresa. E poi, del resto, Billy sta per tornare a casa.
A volte si ferma ore al Burger Bliss. Secondo Ollie sta prendendo brutte abitudini.
A proposito, come sta Ollie? Tu e lui non state mai insieme?
Lei abbassa la mano che teneva tra i capelli e il bavero si richiude. Qualche volta viene qui e mi fa, ma questo non sembra avvicinarci affatto.
Probabilmente v'avvicina, solo che lui non lo dice. E' troppo imbarazzato per averti procurato rogne.
Tu s, lo saresti, ma Ollie  diverso. Non ci pensa neppure di sentirsi colpevole. Lui  un artista, sai? Praticamente  capace di suonare ogni strumento che prende in mano. Ma  un piccolo bastardo freddo.
Be', anch'io sono freddo, una specie. Sta all'erta, perch lei gli si  avvicinata di un altro goffo passo.
Peggy dice: Dammi le mani. Il suo sguardo s'incrocia su di lui, dietro di lui. Senza cambiare espressione, allunga le mani in basso, prende quelle di lui, che sono abbandonate lungo i fianchi, le solleva e se le porta al seno. Sono calde. Lui pensa. "Cuore freddo". Gli infila la sinistra sotto la vestaglia e la preme sul seno. Lui pensa a un animale sbudellato, allo stomaco di una vacca che esce da fuori; lei preme elasticamente sulle sue dita: il capezzolo un grumo, una giuggiola appiccicata al palmo. Ha gli occhi chiusi - vene sulle palpebre, zampe d'oca negli angoli - e sta dicendo: Tu non sei freddo, sei caldo, sei un uomo caldo, Harry, un brav'uomo. Ti hanno ferito e io voglio curarti, voglio aiutarti a guarire, fammi quello che vuoi. E' come se parlasse da sola, rapidamente, a bassa voce, ma l'ha attirato tanto a s che lui sente tutto; il fiato di lei gli soffia contro la gola; il battito del cuore gli si  appiccicato al palmo. La pelle della fronte  irritata, e la parte del corpo che la vestaglia rivela  pesante e strana, cieca come la fronte di una vacca. Ma, alleggerita dall'alcool, lei  scivolata in quello stato in cui il corpo dell'altro diventa il proprio, l'incarnazione di un egoismo segreto che soltanto lo specchio che riempiamo e il letto che riscaldiamo ci restituiscono; e lui  rinchiuso in questo corpo dell'amore di lei e, contro ogni iniezione e desiderio, s'ingrossa tutto per tenerezza: l'erezione monocola, gi in basso, comincia.
Protesta: Non sono un brav'uomo, ma anche lui sta scivolando, cedendo; allenta la stretta intorno al seno e agita la mano nel vuoto.
Lei insiste: Sei buono, sei dolce, e armeggia con la lampo dei pantaloni. Con la mano libera, lui scosta il bavero della vestaglia; l'altro seno guizza fuori e la cintura si scioglie.
Fuori, sul pianerottolo, la porta dell'ascensore sbatte. Dei passi s'avvicinano. Loro due si staccano di colpo; Peggy s'avvolge di nuovo la vestaglia intorno al corpo e nella retina di lui rimane impressa l'immagine di un triangolo, un cespuglio pi grosso del suo palmo, sotto un ventre pi bianco del cristallo, con argentei segni di elastico. I passi proseguono oltre. Ambedue mandano un sospiro di sollievo; ma l'incantesimo  ormai rotto. Peggy gli volta le spalle, si riallaccia la cintura. Ti tieni in contatto con Janice? chiede.
Non esattamente.
Come fai a sapere che le ho detto del nero?
Strano, gli altri non esitano a dire nero. Oppure a odiare la guerra. Dev'esserci qualcosa che non va in lui. Lobotomia. Dove il senso di colpa addenta, in prossimit della vescica, s'apre un abisso. Deve correre a casa. Mi ha telefonato per dirmi che un avvocato ha iniziato le pratiche per il divorzio.
E la cosa ti sconvolge?
Credo di s. Pi o meno. S, certo.
Io devo essere scema. Non ho mai capito perch ti sei messo con Janice. Non  mai stata una donna adatta per te, mai. Voglio bene a Janice, ma  la donna pi infantile e pi insensibile che abbia mai conosciuto.
Sembri mia madre.
Ed  male? Si gira di scatto, i capelli le si sollevano e volteggiano. Non ha mai visto Peggy cos improvvisamente tenera, cos direttamente donna. Riesce a sopportare persino i suoi occhi. Per scherzo, fingendosi pressato dall'incombente ritorno di Billy, le strofina il dorso della mano sui capezzoli.
Forse hai ragione. Dovremmo provare le nostre lunghezze d'onda.
Lei arrossisce, indietreggia; sembra stordita, come se uno specchio improvviso le avesse rivelata una realt troppo cruda. Si stringe ancora di pi addosso la vestaglia di spugna e dietro le spalle le compare una gobba. Se vuoi portarmi una sera a cena fuori, dice, sono sempre qui. E aggiunge, irritata: Ma non dar niente per scontato.
...
.
...
Presto, presto. L'autobus impiega un'eternit per arrivare, e il tratto a piedi gi per la Emberly non finisce mai. E tuttavia casa sua, la terz'ultima di Vista Crescent, bassa e nuova e di un cupo verde mela sul prato di un quarto di acro e spoglio di piante,  intatta, e tutt'intorno v' la distesa squallida di case uguali, tenute insieme dall'intensit della riproduzione. Il fatto che la macchia di nero all'interno di casa sua non sia rispecchiata e riprodotta lo inganna, facendogli sperare che addirittura non ci sia. Ma una volta saliti i tre gradini del portico e varcata la porta con i tre finestrini a gradini. Coniglio vede alla sua destra, nel soggiorno, da dietro - perch il divano ha cambiato posizione,  stato girato - una lanosa sfera nera tra il cono oro-fragola di Jill e la massa di capelli nero-Janice di Nelson: stanno guardando la televisione. A quanto pare, Skeeter l'ha reinstaurata. L'annunciatore, spettralmente pallido, perch la luminosit  regolata male, e rapido nel parlare come un vampiro, perch ci sono troppe notizie da annunciare tra i troppi inserti pubblicitari, sta dicendo: ...dopo cinque anni di esilio passati nella Cuba comunista, in vari stati africani e nella Cina comunista,  arrivato oggi a Detroit ed  stato immediatamente preso in consegna dagli agenti dell'F.B.I. in attesa. Ancora sul fronte razziale, la commissione per i diritti civili ha criticato aspramente l'amministrazione Nixon per la virgolette sua marcia indietro virgolette nei confronti dell'integrazione scolastica degli stati del Sud. A Fayette, nel Mississippi, tre bianchi membri del Ku Klux Klan sono stati arrestati per aver tentato di lanciare una bomba nel supermercato di propriet del sindaco negro, recentemente eletto, della citt, Charles Evers, fratello del leader dei difensori dei diritti civili ucciso negli ultimi tempi. A New York City, un portavoce del vescovo si  rifiutato di fare ulteriori dichiarazioni sulla controversa decisione del vescovado di quella citt di concedere duecentomila dollari, contro la richiesta di cinquecento milioni di dollari fatta dal leader della chiesa negra James Horman per virgolette riparazioni virgolette da parte delle chiese cristiane d'America per virgolette trecento secoli di indegnit e sfruttamento virgolette. A Hartford nel Connecticut e a Camden nel New Jersey, dopo i disordini della settimana scorsa nelle comunit negre di quella citt regna ora una pace precaria. E ora, un importante annuncio.
Salve, salve, dice Coniglio, ignorato.
Nelson si volta e dice: Ehi, pap, Robert Williams  tornato negli Stati Uniti.
Chi caspita  Robert Williams?
Skeeter dice: Culobianco,  un tale che ti metter il fuoco dietro.
Un altro Ges nero. Quanti ne siete?
Da molti falsi profeti, risponde Skeeter, sarai informato della mia venuta, giusto? Cos dice il Buon Libro, giusto?
Dice anche, 'E' venuto e se n' andato.'
E torna di nuovo, culobianco. Ti metter il fuoco dietro. A te e a Nixon, giusto?
Povero vecchio Nixon, persino le stesse commissioni nominate da lui gli danno addosso. Che canchero deve fare? Non pu andare in ogni ghetto a riparare personalmente i cessi. Non pu dare a ogni scalzacane di drogato un milione di dollari e una laurea. Nixon, ma chi  Nixon? E' un tipico poverocristo da camera di commercio che  arrivato a sedersi sulla sedia rovente ed  cos pirla da giudicarla una buona fortuna. Lasciatelo in pace quel povero disgraziato, sta solo cercando di ammorbarci a morte per distrarci dal suicidio generale.
Nixon, merda. Quel loffio bianco  stato messo l dai voti bianchi, giusto? La camicia nera  la sua vera vocazione. E' un Erode, amico, e tutti noi pirlotti neri faremo bene a ricordarcelo.
Pirlotti neri, caporioni neri, cristiddio non ne posso pi della parola nero. Se dicessi bianco un ottantesimo delle volte in cui voi dite nero vi verrebbe lo stranguglione a furia di strillare. Per l'amordiddio, dimentica il colore di quella tua pellaccia.
Lo dimenticher quando lo dimenticherai anche tu, giusto?
Dio santissimo, quanto darei per dimenticare non solo la tua pelle ma anche tutto quello che c' dentro. Tre giorni fa m'era parso che dicevi che andavi via dopo un tre giorni.
Pap, no. La faccia di Nelson  tesa. Ma' aveva e ha ragione: troppo delicato, troppo nervoso. Sempre convinto che il mondo sta per crollargli addosso, e finir che gli crolla davvero addosso. L'istinto universale a eliminare il debole.
Jill s'alza per difendere gli altri due. Tre contro uno: lui. Coniglio,  addirittura esilarato. Palleggiando e scartando, prima che lei apra bocca, le dice: Di' al pi scuro dei tuoi amichetti che m'era parso che aveva promesso di squagliarsela una volta messa insieme la mazzetta. Io qui ho venti dollari da dargli. Il che mi ricorda un'altra cosa.
Skeeter lo interrompe, rivolgendosi al vuoto davanti a lui: Quando lui fa cos mi piace assai. E' proprio l'Uomo, il Bianco.
E Jill aggiunge la sua: Nelson e io ci rifiutiamo di vivere in mezzo a tutti questi litigi. Stasera dopo cena terremo una discussione organizzata. In questa casa c' un bisogno disperato di un po' di educazione.
Casa, risponde Coniglio. Io la chiamerei campo di profughi. Poi si ricorda di quello di cui s'era ricordato: Ehi, Skeeter. Tu non l'hai un cognome?
X, risponde Skeeter. 42X.
Sicuro che non  Farnsworth?
Il corpo del nero spunta fuori dal suo guscio e rimane cos, quasi sporto in fuori, per qualche secondo, prima di riacquistare rigidit. Quel Superlecca, dice in tono deciso, non ha niente a che vedere con me.
Il "Vat" diceva che il tuo cognome  Farnsworth.
Il "Vat", replica l'altro, la faccia una smorfia sola,  un fogliaccio fascista.
Quando hai segnato, te ne torni indietro a capo chino dall'altra parte del campo, ma con dentro quella sensazione di aver segnato un punto che non potr essere mai pi cancellato. Cos. Chiedevo, dice lui. Coniglio, e sorride. Poi allunga le braccia, quasi volesse toccare le due pareti opposte. Chi prende una birra con me?
Dopo cena, Nelson lava i piatti e Skeeter li asciuga. Jill sparecchia e apparecchia il soggiorno per la loro discussione organizzata; Coniglio l'aiuta a spostare il divano di nuovo al suo solito posto. Sugli scaffali tra il soggiorno e il tinello, come lo chiamavano loro, scaffali che lui e Janice avevano sempre lasciati vuoti, ora lui nota una serie di libri tascabili segnaletici, con i dorsi incavati e consumati dall'uso. "Scritti scelti di W. E. B. Du Bois", "La vita e i tempi di Frederick Douglas", "Anima su ghiaccio", "I relitti della terra", pi altri ancora, storia, Marx, economia, roba che d i brividi a Coniglio, come quando pensa a quello che fanno i chirurghi o a tutte le tubature che corrono sotto la strada. Sono di Skeeter, spiega Jill. Oggi sono andata da Jimbo's a prenderli insieme ai vestiti. Erano da Babe.
Ehi, culobianco, grida Skeeter dalla cucina, dietro gli scaffali, sai dove l'ho presi quei libri? L nel Nam, alla biblioteca della base di Longbinh. Ci tengono a farci leggere in quel tuo esercito di pazzi. Ci insegnano a leggere, a sparare, a scoprire l'erba, ad annusare la polverina, sono proprio i migliori amici dei neri, come del resto dicono loro stessi! E sbatte lo straccio per asciugare i piatti, "pap"!
Coniglio non gli d retta e chiede a Jill: Sei andata l? E' pieno di poliziotti, potevano seguirti.
Sempre dalla cucina, Skeeter strilla: Non preoccuparti, culobianco, quei poveri porci hanno altri neri pi importanti di me di cui occuparsi. Sai cos' successo a York, giusto? Be', quello sembrer un ballo di beneficenza in confronto a quanto succeder a Brewer. "Pap"!
Lavando i piatti accanto a lui, Nelson chiede: Spareranno contro tutti i bianchi?
Solo ai pi grossi e pi brutti, grosso modo. Tu stattene alla larga da quel cipressetto di Billy e stammi vicino, culettobianco, cos non ti succeder niente.
Coniglio prende un libro a caso e legge:
...
.
...
Il governo di un paese deve mirare al progresso del popolo e non ai vantaggi di un'aristocrazia. L'obiettivo dell'industria deve essere il benessere dei lavoratori e non l'arricchimento dei capitalisti. L'obiettivo della civilt deve essere il progresso culturale della massa dei lavoratori e non soltanto di un'lite culturale.
...
Gli viene la pelle d'oca, come ai musei, quando v'andava in gita scolastica a vedere le mummie ammuffite nelle loro casse d'oro e le zanne d'elefante con intagliato un centinaio di cinesetti strabici. Vite impensabilmente lontane, abissi d'esistenza, peggio di tutto quello che striscia e grufola, cieco, sul fondo degli oceani. Il libro  pieno di sottolineature fatte da Skeeter. Legge:
...
Svegliati, svegliati, raccogli la tua forza o Sion! Respingi la vacuit dei missionari, che non insegnano n amore n fratellanza ma unicamente i vantaggi del profitto privato sul capitale, sottratto alla tua terra e al sudore. Svegliati, Africa! Indossa lo splendido mantello del socialismo panafricano.
...
Rimette a posto il libro, risollevato. Non esistono mantelli del genere. Tutte fessate. Di cosa dobbiamo discutere? chiede poi, mentre si dispongono intorno al panchetto.
Nervosa, arrossendo, Jill risponde: Skeeter, Nelson e io ne parlavamo oggi, e siamo giunti alla conclusione che poich, a quanto pare, quello della comunicazione  un problema doloroso...
Di questo si tratta? fa Coniglio. A me pare che comunichino fin troppo bene.
...una discussione razionale e organizzata pu forse esserci di aiuto, oltre a educarci.
E io sarei quello da educare, vero? dice Coniglio.
Non necessariamente. Quel tono serio di Jill gli ispira pena e tenerezza; "siamo fin troppo a favore di lei", pensa. Tu sei pi anziano di noi e quindi rispettiamo la tua esperienza. Siamo tutti d'accordo, immagino, sul fatto che il tuo problema sta nel fatto che non ti  mai stata offerta occasione di esprimere e formulare la tua opinione. Dato il contesto americano, assolutamente competitivo, sei stato costretto a trasformare tutto in azione troppo rapidamente. La tua vita non ha nessun contenuto meditativo,  tutta istinto, e quando l'istinto ti abbandona non ti resta nulla di cui possa fidarti. E questo ti rende cinico. Il cinismo,  stato detto, non  che prammatismo stanco. Il prammatismo andava bene a un certo momento, qui in America, al momento della frontiera, funzion, tra sprechi e crudelt, ma funzion.
A nome di Daniel Boone, dice Coniglio, ti ringrazio.
E' uno sbaglio, continua Jill, senza badargli, parlando degli americani come sfruttatori, dimenticare che i primi a essere sfruttati sono essi stessi. Tu, aggiunge, sollevando il viso, occhi, lentiggini e narici tutta una costellazione, non ti sei mai offerto la possibilit di pensare, se non cose riguardanti la tecnica, la pallacanestro e la stampa, che servono solo a uno scopo di auto-sfruttamento. Tu ti porti dentro un vecchio concetto di 'Dio e una vecchia forma esasperata di patriottismo. E, ora, anche una moglie vecchia. Lui, Coniglio, raduna il fiato per protestare, ma con un gesto della mano lei lo prega di lasciarla finire. E accetti queste cose come sacre non per amore o fede ma per paura. Il tuo cervello  intorpidito perch dal primo momento, quando il tuo istinto venne meno, arrivasti alla frettolosa conclusione che tutto  niente, che la vera risposta  zero. Cos impostiamo le cose noi americani, o vincere o perdere, tutto o niente, uccidere o morire; perch non ci siamo mai concessi il tempo necessario per pensare. Ora per, capisci, dobbiamo concedercelo, perch agire non basta pi, perch l'azione senza pensiero  violenza. Come  dimostrato nel Vietnam.
Finalmente lui pu parlare: C'era violenza nel Vietnam ancor prima che sentissimo parlare di quel paese. Gi da come me ne sto qui buono buono a sentire queste puttanate puoi capire che fondamentalmente sono un pacifista. Indica Skeeter. E' lui il figlio di puttana violento.
Ma capisci, replica Jill, con voce calma, fastidiosa, con appena una ingannevole e ironica traccia di quella che adopera invece quando  a letto, il motivo per cui Skeeter ti annoia e spaventa  nel fatto che lui per te  opaco, nel fatto che non sai niente della sua storia, e non intendo la sua storia personale quanto quella della sua razza, la storia di come  arrivato fin qui. Le cose da cui ti senti minacciato, come le sommosse e l'integrazione, per te sono saltate fuori dal nulla sulle pagine dei giornali. Perci abbiamo pensato che dovevamo parlare un poco, tra noi, discutere, tenere una specie di seminario sulla storia afroamericana.
Per piacere, pap, implora Nelson.
Cristiddio, okay. Colpitemi pure. E va bene, abbiamo trattato gli schiavi come bestie, ma allora perch un po' di neri americani non rinunciano alle loro Cadillac, ai televisori a colori, scusate il bisticcio, e non se ne tornano in Africa?
Pap, "no".
Skeeter esordisce; Lasciamo perdere la schiavit, culobianco. E' stata tanto tempo fa, un'eternit, e tutti la praticavano, una specie di fatto nazionale, giusto? Per devo dire che pi puzzava di merda pi ci davate sotto, giusto?
Avevamo pi terra.
Piano, calmati. Niente polemiche, giusto? Avevate il cotone che cresceva, giusto? E a nessuno se non ai neri andava di morire in quelle paludi del cotone, giusto? In ogni modo, faceste quella guerra. Avevate quei pazzi su nel Nord come Garrison e Brown che s'agitavano e gi nel Sud un mazzo di superschiavisti come Yancy e Rhett, che pensavano di potersi ingrassare con la separazione. Lo spasso , deglutisce, ansima, e Coniglio se l'immagina con la testa rapata e vede Farnsworth, che non ingrassarono, i confederati l'imbarcarono su una nave e li spedirono via per eleggere poi tipi che giocavano sul sicuro! E lo stesso su nel Nord, con i tipi come Sumner. Quando si tratta di votare, alla gente il tipo con le idee fa paura, giusto? Sai, ma immagino che no, che un certo signorino Ruffin, un tipo con un cervello fino che ha inventato l'agricoltura moderna o qualcosa del genere, bene, sai che questo signorino odiava gli yankees talmente che diede fuoco alla miccia del primo cannone a Sumter e che quando il Sud perse si tir una palla in testa? Gente scatenata. Bello, giusto? E cos, in "ognimmodo", Lincoln ebbe questa guerra, giusto?, e la combatt per un sacco di ragioni sbagliate - che c' di sacro in un'"Unione", non  altro che un trust di potere, giusto? - e per un'altra ragione sbagliata liber gli schiavi, e combin il guaio. Dio benedica l'America, giusto? Ma  qui che comincio a impazzire.
Impazzisci, Skeeter, dice Coniglio. Chi vuole una birra?
Io, pap.
Met.
Jill dice: Io la divido con lui.
Skeeter dice: Quella roba l fa marcire l'anima. Ti secca se accendo un po' di rosso buono?
Non  legale.
Giusto. Ma tutti lo fanno. Tutti quei lecconi su a Penn Park cosa pensi, che si prendono il martini quando tornano a casa la sera? Questo succedeva ieri. No, fumano erba. Francamente,  pi di moda della gomma da masticare. L nel Nam, era la giuggiola del combattente.
Okay, accendi. Immagino che fino a questo ci siamo arrivati.
Dobbiamo arrivare anche oltre, dice Skeeter, arrotolandosi la sigaretta con una cartina gialla sottile, dopo aver attinto da una borsetta di gomma tirata fuori da sotto il cuscino del divano dove lui dorme; poi la lecca rapidamente con quella sua piatta lingua chiara, attorcigliandola all'estremit. Quando l'accende, l'estremit attorcigliata prende fuoco. La succhia avidamente, stringendola come se stesse per sprofondare da un momento all'altro, e poi sbuffa fuori con un rutto il dolce fumo. Porge l'estremit bagnata a Coniglio. Provi?
Coniglio scuote il capo e guarda Nelson. Gli occhi del ragazzo, puntati su Skeeter, sono lucidi come quelli di un uccello. Forse Janice ha ragione, sta facendo vedere troppe cose al ragazzo. Ma non  stato lui ad andarsene. E la vita  quella che , l'ha inventata Dio, non lui. E tuttavia guarda il figlio temendo che la sua presenza nella stanza venga tradotta in una benedizione. A Skeeter, dice: Continua con la tua storia. Lincoln vinse la guerra per ragioni sbagliate.
E poi fu sparato, giusto? Skeeter passa la sigaretta a Jill. Nel prenderla, lei guarda Coniglio e i suoi occhi chiedono: "E' questo che volevi"? La tiene in mano da esperta, non come una sigaretta di tabacco, che  solo roba per far gesticolare Fred Astaire, ma con la stessa riverenza che se fosse cibo, alimento, con tutte le dita che pu metterci intorno e portandosi alla bocca l'estremit bagnata come se fosse un capezzolo. Il suo viso sottile acquista un'espressione di pace, lo spessore dei sogni. Skeeter intanto sta dicendo: E cos aveste questi quattro milioni di schiavi liberati ma senza terra n lavoro, e per di pi, in un'economia morta in piedi, che pensavano che i giorni dell'Alleluja erano arrivati. Pascoli verdi, giusto? Quaranta acri e un mulo, giusto? Accidenti e maledizione, culobianco, quella fu la cosa pi patetica, la maniera con cui quei poveri neri abboccarono all'amo. Impararono da soli a leggere, si ruppero le schiene per una miseria, mandarono brav'uomini a quella chiavica di Senato, stabilirono leggi per dare agli stati del Sud le prime scuole pubbliche che si fossero mai viste laggi, e che ne venne fuori, una bella edu"cazzzione", giusto? Jill, anima mia, ripassa quella siga, tu ti spedisci dritto alla luna, questo  rosso puro. E in tutto questo frattempo, culobianco e culettobianco, i negrieri laggi avevano la bava alla bocca e chiamavano scimmie i nostri eroi neri. Di pi non potevano fare finch i soldati nordisti stavano ancora da quelle parti, giusto? Scimmie, babbuini e scimpanz: quei dolci neri pieni di speranze che cercavano di trasformarsi in uomini, convinti d'essere stati chiamati a essere uomini, finalmente, in questi Stati Illuminati di Amerri-ca. Il viso del nero sta perdendo il suo guscio di vergogna. Freme come se stesse per piangere e si  tolto gli occhiali. Sta allungando la mano verso Jill per riprendersi la sigaretta di marijuana, senza staccare intanto gli occhi dal viso di Coniglio. Il quale  impietrito, in uno scatenamento di pensieri. Nelson. Bisogna mandarlo a letto, sta vedendo troppe cose. E sente che, nell'ascoltare Skeeter, il proprio viso  diventato debole, informe, impenetrabile. La birra ha un cattivo sapore di malto.
Skeeter ha invece voglia di piangere; di urlare. Sta seduto in punta al divano e agita tanto le braccia che gli si potrebbero addirittura spezzare. E' fuori di s, impazzito. E allora cosa ti fece il Sud? Chiamarono babbuino, linciarono e frustarono e bidonarono il nero, privandolo di quei pochi centesimi che s'era guadagnato e ringraziarono il loro Cristo bianco di non dovergli dare pi da mangiare. E cosa ti fece il Nord? Si ritir. Se la squagli. Aveva radunato tutta quella forza per la guerra e ora stava guazzando nel pi profondo e pi felice fango di avidit e corruzione e sfruttamento e inquinamento e ammazzamento di indiani che questo povero vecchio puttano di un pianeta ha mai visto, giusto? Non t'addormentare, culobianco, perch ora viene la parte interessante. I culsudisti si misero insieme con i culnordisti e dissero, mettiamoci d'accordo. Cos' questa storia della democrazia? Creiamo una dollarocrazia. Che ce ne fotte a noi dei liberi e degli schiavi? Capitale contro lavoro, di questo si tratta, giusto? Questa povera baldracca di paese  la pi grossa burrata che ci s' mai presentata, perci pappiamocela, amico. Voi fottete la vostra mano d'opera nera e noi fottiamo la nostra mano d'opera d'immigrati mongoloidi e rincoglioniti e, "urrah"! Alleluja! Giusto? E cos l'organizzazione per la libert agli schiavi fu tolta di mezzo e i governatori militari furono cacciati via da negrieri a cavallo che erano assai bravi a sbranare le ragazze di colore con un pupo in corpo e a Tilden leccarono via la presidenza con la pi grossa truffa elettorale che trovi ammessa in ogni falso libro di storia. E questa fu la rivoluzione del 1876. Quanto al nero,  questo il 76 che brucia: cento anni prima c'era solo un gruppetto di galantuomini inglesi che evadevano le tasse. S' rimesso gli occhiali, la cui montatura brilla dietro l'azzurro del fumo. La sua voce si fa di nuovo ironica. E cos cantiamo tutti "America The Beautiful", giusto? Nord e Ovest, baroni, malandrini e povericristi. Gi nel Sud, un solo grande arrosto di neri. Hitler, benedetta l'anima sua, almeno cerc di tenere nascosti i forni. Gi nella Dixieland, a ogni magnolia era appesa una corda. Amico, fecero passare leggi che se un nero starnutiva a tre miglia da un culobianco gli davano le palle in pasto ai cani. Un nero non saltava gi dal marciapiede a leccare il succo di tabacco ogni volta che un cittadino sputava? Veniva messo in una mandria incatenata e venduto al cognato dello sceriffo a poco pi di un uovo di coccodrillo. E se osava chiedere il voto che il Quinto Emendamento gli aveva concesso in pieno, be', trovavano la maniera per scuoiarlo abbastanza lentamente; non riuscivano a trovare abbastanza leggi per esprimere la loro disapprovazione, meglio per un povero nero disgraziato andare a ficcare il capo dritto in un bel cappio, da solo, che cercare di cacciarlo in una cabina elettorale. Giusto? Culobianco, devo ammetterlo, ve la siete visti proprio bene. Il Sud riebbe la schiavit a met costo, riebbe il controllo del Congresso contando i voti neri che non potevano essere dati, e il Nord ebbe i soldi del cotone di cui aveva bisogno come capitale, e tutti se la spassavano a cagare sul povero nero e a tapparsi il naso. Tu ci credi a queste cose?
Credo a tutto, risponde Coniglio.
Credi, credi che m'imbufalo talmente a raccontare questo che se avessi un coltello te lo caccerei dritto in gola per poi stare a guardare quel tuo sangue bianco latte scorrere fuori e quanto mi piacerebbe, oh, quanto mi piacerebbe. Skeeter sta piangendo. Lacrime e fumo si mescolano sulla pelle scura del suo viso.
Okay, okay, fa Coniglio.
Skeeter, non piangere, dice Nelson.
Skeeter, era troppo buona, d'ora in poi mi mancher, dice Jill e s'alza in piedi. Mi gira la testa.
...
.
...
Ma Skeeter vuole parlare soltanto a Harry. Quello che voglio dirti, riprende, quello che voglio chiarire, culobianco,  che avete avuto la possibilit, potevate imboccare una strada migliore, giusto? Invece diventaste avidi, giusto? Ci vendeste, giusto? E vendeste voi stessi. Come disse Lincoln, pagaste col sangue, spada contro frusta e via dicendo, e non ci tiraste su. Noi vi tendevamo la mano, amico, eravamo i cani fedeli che aspettano l'osso, e voi ci prendeste a calci, ci fotteste, ci fotteste.
Skeeter, per piacere, non darmene pi di quella roba, qualunque cosa era, mai pi mai pi, dice Jill, allontanandosi, trascinandosi via.
Skeeter controlla le proprie lacrime, solleva il viso annerito a strisce, come cenere bagnata. Non soltanto noi, vendeste anche voi stessi, giusto? Avevate tutto, stavate bene, e imboccaste quella strada infangata d'avidit, amico, trasformandovi nel buco del culo del pianeta. Giusto? Per fare andare avanti il fatto capitalistico lasciaste fare a modo loro tutti quei culnegrieri, e a Nord e a Sud ovunque guardi vedi culnegrieri, accumulaste veleno, e questo ora salta fuori, culobianco, dite America a voi stessi e ancora ne cavate trombe e stelle e bandiere, ma andate a dirlo a un qualunque nero o giallo e ne cavate odio, giusto? Amico, il mondo vi odia, siete i porci sbirri che soffocate tutto. Agita, con gli occhi offuscati, il dito scarno; poi la testa gli crolla.
Da sopra, discreto come il rumore che fa un gatto nell'afferrare un uccello, si sentono dei conati, Jill sta male.
Nelson chiede: Pap, non dovresti chiamare un dottore?
Si riprender. Vattene a letto. Domani hai la scuola.
 Skeeter guarda Coniglio; ha gli occhi accesi e catarrosi. L'ho detto, giusto?
L'unico neo di tutta la storia, gli risponde Coniglio,  che si tratta di pura autocommiserazione. Il vero interrogativo : Dove andate se ve ne andate? Siamo tutti su una barca che fa acqua. Tu parli come se l'unico scopo che questo paese ha avuto davanti sin dagli inizi  stato quello di frustrare i neri. Cacchiarola, siete solo il dieci per cento. Il fatto  che la maggior parte della gente se ne fotte di quello che fate. Questo  il paese pi libero di tutti, tiratevene fuori, se ce la fate. Se non ce la fate, crepate in silenzio senza dar pi fastidio. Ma cristiddio, piantatela con questa lagna.
Amico, tu ti sbagli. Sei bianco e ti sbagli. Noi vi affasciniamo, bianco mio. Noi vi veniamo in sogno. Noi siamo l'incubo della tecnologia. Noi siamo tutto il lato soddisfatto che avete represso in voi stessi quando siete andati a impantanarvi nell'avidit. Noi siamo quello che  rimasto fuori dalla rivoluzione industriale, quindi siamo la "prossima" rivoluzione, e non lo sapete? Lo sapete. Altrimenti tu perch avresti tanta paura di me. Coniglio?
Perch sei un rompipalle. Io me ne vado a letto.
Skeeter rotea lentamente il capo, se lo tocca con gesto dubbioso. Sotto la luce della lampada a stelo la tonda massa di capelli appare priva di sostanza e il cranio stretto come il manico d'osso d'un coltello. Si gratta la fronte come se vi si fossero poggiati dei moscerini. Dice: Sogni d'oro. Io son troppo fatto per dormire, adesso, me ne star qui a meditare sulle miserie umane. Ti d fastidio se accendo la radio, a basso volume?
No.
Di sopra, Jill, un improvviso e caldo fagotto tra le sue braccia, lo implora in un rapido bisbiglio: Mandalo via, Harry, non farlo restare, non mi fa nessun bene, non fa bene a nessuno di noi.
Tu l'hai portato qui. Scambia le sue parole per quelle, esagerate, dei bambini quando vogliono mettere in fuga le loro paure parlandone; e cinque minuti dopo lei dorme profondamente, infatti, immobile. L'orologio elettrico brucia dietro il capo di lui come lo scheletro d'una piccola luna. Gi di sotto, una radio accesa gracchia debolmente. E poco dopo anche lui. Coniglio, dorme. Stranamente, con Skeeter in casa lui dorme profondamente.
Che ne dici di un goccio rapido, Harry? E al barista, come al solito, il padre di Coniglio dice: Una Schlitz.
Whisky sour, dice lui. L'estate  finita, nel Phoenix Bar l'aria condizionata  stata spenta. Chiede: Come va ma'?
Come meglio non si pu sperare, Harry. S'accosta di qualche centimetro, cospiratore. Quella roba nuova sembra che funzioni davvero, adesso rimane in piedi per ore di seguito. Per me, per, la domanda da sessantaquattromila dollari  sempre, quali saranno gli effetti a lungo andare? Il dottore, be', devo dire che  abbastanza onesto a questo proposito. Quando andiamo all'ospedale le dice sempre, 'Come sta la mia cavia preferita?'
E qual  la risposta? chiede improvvisamente Coniglio.
Il padre rimane perplesso. Quella di lei?
Quella di tutti.
Ora il padre capisce la domanda e si stringe nelle spalle, gi strette nella camicia bianca pulita. Fede cieca, dice poi. E aggiunge, con un brontolio: Un'anima disgraziata, in pi sottoterra.
Alla televisione, dietro al banco, certa gente sta sfilando in processione davanti a una bara, ma il sonoro  abbassato e Coniglio non sa se si tratta del feretro di Everett Dirksen a Washington o della cerimonia funebre per Ho Chi Minh a Hanoi. I dignitari sembrano tutti uguali, sempre in lutto. Il padre si schiarisce la gola e rompe il silenzio: Ieri sera Janice ha telefonato a tua madre.
Accidenti, dev'essere fuori di s, sta sempre al telefono. Stavros avr perso vigore.
Era molto sconvolta, diceva che ti sei preso un uomo di colore in casa.
Non  esatto, non me lo son preso,  lui che s' piazzato, pi o meno. Per nessuno dovrebbe saperne niente. Credo che  il figlio di Farnsworth.
Non  possibile, che io sappia Jerry non  sposato.
Di solito non si sposano, giusto? Quando erano schiavi non gli era permesso.
Quel piccolo accenno storico fa storcere la bocca a Earl Angstrom. Gli sembra un po' pesante, diamine, proprio lui, suo figlio. E devo dire, Harry, che la cosa non rallegra neppure me.
Il funerale (la bandiera sulla bara ha le stelle e le strisce, quindi deve trattarsi di Dirksen) scompare e al suo posto si vedono ora cannoni che sparano, autocarri che avanzano nel deserto, apparecchi che picchiano silenziosi dal cielo, soldati che salutano agitando le mani. Non sa se si tratta di israeliani o egiziani. Chiede: E ma', ne  contenta?
Devo dire che  stata molto sbrigativa con Janice. Le ha detto che se vuole occuparsi della tua famiglia fa bene a tornare. E anche che non ha nessun diritto di lamentarsi. Poi non so che altro. Non ce l'ho fatta a sentire, quando le donne cominciano a litigare io me la squaglio sempre.
Janice ha parlato di avvocati?
Tua madre non me ne ha accennato. Detto tra noi, Harry, era cos sconvolta che mi ha messo paura. Credo che ha dormito non pi di due o tre ore. S' presa il doppio della dose di Seconal e lo stesso non riusciva a chiudere occhio. E' preoccupata e, scusa se metto becco in affari che non mi riguardano, Harry, anch'io sono preoccupato.
Di che?
Preoccupato per questo nuovo sviluppo della situazione. Io non ce l'ho con i neri, sono contento di lavorare insieme con loro e ci ho lavorato per venti anni, e se  necessario vivrei pure a porta con loro, anche se sta di fatto che ancora non sono comparsi a Mt. Judge, ma dagli un dito e si prendono tutta la mano, per quello che mi consta.
A te che ti consta?
Ti bruciano il paglione, risponde il padre. Non provano il minimo senso di gratitudine. Io non do colpa a nessuno, ma la verit  questa, ti bruciano il paglione e poi se la ridono di te. Sono diversi da noi,  inutile dire che sono uguali. Mi hai chiesto cosa mi consta e io non voglio farla lunga, anche se avrei cose da dire, solo ricordati che io sono cresciuto nella Terza Circoscrizione quando era pi bianca che nera, e ci mescolavamo in ogni senso. Conosco la gente di questa contea. E' brava gente. Le piace mangiare e bere, le piace avere i bordelli numerati e tutto, e continua a votare sempre per gli stessi imbroglioni, ma non le piace vedere le proprie donne profanate.
Ma chi stanno profanando?
Quel bel menage che stai portando avanti, gi il solo fatto che acconsenti,  una profanazione. Hai sentito per caso cosa ne pensano i tuoi vicini?
Non li conosco nemmeno.
Aspetta che quel nero metta il naso fuori casa e li conoscerai, li conoscerai, sicuro come il fatto che sto cercando d'esserti amico e non padre. Il tempo in cui potevo farti ragionare a cinghiate ormai  passato da un pezzo, Harry, e in ogni modo ci hai sempre dato meno preoccupazioni di Mim. Tua madre mi dice sempre che ti fai menare per il naso dalla gente e io le rispondo sempre, Harry sa il fatto suo, lui casca sempre in piedi, ma ora comincio a credere che lei ha ragione. Tua madre star conciata male ma  ancora difficile farla scema, te lo dice uno che ha tentato.
Quando hai tentato?
Ma quel segreto - pa' ha ingannato ma'? - rimane chiuso dietro quella dentiera allentata che il vecchio continua a sistemarsi muovendo meccanicamente la mascella. Invece dice: Facci un favore, Harry, mi rompe da morire chiedere, ma facci il favore di venire a trovarci stasera per parlare di questo. Tua madre s' comportata con durezza con Janice ma io so quando  scossa.
Stasera no, non posso. Magari tra un paio di giorni le cose si saranno sistemate.
Perch non puoi, Harry? Ti prometto che non ti appestiamo di domande n altro, santiddio, se fosse per me non te lo chiederei, ma qua si tratta dello stato mentale di tua madre. Sai, e gli scivola ancora pi vicino, cos che le loro maniche bianche si toccano e lui, Coniglio, avverte l'odore aggressivo della nebbia nel fiato del padre, s'appresta al viaggio che tutti quanti dovremo fare, prima o poi.
Smettila di chiedermelo, pa', in questo momento non posso.
Ti hanno in mano, eh?
Lui s'alza, decide che un solo whisky sour basta e risponde: Giusto.
...
.
...
Quella sera, dopo cena, parlano della schiavit. Jill e Skeeter hanno lavato i piatti insieme e Coniglio ha aiutato Nelson a fare i compiti di scuola. Il ragazzo quell'anno comincia a studiare l'algebra ma ancora non riesce a capire quando  che un polinomio si spacca in due belle uguaglianze di X, una negativa e una positiva. Lui, Coniglio, era bravo in matematica, era un gioco con i suoi limiti, i suoi movimenti ordinati e una promessa di completezza alla fine. La combinazione gli riusciva sempre. Nelson invece  negato a queste cose, ha paura di abbandonarsi troppo; un ragazzo intelligente ma chiuso, spaventato forse da quello che  successo alla sorellina: spaventato perch pensa che potrebbe succedere anche a lui. Manca ancora mezz'ora a "Laugh-In", che tutti loro vogliono vedere. Quella sera Skeeter prende posto nella grossa poltrona marrone e Coniglio in quella col righino d'argento. Jill e Nelson seggono sulla gommapiuma del divano. Skeeter ha dei libri in mano; sembrano infantilmente chiassosi tra quelle sue mani ossute e scure. I giorni di scuola. "Sesame Street".
A Coniglio, Skeeter dice: Culobianco, credo che ieri sera ho tradito la verit quando ho detto che la vostra schiavit era un fatto nazionale. A rifletterci sopra, sembra invece che il vostro stile di schiavit era particolarmente pessimo, pi o meno il peggiore, a dire la verit, tra quelli che questo povero pianeta inzuppato di sangue ha mai conosciuto. La sua voce, nel dir questo, esercita una costante pressione, un vento che fa frusciare un albero morto. Il suo sguardo non si sposta mai n su Jill n su Nelson.
Coniglio, da bravo studente (alla scuola superiore aveva sempre una buona media), chiede: Perch era tanto cattivo?
Vediamo se indovino quello che pensi. Tu pensi che nelle piantagioni non era tanto male, giusto? Con i banjo e tutte le frittelle che potevi mangiare e il vecchio Masta l nella grande casa invece che al ministero degli interni, giusto? Quei neri del resto erano dei selvaggi, le loro teste erano scatole d'osso senza niente dentro, e se la cosa non gli andava, be', perch non crepavano nelle loro catene come i nobili pellirosse, giusto?
Gi, perch?
Mi piace questa domanda. Mi piace perch ho la risposta. La ragione  che il vecchio Tonto era cos primitivo che per lui il lavoro della terra non aveva nessun senso, lui stava sulla luna, giusto?, e lontano da tutto. Il nero invece, be' lui era dell'Africa Occidentale, dove conoscevano l'agricoltura. Dove avevano un'organizzazione sociale. E come credi che quegli schiavi arrivavano fino alla costa da migliaia di miglia nell'interno? La cosa l'organizzavano altri neri, non ci volevano i bianchi nell'affare, volevano tenersi la torta tutta per s. Uomini organizzati, giusto?
Interessante.
Sono contento che dici cos, e ti sono grato per l'interesse che mostri.
Lui diceva sul serio, intercede Jill.
Inghiottiti la lingua, dice Skeeter, senza guardarla.
Inghiottitela tu, interviene Nelson. Lui, Coniglio, sarebbe orgoglioso del ragazzo, ma ha l'impressione che la difesa di Jill da parte di Nelson, come l'attacco di Skeeter, siano cose automatiche: parti dello schema che i tre hanno sviluppato insieme mentre lui era al lavoro.
La lettura, sollecita Jill.
Skeeter spiega: La piccola Jill e io, oggi abbiamo scambiato quattro chiacchiere e lei  dell'idea che bisogna organizzare di pi le nostre serate, giusto? Dovremmo leggere qualcosa ad alta voce, altrimenti va a finire che parlo sempre io, almeno fino a quando non decidi di mettermi di nuovo al tappeto, cio di buttarmi a terra come hai fatto l'altra volta.
Allora fatemi andare a prendere una birra.
Ti fa venire i bruciorini nello stomaco, amico. Fammi piuttosto accendere un po' di filigrana buona di Tijuana, cos la passo in giro, un vecchio atleta come te non dovrebbe farsi venire lo stomacone di birra, giusto?
Coniglio non annuisce n si muove. Lancia un'occhiata a Nelson: gli occhi del ragazzo sono affossati e brillano, impauriti, ma non fino al punto da aver panico. Sta imparando, si fida di loro. Aggrotta la fronte per impedire al padre di continuare a guardarlo. La stanza tutt'intorno a loro - il camino che non ha mai ospitato un fuoco, la base di legno della lampada che sembra un cadavere appoggiato su un gomito -  in ascolto; una pioggia silenziosa ha cominciato a battere contro le finestre, chiudendoli dentro. Skeeter sporge le labbra aggricciate e strette per suggellarsi dentro le prime volute di dolce fumo; poi lo manda fuori, con un sospiro, e s'appoggia alla spalliera della poltrona, scomparendo tra le due ali marroni, a parte i cerchi vetro-e-argento degli occhiali. Infine riprende: Lui era propriet, giusto? Dalla Virginia in poi, si parlava solo di profitto e capitale, invece. Il re d'Inghilterra, lui s'interessava soltanto del contante che gli dava il tabacco, giusto? I neri per lui erano soltanto dei puntini sul libro mastro. Il re di Spagna, invece, quello l i neri li conosceva da tempo; quei mori gli erano andati su e gi per il paese e alcuni di loro erano stati anche molto fini di cervello. E cos a sud della frontiera uno schiavo era propriet ma era anche altre cose. Il re di Spagna diceva, quello  mio suddito, ha i suoi diritti legali, giusto? La chiesa diceva, quella  un'anima immortale ed eterna, battezziamolo. Insegnamogli a distinguere il bene dal male. Il suo vincolo di matrimonio  sacro, giusto? Se mette insieme il necessario per riscattarsi e affrancarsi, devi venderlo. Tutto questo era scritto nella legge di laggi. Quass, invece, la legge diceva una sola cosa: niente diritti. Niente diritti. Questo non  un uomo, questo  un caldo pezzo di carne animale che vale mille lacerti tondi tondi. Non si pu sposare, perch questo imbroglia le cose al momento di venderlo quando il mercato  buono. Non pu presentarsi a testimoniare in tribunale, perch questo imbroglia le cose col diritto di propriet del signor Bianco. Non esisteva, credimi, non esisteva il padre di un figlio schiavo. Questo era un fatto legale. Ma come aveva potuto la legge mettersi cos? Semplicemente perch giudicava il nero un pezzo di merda. E quelli avevano paura della propria merda. Amico, quei negrieri erano malati e lo sapevano eccome. In tutti quegli anni in cui parlavano del felice e saltellante Rastus in verit si cagavano sotto all'idea di una rivolta, una rivolta, culobianco, quando in cento anni non ce n'erano state pi di due o tre e quelle due o tre erano state poco pi che un cantero pieno di piscia. Avevano la strizza dietro, giusto? Avevano paura che i neri imparassero a leggere, paura che i neri imparassero un mestiere, paura della loro comparsa sul mercato del lavoro, e quindi un nero affrancato non aveva dove andare, una volta affrancato, con tutto quel parlare di terra libera, la prima cosa che fu detta alla convenzione per la terra libera nel Kansas fu 'Non vogliamo quelle facce nere, non portatecele davanti alle palle degli occhi.' Il fatto  che questi Stati Illuminati son sempre stati diversi da ogni altro posto sulla terra dove una cosa succede perch succede e dove alcuni uomini hanno pi fortuna di altri e quindi diamo una spintarella qui e un'altra l, nossignore, questo paese non  mai stato cos, era invece un "sogno", uno stato mentale che risaliva a quei quattro scalzacani di pellegrini, giusto? Se certi bianchi vedono un nero non vedono un uomo ma un "simbolo", giusto? Tutta questa gente qui intorno si muove soltanto nella fantasia, non sa nemmeno che i calci "fanno male", e Ges non glielo dice neppure perch il Ges che si portarono qui su quelle loro navi era il pi meschino e il pi scoglionato Ges che il buon Dio abbia mai mandato in giro per spaventare la gente. Spaventati, "spaventati". Tu spaventi me, io spavento te, Nelson spaventa tutt'e due e la povera Jill  cos spaventata da tutto che correr a tuffarsi di nuovo nella droga se noi tutti non ci comportiamo come dei padri adulti con lei. Offre in giro il mozzicone bagnato di saliva. Coniglio scuote il capo.
Skeeter, dice Jill, i brani scelti. Una brava congressista che vuol riportare gli altri all'ordine del giorno. Mancano tredici minuti a "Laugh-In", dice Nelson. Non voglio perdermi l'inizio, la presentazione  gi uno spasso.
Gi-iusto, dice Skeeter, grattandosi la fronte, per quei moscerini che a volte sembrano posarcisi sopra. Da questo libro qui. Il libro  intitolato "Schiavit" e le lettere del titolo sono bianche, rosse e blu. Nell'esile mano di Skeeter sembra una tavolozza di colori. Cos, soltanto per divertirci, per darci qualcosa di pi solido delle mie tiritere d'ignorante, giusto? Sapete, come un happening. Culobianco, questo ti d una brutta stretta al culo, giusto?
No, mi piace. Mi piacciono le cose dalle quali c' da imparare. Sono di mentalit aperta io.
Quello l m'accende,  cos reale, dice Skeeter, porgendo il libro a Jill. Bambina, comincia tu. Dov' il mio dito, esattamente la parte in caratteri pi piccoli. Poi annuncia: Questi sono discorsi dei tempi passati, intesi?
Jill siede tutta irrigidita sul divano e legge a voce pi alta della sua naturale, una bella voce educata in un bel collegio, con dietro lezioni d'equitazione e ampie stanze con tende bianche; tutto un fatto pi su anche di Penn Park.
"Pensate", legge, "al destino della nazione, fatto e rifatto di continuo. Dio udr la voce del sangue del vostro fratello che da tempo si leva piangente dalla terra; la Sua giustizia gi ora chiede: 'America, dov' il tuo fratello?' e la risposta che l'America deve dare  questa: 'Signore,  l nelle risaie del Sud, in quei campi a raccogliere il cotone e la lussureggiante canna da zucchero. Era debole e io l'ho catturato; nudo e io l'ho incatenato; ignorante, povero e selvaggio, e io l'ho dominato. Ho messo sulle sue spalle pi deboli il mio pesante giogo, l'ho legato con le mie catene, l'ho frustato con la mia sferza. Altri tiranni lo avevano dominato, ma il mio dito  sulla sua carne umana. Io mi nutro della sua fatica; m'ingrasso e gioisco con il suo sudore e le sue lacrime e il suo sangue. Ho rubato il padre e ho rubato anche i figli, e tutti loro li ho messi a lavorare; la sua moglie e le sue figlie sono un piacevole bottino. Guarda anche i figli del tuo servo e delle tue serve - figli pi neri del loro genitore. Chiedi tu dell'africano? Io l'ho fatto bestia. Ecco, Signore, ci che  Tuo".' Restituisce il libro arrossendo. Il suo sguardo a Coniglio dice: "Sopporta con noi. Non ti ho amato?"
Skeeter ridacchia. Accidenti, questo m'accende. Un bel bottino per me, giusto? E avete sentito quella bella frase dei figli pi neri del genitore? Quei pirla degli yankees erano proprio pirla, una scopata come si deve avrebbe bloccato tutto il movimento abolizionista. Ma loro non sbattevano dalle loro parti nei fienili e cos misero il fuoco dietro a quei negrieri che se la facevano nei capanni degli schiavi. La carne nera  carne d'anima, giusto? Questo diceva Theodore Parker, e qui ce n' un altro, il pi mediocre del gruppo, il vecchio William Lloyd. Nelly, prova a leggere tu questo. Qui, dove io ho segnato. Leggi le parole lentamente, non cercare di darci nessuna enfasi.
Con il libro in mano, il ragazzo guarda il padre perch lo salvi. M'imbarazzo.
Coniglio dice: Leggi, Nelson. Voglio sentire.
Il ragazzo si rivolge per aiuto altrove. Skeeter, mi avevi promesso che non avrei dovuto leggere.
Ho detto che avremmo visto come andava. Avanti, a pap piace. Lui  di mentalit aperta.
Tu ci stai pigliando tutti in giro.
Lascialo perdere, dice Coniglio. Mi sta passando l'interesse.
Jill interviene: Leggi, Nelson, sar divertente. Non vediamo "Laugh-In" finch non avrai letto.
E il ragazzo attacca, impacciato, corrugando talmente la fronte che il padre si chiede se per caso non abbia bisogno degli occhiali. "Anche se" legge, "anche se ogni partito dovesse essere lacerato dai dis-, dis-"
Jill guarda da sopra la sua spalla. Dissensi.
 ... ogni sest-"
Setta.
"... ogni setta ridotta in frantumi, l'unione nazionale dissolta..."
Jill dice: Bene!
Lascialo proseguire, dice Skeeter, con gli occhi chiusi, annuendo col capo.
La voce di Nelson si fa pi sicura: "...il paese in preda agli orrori di una guerra civile... anche se tutto questo dovesse succedere, la schiavit dev'essere sepolta nella tomba dell'infima-"
Infamia, corregge Jill.
"... in-fa-mia, senza alcuna possibilit di res-, ras-"
Risorgere.
"Se lo stato non  in grado di superare il movimento antischiavista, che lo stato perisca. Se la chiesa deve essere abbattuta dalle lotte per l'Umanit, che crolli pure e le sue spoglie siano sparse ai quattro venti del cielo perch non infestino pi la terra. Se l'Unione Americana non pu essere mantenuta se non immolando..." che significa?
Sacrificando, dice Jill.
Coniglio dice: Io credevo che significava bruciare.
Nelson alza il capo, incerto se deve continuare a leggere.
La pioggia continua a battere contro le finestre, gentilmente, gentilissimamente inchiodandoli dentro, pi uniti l'uno all'altro.
Skeeter tiene ancora gli occhi chiusi. Finisci. Leggi l'ultima frase, culettobianco.
"Se la Repubblica dev'essere cancellata dall'elenco delle nazioni, dalla concessione della libert agli schiavi, che la Repubblica allora affondi tra le onde dell'oblio, e un grido di gioia, pi forte della voce di molti mari, riempia l'universo alla sua scomparsa". Non ho capito niente di tutto questo. Che significa?
Skeeter dice: Significa, Pi potere al popolo. Morte ai porci fascisti.
Coniglio dice: Per me significa. Butta via il bambino con tutto il bagnetto. Ricorda un bagno pieno d'acqua, con sulla superficie morta come una specie di polvere. Rivive l'impressione d'immergervi il braccio per tirare il tappo. Ritorna di colpo nella stanza in cui stanno seduti adesso, circondati dalla pioggia.
Jill sta spiegando a Nelson: Praticamente, dice la stessa cosa che dice Skeeter. Se il sistema, pur funzionando per la maggioranza, deve opprimere una minoranza, che allora sia distrutto. 
Ho detto questo? No. Skeeter si china in avanti staccandosi dalla vecchia spalliera marrone, allungando una mano sottile e tremante verso i due giovani, la voce priva di ogni intonazione ironica. Questo succeder in ogni caso. Sar il grosso botto. Non sono i poveri neri a far scoppiare le bombe, sono i figli di pap bianchi. Non  l'ingiustizia che batte alla porta,  l'impazienza. Metti in una gabbia parecchi topi e i pi grassi cominciano a impazzire pi dei magri perch si sentono pi "schiacciati". No. Noi dobbiamo guardare oltre queste cose, oltre la violenza, a quello che viene dopo. Che tutto salter in aria lo si capisce, e non  la cosa interessante. E' interessante, invece, quello che viene dopo. Perch dovr esserci una grande "calma".
E tu sei il Ges nero che ce la porter, lo schernisce Coniglio. Dal d.C. al d.S. Dopo Skeeter. Vorrei vivere fino a vederlo, mi piacerebbe. Sia benedetto il nome di Skeeter.
E' pronto anche a cantare, ma Skeeter sta concentrando la propria attenzione sugli altri due, i discepoli. La gente non fa che parlare di rivoluzione, ma la rivoluzione non  interessante, giusto? La rivoluzione non  altro che una marmaglia che assume il potere togliendolo a un'altra, e queste son fessate,  soltanto potere, e il potere  soltanto fucili e banditi, cio tutte fessate ammorbanti, giusto? La gente dice Liberate Huey, io dico In culo Huey, non  che un Agnew con la faccia nera. Dei gangster come quelli il mondo si dimentica prima ancora che son morti. No. Il vero problema , quando i gangster si saranno eliminati a vicenda, portandosi dietro la met degli altri, come fare uso dello "spazio". Quando la Guerra Civile fin ci fu spazio, soltanto lasciarono che venisse riempito dalla solita merdiglia dell'avidit, solo questa volta anche peggiore, giusto? Trasformarono questa faccenda del pesce-mangia-pesce in una legge divina.
E' quello di cui abbiamo bisogno, Skeeter, dice Coniglio. Delle nuove leggi divine. Perch non sali in cima a Mt. Judge e te le fai porgere su una tavoletta?
Skeeter gira verso di lui quel manico di coltello finemente intagliato di viso e dice, parlando lentamente: Io a te non ti minaccio, culobianco. Tu sei irrecuperabile. L'unica cosa che posso fare  ammazzarti, e questo  meno importante di quanto credi, giusto?
Jill interviene delicatamente come paciere. Non avevamo scelto anche qualcosa da far leggere a Harry?
In culo, dice Skeeter. Ora non pulsa pi. Lui manda vibrazioni, giusto? Non  pronto. E' immaturo.
Coniglio ci resta male, lui intendeva solo scherzare. Via, su, sono pronto, invece, datemi la cosa da leggere.
A Nelson, Skeeter chiede: Che ne dici, culettobianco? Pensi che  pronto?
Nelson dice: Devi leggere come si deve, pap, senza prendere in giro.
Io? Chi ho preso mai in giro?
Mamma.
Skeeter gli d il libro aperto a una certa pagina. Solo un branetto. Leggi solo quello che ho segnato.
Matita rossa, soffice. Quelle scatole dei pastelli, con le punte tutte allineate e tutte d'un colore diverso. Quella strana ricomparsa. "Amici miei e concittadini", legge, eccitato e interessato, "io credo che non siamo maturi n pronti per questo suffragio, ma possiamo imparare. Date a un uomo degli strumenti e comincer a usarli e col tempo imparer un mestiere. Cos  con il voto. Agli inizi potremo non capirlo, ma col tempo impareremo a fare il nostro dovere".
La pioggia applaude dolcemente.
Skeeter china il capo minuscolo e sorride ai due bambini sul divano. E' proprio un bravo nero, vero?
Nelson dice: Skeeter, no. Non ci ha presi in giro quindi non devi.
Non c' niente di male in quello che ho detto, il mondo proprio di questo ha bisogno, di bravi neri, giusto?
Per mostrare a Nelson che  un tipo duro. Coniglio replica: Questa  tutta roba stracciacuori. E' come se sentissi mal di pancia sol perch gli svedesi sono odiati dai finlandesi. Fessate.
Nelson esclama. Stiamo perdendo "Laugh-In".
Accendono. La fredda e piccola stella s'allarga, un torrente di strisce compare lampeggiando sullo schermo. Sammy Davis Junior fa la parte del vecchio straccione che balla dietro le panchine del parco canticchiando quell'insensato e triste motivo. Si ferma di colpo, vedendo che c' qualcuno seduto su una panchina. Non  Ruth Buzzy ma Arne Johnson, il bianco, il vero vecchio straccione. Si seggono uno a fianco all'altro e si guardano fissi. Sono come un uomo che guarda in uno specchio pazzo. Nelson ride. Tutti ridono: Nelson, Jill, Coniglio, Skeeter. Dolcemente, la pioggia li rinchiude ancora di dentro, un sarto che imbastisce e paccheggia tutt'intorno alla casa, provando la sua grande e ampia giubba.
...
.
...
Un'altra sera Skeeter gli chiede: Vuoi sapere cosa prova un ne-ero?
Non ci tengo.
Pap, no! fa Nelson.
Jill, in silenzio, assorta, passa la sigaretta a Coniglio. Lui prova ad aspirare una boccata. In dieci anni quasi non ha toccato pi una sigaretta, la paura di aspirare. Quasi vomitava l'altra volta, l da Jimbo's. Aspiri e lo tieni gi. Chiuso dentro.
"Iim"-magina, sta dicendo Skeeter, d'essere in una scatola di vetro e ogni volta che ti muovi verso qualcosa urti con la testa. "Iim"-magina. d'essere su un autobus e tutti si scostano, perch il tuo corpo  coperto di pustole e la gente ha paura d'infettarsi.
Coniglio sbuffa via il fumo, lo lascia uscire. Non  affatto cos, questi ragazzini neri sugli autobus spingono che  una bellezza.
Tu hai messo insieme tanti caratteri che il mondo per te  di piombo, giusto? Tu non provi odio per nessuno, giusto?
Nessuno. Serenamente. Lo spazio  trasparente.
Che provi per quella gente di Penn Park?
Quale?
Tutti quelli l. Tutti quelli che vivono in quelle grandi case di pastafrolla falso stile del cacchio con la Cadillac di Lui e di Lei posteggiata fuori vicino ai cespugli delle ortensie. Che ne pensi di tutte quelle vecchie scoregge l al Mifflin Club con tutti quei cancelli di ferro che una volta possedevano le filande e ora non posseggono niente tranne certe mazzette che li mantengono a sigari e a michette? Che ne pensi? Figurateli bene prima di rispondere.
Lui, Coniglio, immagina Penn Park, le facciate a timpano, gli intonaci, i prati senza erbacce soffici come cuscini. Su una collina. Un tempo lui l'immaginava in cima a una collina, una collina sulla quale lui non poteva mai salire perch non era una collina come Mt. Judge. E lui e ma' e pa' e Mi' vivevano pi o meno ai piedi di quella collina, nel buio accanto ai Bolger, e pa' tornava a casa dal lavoro ogni giorno troppo stanco per giocare a palla nel cortile, e ma' non aveva gioielli come le altre donne, e compravano il pane del giorno prima perch costava un centesimo di meno, e a pa' i denti facevano male perch non voleva mollare soldi al dentista, e ora il fatto che ma' sta morendo  una partita giocata da dottori che posseggono Cadillac e case a Penn Park. Li odio, risponde.
La faccia del nero s'illumina, brilla. Pi a fondo. Coniglio teme che quel sentimento sia fragile e svanisca se lui ci riflette su, ma non  cos: s'espande, esplode. Facciate a timpano, viali di ghiaia, mazze da golf, riempiono il cielo di detriti. Ricorda un medico. L'ha conosciuto per caso agli inizi di quell'estate: lui saliva i gradini del portico per andare a visitare ma' e il medico veniva fuori di corsa, sotto il lucernario della porta d'ingresso che vede tutto, in un bell'impermeabile color crema, bench fosse cominciata a cadere appena qualche goccia, insomma il tipo di pimperino che ti tira fuori dal niente un impermeabile al momento adatto, tutto azzimato, leccato, pantaloni di tweed con piega a coltello su scarpe lucide come specchi, che correva dal moribondo successivo, ansioso di scappar via da quella piovosa strada in pendenza. E pa' che si tormentava i denti, preoccupato come una vecchia, l sulla soglia, che faceva le presentazioni: Nostro figlio Harry, patetico orgoglio paterno. Irritazione del dottore per essere trattenuto anche solo per un secondo in pi, con una piega di disgusto sul labbro superiore sotto i baffetti curati e color ferro. La sua stretta, anche metallica, arrogante, che stritola la mano non pronta di Harry e dice: "Sono forte, piego i corpi come mi garba. Sono la vita, sono la morte". Odio quei merdosi di Penn Park, precisa Harry, recitando per Skeeter, desideroso di accontentarlo. Potessi premere un bottone per farli saltare tutti in aria, preme un bottone a mezz'aria, lo farei. Preme il bottone cos forte che quasi lo vede.
Un bel botto, giusto? Skeeter sorride, allargando quei suoi stecchetti di braccia.
...
.
...
Ma  vero, dice Coniglio. Lo sanno tutti che la micia nera  bella. Ora  anche sui manifesti.
Skeeter chiede: Secondo te com' cominciata tutta questa merda della mammarolaggine? Secondo te chi le ha messe l a Harlem tutte quelle donne di trent'anni grasse e chiesarole?
Non io.
Tu, invece. Amico, sei stato proprio tu invece. Da quei recinti d'allevamento in poi hai spinto la ragazza nera a giudicare pup il sesso, e cos appena possibile lo fuggiva per rifugiarsi nella merda della mammarolaggine, giusto?
Be', allora digli che non  pup.
Non mi credono, culobianco. Vedono che non conto. Non ho muscolo, giusto? Non posso proteggere le donne nere, giusto? Perch non mi fanno essere uomo.
E tu non scoraggiarti, fa' l'uomo.
Skeeter s'alza dalla poltrona col righino d'argento e fa il giro del falso panchetto da ciabattino con una strana agilit da gobbo; va' a baciare Jill che sta seduta sul divano. Dopo un scatto per la sorpresa, le mani di lei si giungono e rimangono in grembo. La testa di lei non si spinge n indietro n in avanti. Lui, Coniglio, non riesce a vedere, dietro l'eclissante sfera della pettinatura afro di Skeeter, gli occhi di Jill. Vede invece quelli di Nelson. Sono dei caldi buchi luccicanti e cos scuri, cos sbarrati, che a lui verrebbe voglia di cacciarci degli spilli dentro, per insegnare al ragazzo che c' di peggio. Skeeter si raddrizza dopo il bacio e s'asciuga la saliva di Jill dalle labbra. Un bel bottino. Culobianco, che te ne pare?
Io non ci bado. Se non ci bada lei.
Jill ha chiuso gli occhi, con la bocca socchiusa intorno a una piccola bolla di saliva.
Lei ci bada s, protesta Nelson. Pap, non farglielo fare!
Al ragazzo. Coniglio dice: Ora d'andare a letto, non ti pare?
...
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Fisicamente, Skeeter affascina Coniglio. Il luminoso pallore della lingua, dei palmi delle mani e delle piante dei piedi, tagliati fuori dal sole. Oppure un altro tipo di pelle? I palmi delle mani dei bianchi neppure s'abbronzano. La particolare lucentezza della pelle. Quel qualcosa di cos ben definito nel viso che riflette la luce in una dozzina di punti lustri; al confronto, le facce bianche sono delle chiazze: stucco non ancora asciugato. La strana grazia unta dei gesti, attenti e scattanti come i movimenti di una lucertola, liberi dal grasso dei mammiferi. L in casa sua, Skeeter gli d l'impressione di un giocattolo elettrico ben fatto; gli vien voglia di toccarlo, ma ha paura di prendere la scossa.
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Okay?
Non proprio. La voce di Jill sembra venire da pi lontano che accanto a lui.
Perch no?
Ho paura.
Di che? Di me?
Di te e di lui insieme.
Non stiamo insieme. Ci odiamo a morte.
Lei gli chiede: Quando lo cacci via?
Lo metteranno in galera.
Bene.
La pioggia  fitta sopra di loro e batte dappertutto, filtra dentro per quell'interstizio interno al comignolo dove s' sempre infiltrata. Lui immagina una larga chiazza scura sul soffitto della camera da letto. Chiede: Che c' tra te e lui?
Lei non risponde. Il suo esile profilo da cammeo  illuminato da un lampo. Passano alcuni secondi prima che arrivi il tuono.
Timido, lui chiede: Ti viene dentro?
Non pi a quel modo. Dice che non  interessato. Ora mi vuole in un altro modo.
E quale pu essere questo altro modo? Povera ragazza, pazzi sospetti.
Vuole che gli parli di Dio. Dice che mi procurer della mesca.
Il tuono segue pi da presso il lampo successivo.
Ma  pazzia. Per eccitante: magari lei ce la fa. Magari lui pu cavar musica da lei come Babe dal piano.
E' pazzo, dice Jill. Non ci ricasco pi.
Io cosa posso fare? Si sente paralizzato, dalla pioggia, dal tuono, dalla curiosit, dalla speranza di un cambiamento nella combinazione, di una catastrofe e della liberazione.
La ragazza grida ma il tuono scoppia proprio in quel momento e lui deve chiederle di ripetere. A te importa soltanto di tua moglie! urla verso l'alto, verso la confusione in cielo.
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Pajasek gli arriva alle spalle e gli dice bofonchiando del telefono. Coniglio s'alza a fatica. Peggio di un dopo-sbornia: deve smettere, ogni sera. Deve riprendere il controllo di se stesso. Prendere il controllo. Infuriarsi. Janice, cristiddio...
Non sono Janice, Harry, sono io, Peggy.
Oh, ciao. Come va? Come va Ollie?
Lascia perdere Ollie, non nominarmelo neppure. Sono settimane che non viene a trovare Billy n contribuisce in nessun modo al suo mantenimento, e poi quando finalmente si fa vivo sai cosa porta? No,  un genio, non indovinerai mai.
Un'altra motoretta.
Un cucciolo. Ci ha portato il cucciolo di un golden retriever. Ora che caspita ce ne facciamo di un cucciolo? Con Billy che va a scuola e io che sto fuori casa ogni giorno dalle otto alle cinque?
Hai trovato un lavoro. Auguri. Cosa fai?
Preparo i nastri per la Brewer Fealty, l da Youngquist. Stanno passando tutti i loro archivi su un nastro di computer e non solo il lavoro  cos noioso da farti piangere ma non sai neppure quando hai fatto uno sbaglio, perch su quel nastro vengono fuori soltanto dei fori al posto di tutte quelle grosse cifre.
Sembra interessante. A proposito di lavoro, Peggy, qua non tollerano che ci chiamino al telefono.
La voce di lei si ritira, acquista dignit: Scusami. Volevo parlarti quando Nelson non  presente. Ollie ha promesso a Billy di portarlo a pesca domenica, non questa domenica, e cos ho pensato, poich s' capito che non ti deciderai mai a invitarmi, se t'andava di restare qui a cena sabato, quando accompagni Nelson.
La vestaglia di lei aperta. Quel ciuffo. Quegli argentei segni d'elastico. Non prenderlo per scontato. Intendendo dire, dallo per scontato. Sarebbe magnifico, dice. Sarebbe?
Devo vedere, sono un po' impegnato in questi giorni...
Quel tipo ancora non se n' andato? Buttalo fuori, Harry. Ti ha messo sotto in maniera indegna. Se non vuole andarsene chiama la polizia. Davvero, Harry, sei troppo passivo.
Gi. Pi o meno. Solo dopo essersi chiuso alle spalle la porta dell'ufficio ed essersi avviato tra quella solida luminosit verso la sua macchina, avverte la presa della marijuana su di lui, gli monta alle ginocchia come una marea. Mai pi. Che Ges gli si riveli in qualche altro modo.
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Parlaci del Vietnam, Skeeter. L'erba gli sta scorrendo nelle vene e lui si sente vicino, molto vicino a tutti loro: la lampada a stelo, il groviglio ansioso della chioma di Nelson, le gambe nude di Jill un tantino malformate alle caviglie. Li ama. Tutti. La sua voce avanza e si ritrae oltre i loro occhi. Gli occhi di Skeeter roteano rossi verso il soffitto. Cose si riversano gi dal soffitto, per lui.
Perch vuoi sentirtelo raccontare? chiede il nero.
Perch io non c'ero.
Pensi che avresti dovuto esserci, giusto?
S.
Perch?
Non so. Senso del dovere. Di colpa.
Nossignore. Avresti voluto esserci perch  di l che si tratta, giusto?
Okay.
Era il posto migliore, dice Skeeter, non proprio come una domanda.
Qualcosa del genere, pi o meno.
Skeeter continua, gentilmente insistente. Dove non ti saresti sentito tanto scoglionato, giusto?
Non so. Se non vuoi parlarne non parlarne. Accendiamo l'apparecchio.
Tra poco comincia "Mod Squad", annuncia Nelson.
Skeeter spiega: Se non ce la fai a scopare le foto oscene non servono a niente, giusto? Se invece ce la fai, lo stesso non servono a niente, giusto?
Okay, non dirci niente. E bada a come parli davanti a Nelson, per piacere.
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La notte, a letto, quando Jill si gira verso di lui. Coniglio scopre che l'immatura durezza di quel giovane corpo lo repelle. Il fumo gli spegne ogni desiderio dentro, in basso, ma altri gliene vengono, sfuggenti, che gli impediscono di rispondere direttamente all'invito di donna da lui stesso sollecitato in quel giovane corpo. E tuttavia, nella fantasia, vede la bocca di lei contaminata dal bacio di Skeeter e la sente marcire sotto l'effetto del luminoso veleno del nero. N riesce a perdonarle d'essere stata ricca. E tuttavia, sotto quei dinieghi notturni, sotto quei decisi avvilimenti, sente rafforzarglisi dentro qualcosa d'innaturale che potrebbe essere amore. Jill, da parte sua, sembra aggrapparsi sempre pi a lui; sono ormai molto lontani da quella notte in cui lei si chin su di lui come una bambina che cerca di afferrare delle ciliege con la bocca.
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Quell'autunnno Nelson ha scoperto il gioco del calcio. La scuola ha una squadra e la sua statura non sembra sia uno svantaggio. Quando il pomeriggio Harry torna a casa trova il figlio impegnato puntualmente a calciare la palla, tutta a pentagoni bianchi e neri cuciti insieme, contro la porta del garage, sotto l'inutilizzato cesto della pallacanestro. Lui raccoglie la palla che gli lancia Nelson e ne avverte le bizzarre cuciture sotto le dita. Prova un tiro al canestro. Manca in pieno. Ho perso la mano, dice. Strana sensazione, spiega al figlio, questa di invecchiare. Il cervello invia l'ordine e il corpo si volta dall'altra parte.
Nelson riprende a calciare la palla, con vigore, col fianco del piede, contro un punto della porta da dove la vernice sta venendo via. Il ragazzo ha gi imparato a bloccare di colpo la palla con le ginocchia.
Dove sono gli altri due?
Dentro. Fanno cose strane.
Come, strane?
Sai, come si muovono. Stonati. Skeeter sta sul divano a dormire. Di', pap.
Cosa?
Nelson spara uno, due calci alla palla, con tutta la forza, finch raduna il coraggio sufficiente per dire: Odio i ragazzi qua intorno.
Quali ragazzi? Non ne vedo nessuno. Quando io ero ragazzo stavamo tutti in strada.
Guardano la televisione e vanno alla Little League e cose cos.
E perch li odi?
Nelson ha recuperato la palla e se la passa da un piede all'altro, pi bravo con i piedi che con le mani. Tommy Frankhouser ha detto che abbiamo un nero in casa con noi e che suo padre dice che rovina il quartiere e che facciamo bene a stare attenti.
E tu che hai detto?
Che faceva bene a stare attento lui.
Vi siete afferrati?
Volevo ma lui  di una testa pi alto di me anche se siamo nella stessa classe e s' messo a ridere.
Non preoccuparti, crescerai. Tutti noi Angstrom sbocciamo in ritardo.
Li odio, pap, li odio. E tira un calcio alla palla, che scompare oltre la linea d'ombra del tetto del garage.
Non si odia nessuno, risponde Harry, ed entra in casa.
Jill  in cucina a piangere su una pentola di costolette d'agnello. La fiamma  sempre troppo alta, dice. Ha abbassato tanto il gas che le fiammelle azzurre scoppiettano. Lui l'alza e Jill lancia un urlo, gli si butta addosso, premendogli il viso contro il petto, e alza gli occhi che lo stupore ha tinto d'azzurro intenso. Puzzi d'inchiostro, dice poi. Sei tutto inchiostro, come un giornale appena stampato. Ogni giorno arriva un giornale nuovo davanti alla porta.
Lui la stringe; le lacrime di lei gli bagnano la camicia. Skeeter ti ha dato qualcosa?
No, babbuccio. Cio, tesoro. Siamo stati in casa tutto il giorno a guardare i giochi alla televisione. Skeeter odia il fatto che ora chiamano sempre quella coppia di neri, dice che  falsit.
Le annusa il fiato e, come ha assicurato lei, non c' niente, niente alcool, niente erba, solo il sapore dell'innocenza, un vago senso di zucchero, un accenno di altalena sotto il portico. T, dice alla fine.
Che nasino fino, dice lei, del naso di lui, e glielo stringe. Esatto. Skeeter e io abbiamo preso t freddo questo pomeriggio. Continua a carezzarlo, strofinandosi contro di lui, rendendolo triste. Sei tutto fino, dice. Un enorme pupazzo di neve, tutto luccicante. Solo che non hai una carota per naso, l'hai qui.
Ehi, fa lui, ritraendosi di scatto. Jill gli dice, incalzando: L tu mi piaci pi di Skeeter. Trovo che la circoncisione fa brutti gli uomini.
Ce la fai a preparare da mangiare? Forse dovresti andare di sopra a stenderti sul letto.
Ti odio quando fai l'ammuffito, dice lei, ma senza odio, con una voce che oscilla come una cartella fatta dondolare da un bambino che torna a casa dalla scuola. Posso preparare da mangiare e posso fare tutto, posso volare, soddisfare gli uomini, guidare una macchina bianca, contare in francese fino a qualsiasi numero. Guarda! Si tira su il vestito fino alla vita. Sono un albero di Natale!
Ma la cena che arriva a tavola  un disastro. Le costolette d'agnello sono tigliose e livide intorno all'osso, i fagioli crudi cricchiano sotto i denti. Skeeter allontana il piatto. Non ce la faccio a mangiare questa schifezza, non sono un primitivo fino a questo punto, giusto?
Nelson dice: Invece  tutto buono, Jill.
Ma Jill sa, e abbassa quel suo viso sottile. Le lacrime cadono nel piatto. Strane lacrime, pi condensazioni chimiche che segni di dolore: lacrime che lei fa spuntare come un giglio fa spuntare i germogli. Skeeter continua a prenderla in giro: Guardami, donna. Ehi, fichetta, guardami negli occhi. Cosa vedi?
Vedo te. Tutto spruzzato di zucchero.
Vedi Lui, giusto?
Sbagliato.
Guarda quelle tende, tesoro. Quelle brutte tende fatte in casa che sembrano confondersi con la carta da parato.
Li non c', Skeeter.
Guarda me. "Guarda".
Guardano tutti. Da quando  andato a vivere l con loro Skeeter s' invecchiato: il pizzetto caprino  diventato ispido, la pelle ha acquistato un'opacit da recluso. Quella sera non porta occhiali.
Skeeter. Non Lo vedo.
Continua a guardare me, fichetta. Cosa vedi?
Vedo... una crisalide di fango. Vedo un granchio nero. E ho appena pensato, gli angeli sono come insetti, hanno sei zampe. Non  vero? Non  questo che vuoi farmi dire?
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Skeeter parla loro del Vietnam. Butta il capo all'indietro come se il soffitto fosse lo schermo di un cinema. Vuole essere giusto, obiettivo, ma ha paura di riviverlo di nuovo. E' l che cominci la fine, esordisce, parlando lentamente, Non c'era tetto sotto cui metterti, dovevi stare fuori sotto la pioggia come una bestia, dovevi dormire nelle buche scavate a terra con le radici che ti tormentavano e, sai, potevi farcela. Non morivi per questo. E' questo l'interessante. Era come scoprire che su un altro mondo c' vita. Nel pieno di un'azione di pattuglia, un vecchio indigeno minuto con uno di quei loro cappelli saltava fuori e cercava di venderti un pollo. C'erano queste bambinette graziose come bambole che ti vendevano essenze lungo la strada in quei piccoli astucci che i fotografi dei giornali buttano via, giusto? E' molto complicato, non c' una rete, alza le mani, per afferrare tutto. Frammenti colorati gli piovono addosso dal buco nel soffitto. Macchine verdi, un brutto verde, che divorano brutte reclute giovani, fango rosso ridotto a calchi dai cingoli. Il verde smeraldo delle risaie, ogni piantina col suo riflesso nell'acqua netto come un monogramma. Il bianco delle orecchie umane che un tipo di un'altra compagnia aveva messo ad essiccare infilate nel cinturone, come albicocche avvizzite, bianche. Il nero degli "ao dai", i pigiami che portavano le piccole prostitute, cos finte, cos bambolette che lui non riusciva a credere che fosse possibile toccarle, anche se quel ruffiano appiccicoso vestito di bianco continuava a sollecitare, dicendo: Americano nero, meglio di tutti, mazza pi grossa, alle ragazze viet piace succhiare. Il rosso, non del sangue ma di un asso di quadri che un tipo della sua compagnia portava sotto l'elmetto per scaramanzia. Tutta quella robaglia superstiziosa, quei segni della pace di piombo fuso, tutte quelle collanine, coi grani che formavano parole come AMORE, FESSATE, MAMMA, SEPPELLITEMI BEN BENE, i Sandali Ho Chi Minh ricavati dai copertoni per piedi minuti, le croci taoiste, le croci cristiane, le bombe a forma di croce che i Phantoms lanciavano sul sentiero laggi davanti, le "x" che i lacci ti formavano sulle scarpe ogni giorno, i tascapani verde smagliante legati al corpo come borse di postino, il sole sulla polvere rossa, sul fumo azzurro, il sole colto a fasci sotto le volte della giungla, dove tipetti con fucili russi stavano acquattati pi tranquilli di orchidee, tutto questo gli si rovescia addosso, e ne  travolto. Sa che non riuscir mai a far capire a quei tre bianchi che esistono altri mondi oltre quelle pareti rivestite di carta.
Gi solo i rumori, dice. Quando una di quelle granate di mortaio esplode vicino alla tua buca,  come se l ci fosse un muro, un muro grosso e solido e spesso dieci metri, di rumore, e tu sei soltanto uno scarabeo stercorario. C' un piede lass e ti pu schiacciare o no, non importa, giusto? Ti fa esplodere il cervello. E i morti, i morti sono cos strani, sono cos... morti. Come un topo rigido azzannato da un gatto e trascinato su un prato. Voglio dire, sono cos fuori dalla cosa, cos pacifici, non ci sono parole per dirlo, e la stessa burba che proprio la sera prima ti stava parlando della sua ragazza l a Oshkosh, facendotela quasi vedere tanto che hai dovuto masturbarti e ora i Vietcong lanciano una granatina e le sue gambe se ne vanno da una parte e lui dall'altra. Brutta cosa assai. Un tempo dicevano 'un mondo di dolore,' e proprio questo era.
Cos' una burba? chiede Nelson.
Una burba  un fichetto. Uno che sta sotto, giusto? Un soldato comune di leva che porta un fucile e vomita l'anima sua. La macchina militare  molto brava. Mandano le reclute nella boscaglia per farle saltare in aria e i veterani se ne stanno a Longbinh, a riferire ai giornalisti il conteggio dei cadaveri. Mandano la Brava Compagnia Charlie su qualche brutta collina ma a me non m'hanno riconosciuto come veterano. Sarebbe stato un lusso, giusto?
Credevo d'essere io Charlie, (1) dice Coniglio.
Io credevo che erano i Vietcong, dice Nelson.
Lo sono, lo ero anch'io, lo sono tutti. Io ero della compagnia C che sta per Charlie, Secondo Battaglione, 28esima Fanteria, Prima Divisione. Casinammo su e gi lungo tutto il fiume Dongnai. Skeeter guarda il soffitto vuoto e pensa, No, nossignore, non sono obiettivo, la sto facendo troppo bene. E' difficile che afferrino la qualit sacra. Il fatto di Charlie , dice poi, che sta dappertutto. Nel Nam,  tutto Charlie, giusto? Ogni indigeno  un Charlie, al punto che non t'importa di far fuori una vecchia, un bambino, potrebbero essere quelli che durante la notte hanno piantato quei pali e potrebbero non essere loro, la cosa non ha importanza. Un sacco di cose non hanno importanza. Il Nam dev'essere l'unico posto in tutto il mondo di Zio Sam in cui il fatto nero-bianco non ha importanza. Veramente. Io ho visto dei ragazzi bianchi morire per me. L'esercito tratta un nero veramente bene, un corpo nero pu fermare una pallottola come qualunque altro, e cos ci mandano laggi, e ci trattano bene e non credere che noi non siamo grati, lo siamo eccome, ci precipitiamo a fermare quelle pallottole, e siamo cos felici di morire al fianco di un culobianco. Il soffitto bianco  ancora vuoto ma comincia a fremere, comincia a piegarsi nello spazio; deve lasciare che lo spirito continui a sollevarlo in quella direzione. Un ragazzo, ricordo, e odio il fatto che me lo fate ricordare, avrei dato una palla per dimenticarlo, fu colpito nel buio, i mortai vietcong ci stavano martellando ben bene sin dal tramonto, non avremmo mai dovuto arrischiarci in quella valle, bene, lui se ne sta l nel buio con tutti gli intestini da fuori, io non riuscivo a vederlo e nello svignarmela dalla buca metto il piede sui suoi intestini, come calpestare un pezzo di gelatina, peggio, e quello strilla e muore di colpo, perch fino allora non era ancora morto. Un'altra volta, quattro di noi son fuori in ricognizione, un grappolo di quei loro A.K.-47 apre il fuoco, un suono completamente diverso dagli M-16, pi gracchiante, mi segui? non cos vomitoso. E restiamo inchiodati. Un ragazzo che sta con noi, un bianco del Tennessee che non s'era mai fatto la barba in vita sua e ignorante come un mulo, scivola nella boscaglia e li spazza via e quando andiamo a raccoglierlo le pallottole lo hanno tagliato in due, impossibile per un uomo continuare a sparare in quel modo. Brutta cosa assai, io non avrei mai creduto che potessi vedere cose cos brutte senza che le palle degli occhi mi schizzassero via. Quei poveri nemici, li avevano innaffiati di napalm proprio poco pi su, una bomboletta dopo l'altra, belle argentee, e quelli erano venuti fuori dalla boscaglia dritto verso di noi, bruciando e sparando, schizzando pallottole e bruciando come torce al tempo stesso, rotolandosi nella tua buca dritto addosso a te, perch immaginavano che l'unico posto per sfuggire al napalm era dentro le nostre linee. E dovevi sparare per far piantare quel loro casino. Ragazzini con facce uguali a quelle del lustrascarpe l alla base. E cos arrivavi al punto che uccidere non ti faceva niente, certo non ti faceva bene, ma era necessario, come urinare. Giusto?
Io non voglio sentire pi, dice Nelson. Mi d il voltastomaco e ci perdiamo "Samantha".
Jill gli dice: Devi lasciare che Skeeter ce ne parli se ne ha voglia. A lui fa bene parlarne.
E' successo, gli dice Coniglio. Se non fosse successo non t'avrei importunato. Ma  successo, quindi dobbiamo tenercelo. Dobbiamo affrontarlo in qualche modo.
Schlitz.
Io non so. Mi sento uno schifo. Una ginger ale.
Harry, non sei pi tu. Come vanno le cose? Hai pi saputo niente da Janice?
Niente, grazie a Dio. Come sta ma'?
Il vecchio gli striscia pi vicino, come se dovesse confidargli una cosa oscena. In verit, sta meglio di quanto un mese fa si sarebbe potuto sperare.
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Ora Skeeter vede davvero qualcosa nel soffitto, bianco su bianco, ma i due bianchi sono diversi e uno vien fuori da un buco nell'altro. Sapete, dice, che ci sono due teorie su come s' formato l'universo? Una sostiene che ci fu un Gran Botto, proprio come nella Bibbia, e noi ci stiamo ancora dentro, tutto spunt fuori dal nulla all'improvviso, come dice il Buon Libro, giusto? E il fatto strano  che tutto sembra confermare questa teoria. L'altra, che  quella che io preferisco, sostiene invece che sembra solo che  cos. In realt, sostiene, c' uno stato, una condizione, costante, e anche se  vero che tutto si espande verso l'esterno, tuttavia non si assottiglia riducendosi quasi a niente per via del fatto che attraverso certi strani buchi in questo niente viene fuori esattamente dal nulla un nuovo qualcosa. Ora questo per me ha un certo sapore di verit.
Coniglio chiede: E che c'entra questo col Vietnam?
Perch quello  il nostro buco. E' dove il mondo si sta rifacendo. E' la nostra coda che noi stessi ci divoriamo. E' il fondo che devi pur toccare. E' il pozzo nel quale guardi e ti viene la strizza a vedere la tua stessa faccia in quell'acqua scura laggi. E' come dicono loro l'Uno e il Tutto. E' la fine. E' l'inizio. E' bello, gli uomini fanno belle cose in quel fango. E' dove Dio si fa avanti. Sta arrivando, culobianco e culettobianco e culabianca, fatelo entrare. Mettetevi gi, il Caos  la Sua santa faccia. Il sole vi si riflette. La luna sta diventando rossa. La luna  il rosso lucido della testa di un bambino tra le gambe della madre.
Nelson lancia uno strillo e si tappa le orecchie. Detesto queste cose, Skeeter. Mi metti paura. Non voglio che Dio venga, voglio che rimanga dove sta. Voglio crescere come "lui", suo padre, Harry, l'uomo grande e grosso presente nella stanza, normale e ordinario. Detesto quello che dici della guerra, non risulta bella ma solo orribile.
Lo sguardo di Skeeter si stacca dal soffitto e cerca di mettere a fuoco il ragazzo. Giusto, dice. Tu vuoi ancora vivere, loro ti posseggono ancora. Sei ancora uno schiavo. Lascia perdere. Lascia perdere, ragazzo: non essere uno schiavo. Persino "lui", sai, il tuo babbuccio bianco, sta imparando. Sta imparando a morire. E' lento a imparare ma assimila, giorno per giorno, giusto? Poi ha un impulso pazzo. Si lascia trascinare. S'alza e va a inginocchiarsi davanti al ragazzo che sta seduto sul divano accanto a Jill. S'inginocchia, Skeeter, e dice: Non lasciar fuori il Buon Dio, Nelly. Un ragazzino come te che punta il dito, abbassalo. Fallo entrare. Mettimi la mano sulla testa e promettimi che non terrai fuori il Buon Dio. Lascialo entrare. Fallo per il vecchio Skeeter, che  in pena da tanto tempo.
Nelson poggia la mano sulla sfera di capelli di Skeeter e spalanca gli occhi vedendo che affonda tra tutto quel pelo. Dice: Io non voglio che tu stia in pena, Skeeter, n voglio farti male. Non voglio fare male a nessuno.
Dio ti benedica, ragazzo. Nella sua nerezza, Skeeter sente la benedizione rifluire dalla mano poggiata sui suoi capelli come un raggio di sole che si fa strada in una nuvola. Non deve deluderlo quel ragazzo. Dolcemente, furtivamente, scostando liane di follia, il suo cuore si avvicina alla certezza.
La voce di Coniglio esplode: Merda. Non  altro che una sporca guerricciola che va combattuta. Non puoi cavarne qualcosa di religioso sol perch ti sei trovato per caso laggi.
Skeeter s'alza e cerca di comprendere quell'uomo. Il guaio con te, dice e capisce,  che sei ancora tutto pieno di buon senso. Il buon senso  merdaglia. Ti fa tirare avanti, d'accordo, ma ti impedisce anche di conoscere. Tu proprio non sai, culobianco, non sai neppure che ora, adesso  tutto il tempo che c' e basta. Quello che succede a te  tutto quello che succede, giusto? Sei tu quello che succede, giusto? Tu. Sei. Quello. Che. Succede. Io sono venuto quaggi, indica il soffitto, il dito un pastello marrone, per ricordartelo, perch durante questi duemila anni a un certo punto l'hai dimenticato di nuovo, giusto?
Coniglio dice: Parla con un po' di senno. E' sbagliato per noi essere nel Vietnam?
Sbagliato? Amico, come pu essere sbagliato quando  impostato in quel modo? Questi poveri Stati Illuminati non fanno che la loro parte, giusto? Non puoi smettere di fare la tua parte perch qualcuno deve pur farla, giusto? Non c' nessuno cos grande. Una mattina Zio Sam si sveglia, si guarda la pancia e scopre che  uno scarafaggio, cosa pu fare? Nient'altro che continuare a essere uno scarafaggio e basta. Finch lo schiacciano. Per il momento una tale scarpa ancora non c', giusto? Quindi continua a fare questa sua cosa da scarafaggio. Io non sono come quei liberali bianchi tipo quel negriero di Fulldull o Charlie MacCarty, che tempo fa eccit tutti i froci universitari, non penso che il Vietnam  una specie di sbaglio che possiamo correggere una volta che abbiamo tolto le cariche a quegli uomini delle caverne, non si tratta di nessuno sbaglio, giusto?, ogni presidente che si presenta se ne innamora,  il pene stesso del libe-ra-lismo, la concia infuocata e il frutto stesso del liberalismo. Quei negrieri hanno leccato tanto a lungo i sederi delle loro madri da dimenticare che faccia hanno. Cos' il libe-ra-lismo? Dare felicit al mondo, giusto? Inzuccherare abbastanza il pesce-mangia-pesce da farlo sembrare tutto buono, giusto? Ebbene, che cosa potrebbe essere migliore del Vietnam? Stiamo tenendo quella porta aperta. Amico, che facciamo noi se non continuare a tenere le cose aperte? Come possono correre i soldi se non teniamo un po' di mice come quelle aperte? Il Nam  un atto d'amore, giusto? Paragonato al Nam, battere il Giappone  stato un fatto brutto. Eravamo brutti chiavici allora e ora siamo un fatto davvero tutto civile. Il soffitto si agita; sente scendere su di lui il dono delle lingue. Siamo noi il fatto. E i vecchi scemi come la buonanima di Ho Chi Minh possono anche non saperlo, ma siamo noi quello che il mondo chiede. Un fatto bello, tutto ricco, macchinone tutte pinne e cartelloni, noi ci siamo "dentro". Se Ges viene  qua che viene. Tutti gli altri paesi, merdaglia e nient'altro, giusto? Siamo noi la "merda ricca", giusto? Lasciaci fare e inondiamo il mondo di autentica merda ricca e scura americana, giusto?
Giusto, dice Coniglio.
Incoraggiato, Skeeter vede la verit: Il Nam, dice, il Nam  il posto in cui la nostra essenza celestiale si va estrinsecando. Se non ti piace il Vietnam, non ti piace l'America.
Giusto, dice Coniglio. "Giusto".
Gli altri due, pallide facce lentigginose incorniciate da troppi capelli, sono spaventati da quell'accordo. Jill implora: Basta. Tutto questo fa male. Skeeter capisce. La pelle le si  staccata, la povera ragazza  aperta alle stelle. Quel pomeriggio l'ha convinta a prendere un po' di mescalina. Se mangia la mescalina, beve. Se beve, spara. L'ha in pugno. Nelson implora: Accendiamo la televisione. A Skeeter Coniglio chiede: Come mai hai fatto tutto un anno laggi senza essere ferito?
Quelle facce bianche. Quei fori praticati nella perfezione della sua rabbia. Dio si riversa da quei bianchi fori delle loro facce; e lui non riesce a fermare lo zampillo. Gli va negli occhi. Erano stati tanto perversi, quando lui era bambino, da insegnargli che Dio era bianco. Sono stato ferito, dice.
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BEATITUDINI DI SKEETER.
(trascritte nella calligrafia decisa, tondeggiante, da scuola privata, di Jill, con pennarello verde, per scherzo una sera, su un foglio del taccuino di Nelson").
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Il potere  merdaglia.
L'amore  merdaglia.
Il buon senso  merdaglia.
La confusione  la faccia stessa di Dio.
Niente  interessante, salvo l'eterna identit.
Non c' salvezza se non attraverso Me.
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Anche di quella stessa sera, alcuni disegni eseguiti da lei con un pastello che le ha procurato Nelson: uno stile piacevole, lineare, fermo al punto in cui l'ha lasciato certamente un corso di belle arti. Eppure le rassomiglianze erano chiare. Skeeter naturalmente  il segno di picche. Nelson, i neri ciuffi e i boccoli esagerati, il segno di fiori, su un gambo di collo. Lei, i chiari capelli in pastello dello stesso rosa del viso dal mento aguzzo, il segno di cuori. E Coniglio, di conseguenza, il segno di quadri. Al centro dei quadri, un nasetto roseo. Occhietti azzurri sonnacchiosi con sopracciglia preoccupate. Una bocca quasi invisibile, socchiusa come per mordicchiare. Tutt'intorno, tutt'intorno degli svolazzi verdi che ha dovuto identificare con un'aggraziata freccia e un palloncino: Allo stato puro.
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Uno di quei pomeriggi, dopo che Nelson  tornato dall'allenamento di calcio e Harry dal lavoro, si stipano tutti quanti nella Porsche di Jill e se ne vanno fuori in campagna. Naturalmente Coniglio deve sedere davanti, cos Nelson e Skeeter s'infilano nel bagagliaio alle spalle dei due sedili. Dalla porta di casa, battendo le palpebre, Skeeter fa una corsa fino al marciapiede davanti al prato e, una volta dentro la macchina, dice: Caspita,  tanto che non esco all'aria aperta che mi fa male ai polmoni. Jill guida veloce, nervosa, con l'arroganza dei giovani; Coniglio non fa che puntare il piede contro un'inesistente pedale del freno. Il freddo profilo di Jill sorride. Il suo piedino in babbucce da ballerina gi preme l'acceleratore a met delle curve e schiaccia poi a tavoletta giusto per farli schizzare oltre un enorme autocarro - una casa su ruote, rabbiosa e ruttante - appena in tempo prima che un altro che avanza dalla direzione opposta li stritoli cancellandoli definitivamente, e tutto questo su un tratto di strada dritto in mezzo a valli di terra rossa e stoppia di pallido granturco. Lo scenario  bello. L'autunno ha sollevato quella pesante coltre di verde della Pennsylvania, il cielo  sgombro della lattiglia estiva che v' sempre sospesa, le colline hanno acquistate tinte d'ambra e arancione acceso che nel giro di un mese diventer quel colore guscio di locusta che scricchiola sotto i piedi nella stagione della caccia. Una bruma semifumosa galleggia nelle valli come nebbia sulla pelle di un fiume. Jill ferma la macchina davanti a uno steccato imbiancato a calce e a un melo. Smontano tutt'e quattro in una nube di odore di mele cadute, avvizzite. Ai loro piedi, mele che marciscono tra l'alta erba umida che costeggia un fossato pieno d'acqua, erba ancora straordinariamente verde; oltre lo steccato, un prato che  stato raschiato dai pascoli, a parte alcuni punti dove la lappa alimentata dallo sterco del bestiame arriva fino ad altezza d'uomo. Nelson raccoglie una mela e l'addenta dal lato opposto di quello dei vermi. Skeeter rimprovera: Ragazzo, non metterti in bocca quella schifezza! Non aveva mai visto prima mangiare un frutto naturale?
Jill si solleva la veste e salta il fossato per toccare una delle stecche grezze e imbiancate a calce dello steccato e per guardare oltre, lontano, dove nel buio riparo degli alberi una fattoria in pietra brilla come una zolletta di zucchero imbevuta di t e la vecchia ruota di un antico carrozzone, i raggi immobilizzati per sempre,  appoggiata contro un affare arrugginito che dev'essere una pompa. Tutto quel verde l'acceca. Ricorda le gallocce arrugginite che aspettavano i cavi d'ormeggio delle barche da diporto sui moli di Rhode Island e lungo il Sound, l'aspetto arrugginito, abbandonato e coperto di salsedine e molluschi delle cose costruite dove il mare sciaborda e il sole estivo spacca il legno grigio gabbiano, ricorda i moli, i capanni, gli schianti metallici a ogni movimento dell'acqua, il tutto distante e remoto da questa maturit eccessiva della campagna, e dice allora: Andiamo.
E si stipano di nuovo nella piccola macchina e di nuovo ci sono autocarri e stazioni di servizio e ristoranti olandesi con insegne al neon, mentre il vento e la velocit della macchina affogano ogni odore e suono di pensiero di un possibile altro mondo. L'aperta campagna pietrosa a sud di Brewer, le fattorie piantate sui campi curati, quasi stampate come su copertine di riviste, diventa le brutte colline e le valli pi scure a nord della citt, dove l'originaria e primitiva industria metallurgica ebbe il suo periodo di splendore e dove la gente costruiva in mattoni, alte case dalla facciata stretta, con timpani e abbaini come il petto di una poiana, appollaiate su prati curati dietro muri di cinta forniti di aculei. Il tenue rosso vaso da fiori di Brewer si carica lass, dieci miglia a nord, trasformandosi in un rosso scuro come sangue rappreso. Anche se non  ancora la regione carbonifera, gli alberi sembrano scuriti dalla polvere di carbone. E lui, Coniglio, si ricorda cos dei racconti, tutta una serie comparsa sul "Vat", di strani delitti, colpi d'accetta e affogamenti e strangolamenti, commessi in quelle valli serrate tra le loro anguste stradine con le chiese rosso sangue rappreso e le banche, stradine che, come un collo ritorto, terminano di colpo con una brusca curva su abbandonati binari di ferrovia, in qualche gola senza sole dove un ruscello del color dell'argento ossidato scorre, scavalcato poi pi in l da un ponte coperto di muschio che cigola quando t'accoglie.
Coniglio e Nelson, Skeeter e Jill, stipati nella piccola macchina ridono durante quella corsa, ridono per niente, per l'espressione sciocca di un contadino quando gli passano davanti sfrecciando, per i maiali dignitosi come onorevoli deputati nei loro porcili, per i nomi sulle cassette delle lettere (Hinnershitz, Focht, Schtupnagel) e per gli uomini sui trattori cos grassi che null'altro se non un sedile di trattore li reggerebbe. Ridono persino quando la piccola macchina, bench la lancetta della benzina sia ferma a met, sobbalza, freme, rallenta e si ferma come se fosse stata frenata. Jill fa appena in tempo a portarla sul lato della strada, fuori dal traffico. Coniglio scende e va a guardare sotto il cofano, ma il motore di quella macchina non  aperto e alto e trasparente come una linotype,  tutto un fatto di viluppi unti e sigillati. L'avviamento geme ma il motore non s'accende. La serie di esplosioni che si risveglia subito si spegne, soffocata. Coniglio lascia il cofano alzato per segnalare il guasto. Skeeter, tutto acciambellato dietro, grida: Culobianco, sai che stai facendo con quel cofano? Stai chiamando la fetente di polizia!
Coniglio risponde: Tu  meglio che esci da l dietro. Se siamo colpiti da dietro sei finito. Anche tu Nelson, fuori!
E' il tipo di strada pi pericoloso, a tre corsie. Il traffico proveniente da Brewer passa sfrecciando in una valanga di polvere e fracasso e monossido di carbonio. Nessun Buon Samaritano si ferma. La Porsche  ferma su un banco folto di quella pianta sottile e piumosa che l'amministrazione dello stato adopera per frenare i tratti di suolo pendente: la veccia. Di sotto, si stende un campo di granoturco. Coniglio e Nelson stanno appoggiati allo steccato e guardano il sole, a un'ora dall'orizzonte, che inonda il campo di stoppia di ombre, a coste sottili come quelle del velluto. Jill s'allontana e raccoglie un mazzolino di quei fiorellini che sembrano margherite e fioriscono in autunno, su gambi cos sottili da sembrare un filamento che spunta di qualche centimetro fuori dalla terra. Jill offre il mazzetto a Skeeter per attirarlo fuori dalla macchina. Lui allunga la mano e le strappa via i fiori, che cadono sparpagliandosi sulla ghiaia sul bordo della strada. Dall'interno della macchina giunge la sua voce soffocata: Fichetta d'una bianca, questa  tutta un'idea per consegnarmi alla polizia, questa schifa di macchina non ha niente che non va, giusto?
Non parte, risponde lei; un fiore le  rimasto sulla punta di una delle babbucce da ballerina. Il suo volto ha un'espressione impenetrabile.
In quel guscio di metallo la voce di Skeeter  soffocata e latrante. Lo sapevo che non dovevo mai mettere piede fuori da quella casa. Jill-tesoro, io lo so perch. Non sai rinunciare alla roba, giusto? Non un briciolo di volont, giusto? E non avendo neppure un briciolo di volont  pi facile consegnare il povero Skeeter alla polizia, giusto?
Coniglio le chiede: Cosa sta dicendo?
Sta dicendo che ha paura.
Skeeter sta urlando adesso: Toglietevi di mezzo, scemi bianchi, io me la filo di corsa. Quanto  da qui all'altra parte di quello steccato?
Coniglio dice: Una mossa intelligente, cos rimani bloccato qui nella boscaglia. Il selvaggio della foresta.
Non chiamarmi selvaggio, cazzone appeso. Ti dico una cosa, consegnami e io ti faccio sbranare, anche a costo di rivolgermi fino a Filadelfia. Non si tratta soltanto di me, noi siamo dappertutto, capisci? Ora mettete in moto questa macchina, mi sentite? Fatela andare.
Dice tutto questo mentre se ne sta piegato in due tra le spalliere di pelle dei sedili e il lunotto posteriore. Il suo panico  disgustoso e pu essere contagioso. Coniglio avrebbe voglia di tirarlo fuori da quel suo guscio, al sole, ma ha paura di allungare le mani dentro, potrebbe accoltellarlo. Sbatte lo sportello della Porsche spegnendo quella voce rauca e poi sbatte anche il cofano. Voi due rimanete qui. Calmatelo, fatelo restare nella macchina. Io arrivo fino a una stazione di servizio, dev'essercene una pi avanti sulla strada.
Per un po' corre, la velenosa paura di Skeeter che gli brucia la vescica. Dopo tutte quelle serate in compagnia la prima cosa che il nero pensa  il tradimento. Forse  naturale. Corre per tenere quel corpo nero inchiodato l dentro. Una tartaruga capovolta. Come correva quando era in ritardo a scuola. Skeeter  diventato una specie di dovere. In ritardo, in ritardo. Poi l'insegna d'un cavallo rosso e alato sospeso sopra i campi invasi dal sole. E' un vecchio garage, un'officina ampia e impenetrabile che puzza d'olio, le pareti ricche di chiavi inglesi, cinte di ventilatori, martelli, parti di ricambio. Una vecchia macchina per la Coca, del tipo che dispensa bottigliette, ronza accanto al ponte idraulico. Il meccanico, un giovane allampanato con una parlata strascicata da contadino e le mani nere, lo riaccompagna su un camioncino sobbalzante sino alla Porsche. Il cristallo del finestrino  rotto; l'aria sibila e si precipita dentro affamata.
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Bruciato,  il verdetto del meccanico. A Jill, chiede: Quando ci ha messo l'olio l'ultima volta?
Olio? Non lo mettono loro quando si fa benzina?
No, se non lo chiede.
Scema-cretina, dice Coniglio a Jill.
La bocca di lei acquista una piega ostile. Anche Skeeter ha usato la macchina.
Mentre il meccanico armeggia sotto il cofano, Skeeter districatosi dall'interno della macchina e stiracchiatosi all'aria, con gli occhiali due dischi arancioni nell'ultimo sole,  l vicino. Coniglio gli chiede: Fin dove sei arrivato con quest'affare?
Oh, fa il nero, seccato dalla presenza del meccanico, sono andato su e gi. Ma sono stato sempre attento. Non sapevo, aggiunge, che l'auto era di tua propriet.
E' lo spreco, risponde lui, debolmente. La strafottenza.
Jill chiede al meccanico: Ce la fa a ripararla in un'ora? Il mio fratellino qui deve fare i compiti di scuola.
Il meccanico si rivolge solo a Coniglio: Il motore  fuori uso. I pistoni si sono fusi coi cilindri. Il posto pi vicino per riparare una macchina come questa  forse Pottstown.
Possiamo lasciarla da lei fino a quando viene qualcuno a prenderla?
Dovr farle pagare un dollaro al giorno per il garage.
Certo. Benissimo.
E poi ce ne sono altri venti per il rimorchio.
Coniglio paga con i venti che gli ha dato Buchanan e il meccanico rimorchia la Porsche fino al garage. Loro vanno con lui, Jill e Harry nella cabina (Attenta adesso, dice il meccanico quando Jill monta, non voglio che s'ingrassa quel bel vestito bianco), Skeeter e Nelson nella piccola macchina, trainata col sedere in aria. Giunti al garage, il meccanico chiama per telefono un taxi che li riporti a West Brewer. Skeeter scompare dietro una porta sporca e tira lo scarico ripetutamente. Nelson resta a guardare il meccanico che stacca la macchina dal rimorchio e a sentirlo parlare di motori. Jill e Harry passeggiano fuori. Nei campi di granoturco bui i grilli cantano. Un quarto di luna, con un occhio nero, spunta dietro l'insegna del cavallo alato. Le luci esterne sono spente. Coniglio nota qualcosa di bianco sulla babbuccia di Jill: il piccolo fiore che  caduto ed  rimasto attaccato l. Si china a raccoglierlo e glielo porge. Lei bacia il fiore per ringraziare lui poi, senza dir niente, lo appoggia su un bidone pieno di stracci sporchi d'olio e di barattoli vuoti. Non sporcarti il vestito di grasso. Delle gomme stridono; una vecchia Buick degli anni Cinquanta, con quelle pinne dietro a imitazione dei B-19, entra nella loro orbita. L'autista  grasso e mastica gomma. Sulla via del ritorno a Brewer, la sua testa si staglia come una piramide contro i fari provenienti dalla direzione opposta, immobile, a parte il fremito della masticazione. Skeeter  seduto accanto a lui. Bella giornata, dice Coniglio, da dietro.
Jill ride, un uggiolio. Nelson le si  addormentato in grembo. Lei giocherella con i capelli del ragazzo, avvolgendoseli intorno alle dita silenziose.
Bella s, per questo periodo dell'anno,  la lenta risposta dell'autista.
Bella campagna da queste parti. Ci veniamo di rado a nord della citt. Stavamo facendo una gita.
Non c' molto da vedere.
Il motore si  bruciato mentre andavamo. Immagino che la macchina  ridotta a un rottame.
Immagino.
Mia figlia, qui, s' dimenticata di farci mettere l'olio. I giovani d'oggi son fatti cos, bruciano una macchina e passano alla successiva. Le cose materiali non hanno nessun valore per loro.
Per alcuni ancora s.
Senza girare il capo, Skeeter dice all'autista: Certo le capita un sacco di gente perbene che ha un incidente come questo, un sacco di gente perbene qui a nord, eh?
Be', s, fa l'autista e questo  tutto, finch, fermatosi a Vista Crescent, dice a Coniglio: Diciotto.
Dollari? Per dieci miglia?
Dodici. E il ritorno sono altri dodici.
Coniglio fa il giro della macchina e va a pagarlo, mentre gli altri corrono in casa. L'autista si sporge dal finestrino e chiede: Sa quello che fa?
Non esattamente.
Quelli accoltellano sempre da dietro.
Chi?
L'autista si sporge di pi; alla luce del lampione Coniglio distingue un faccione triste, olivastro, una bocca senza labbra, da balena, storta in una piega malinconica, una cicatrice a forma di ferro di cavallo sulla polpa del naso. La risposta arriva a voce tenua: I neracci.
Imbarazzato per lui. Coniglio si volta e vede - Nelson ha ragione - una folla di bambini. Stanno dall'altra parte di Crescent, alcuni con le biciclette, a guardare quella strana macchina e il carico di gente che ne  sbarcato. Quel fenomeno, sullo sfondo deserto di Penn Villas, lo allarma: come se sulla faccia della luna fossero spuntate delle ulcere.
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L'incidente - la sua pelle che  tornata a sfidare il sole - imbaldanzisce Skeeter. Quando torna a casa dal lavoro Coniglio trova lui e Nelson che tirano al canestro l sul viale. Nelson passa la palla al padre che con una mano sola, da venti metri di distanza, fa centro. Bel tiro. Ehi, gracchia Skeeter, cos che tutte le case di Penn Villas sentono, da dove hai tirato fuori questa rarit di vecchio stile di tiro al canestro? Volevi solo farci ridere, giusto?
Ha fatto centro, dice Nelson.
Merda, ragazzo, un nano con una mano sola l'avrebbe bloccato. Devi saltare e tirare, saltare e tirare, giusto? E dimostra. Il suo tiro va a vuoto ma sembra buono: la palla tenuta alta, un'ascesa nell'aria all'indietro, un lancio accurato che sarebbe passato sulla testa di qualsiasi difensore. Coniglio prova a farlo anche lui, ma scopre che il proprio corpo  pesante e lo sforzo per saltare lacerante. La palla compie una traettoria sbagliata. Skeeter dice: Hai il culo di piombo dei bianchi, ma quelle mani mi piacciono. Si fanno dei passaggi; Skeeter  lesto e sfuggente, e guizza via continuamente, senza mai lasciarsi bloccare, passando a Nelson e tirando oltre. Coniglio non riesce a fermarlo, il fiato comincia a dilatargli il petto, ma ci sono dei momenti in cui la palla e i muscoli e l'aria sulle loro teste e i corpi che competono con il suo son tutti stretti e uniti, e sfidano la forza di gravit. Poi il fresco dell'ottobre gli penetra sotto il sudore ed entra in casa, Jill  di sopra, dove sta dormendo. Negli ultimi tempi ha preso a dormire sempre di pi, un sonno evasivo, di stordimento, che lui trova offensivo. Quando scende di sotto, sempre con quel vestito bianco ormai insopportabile, scostandosi dalle guance i capelli appiccicati, le chiede, bruscamente: Hai fatto niente per la macchina?
Tesoro, cosa potevo fare?
Potevi chiamare tua madre.
Non posso. Lei e il patrigno avrebbero fatto una sola cosa, sarebbero venuti a prendermi.
Non sarebbe un'idea sbagliata.
Il patrigno  un loffio. Gli passa davanti senza neppure guardarlo e va in cucina. Va ad aprire il frigorifero. Non hai fatto la spesa.
E' compito tuo.
Senza macchina?
Cristo, fino all'Acme a piedi ci arrivi in cinque minuti.
Cos la gente vede Skeeter.
Lo vedono comunque. Sta l fuori a saltellare tutt'intorno al cortile con Nelson. E poi s' capito che l'hai spupazzato in macchina per tutta la Pennsylvania. La sua rabbia si ricarica: "culo di piombo". Porca puttana, com' possibile distruggere una macchina costosa come quella e non far niente? C' gente che vivrebbe dieci anni con quello che costa quella macchina.
Harry, no. Sono distrutta.
Okay, scusa tanto. L'attira tra le sue braccia. Lei, triste, gli si culla contro, strofinando il naso contro la camicia. Ma quando  stordita il suo corpo ha come una specie di assenza, di dissociazione, che a lui risulta sgradevole contro la propria pelle. Lo fa starnutire.
Jill sta mormorando: Secondo me tu senti la mancanza di tua moglie.
Quella stronza. Per niente.
Lei  come tutti voialtri, incastrata in questa societ. Vuole essere viva finch vive.
E tu no?
A volte. Ma so che non basta. E' cos che t'incastrano. Ora lasciami andare. Non ti piace abbracciarmi, lo sento. A proposito, mi sono ricordata che ci sono dei fegatini di pollo surgelati nel frigorifero, dietro al gelato. Ma ci mettono un secolo a scongelarsi.
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Notiziario delle sei. Il viso pallido bloccato dietro lo schermo dice, tutto teso, ignaro che l'intera testa, per un difetto nella ricezione al 26 di Vista Crescent,  appiattita, e il mento  lungo e a cucchiaio, annuncia: Chicago. Duemilacinquecento uomini della guardia nazionale dell'Illinois sono rimasti mobilitati anche oggi in seguito ai tumulti inscenati ieri dai membri della fazione estremista degli Students for a Democratic Society, che avevano infranto vetrine, capovolto macchine e assalito poliziotti, gridando il loro slogan, pausa triste, sprezzante; il volto insipido si solleva e guarda verso la telecamera, il mento s'allunga, la testa si schiaccia come un'incudine. Portiamo la guerra in casa. Inserti filmati di poliziotti in elmetto bianco che colpiscono gruppi di braccia e gambe, di ragazzi dai capelli lunghi che vengono trascinati via, di improvvisi volti barbuti che scuotono pugni che par proprio stiano per spuntar fuori da quest'altra parte del video; poi altri inserti di poliziotti che agitano mazze, il che sembra guerrescamente consolante per Coniglio. Anche a Skeeter piace. Giusto! esclama. Dagliene un altro a quel signorino! Durante l'intervallo della pubblicit si volta a Nelson e spiega: E' bello, giusto?
Nelson chiede: Perch? Non stavano protestando contro la guerra?
S, protestavano contro la guerra come una gallina ha le palle. Quello contro cui protestano quei culisecchi  il fatto che devono aspettare vent'anni per prendersi la fetta di pizza dei babbucci. E invece la vogliono adesso, subito.
E che se ne farebbero?
Che se ne farebbero, ragazzo? Se la mangerebbero, questo farebbero.
La pubblicit - un primo piano ingrandito della bocca di una ragazza -  finita. Intanto, in tribunale, il processo contro gli Otto di Chicago continua il suo corso turbolento. Il giudice Julius J. Hoffman, che non ha nulla a che vedere con l'accusato Abbie Hoffman, ha richiamato parecchie volte all'ordine l'accusato Bobby Seale, che ha dato in escandescenza gridando epiteti come, di nuovo guarda verso la telecamera, la testa appiattita, l'enfasi del disappunto, porco, fascista e razzista. Sullo schermo compare un disegno tracciato in aula dell'accusato Seale.
Nelson chiede: Skeeter, ti piace quello l? Non do nessun valore ai neri inseriti.
A Coniglio viene da ridere. Questa s che  bella. Quello l  pieno d'odio come te.
Skeeter spegne l'apparecchio. Ora il suo tono  quello di un predicatore, molto affettato: Io non sono affatto pieno d'odio, sono anzi pieno d'amore, che  una forza dinamica. L'odio  una forza paralizzante. L'odio raggela. L'amore colpisce e libera. Giusto? Ges scacci i mercanti dal tempio. Il nuovo Ges scaccer i nuovi mercanti. Il vecchio Ges portava una spada, giusto? Il nuovo Ges porter anche lui una spada. Sar una fiamma vivente d'amore. Il caos  il corpo di Dio. L'ordine  la catena del diavolo. Quanto a Robert Seale, qualunque negro che abbia alle spalle certi gran fiati e cervelli fini che danno per lui cocktail party per la raccolta di fondi, ai miei occhi  un nero domestico. E' montato sul carrozzone del potere,  montato sul carrozzone pubblicitario, ha avvilito la propria anima ed  pertanto, come suol dirsi, indegno di considerazione. Noi neri siamo venuti qui senza nome, siamo i semi organici del futuro, semi che non hanno nome, giusto?
Giusto, dice Coniglio, un'abitudine.
I fegatini di pollo di Jill sono bruciati da fuori e ancora ghiacciati da dentro.
Notiziario delle undici. Un giovane con una barba trasparente, col viso quasi schiacciato contro la telecamera, al punto che non viene messo a fuoco, urla: Via i porci! Tutto il potere al popolo!
Un intervistatore invisibile gli chiede con voce melliflua: Come descriverebbe gli scopi della vostra organizzazione?
Distruzione delle attuali strutture repressive. Controllo sociale dei mezzi di produzione.
Pu spiegare ai telespettatori che cosa intende per 'mezzi di produzione'?
La telecamera ha dei sobbalzi; il soggiorno, in penombra altrimenti, lampeggia. Fabbriche. Wall Street. Tecnologia. Tutto questo. Una piccola cricca di capitalisti ci sta imponendo l'inquinamento e l'aereo supersonico e il genocidio nel Vietnam e nei ghetti. Tutto questo.
Capisco. Quindi, fracassando le vetrine il vostro scopo  di frenare una tecnologia che sfugge al controllo e creare la base per una nuova umanit.
Il ragazzo guarda confuso e perplesso fuori campo, mentre la telecamera impazzisce per rimetterlo a fuoco. Sta scherzando? Lei sar il primo a essere messo al muro. Brutto... il taglio tempestivo mostra che l'intervista era registrata.
Coniglio dice: Parlami della tecnologia.
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La tecnologia, spiega Skeeter con ammirevole pazienza, con l'estremit della sigaretta, non di tabacco, che brucia rossa a ogni tirata,  merdaglia. Abbassa, Jilly.
Ma Jilly s' addormentata sul divano. Le sue gambe hanno bagliori, cantano.
Skeeter continua: Qua stiamo tutti dandoci da fare intorno a quell'imponente disegno per dimenticare tutto ci che sappiamo. Stiamo riattaccando la mela all'albero. Ora i romani avevano la loro tecnologia, giusto? E i barbari li hanno salvati da essa. I barbari sono stati i loro salvatori. Poich non possiamo indurre gli esquimesi a invaderci, abbiamo dunque allevato una generazione di barbari, chiedo scusa, "voi" bianchi, l'avete allevata, avete allevato quei barbari, la classe media bianca americana e i suoi imitatori di tutto il mondo hanno ritrovato in se stessi la forza divina di generare milioni di deficienti subumani che in epoche meno illuminate soltanto gli aristocratici erano capaci di produrre. Gli ultimi farfuglianti principi merovingi vennero portati in giro su carri trainati da buoi, ma noi oggi abbiamo il benedetto vantaggio degli imbecilli motorizzati. Com' stato giustamente scritto, ci faremo scoppiare il cervello e dedicheremo il resto al presidente Mao. Giusto?
Coniglio replica: Non  giusto. Quei ragazzi hanno anche ragione. Per certe cose. A parte la guerra, non c' l'inquinamento?
Ormai m'ammorba sempre pi parlare con i bianchi, risponde Skeeter. Voi difendete le vostre cose, i vostri interessi. Quei bambini furiosi, desiderano, certo come lo desidera Agnew Dei, conservare lo statu quo contro ogni progetto e ira divina. Sono degli anticristo. Scorgono la faccia di Dio nel Vietnam e ci sputano sopra. Falsi profeti, dalla loro proliferazione capisci che il momento  arrivato. L'impudenza pubblica, l'armamento ingegnoso, la reverenza per l'idiozia, le leggi corrotte e prevaricatrici che sono le uniche in vigore adesso: noi siamo Roma. E io sono il Cristo del Nuovo Alto Medioevo. O se non lo sono io lo  allora qualcun altro esattamente identico in tutto e per tutto a me, che negli ultimi secoli ha immaginato di essere me. Mi credi?
Credo. Coniglio tira alla sua sigaretta, non di tabacco, e sente il proprio mondo allargarsi sino ad ammettere nuove verit, come una donna allarga le proprie gambe, come un fiore si apre, come le stelle si fuggono tra loro. Credo.
Skeeter vuole che Coniglio rilegga brani di "La vita e i tempi di Frederick Douglass". Sei proprio un fenomeno, giusto? Stasera tu sarai il nostro grande nero. Come bianco, culobianco, tu non assommi a niente, vali poco, ma come nero sei un godimento. Ha segnato delle parti nel libro con dei fermagli e dei segni di matita.
Coniglio legge:
"Il lettore avr notato che tra i nomi degli schiavi viene menzionato quello di Esther. Era questo il nome di una giovane fanciulla che possedeva quella che per una ragazza schiava era sempre una maledizione: vale a dire, la bellezza della persona. Era alta, di colore chiaro, ben formata e di bell'aspetto. Esther era corteggiata da 'Ned Roberts,' figlio di uno schiavo prediletto dal colonnello Lloyd, il quale come giovanotto era di bell'aspetto quanto Esther era come fanciulla. Alcuni guardiani sarebbero stati contenti di promuovere il matrimonio tra due creature cos belle, ma non si sa per quali ragioni il capitano Anthony, invece, disapprovava che tra i due esistesse alcuna relazione. Ordin infatti a Esther di evitare la compagnia del giovane Roberts, e le disse che l'avrebbe punita severamente se mai li avesse di nuovo sorpresi insieme. Ma era impossibile separare quei due. Volevano incontrarsi e s'incontrarono ancora". A questo punto saltiamo. Il tratto di matita rossa riprende in fondo alla pagina; Coniglio s'accorge del tono drammatico che acquista la sua voce, brume mattutine, una paura infantile. "Erano le prime ore della mattina e tutto era silenzioso. Prima che alcuno della famiglia nella casa o in cucina si fosse alzato, io ero gi sveglio. Ero stato svegliato in realt dalle grida strazianti e dalle implorazioni della povera Esther. Il mio giaciglio era sul pavimento sporco d'un piccolo ripostiglio che dava nella cucina..."
Skeeter interrompe: Lo senti l'odore di quel ripostiglio, giusto? Sporcizia, giusto, e patate vecchie e piccoli fili d'erba che diventano gialli prima di crescere di qualche pollice, giusto? Odora, odora. Lui dormiva l dentro.
Zitto, fa Jill.
"...e tra le crepe del pavimento di tavole sconnesse riuscivo a vedere e udire distintamente ci che stava succedendo, senza essere visto. I polsi di Esther erano legati ben stretti e la corda ritorta era assicurata a una solida forcella di ferro fissata a una robusta trave di legno, in alto, vicino al camino. E l lei stava, su una panca, con le braccia tirate sopra la testa. La schiena e le spalle erano completamente nude. Dietro di lei stava il vecchio padrone, con la sferza in mano, che accompagnava la sua barbara impresa con ogni genere di sporchi e rozzi e violenti epiteti. Era animato da fiera crudelt e protraeva quella tortura come solo uno che gode all'agonia della propria vittima pu fare. Un colpo dopo l'altro, faceva vibrare l'odioso staffile che stringeva in mano, sistemandoselo ogni volta in modo da infliggere il colpo pi doloroso che la sua forza e la sua abilit consentissero. La povera Esther non era mai stata frustata prima con tanta crudelt. Le sue spalle erano carnose e tenere e ogni colpo inferto vigorosamente le cavava gridi dalla bocca come sangue dal corpo. 'Piet! Oh, piet!' gridava 'Non lo far pi!' Ma le sue grida acute sembravano accrescere soltanto l'ira del padrone". I segni rossi cessano ma Coniglio continua sino alla fine del capitolo. "L'intera scena, nelle circostanze in cui si svolgeva, fu per me rivoltante e traumatizzante al massimo grado, e se poi si conoscono i motivi di quel brutale castigo, mancano addirittura le parole per descriverne convenientemente la condannabile criminosit. Dopo avere inferto non so quanti colpi, il vecchio padrone sciolse la sua povera vittima. Una volta libera Esther riusciva a malapena a reggersi in piedi. Con tutto il cuore la compassionai e, bambino com'ero e nuovo a tali scene, il disgusto che provai fu intenso. Ero terrificato, ammutolito, stupito e strabiliato. La scena or ora descritta ebbe poi a ripetersi parecchie volte, perch Edward e Esther continuarono a incontrarsi, nonostante tutti i tentativi per impedire questi loro incontri".
Skeeter si volta verso Jill e la colpisce forte, come avrebbe fatto un bambino, al petto. Non zittirmi, fichetta.
Volevo sentire il brano.
Ti ha accesa, vero, fichetta?
Mi piace la maniera in cui Harry legge. Con sentimento.
In culo i tuoi sentimenti di bianca.
Ehi, piano, dice Coniglio, inutilmente, sapendo che la violenza deve scoppiare.
Skeeter s' scatenato. Tenendole una mano sulla spalla, come una morsa, le allunga l'altra alla gola e le lacera il collo del vestito bianco. La stoffa  resistente; la testa di Jill si piega di scatto in avanti prima che si oda il rumore dello strappo. Poi si ritrae sul divano, con gli occhi inespressivi; i piccoli seni dalle punte indurite sobbalzano nella V dello strappo.
L'istinto di Coniglio non  di salvare lei ma di riparare e difendere Nelson. Getta il libro sul panchetto da ciabattino e va a porsi tra il ragazzo e il divano. Vattene di sopra.
Nelson, stupito, strabiliato, s' alzato in piedi; geme: L'ammazzer, pap. Ha le guance rosse, gli occhi affossati.
No, non l'ammazzer. E' solo fatto a erba. A lei piace.
Oh, merda, merda, ripete il ragazzo, disperato; il viso gli si storce, pronto a piangere.
Ehi tu, culettobianco, grida Skeeter. Vorresti frustarmi, giusto? Salta su, esegue una breve danza saltellante e poi si strappa di dosso la camicia con tanta violenza che uno dei bottoni del polsino salta via e colpisce il paralume della lampada. Quel suo petto ossuto, nudo, lascia sorpresi per la sua articolazione: ogni muscolo risalta nel suo attacco all'osso, l'intero torso intagliato in un ebano pi scuro dell'ombra e pi denso dell'avorio. Coniglio non ha mai visto un petto simile se non in un crocifisso. Che altro? grida Skeeter. Mi vuoi frustare sulle chiappe, giusto? Ecco qui! Le sue mani hanno sbottonato i pantaloni e sono ora alla cintura, ma Nelson  fuggito via dalla stanza. Da sopra giungono i suoi singhiozzi, ma vanno affievolendosi.
Okay, basta cos, dice Coniglio.
Leggi un altro pochino, prega Skeeter.
Tu ti lasci andare.
Quel tuo maledetto figlio, crede che questa fichetta  propriet sua.
Piantala di chiamarla fichetta.
Amico, non  questo che le ha dato Ges? Skeeter ridacchia.
Fai schifo, gli dice Jill, sistemandosi il vestito strappato.
Lui le scosta uno dei lembi lacerati. Bau.
Harry, aiutami.
Leggi il libro, culobianco, far il buono. Leggi dove c' il fermaglio.
Sopra di loro, i passi di Nelson attraversano il soffitto. Se lui legge, il ragazzo sar salvo. "Ahim", questo qui?
Esatto. Piccola Jill, mi ami, giusto?
"Ahim, quell'immensa ricchezza, quell'aureo splendore, quella profusione di lusso, quella dispensa dal lavoro, quella vita di agi, quel mare di abbondanza, non erano le porte dorate che sembravano..."
Tu sei la mia porta dorata, ragazza.
"Il povero schiavo sulla sua dura tavola di pino, a malapena protetto da una sottile coperta, dormiva pi profondamente del lussurioso febbricitante steso sui suoi soffici cuscini. Il cibo per l'indolente  veleno, non sostentamento. Nascosti nelle vivande ricche e tentatrici ci sono gli invisibili spiriti del male che riempiono il gaudente deluso di dolori e sofferenze, passioni incontrollabili, malumori furiosi, dispepsia, reumatismi, lombaggine e gotta, e di tutto questo i Lloyd avevano una buona collezione".
Oltre il bordo della pagina Skeeter e Jill stanno lottando; le mutandine di lei, i seni, sono esposti in lampi grigi. Un altro lampo, vede Coniglio,  il sorriso di lei: i dentini grigi esposti in una silenziosa risata; le piace essere violentata. Accorgendosi che lui sta spiando, la ragazza sobbalza e comincia a reagire divincolandosi furiosamente, stringendosi addosso gli stracci del vestito, e alla fine fugge via dalla stanza. I suoi passi crepitano su per le scale, Skeeter  sorpreso dalla sua fuga, batte le palpebre; solleva il gran cuscino della sua testa con un sospiro. Bello,  il sospiro. Ancora un altro pezzo, culobianco. Leggimi quello dove lui reagisce. Il suo petto scuro si fonde col divano beige; la gommapiuma  coperta da un plaid verde e rosso ormai consumato e sbiadito in una sola tinta indistinguibile.
Sai, domani mattina devo alzarmi per andare al lavoro.
Sei preoccupato per la tua bamboletta? Non preoccuparti. Il fatto, amico,  che una fichetta  come un kleenex, la usi e la butti via. Udendo il silenzio, aggiunge: Sto solo scherzando, giusto? Per punzecchiarti, okay? Avanti su, riprendiamo, al fermaglio successivo. Il guaio con te, amico,  che sei sempre sposato, in continuazione. Alla donna non piace un uomo che  solo sposato, vuole anche un tipo che la lascia in dubbio, giusto? La donna che smette di essere in dubbio  morta.
Per leggere. Coniglio va a sedersi sulla poltrona col righino d'argento. "Da dove mi venisse il coraggio necessario per lottare con un uomo che solo quarantotto ore prima avrebbe potuto con una sola parola farmi tremare come una foglia al vento, proprio non so; sta di fatto che ero deciso a battermi e, ci che ancor pi conta, in realt morivo dalla voglia di farlo. Ero stato preso dalla follia della violenza e mi trovai con le forti dita fermamente strette alla gola del tiranno, completamente ignaro delle conseguenze, in quel momento, come se fossimo uguali dinanzi alla legge. Persino il colore della pelle di quell'uomo avevo dimenticato. Mi sentivo agile come un gatto, ed ero pronto a ogni sua mossa. Schivavo ogni suo colpo, sebbene non ne restituissi nessuno; mi mantenevo senz'altro sulla difensiva, impedendogli di ferirmi, piuttosto che cercare di ferire lui. Lo buttai a terra parecchie volte quando avrebbe voluto lui buttare a terra me. Lo tenevo cos stretto per la gola che il suo sangue segu le mie unghie. Lui teneva me e io tenevo lui".
Oh, l'adoro, mi piace, mi fa morire, dice Skeeter, e si solleva su un gomito cos che il suo corpo  di fronte quello di Coniglio. Leggi ancora. Solo un altro pezzetto.
Devo andare a dormire.
Salta un paio di pagine, va fino al punto che ho segnato col doppio tratto.
Perch non te lo leggi da solo?
Non  la stessa cosa, giusto? Leggerselo da solo. Qualunque scolaretto lo sa, giusto? Io non ho creato pasticci e non ho dato nessun fastidio, sono stato un leccaculo fedele, perci da' un osso al leccaculo, leggi dove t'ho detto. Mi spoglio tutto, voglio sentirlo con tutti i pori. Canta, amico. Canta. Comincia da dove dice "Un uomo privo di forza". Sollecita di nuovo: "Un uomo privo di forza" e armeggia con la fibbia della cintura.
"Un uomo privo di forza" legge Coniglio, attentamente, "e privo dell'essenziale dignit umana. La natura umana  tale che non  in grado di prendere in considerazione un uomo indifeso, anche se pu provarne piet, ma anche questa non pu durare a lungo se la forza non si palesa in qualche modo".
S, dice Skeeter, e la sua macchia vibra e si confonde; e una chiazza di bianco lampeggia sul divano, al disopra del bianco della pagina stampata.
"Solo pu capire", legge Coniglio, trovando le parole enormi, ognuna come un barile nero nel quale la sua voce leva echi, "l'effetto di questo scontro sul mio spirito, colui che si  esposto a qualcosa o ha rischiato qualcosa, per rintuzzare l'ingiustizia e la crudelt di un tiranno. Covey era un tiranno e, per di pi, un tiranno crudele. Dopo avergli opposto resistenza, mi sentii come non mi ero mai sentito prima".
S, grida la voce di Skeeter dagli abissi dell'invisibile, al di l dell'isola rettangolare della pagina.
"Fu una resurrezione dalla buia e pestifera tomba della schiavit al cielo aperto della libert relativa. Ormai non ero pi un codardo servile, tremante davanti al cipiglio d'un verme della terra fratello, ma il mio spirito a lungo frustrato aveva assunto un atteggiamento d'indipendenza. Ero giunto a un punto in cui non avevo paura di morire". Enfasi.
Oh, S. S.
"Questo mi rendeva di fatto un uomo libero, anche se nella forma rimanevo solo uno schiavo. Quando uno schiavo non pu essere frustato  pi che a met libero".
A-men.
"Ha un bene, grande quanto il suo cuore virile, da difendere ed  davvero 'una potenza sulla terra.'"
Puoi dirlo, puoi dirlo.
"Da quel giorno, sino alla mia fuga dalla schiavit, non fui pi dolorosamente frustato. I tentativi non mancarono, ma non ebbero mai successo. Colpito lo fui, ma l'esempio che ho descritto segn la fine dell'abbrutimento al quale la schiavit mi aveva ridotto".
Oh. tu sei proprio un bel nero, canta Skeeter.
Staccando gli occhi dalla pagina. Coniglio vede che non c' pi una chiazza di bianco sul divano, che questo  profondamente buio, e solo s'agita in un ritmo bisbigliante che vorrebbe risucchiarlo. I suoi occhi non osano seguire sino alla mano la viva linea di luce riflessa che s'estende per tutta la lunghezza del braccio ritmico di Skeeter. Lungo come un'anguilla, va su e gi. S'alza, allora e abbandona a gran passi la stanza, lasciando cadere il libro come se scottasse, sebbene gli occhi ardenti del negro in copertina lo seguano immediatamente oltre il duro tappeto e su per i gradini verniciati, nel bianco regno in cui una raggelata lampada  accesa, in alto, sul pianerottolo. Il cuore gli batte. L'ha scampata. Per poco.
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La luce della lampada a stelo gi nel soggiorno illumina l'acero da sotto terra, le foglie rosse come il dito contro il raggio di una torcia elettrica. La chioma agitata riempie a met la finestra della loro stanza. Nel letto, Jill si gira verso di lui, pallida e fredda come ghiaccio. Stringimi, dice, stringimi, stringimi, stringimi, tante volte e con voce cos atona da spaventarlo. Le donne sono pazze, contengono questa antica pazzia, e tra le braccia lui stringe il vuoto. Sente che vuole essere montata, a qualunque costo, senza piacere, solo per essere inchiodata. Vorrebbe accontentarla ma non riesce a lacerare la paura, il disgusto tra loro. Lei  una sirena che gesticola sotto la superficie del mare e lui fluttua e galleggia irrigidito, per non affondare nel terrore. Il libro che ha letto ad alta voce lo tormenta e perseguita con una visione d'infinito squallore, di generazioni morte, di torture seppellite e ragioni perdute. Alzarsi, lavorare, non c' pi nessun motivo, nessun motivo per niente e nessun motivo per non farlo neppure, non c' nulla da respirare se non il gas acido imbottigliato nelle chiese vuote, niente per cui sorgere; lui vive in un pozzo angusto le cui umide pareti lo schiacciano e paralizzano, no,  Jill che gli si stringe contro, cercando calore, bench la notte sia calda. Le chiede: Non dormi?
No. Tutto crolla.
Proviamo. E' tardi. Prendo un'altra coperta?
Non lasciarmi neppure per un secondo. Sprofondo, altrimenti. 
Mi volto dall'altra parte e tu mi abbracci.
Gi di sotto, Skeeter spegne la luce. Fuori, il piccolo acero svanisce come una fiamma spenta con un soffio. Dentro di s, lui completa il movimento dell'altro nel buio, nel marrone ritmico del divano. Poi il terrore ritorna e lo ferma, strizzandolo come una palpebra.
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La voce di lei risulta stanca e circospetta, dice: Brewer Fealty, Mistress Fosnacht. Desidera?
Peggy? Salve, sono io, Harry Angstrom.
Figurati. Un nuovo tono sarcastico. Proprio non ci credo! Troppa espressivit. Troppi uomini.
Di', ti ricordi quello che dicesti di Nelson e Billy che vanno a pesca questa domenica e di me che restavo a cena, sabato?
S, Harry, ricordo.
E' troppo tardi? Per me, per accettare.
Niente affatto. A cosa  dovuto?
A niente di speciale. Ho pensato che sarebbe stato simpatico.
Lo sar. Ci vediamo sabato.
A domani, precisa lui. Avrebbe continuato a parlare, era la sua ora di colazione, ma lei ha tagliato corto. La pressione del lavoro. Non darlo per scontato.
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Nel pomeriggio, finito il lavoro, mentre sta andando a piedi verso casa dalla fermata dell'autobus sulla Weiser, sull'angolo dove la Emberly Avenue diventa Emberly Drive, accanto a una cassetta postale bianco-rossa-azzurra, gli si avvicinano due uomini: Mister Angstrom?
S, certo.
Potremmo parlarle un minuto? Siamo due suoi vicini. Il tipo che ha parlato  tra i quaranta e i cinquanta, grassotto, con un completo grigio che gli tira da ogni parte e con i risvolti stretti di almeno cinque anni fa. Ha la faccia molliccia ma tormentata, con un naso a becco che fa a calci con le borse sotto gli occhi. Il mento, poi,  formato da due pomelli umidi messi l'uno accanto all'altro, con in mezzo una fossetta. Ha il colorito cachettico di Brewer e un'aria decisamente timida da impiegato di concetto. Un ragioniere, un maestro di scuola. Mi chiamo Mahlon Showalter, e abito dall'altra parte di Vista Crescent, nella casa, come probabilmente avr notato, alla quale l'estate scorsa abbiamo aggiunto una nuova ala.
Oh, s. Coniglio ricorda un lontano rumore di martello, ma non l'aveva notata; in realt, le case di Penn Villas le guarda quel tanto per vedere che non  Mt. Judge: e cio il niente.
Lavoro in calcolatori elettronici, spiega Showalter. Ecco il mio biglietto. Mentre lui d un'occhiata al nome della societ che v' stampato sopra, Showalter sta aggiungendo: Rivoluzioneremo il mercato e gli affari di questa citt, una memoria che praticamente sostituisce ogni archivio. Questi  Eddie Brumbach, che abita oltre la curva, su Marigold Crescent.
Eddie non esibisce nessun biglietto da visita. E' bruno di capelli, pi basso e pi giovane di Harry. Se ne sta l piantato come stavan sempre certi tipi sotto le armi, tutto impettito, con le spalle tirate indietro, una vera e propria mania quella di gonfiare il torace. Per via del taglio a spazzola dei capelli, ma solo in parte per questo, sembra che abbia la testa mozzata in cima, come le teste sul video dell'apparecchio di Coniglio. Quando gli stringe la mano gli ricorda qualcun altro. Chi? Da una parte della faccia di Brumbach  stato asportato un pezzo di mascella lasciando un incavo e una cicatrice rossa a forma di L. Occhi grigi come due strumenti spuntati. Dice, con minacciosa semplicit: Esatto.
Showalter dice: Eddie lavora nel reparto montaggio della Fessler Steel.
Dovete essere venuti via dal lavoro pi presto, oggi, dice Coniglio.
Eddie risponde: Questo mese ho il turno di notte.
Showalter ha una strana maniera di dondolarsi, come se molto lontano stessero suonando musica da ballo, ed  chiaro che vuole interporsi tra Coniglio e Eddie. Dice: Abbiamo preso la decisione di parlarle, e le siamo grati per la sua gentilezza. Questa qui  la mia macchina, vogliamo entrare e sederci? Stare in piedi cos non  molto comodo.
La macchina  una Toyota, il che ricorda a Harry il suocero e gli comunica tutta una serie di disagi. Preferirei rimanere in piedi, risponde, se la cosa non prende tempo, e s'appoggia alla cassetta postale per essere meno alto rispetto agli altri due.
Non ne prender molto, promette Eddie Brumbach, spingendo indietro le spalle e avanzando d'un passo, deciso.
Showalter abbassa le spalle, come se stesse per interporsi di nuovo, con uno sguardo ancora pi triste negli occhi, si asciuga la bocca molliccia e dice: Be', no, non sar necessario. Non vogliamo sembrarle invadenti, ma vorremmo farle delle domande.
Domande amichevoli, chiarisce Coniglio, ansioso di aiutare quell'uomo, la cui maniera lenta e cauta di parlare  tipica di Brewer; come la citt, quell'uomo sembra mite e grande e gentile, e, per il momento, depresso.
Bene, prosegue Showalter, tra noi abbiamo discusso, sa, del quartiere e dei vicini. Alcuni ragazzi ci hanno raccontato delle storie, sa, su quello che hanno visto dietro le sue finestre.
Sono stati a spiare alle mie finestre? La cassetta delle lettere azzurra  anche rovente; se ne distacca e rimane dritto in piedi. Bench sia ottobre, il marciapiede manda luccichii e sui tetti color antracite v' un'irritabilit trasparente, gli alberi giovani e rachitici e le case basse sembrano pezzi di una scatola di costruzioni di legno e cemento e mattoni e finta arenaria. Coniglio sta cercando tra quelle case la propria, per proteggerla.
Brumbach si gonfia tutto, s'impone all'attenzione di Coniglio. Non  stato necessario che spiassero alle sue finestre, quello che succedeva gli  stato cacciato dritto sotto al naso. E puzzava.
Showalter interviene, la sua voce lusinghevole come quella di una donna, rappacificante. Via, via, questo  un po' esagerato. Per mi sembra che sia vero che non  stato fatto nessun particolare segreto. Sono andati e venuti in quella piccola Porsche in continuazione, e ora ho notato che lui gioca a pallacanestro col ragazzo proprio davanti casa.
Lui?
Il tipo nero che lei tiene in casa, risponde Showalter, sorridendo, come se l'intoppo della loro conversazione fosse stato finalmente superato, e d'ora in poi tutto dovesse filar liscio.
E la ragazza bianca, aggiunge Brumbach. Il mio figlio pi piccolo l'altro giorno  venuto a casa e ha detto di averli visti scopare sul tappeto al piano di sotto.
Be', dice Coniglio, evasivo. Si sente assolutamente pi alto di quei due, e sente che volerebbe via da quei due se cercasse d'immaginare i particolari di quello che il ragazzo ha visto, un piccolo rettangolo incorniciato appeso nella sua testa come un quadro troppo alto su una parete. Questo si finisce col vedere quando si spia alle finestre degli altri.
Brumbach si piazza decisamente davanti a Showalter e Coniglio si ricorda finalmente a chi gli aveva fatto pensare la sua stretta di mano: al dottore che sta dando quelle nuove pillole a ma'. "Piego i corpi a mio piacimento. Io sono la vita, sono la morte". Sta' a sentire, fratello. Stiamo cercando di far crescere dei figli in questo quartiere.
Anch'io.
Mi sembra tutt'altra cosa. Che razza di pervertito stai facendo venire su? Mi fa pena quel ragazzo, proprio pena. Ma come la mettiamo per noialtri, che stiamo cercando di fare del nostro meglio? Questo  un quartiere decente di bianchi, dice, dando poca enfasi a decente ma calcando su: Per questo viviamo qui invece che dall'altra parte del fiume, a Brewer, dove li lasciano scatenare.
Lasciano scatenare chi?
Sai benissimo chi, dannazione, leggi i giornali, quelle donne anziane non possono neppure mettere il naso fuori di casa in pieno giorno con un borsellino in mano.
Compiacente, preoccupato, Showalter gira intorno all'amico e si intromette di nuovo. Non si tratta esattamente del fatto che sia un quartiere di bianchi, noi accoglieremmo volentieri una famiglia nera decente e dignitosa. Io sono stato a scuola con dei neri e non avrei niente in contrario a lavorare accanto a uno di loro ogni giorno della settimana, infatti la mia ditta ha tutto un programma di assunzioni, il fatto  che i loro stessi capoccioni gli dicono di non badarci, gli dicono che  un imbroglio, di non prendersi la briga di imparare a vivere onestamente. Il discorso  andato pi lontano di quanto lui avesse intenzione; si ritira immediatamente. Se agiscono da uomini io li tratto da uomini, non  cos, Eddie?
Brumbach si gonfia ancor pi cos che la tasca della camicia si stende schiacciando il pacchetto delle sigarette; le braccia, che tiene abbandonate lungo i fianchi, gli si piegano al gomito come sotto la pressione del sangue nelle vene. Io ho combattuto a fianco a loro nel Vietnam, dice. Mai problemi.
Ehi, strano che anche tu sei un reduce del Viet. Questo tipo di cui stiamo parlando.'..
Niente problemi, continua Brumbach, perch tutti rispettavamo le regole.
Le mani di Showalter s'agitano, frullano, toccano i baveri stretti della giacca in una doppia carezza verso il basso. Sono la ragazza e il nero insieme, dice in fretta, perch gli scotta.
Brumbach dice: Perdio, a quei pidocchi piacciono le bianche. Avresti dovuto vedere che succedeva l, in ogni base.
Coniglio replica: Ma quelle erano gialle, no?
Showalter lo tira per una manica in disparte, a pochi passi dalla cassetta delle lettere. Lui, Coniglio, si chiede se qualcuno imbuca mai qualcosa in quella cassetta; vi passa davanti ogni giorno e gli sembra misteriosa come un idrante, una bocca d'incendio che aspetta il suo momento che non arriva mai. Non ne sente mai sbattere lo sportello. A Mt. Judge la gente imbucava sempre biglietti d'auguri. Showalter dice: Non lo provochi.
Lui si rivolge a Brumbach e grida: Ti sto provocando?
Showalter lo tira pi forte per la manica cos che Harry deve accostare l'orecchio al piccolo naso a becco di quel tipo e alla bocca molliccia e infelice. Non  molto equilibrato. Si sente davvero minacciato. Non  stata mia l'idea di avvicinarla. In realt, gli ho detto, ognuno ha diritto alla vita che gli piace.
Coniglio si sforza di stare al gioco e bisbiglia: Quanti altri nel quartiere la pensano come lui?
Pi di quanti lei immagina. Io stesso sono rimasto sorpreso. E' tutta brava gente, ragionevole, ma hanno i loro nei. Credo che se non avessero figli, se questo non fosse un quartiere di ragazzi ci sarebbe pi tolleranza. Vivi e lascia vivere.
Ma a Coniglio sembra scortese verso Brumbach starsene appartati. Esclama. Ehi, Eddie. Sai che ti dico?
A Brumbach non fa piacere essere coinvolto, a questo punto; voleva che fosse Showalter a sistemare la cosa. Coniglio afferra la situazione: uno  il negoziatore, l'altro  il muscolo. La mente e il braccio. Epoca di specializzazione e collusione. Brumbach ringhia: Cosa?
Io impedir a mio figlio di guardare nelle tue finestre e tu impedirai al tuo di guardare nelle mie.
Avevamo un nome per i tipi come te, laggi. Piglianculi. Qualche volta, per pura combinazione, se la cavavano.
E ti dir un'altra cosa, dice Coniglio. Come premio, cercher di ricordarmi di tirare le tende.
Sar meglio che fai qualcosa in pi che tirare quelle fetenti di tende, risponde Brumbach, sar meglio che barrichi tutta quella fetente di casa.
Sbucando fuori dal nulla, il camioncino della posta, bianco, rosso e azzurro, con un parabrezza inclinato come una bacheca, si ferma con uno stridio accanto al marciapiede; in fretta, senza degnarli neppure di uno sguardo, un ometto in grigio apre lo sportello della cassetta e fa cadere un torrente di lettere, centinaia sembrano, in un sacco grigio, lo richiude e se ne va.
Coniglio s'avvicina a Brumbach. Dimmi cosa vuoi. Vorresti che me ne vada via dal quartiere.
Voglio che se ne va via il nero.
Sono lui e la ragazza insieme che non ti vanno gi. E se lui restasse e la ragazza se ne andasse?
Se ne va il nero.
Il nero se ne va quando non  pi mio ospite. Buon appetito.
Sei stato avvertito.
Coniglio si rivolge a Showalter: Sentita la minaccia?
Showalter sorride, s'asciuga la fronte;  meno depresso. Ha fatto quello che poteva. Gliel'avevo detto, risponde, di non provocarlo. Ci siamo rivolti a lei in tutta gentilezza. Le ripeto, sono le circostanze, quello che effettivamente succede, di questo si tratta, e non del colore della pelle di nessuno. C' una casa libera vicino la mia e io ho detto all'agente immobiliare, e le ripeto le stesse parole, 'Qualunque famiglia di colore, con un marito in casa, ha tutto il diritto a comprarsela al prezzo di mercato, gliela venda pure, per carit. Per carit.
Fa piacere conoscere un progressista, dice Coniglio e gli stringe la mano. Mia moglie dice sempre che sono un conservatore.
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E, poich gli  simpatico, poich gli sono simpatici tutti quelli che hanno combattuto nel Vietnam, dove sarebbe voluto andare anche lui se non fosse stato cos vecchio, troppo vecchio e grasso e vigliacco, porge anche a Brumbach la mano.
Il galletto tutto impettito non muove le braccia che tiene abbandonate lungo i fianchi. Gira invece la testa, mostrando cos la mascella rovinata, e Coniglio vede che la cicatrice non  soltanto una L rossa, ma una & complicata da linee bianche nel punto in cui la pelle  stata cucita e rincalzata per coprire un buco che altrimenti sarebbe rimasto, che altrimenti sarebbe risultato ripugnante. Coniglio si costringe a guardarla. La voce di Brumbach  meno esplosiva, con un tono quasi afflitto, triste nella sua fermezza: Questa faccia me la sono guadagnata, dice. Me la sono procurata laggi per poter avere qui una vita decente. Non chiedo compassione, una quantit di compagni ne sono usciti peggio, voglio solo farti sapere che, dopo quello che ho visto e fatto, nessun piglianculo mi caccia via dal mio quartiere.
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In casa c' fin troppa calma. Il televisore  spento. Nelson sta facendo i compiti sul tavolo in cucina. No, sta leggendo uno dei libri di Skeeter. Non  andato molto avanti. Lui, Coniglio, chiede: Dove stanno?
Dormono. Di sopra.
Insieme?
Credo che Jill sta sul tuo letto e Skeeter sul mio. Dice che il divano puzza. Era sveglio quando sono tornato dalla scuola.
Come t' sembrato?
Anche se la domanda risulta strana, Nelson risponde con prontezza. Nonostante tutte le ombre che si levano tra loro, negli ultimi tempi padre e figlio si sono avvicinati di pi.
Nervoso, risponde, guardando nel libro. Ha detto che sta avendo brutti fremiti negli ultimi tempi e che stanotte non ha chiuso occhio. Credo che s' preso delle pillole o qualcos'altro. Non credo che mi vedesse; era come se guardasse oltre la mia testa, e continuava a chiamarmi culobianco invece di culettobianco.
E Jill come sta?
Dorme profondamente. Ho cacciato la testa dentro e l'ho chiamata. Non s' mossa. Pap...
Di' tutto.
Le d cose. Il pensiero gli sta troppo radicato dentro per venir fuori facilmente; dopo averlo detto gli occhi gli si affossano e il padre ha l'impressione che sia intimidito, impaurito, che gli manchino le parole giuste, che non voglia offendere il genitore.
Cose?
Il ragazzo si lascia andare. Non ride pi e non s'interessa pi a niente. Non fa che starsene seduta o dormire. Hai notato la sua pelle, pap? E' diventata pallida.
E' chiara di carnagione.
S, lo so, ma non si tratta di questo, ha l'aria malata, pap. Ormai non mangia quasi pi niente, e ogni tanto vomita anche. Pap, non permettere che le faccia questo, qualunque cosa sia. Fermalo.
E in che modo?
Buttalo fuori.
Jill ha detto che se ne andrebbe con lui.
Non se ne andr. Anche lei lo odia.
Non ti piace Skeeter?
Non proprio. So che dovrebbe piacermi. So che a te piace.
"A me piace"? Sorpreso, promette a Nelson: Gli parler. Ma, sai, la gente non ti appartiene, non  propriet tua, io non posso impedire quello che loro vogliono fare insieme. Non possiamo vivere la vita di Jill per conto suo.
Potremmo, invece, se tu volessi. Se a te importasse. E' il massimo che Nelson osi dire, sfidandolo; l'istinto di Coniglio  di tollerare quello sfogo, di ignorarlo.
Dice soltanto, semplicemente: Jill  troppo grande per essere adottata. E tu sei troppo giovane per sposarti.
Il ragazzo guarda accigliato nel libro e tace.
Ora dimmi una cosa.
Okay. Il viso di Nelson si tende, pronto a chiudersi; s'aspetta che il padre chieda di Jill, di lui e del sesso. Invece Coniglio  ben contento di deluderlo, di non offrirgli quella possibilit.
Gli dice: Mentre tornavo a casa due tipi mi hanno fermato per dirmi che i ragazzi guardano nelle nostre finestre. Tu ne sapevi niente?
Certo.
Certo che cosa?
Certo che guardano.
Chi?
Tutti quanti loro. Frankhauser e quella cimice di Jimmy Brumbach, Evelyn Morrs e quei suoi amici di Penn Park, Mark Showalter e credo sua sorella Marilyn, anche se  molto piccola...
E quando caspita guardano?
Quando capita. Quando tornano a casa dalla scuola e io sto giocando a palla, prima che tu torni a casa, e io sto davanti al portico. Credo che a volte tornano anche quando s' fatto buio.
Vedono niente?
Qualcosa, a volte.
Te ne parlano? Ti sfottono?
A volte.
Povero ragazzo. Tu cosa gli dici?
Li mando a fare.
Ehi, bada a come parli.
E' quello che gli dico. Me l'hai chiesto tu.
E vi afferrate?
Non sempre, a volte, quando mi dicono cose.
Quali cose?
Cose. Lascia perdere, pap.
Dimmi cosa ti dicono.
Nellie Culonero.
Oh, bravi ragazzi.
Sono ragazzini, pap. Non intendono fare nessun male. Jill dice di ignorarli, sono ignoranti.
E ti sfottono per Jill?
Il ragazzo gira il capo dall'altra parte. I capelli gli coprono il collo, ma anche da dietro non potrebbe essere scambiato per una ragazza: gli angoli delle spalle, il fatto che i capelli non siano spazzolati. La sua voce, soffocata, dice: Non voglio parlarne pi di queste cose, pap.
Okay. Grazie. Ehi, mi dispiace. Mi dispiace di farti vivere in tutto questo nostro pasticcio.
Stranamente, la voce soffocata esclama: Accidenti, vorrei che ma' tornasse, Cristo quanto lo vorrei! Mena un pugno contro la spalliera della sedia e poi appoggia la testa nel punto che ha colpito; Coniglio gli scompiglia i capelli, imbarazzato, nel passare diretto al frigorifero a prendere una birra.
...
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...
Fa notte pi presto adesso. Dopo il notiziario delle sei  gi buio. Coniglio dice a Skeeter: Oggi ho conosciuto un altro reduce del Vietnam.
Merda, il mondo si sta riempiendo di reduci del Viet con tale ritmo che presto non ci sar pi nessun altro, solo loro, giusto? Non dimenticher mai, entrai in un faro dalle parti di Tuy Hoa, tutte pareti bianche sulle quali tutti erano andati, chi una volta chi un'altra, a fare i loro schizzi e disegni. Bene, ci che mi colpi, ma mi colp assai, fu quello che qualcuno, un Charlie o un nemico, aveva disegnato su tutta una parete, Zio Ho in persona, Zio Ho che lo prendeva dietro, Zio Ho che cachicchiava su teschi. Zio Ho che faceva questo e quest'altro, proprio irrispettoso, giusto? E allora mi dico, questi poveri indigeni l'han preso esattamente come noi, siamo ancora nelle mani di certi vecchi pazzi che credono di fare ancora storia. La storia non succede pi invece, non la fa pi nessuno, culobianco.
E cosa si fa? chiede Nelson.
Solo casino, risponde Skeeter. Poi, molto probabilmente, arrivo Io.
Gli occhi di Nelson cercano quelli del padre, come ormai fanno ogni volta che la follia di Skeeter si rivela. Pap, non dovremmo svegliare Jill?
Harry  alla seconda birra e alla prima sigaretta, non di tabacco; tiene i piedi, senza scarpe solo calzini, appoggiati al panchetto da ciabattino. Perch? Lasciala dormire. Non essere ansioso.
Nossignore, fa Skeeter, il ragazzo ha ragione, dove sta quella fetente di Jill? Sto arrapato.
Nelson chiede: Cos' arrapato?
Arrapato  come mi sento io, risponde Skeeter. Culettobianco, va' a tirar gi quella fichetta buona a niente. Digli che gli uomini hanno fame.
Pap...
Su, via, Nellie, piantala di rognare. Fa' quello che ti ha detto. Non hai compiti da fare? Va' di sopra, questa  una serata per adulti.
Quando Nelson  andato via, lui riesce a respirare meglio. Skeeter, una cosa non capisco, che ne pensi dei Cong? Voglio dire, hanno ragione, torto o che?
Da uomo a uomo, ovvero dovrei dire da pidocchio a pidocchio, sono molto belli, davvero. Cos coraggiosi che certo fanno viaggi, pigliano cose, e un sacco di loro non sono pi grandi del piccolo Nellie, giusto? Presi tutti in mazzo, non riuscivo mai a capire che roba erano e qual era tutto il fatto, se non che noi eravamo bianchi o neri, secondo il caso, e loro gialli, ed erano arrivati l prima di noi, giusto? Per il resto, non posso dire che fossero questi grandi ragionevoli, perch la gente che pi gli piaceva castrare e incastrare e seppellire viva e insomma farci tutto quel teatro, era gialla come loro, giusto? Perci li consideravo niente di pi che un'altra faccia del casino della falsa profezia per la quale riconoscerei che la Mia venuta  quanto mai opportuna. In ogni modo. In ogni modo, confesso che la politica, visto che fa parte di questa cosa rompifianchi del potere, non mi accende mica. A me m'accendono le cose umane, giusto? E anche a te, giusto, culobianco? Eccola qui.
Jill  scivolata nella stanza. Ha la pelle tesa sul volto.
Coniglio le chiede: Hai fame? Fatti un sandwich al burro di nocciola. Noi questo ci siamo dovuti fare.
Non ho fame.
Cercando di imitare Skeeter, Coniglio la pungola. Cristiddio, dovresti averne. Sei magra come una mazza. Che razza di fichetta sei, non t' rimasto pi niente. Perch credi che ti teniamo qui?
Lei lo ignora completamente e si rivolge a Skeeter. Ne ho bisogno, gli dice.
Merdacchia, ragazza, tutti ne abbiamo bisogno, giusto? Tutto il mondo, tutti quanti ne abbiamo bisogno, vero che eravamo d'accordo proprio su questo, culobianco? L'intero mondo illuminato ha bisogno di Me. E Io, io ho bisogno di qualcos'altro. Portami qui la fichetta, ragazza bianca.
Adesso Jill si rivolge a Coniglio. Ma lui non pu aiutarla.
Non ha mai fatto parte della sua classe. Allora va a sedersi sul divano vicino a Skeeter e gli chiede, tutta gentile: Cosa? Se lo faccio tu lo fai?
Forse. Sai che ti dico, Jilly-tesoro? Facciamolo per lui.
Lui chi?
Lui-lui. Quello l. Charlie culobianco. Lui lo vuole. Perch credi altrimenti che ci tiene qui? Per accoppiarci, per questo. Ehi. Amico Harry?
Sto sentendo.
Ti piace essere nero, vero?
Mi piace.
E vuoi essere un bravo nero, giusto?
Giusto. Il triste scalpiccio sul soffitto; di Nelson nella sua stanza, lontano. Non venire gi. Resta di sopra. Il fumo si mescola al sangue e i suoi polmoni sono un albero fronzuto.
Okay, dice Skeeter. Ecco cosa facciamo. Tu sei un nero grande e grosso che se ne sta seduto buono l. Te ne stai incatenato a quella poltrona. E io, io sono bianco come neve. Guarda. E, con quella sua elettrica e repentina agilit, si alza in piedi e si tira fuori la camicia dai pantaloni. Nel buio della stanza la met superiore del suo corpo scompare. Poi armeggia all'altezza della cintura e la met inferiore anche scompare. Restano soltanto gli occhiali, cerchi d'argento. La sua voce, senza corpo,  il buio. Lentamente, la sua testa, una tonda nuvola contro la luce azzurra del lampione in strada, in fondo a Vista Crescent, dice: E questa bambina qui  nera come carbone. Una vergine d'ebano della valle del fiume Niger, giusto? Alzati, tesoro, facci vedere i denti. Ora girati. Le nere ombre delle sue mani scivolano sulla macchia bianca che  il corpo di Jill, e lo spingono verso l'alto, come un vasaio guida verso l'alto un mucchio di argilla sulla ruota vorticante, fino a trasformarlo in vaso. E lei continua a levarsi, fumo dal vaso. Il vestito le viene sollevato sopra la testa. Voltati, tesoro, facci vedere il culetto. Una pacca leggera lampeggia nel buio, il bianco si gira. Gli occhi di Coniglio, spalancati, distinguono gradazioni di luce e buio, cominciano a dar forma ai corpi a un due metri da lui, al di l del panchetto da ciabattino. Vede la scura crepa tra le natiche di Jill, il vago incavo che il muscolo dei fianchi forma, l'ombra della peluria tra gli ossi sporgenti, da affamata. Il ventre sembra lungo. Dove dovrebbe esserci il seno neri ragni sono in lotta: capisce che sono le mani di Skeeter. Skeeter sta bisbigliando, mormorando qualcosa a Jill, mentre le sue mani svolazzano come pipistrelli contro la luna. La sente dire, con una voce che trapela attraverso i suoi capelli, una frase che contiene la parola soddisfare.
Skeeter ridacchia: un lampo biforcuto. Ora, canta, e la sua voce  diventata cerchi dorati che avanzano ruotando, un venditore all'asta, un imbonitore, ci sar una dimostrazzione di o-bbee-dieenzza, da parte di questa damina nero carbone, che  stata portata qui da esperti mercanti che operano a Nashville, nel Tennessee, e che garantiscono che non dar ass-solu-tamente nessun fastidio in cucina, in corridoio, in stalla o in camera da letto! Un'altra leggera pacca sull'argilla bianca che tremola; Jill si sta inginocchiando mentre Skeeter rimane ancora in piedi. Un esilissimo e sfuggente e argenteo suono carezza ora il silenzio; ma Coniglio non riesce a vedere con esattezza. E ha bisogno di vedere. La lampada a stelo  alle sue spalle. Senza voltare la testa, allunga il braccio e l'accende.
Bello.
Quel che vede gli ricorda la prima esperienza del processo a stampa, una piastra inchiostrata in contatto in alcuni punti con un foglio di carta bianca. Gli occhi gli si adattano, vede che Skeeter non  nero ma marrone chiaro. Ecco, sono creature dalla pelle delicata che vengono punite con dolcezza, una vien fatta stare in piedi e l'altra in ginocchio. Skeeter s'accoccola e allunga una mano esile, le unghie come giovani petali rosa, per riparare il profilo di Jill dalla luce. Le palpebre di lei rimangono abbassate, la bocca aperta, i seni non gettano ombra tanto sono piccoli;  femmina soprattutto nel rigoglio della parte posteriore schiacciata contro i talloni, in quella posizione, e nel giglio bianco di una mano che fluttua accanto ai testicoli di lui come per ricevere dall'aria uno scettro. Qualche paio di centimetri di Skeeter sono coperti dal viso di lei, un paio di centimetri purpurei e imbiancati fino al color del giglio, sotto la sua metallica esplosione, la forma e il tessuto del suo pizzo caprino. Sempre in quella posizione, Skeeter gira il viso obbediente verso la luce; gli occhiali luccicano opachi e il labbro superiore gli si solleva a imitazione del dolore. Ehi, amico, che ti prende? Togli quella luce.
Siete belli, dice Coniglio.
Okay, spogliati e buttati, lei  piena di buchi, giusto?
Ho paura, confessa Coniglio:  vero, non solo sembrano belli ma, con la stessa visione, una macchina complicata che potrebbe rigettarlo.
Bench lo schiaffo della luce l'abbia lasciata ammutolita, quella confessione penetra lo stato ipnotico di Jill; gira il capo e il pene di Skeeter ricasca libero, un lucente filo di vapore che si spezza. Jill guarda Harry, oltre di lui; e quando lui allunga il braccio per spegnere la luce, per piet, lei lancia un urlo. Nell'angolo del suo campo visivo anche lui l'ha visto: un viso. Alla finestra. Gli occhi come due braci di sigaretta. La lampada  spenta, il viso  scomparso. La finestra  un rettangolo vagamente blu in una stanza buia. Coniglio corre alla porta d'ingresso e l'apre. L'aria della notte l'addenta. Morde. Ottobre. Il prato sembra artificiale, senza vita, asciutto, incolore: un'istantanea d'erba. Vista Crescent si stende davanti a lui deserta e vuota, a parte le auto posteggiate. L'acero  troppo sottile per nascondere qualcuno. Un ragazzo potrebbe avercela fatta a passare davanti alla casa lungo l'aiuola e a raggiungere il garage. La porta del garage  alzata. E, se il ragazzo  Nelson, dal garage una porta d direttamente in cucina. Decide di non andare a guardare, di non dare la caccia; sente che non ha diritto di intromettersi, che la scena davanti a lui  una fotografia piatta, rigida e fredda. L'unica cosa che si muove  il vapore del suo fiato. Chiude la porta. Non sente muoversi niente in cucina. Verso il soggiorno, dice: Nessuno.
Male, dice Skeeter. Il suo membro  afflosciato, una frusta tra le gambe, in quella posizione, accoccolato. Jill sta piangendo, distesa sul pavimento; il viso contro terra, ha piegato e ripiegato il suo corpo nudo in un nodo, il sedere forma la parte superiore di un cuore disegnato, bianco; i capelli color carne ricascano sul verde cupo del tappeto. Coniglio e Skeeter, insieme, le si avvicinano per sollevarla. Lei si dibatte, rotola per terra inerte; i capelli le attraversano il viso, le annuvolano la bocca, aderiscono come ragnatele al mento e alla gola. Sul mento ha un filo di perle di saliva; Coniglio gliela asciuga, insieme con la bocca, col fazzoletto e, per molte settimane, dopo, quando tutto sar perduto, tirer fuori quel fazzoletto e vi affonder il naso dentro, in quell'impercettibile odore speziato.
Le labbra di Jill si muovono. Sta dicendo: Avevi promesso. Avevi promesso. Sta parlando a Skeeter. Anche se Coniglio china il suo faccione su di lei, la ragazza ha occhi soltanto per il viso stretto e nero accanto a lui. Non c' verde nei suoi occhi, le nere pupille hanno eclissato le iridi. E' un tale inferno insopportabile, dice, con un lieve gemito, come per prendere in giro il proprio piagnucolio, una brava mogliettina del Connecticut che sa di esagerare. Oh, Cristo, aggiunge con voce pi matura, e chiude gli occhi. Coniglio la tocca; sta sudando. A quel contatto, lei comincia a tremare. Vorrebbe coprirla, coprirla con la coperta del proprio corpo se non v' altro, ma lei invece parla soltanto a Skeeter. Per lei Coniglio non  presente,  solo lui che crede di essere presente.
Skeeter le chiede: Chi  il tuo Signore Ges, Jilly-tesoro?
Tu.
Io, giusto?
Giusto.
Tu ami me pi di te stessa, vero?
Molto di pi.
Cosa vedi quando mi guardi, Jilly-tesoro?
Non lo so.
Vedi un giglio gigantesco, giusto?
Giusto. Avevi promesso.
Ami il mio membro?
S.
Ami il mio seme, dolce Jilly? Ti piace averlo nelle vene?
S. Ti prego. Inietta. Me l'avevi promesso.
Io sono il tuo Salvatore, giusto? Giusto?
Me l'avevi promesso. Devi. Skeeter.
Okay. Dimmi che sono il tuo Salvatore.
Sei, sei. Fa' presto. L'avevi promesso.
Okay. Poi Skeeter spiega, in fretta: Ora la sistemo. Tu vattene di sopra, culobianco. Questo non voglio che tu lo veda.
Io voglio vedere.
No, non questo. E' brutto, amico. Brutto, brutto, brutto. E' merda. Tu stattene pulito, sei gi nei guai fino al collo per colpa mia, senza dover prendere parte anche a questo, giusto? Vattene. Te lo chiedo per piacere, amico.
Coniglio capisce. Sono in guerra. Sono stati presi come ostaggi. Dappertutto, l fuori, ci sono nemici. Va a controllare la porta d'ingresso, tenendosi al di sotto dei tre finestrini a gradino che echeggiano i tre toni del campanello a carillon. Poi sguscia nella cucina. Non c' nessuno. Mette il fermo alla porta che d nel garage. Camminando di fianco, per rendere la sua ombra pi sottile, sale di sopra. Alla porta di Nelson rimane in ascolto del suono del respiro inconscio. Lo sente, ma  roco, tocca il fondo. In camera sua, il lampione di strada proietta in negativo i contorni delle foglie dell'acero sulla carta da parato. S'infila a letto in mutande nel caso debba alzarsi e fuggire. Quand'era ragazzo, d'estate, a volte doveva dormire in mutande, quando il bucato ancora non s'era asciugato sulla corda tesa in cortile. Rimane in ascolto dei rumori al piano di sotto: tintinnio, tramestio, rumori in cucina, di una pentola che viene messa sul fuoco, di vetro che tintinna, di passi sul linoleum, i rumori, che gli hanno fatto sempre venire sonno, della madre ancora in piedi, del mondo di cui bisogna aver cura. I pensieri cominciano a dissolversi, anche se il cuore continua a battergli, onde che s'infrangono sul cuore bianco di Jill rimastogli impresso sulla retina come il sole. L'offset contro la stampa, l'offset non ha la chiarezza dell'altra, sembra unto, l'onda del futuro. Lei si infila nel letto accanto a lui; il suo cuore bianco s'appoggia freddo contro il ventre e il serico membro floscio di lui. S'era addormentato. Le chiede: E' tardi?
Jill risponde, parlando molto lentamente: Molto tardi.
Come ti senti?
Meglio. Per ora.
Dobbiamo portarti da un medico.
Non servirebbe.
Poi ha un'idea migliore, cos ovvia che non riesce a capire perch non gli sia venuta prima: Dobbiamo riportarti da tuo padre.
Scordatelo. E' morto.
Tua madre, allora.
La macchina e morta.
La resuscitiamo.
E' troppo tardi, risponde Jill. E' troppo tardi, per te, cercare di amarmi.
Lui vorrebbe rispondere, ma in quelle parole c' una verit profonda che lo lascia perplesso, una verit pesante che lo trascina sotto, mentre carezza con la mano la curva dei fianchi di lei, un uccello confortato che si tuffa nel suo nido.
...
.
...
Il sole, vecchio pagliaccio, borda la stanza. L'acero ha perso tante foglie che la luce del mattino entra dentro di sbieco e incontrastata. Un dolore gli scalfisce il cranio, il suo sogno (Pajasek e lui stavano in una canoa e remavano contro corrente, attraversando un paesaggio scuro e verde; la loro mta sembrava che fosse una montagna lontana con strisce e pieghe come una tovaglia da tavolo. Quando posso riavere la mia pallottola d'argento? gli aveva chiesto Coniglio. Me l'avevi promessa. Scemo, gli rispondeva Pajasek, pazzo. Tu sai tante cose pi di me, continuava a dire lui. Coniglio, insensatamente, e il cuore gli si era aperto a un'inondazione di luce) si fonde con la notte precedente, entrambi irreali. Jill dorme profondamente accanto a lui: alla base della sua gola, lungo il contorno dei capelli, il sudore s' raccolto e luccica. Delicatamente, per non svegliarla, le prende il polso e lo gira, in modo da vedere la parte interna del braccio lentigginoso. Potrebbero essere punture di zanzara. Non sono molti. Deve parlarne a Janice. Poi si ricorda che Janice non  pi l e che soltanto Nelson  figlio loro. S'alza dal letto, meravigliato nel vedersi in mutande, come un ragazzo al campeggio a cui abbiano nascosto o bagnato il pigiama.
Dopo colazione, mentre Jill e Skeeter dormono, lui e Nelson rastrellano e falciano il prato, preparandolo per l'inverno. Lui spera che quella sia l'ultima falciatura, sebbene in realt l'erba, in varie chiazze, sia d'un verde intenso nei punti in cui gli avvallamenti del terreno trattengono l'umidit, e, lungo una traettoria dalla cucina alla strada - forse il punto di innesto della fogna  rotto e perde, ed  per questo che scorre lentamente. E lui lascia scorrere - urla a Nelson, che deve spegnere la rumorosa falciatrice per sentire: Come mai un albero sparuto come questo produce tante foglie?
Non sono tutte sue. Arrivano qui anche dagli altri alberi.
E lui guarda e vede che anche i vicini hanno alberi, giovani e stenti come il suo, ma alcuni gi alti fino al tetto. Un giorno Nelson torner in quel quartiere della sua giovinezza e lo trover stranamente buio, sepolto nell'ombra, i prati lussureggianti, le case venerabili. Sente le grida dei ragazzi negli altri giardini e vede, al di l di parecchie finestre e viali, che stanno facendo i loro giochi del sabato; una voce strilla: Passa a me, a me, e la palla, obbediente, vola. Non  un brutto quartiere, pensa, potrebbe essere un bel posto se gliene offrissero la possibilit. Davanti alle altre case uomini con rastrelli e falciatrici imitano lui. Chiede a Nelson, prima che rimetta in moto la falciatrice: Non vai a trovare tua madre oggi?
Domani. Oggi lei e Charlie vanno su ai Poconos, a guardare le foglie degli alberi. Vanno con un fratello di Charlie e sua moglie.
Accidenti, si sta proprio inserendo. Una vera Springer. Sorride dentro di s, perversamente fiero. Le pratiche degli avvocati devono essere pronte. E lui dopo potr unirsi a quella schiera, gli eccentrici di Brewer. Relitti umani, diceva sempre pa'. Meglio che si goda Vista Crescent finch ce l'ha. Riprende a rastrellare e tende l'orecchio, in attesa che riprenda il fracasso della falciatrice. Invece c' lo stridio dell'avviamento, ripetuto, e la voce di Nelson dice: Ehi, pap. Credo che non c' pi benzina.
Un sabato, dunque, di piccole faccende benedette dal sole, servizi e piccoli incarichi. Lui e Nelson s'avviano con la tanica da cinque galloni vuota su per la Weiser e vanno a farsela riempire alla stazione di servizio sulla Getty. Al ritorno s'imbattono in Jill e Skeeter che stanno uscendo dalla casa, tutti eleganti. Skeeter porta pantaloni a tubo, scarpe di coccodrillo, un maglione a collo alto color castagna e una giacca di lana color pesca. Sembra l'ultimo grido della moda del golf, Jill ha il suo solito vestito bianco e, sopra, un pullover marrone di Harry; fa pensare a una capoclaque che s'avvia al discorsetto d'incoraggiamento prima della partita di football. Il suo viso, bench sottile e con la pelle sottile e fragile come colla di pesce, ha un certo pallido rossore; sembra eccitata, affezionata. C' del salame e della lattuga nel frigorifero, per te e Nelson. Fate colazione quando volete, Skeeter e io andiamo a Brewer a vedere cosa si pu fare per quella macchina. E ho pensato che potevamo passare a trovare Babe. Torneremo nel pomeriggio. Magari oggi pomeriggio potresti andare a trovare tua madre, mi sento colpevole perch non ci vai mai.
Okay, forse ci vado. Tu stai bene? E, a Skeeter: Tu stai attento?
Ora che  vestito cos Skeeter sfoggia un accento da damerino; spinge in fuori il pizzetto e dice, a denti quasi stretti: Jilly ha soldi. Ma se li finiamo il tuo nome ci procurer credito, giusto? Coniglio cerca di ricordare l'uomo nudo della notte prima, il pene floscio, le caviglie unite, accoccolato come davanti a un fuoco da campo; tutta un'altra faccenda. Serio, tornato uomo alla luce del giorno, rimprovera: E' meglio che torniate prima che Nelson e io andiamo via, verso le sei. Non voglio lasciare la casa vuota. Abbassa la voce, perch Nelson non senta: Dopo ieri sera, sono un po' preoccupato.
Cos' successo ieri sera? chiede Skeeter. Che io ricordi niente di preoccupante, siamo tutti gente ammodo, che si gode la vita in questi Stati Illuminati. Ha indossato tutta la sua corazza, nulla lo ferisce.
Coniglio prova: Sei un pessimo nero. L'altro sorride al sole, con un'angelica fila di denti; le lenti lanciano aloni pi in alto delle antenne dei televisori. Ora parli la mia lingua, dice.
A Jill, Coniglio chiede: Tu stai sicura con questo pazzo?
Lei risponde, indifferente: E' il mio babbuccio, e gli si mette sottobraccio e, cos legati, i due s'allontanano gi per Vista Crescent e svaniscono oltre la fuga di finestre ampie.
...
.
...
Coniglio e Nelson finiscono di curare il prato. Mangiano, si fanno dei passaggi col pallone e poi il ragazzo chiede se pu andare a raggiungere i giochi di cui sentono ancora le grida, conosce alcuni dei ragazzi, gli stessi che guardano nelle finestre, ma non fa niente, pap; e davvero pensa che tutto possa essere perdonato, tutto affonda nell'America del sabato come pioggia nel terreno, come i giorni nel tempo. Coniglio va in casa e si vede per un po' la prima partita delle World Series, il Baltimora che travolge i Mets, poi passa al Penn State che travolge il West Virginia al football e, incapace di starsene oltre seduto l con quel ribollio di presentimenti che gli va sorgendo dentro, va al telefono e chiama casa sua. Ciao, pa'. Avevo pensato di venire questo pomeriggio ma il ragazzo  fuori a giocare e dobbiamo andare dai Fosnacht stasera, perci pu aspettare fino a domani? Ma', voglio dire. Inoltre m' venuta anche la bella idea di mettermi a cambiare gli schermi con i secondi vetri, ieri sera faceva freddo.
Pu aspettare, Harry. In questi ultimi tempi tua madre non fa che aspettare.
Gi, be'. Intende dire che non  colpa sua, che la vecchiaia non l'ha inventata lui. Quando arriva Mim?
Da un giorno all'altro, non sappiamo quando. Arriver, cos ci ha fatto capire. La sua stanza  gi pronta.
Come ha dormito ma' in questi ultimi tempi? Fa ancora quei sogni?
Strano che me lo chiedi, Harry. L'ho sempre detto, tu e tua madre siete quasi indovini. Be', quei sogni stanno diventando peggio. L'altra notte, per esempio, s' sognata che la seppellivamo viva. Tu, io e Mim insieme. Ha detto che soltanto Nelson ha cercato d'impedirlo.
Caspita, capace che alla fine si sta scaldando un po' per quel Nelson.
E questa mattina ha chiamato Janice.
Per cosa? Non vorrei che mi passasse la bolletta del telefono di Stavros.
E' difficile dire per cosa. In sostanza, non aveva niente di concreto da dire, almeno per quello che abbiamo capito. A quanto pare vuole solo tenersi in contatto. Io credo che s' pentita amaramente, Harry. Dice che  molto preoccupata per te.
Si sapeva.
Tua madre e io dopo abbiamo parlato molto di questa telefonata. Sai com' fatta Mary, non  mai il tipo d'ammetterlo quando  turbata...
Pa', c' qualcuno alla porta. Di' a ma' che vengo domani, con tutta certezza.
Non c' nessuno, invece, alla porta. Ha soltanto sentito, improvvisamente, l'impossibilit di continuare a parlare con il padre, perch ogni parola del vecchio risuonava come un rimprovero per lui. Ma il fatto che abbia mentito adesso lo spaventa: nessuno  diventata una presenza minacciosa alla porta di casa sua. Trascinandosi da una stanza all'altra, perquisisce tutta la casa alla ricerca degli arnesi che Skeeter deve pur adoperare per impilare Jill. Riesce a immaginarseli, avendoli visti alla televisione: la siringa e il laccio di gomma e il lungo cucchiaio in cui sciogliere la polverina. Da sotto i cuscini del divano salta fuori un dollaro tutto in monete spicciole, un'edizione tascabile, sgualcita, di "Anima su ghiaccio", una perla di qualche orecchino. Di sopra, nel mobile in camera da letto, i cassetti di Jill non nascondono altro, sotto la biancheria, che una scatola di Tampax, una cartuccia di mollette per i capelli, un'altra, piena a met, di pillole Enovid, un tubettino di crema contro l'acne. L'ultimo posto in cui pensa di andare a guardare  l'armadio a muro al piano di sotto, sistemato in un infelice angolo accanto all'inutile camino, sulla parete di pino macchiata dov' appeso il paesaggio marino che Janice ha comprato da Kroll's, completo con la cornice, anzi un pezzo solo con la cornice, in realt un solo foglio di plastica. Se lo ricorda perch lo appese lui al chiodo. In quell'armadio, sotto i sacchi di politilene che contengono i vestiti invernali, compresa la stola di visone che il vecchio Springer ha regalato a Janice al suo ventunesimo compleanno, c' una valigia nera piatta, che odora di nuovo, con una serratura a combinazione. Pronta, in modo che Skeeter non deve far altro che afferrarla e fuggire di casa, impiegando in tutto trenta secondi. Armeggia con la serratura provando le combinazioni a caso, fidando in un piccolo miracolo e poi, mancando questo, facendo tentativi sistematici, cominciando da 111, 112, 113, 114 eccetera e poi 211, 212, 213, ma non arrivando a nessuna conclusione, con la combinazione di numeri praticamente infinita che gli si prospetta davanti in maniera raccapricciante. La polvere rinchiusa nell'armadio comincia a farlo starnutire. Se ne va fuori con la bottiglia del Windex per pulire i vetri alle finestre.
Il lavoro lo calma. Sollevi, facendola scivolare in alto, la cornice d'alluminio, lasciandoti alle spalle l'estate, e irrori il vetro interno con lo spruzzo azzurro, in grandi ghirigori perch lo strato sia sottile e poi vi passi la spugna per rimuovere il liquido spruzzato e, con esso, lo sporco. Stride, un cinguettio d'uccelli. Poi abbassi, facendola scivolare lungo il binario sul quale ha aspettato sin da aprile, il vetro esterno e ripeti l'operazione; vai dentro, in casa, e ripeti ancora due volte tutto il fatto, cos che alla fine le quattro lastre immacolatamente trasparenti lasciano entrare l'esterno all'interno, le altre case nella tua. Lo specchio  a doppia faccia.
Verso le cinque Skeeter e Jill ritornano. Sono gongolanti. Tramite Babe hanno trovato un tipo disposto a pagare seicento dollari per la Porsche. Li ha accompagnati nel nord della contea, ha esaminato la macchina e Jill ha firmato l'atto di passaggio di propriet.
Di che colore era il tipo? chiede Coniglio.
Verde, risponde Skeeter, mostrandogli un ventaglio di biglietti da dieci che stringe in mano, lattuga avvizzita a furia d'essere maneggiata.
A Jill, Coniglio chiede: Perch dividi con lui?
Skeeter dice: Ti sento ostile. Vuoi la tua parte, giusto? Le sue labbra sporgono, gli occhiali luccicano.
Jill ci ride sopra. Skeeter  mio complice in tutto, dice.
Vuoi il mio consiglio su cosa fartene di quei soldi? chiede Coniglio. Comprati il biglietto del treno per Connington.
I treni non esistono pi. Invece, ho pensato di comprarmi dei vestiti. Non sei stanco di questo straccio bianco? Ho dovuto appuntarlo con una spilla sul davanti e metterci sopra questo pullover.
Ti sta bene, dice lui.
Lei avverte il suo tono polemico. Qualcosa storta?
La tua sciatteria.
Vuoi che me ne vada? Adesso potrei.
Le braccia gli si addormentano come se le avesse impilate; le mani gli diventano pesanti, i palmi gli formicolano, si gonfiano. Le labbra mordicchianti di lei, la sua durezza di mela, il ventaglio dei capelli color carne sul cuscino del loro letto nella luce del mattino, il cuoricino bianco sodo e serico. No, la prega, non andartene, non ancora.
Perch no?
Mi sei entrata nel sangue. La frase suona innaturale sulle sue labbra, le agita come un vento di passaggio; deve averla per detta per Skeeter, perch il nero gracchia la sua approvazione.
Culobianco, stai imparando a perdere. Mi piace. Al Signore piace. Gli spodestati si aggrapperanno alla terra, giusto?
Nelson ritorna dalla partita di calcio con una scorticatura sul labbro, il sorriso storto e felice. T'hanno dato addosso, chiede Coniglio.
No,  stato divertente. Skeeter, domenica prossima dovresti giocare, m'hanno chiesto di te e ho detto che hai giocato come mediano per la Brewer High School.
Mediano, merda, ero terzino, ero cos piccolo che non mi vedevano.
A me non importa essere piccolo. Sei pi veloce cos.
Okay, dice il padre, ora vediamo come sei veloce a farti un bagno. E per una volta tanto in vita tua spazzolati i capelli.
Allegri, Jill e Skeeter li accompagnano alla porta quando si avviano per andare dai Fosnacht. Jill raddrizza la cravatta di Coniglio, Skeeter gli spazzola le spalle della giacca come un garzone di barbiere. Pensa, tesoro, dice il nero a Jill, il nostro bambino  proprio cresciuto, il suo primo appuntamento.
E' solo una cena, replica Coniglio. Sar di ritorno per il notiziario delle undici.
Quella cicciona con gli occhi storti potrebbe avere tutto un suo programma per il dessert.
Resta fino all'ora che vuoi, dice Jill. Lasciamo la luce del portico accesa e non vi aspettiamo.
E voi due cosa farete stasera?
Leggeremo, faremo la calza e ce ne staremo seduti buoni buoni vicino al fuoco, risponde Skeeter.
Il suo numero  sull'elenco, nel caso volete mettervi in contatto con me. M soltanto.
Non sar necessario, dice Jill.
Inaspettatamente, Nelson dice: Skeeter, chiudi le porte a chiave e non andar fuori se puoi evitarlo.
Il negro gli passa la mano sui capelli spazzolati. Non me lo sogno neppure, picchio. Lo scimmiotto nero se ne sta qui nella sua gabbia, non si muove.
Pap, dobbiamo andare.
Non rompere. Vanno. Raggi di sole arancione striano di lunghe ombre gli spazi di piatti prati tra le case basse. Man mano che Vista Crescent piega in curva, il sole si sposta alle loro spalle e, vedendo le loro ombre allungate, una a fianco all'altra. Coniglio resta colpito dalla camminatura di Nelson cos simile alla sua: lo stesso passo dinoccolato, la stessa rigidezza allarmata del collo e delle spalle. Nella propria ombra, il ragazzo, come del resto anche lui,  alto come il gigante di Pollicino, sembra che cammini sui trampoli. Coniglio si gira per dire qualcosa: accanto a lui, i lunghi capelli neri oscillano a ogni passo del ragazzo, che stringe sotto al braccio, in una busta di carta della drogheria, il pigiama, lo spazzolino da denti e il cambio di biancheria, insieme con il pullover di lana per la gita in barca dell'indomani. Il padre scopre che non ha niente da dire e il muto amore gli rimane dentro inespresso, amore per quel prolungamento di se stesso gi nel tempo, quando scender nella tomba, amore freddo come la fiamma del sole che brucia radente tra gli spogli aceri e le foglie cadute, a loro volta fiamme arricciate.
Dalla finestra di Peggy, Brewer brilla e s'ammucchia come cenere in un gigantesco camino. Il fiume splende, azzurro, a lungo dopo che le sponde son diventate nere. C' un cucciolo nell'appartamento, adesso, un batuffolo di Golden Retriever dagli zampotti larghi, che afferra la mano di Coniglio con una bocca bagnata e incapace di trattenere; il suo manto, a toccarlo,  sorprendente come felce nella sua morbidezza. Peggy s' ricordata che a lui piace il daiquiri; questa volta ha il mix e il ghiaccio stride nel frullatore elettrico prima che lei gli porti il bicchiere, anch'esso ghiacciato. In un mese s' invecchiata: un chilo scarso alla vita, due o tre capelli grigi che brillano vicino alla riga. S' raccolta i capelli indietro in un nodo invece di lasciarli pendere davanti al viso, come se andasse ancora a scuola. Il viso sembra strofinato, lucido. Gli dice, con aria stanca: Ollie e io forse torniamo insieme.
Indossa un vestito blu, da segretaria, che le sta meglio di quel gonnellino che le si alzava di continuo sui cosciotti. Bene, no?
Bene per Billy. I ragazzi, appena Nelson  arrivato, sono scesi gi nel seminterrato, nella speranza di riparare la motoretta. In effetti,  questo il motivo principale. Ollie  preoccupato per Billy, Ora che lavoro e non torno a casa prima del buio, se la fa con quella marmaglia l dalle parti del ponte. Sai, ormai non  pi come quando eravamo ragazzi noi, oggi le tentazioni sono molte. Non si tratta pi delle sole sigarette e di qualche palpeggiamento. A quattordici anni, oggi sono gi bell'e partiti.
Billy ha gi quattordici anni? Gi, credo di s, dice lui, asciugandosi la spuma dalle labbra e sperando che Peggy s'allontani dalla finestra cos pu vedere tutto il cielo. Credo che sono convinti di morire a diciotto.
Janice dice che tu ami la guerra.
Non l'amo affatto, la difendo. Ma non alludevo alla guerra, loro oggi hanno una quantit di modi per morire che noi non avevamo. In ogni modo, sono contento per te e Ollie, se la cosa funziona. Un po' triste, per.
Perch triste?
Triste per me. Voglio dire, immagino mi sono lasciato sfuggire la possibilit di...
Di che?
Di incassarti.
Espressione infelice, troppo cruda, anche se voleva essere una maniera per chiedere scusa. Ha vissuto troppo a lungo con Skeeter. Ma gliel'ha suggerita l'espressione vuota di lei, Peggy, l'inespressivit della sua sagoma piazzata in quella sua posa abituale contro la finestra. Un assegno in bianco. Una donna in bianco, finch non l'incassi facendotela. Tutto  in bianco finch non te lo fai. Noi e il Vietnam, fottere ed essere fottuti: il sangue  saggezza. Deve esserci qualche sistema migliore, ma non certo in natura, l non esiste. Il silenzio di lei  carico di rimpianto. Rimane vuota ancora altri secondi, non dice niente. Poi si muove nello spazio intorno a lui, rimette un cuscino a posto, lo sprimaccia, si china e si rialza, si volta, prende luce lungo i fianchi, acquista forma, rotonda. Un pezzo di donna, grassoccia ma non grassa, goffa ma non buffa, triste la sera, con Ollie o senza Ollie, con trentasei anni e nessuna esperienza. Lui e Peggy Gring sono stati nella stessa classe sin dal primo anno; lei dunque lo ha conosciuto quando era bravo, era stata a quelle partite ardenti e gridava, quando lui era un eroe, nudo e veloce e smilzo. Ora lo ha visto ridotto a niente. Si lascia cadere nella poltrona accanto a lui, si scosta il fantasma di ciocca di capelli che non ha pi, e dice: Sono stata incassata parecchie volte in questi ultimi tempi.
Vuoi dire da Ollie?
Da altri. Tipi che ho conosciuto sul lavoro. Forse per questo lui vuole tornare.
Se Ollie se la prende devi averglielo detto. Quindi anche tu vuoi che torni.
Lei guarda fisso il fondo del bicchiere; non c' niente, solo ghiaccio. E tu e Janice?
Janice cosa? Ora te ne preparo un altro.
Caspita, sei diventato un gentiluomo.
Pi o meno.
Quando, dopo, le caccia in mano il suo gin and tonic, dice: Parlami di quegli altri tipi.
Son tipi okay. Ma non ne vado orgogliosa, certo. Sono creature umane. Come me.
Lo fai senza innamorarti?
A quanto pare. E' terribile?
No, fa lui. Credo sia bello.
Ultimamente trovi belle un sacco di cose.
Gi, non sono tanto ammuffito.
I ragazzi ritornano. Si lamentano del fatto che il nuovo faro che hanno comprato non  adatto. Peggy serve la cena, un bollito di gambe e petti di pollo, povere creature squartate e bollite. Lui, Coniglio, si chiede quanti animali saranno morti per tenerlo in vita, e quanti altri ne moriranno ancora. Tutta una stalla, una fattoria, di cuori palpitanti, di occhi che vedono, gambe che corrono, tutti cacciati, strillanti, dentro di lui come in un sacco nero. Inevitabile: la vita esige morte. Vivere  ammazzare. Con la cena in corpo, si riempiono ore di televisione: Jackie Gleason, "My Three Sons", "Hogan's Heroes", "Petticoat Junction", "Mannix". Un'orgia. Nelson s' addormentato sul pavimento, con la luce radioattiva che gli batte sulle palpebre chiuse e la bocca aperta. Coniglio lo porta nella stanza di Billy, mentre Peggy mette a letto suo figlio. Ma', non ho sonno. E' tardi ormai. E' sabato sera. Domani t'aspetta una giornata stancante. "Lui" quando se ne va? Deve essere convinto che Harry non abbia orecchie. Quando ne ha voglia. Cosa fate adesso voi due? Non sono affari tuoi. "Ma'". Devo restare per sentire le tue preghiere? Quando lui esce dalla stanza. Stasera dille da solo.
Lui e Peggy ritornano nel soggiorno e guardano il riepilogo delle notizie della settimana. Il commentatore  pi biondo e ha un viso meno severo dell'annunciatore quotidiano. Dice che quella settimana non sono mancate le buone notizie. Il numero dei caduti americani nel Vietnam  il pi basso di quegli ultimi tre anni e per un'intera giornata di ventiquattr'ore non s' avuta nessuna perdita di vite americane. L'Unione Sovietica  stata in primo piano quella settimana, per l'accordo con gli Stati Uniti sulla eliminazione delle esplosioni atomiche sui fondi degli oceani e con la Cina comunista per organizzare degli incontri a proposito di quei loro scontri alle frontiere, a volte cruenti, e per il lancio del Sojuz 6, uno spettacolare affare spaziale a tre stadi che avvicina ancor di pi il giorno in cui si avranno stazioni spaziali permanenti. A Washington, Hubert Humphrey ha annunciato il proprio appoggio alla politica di Richard Nixon per la guerra nel Vietnam, e il generale Lewis B. Hershey, dopo ventotto controversi anni a capo del servizio di reclutamento militare del paese,  stato trasferito e promosso generale con quattro stelle. A Chicago, i tumulti fuori dell'aula del tribunale e il comportamento tumultuoso all'interno di questa continuano a caratterizzare il processo ai cosiddetti Otto di Chicago. A Belfast, scontri tra protestanti e truppe inglesi. A Praga, con una delle sue pi severe decisioni, il governo revisionista ha decretato il divieto dei viaggi all'estero da parte dei cittadini cecoslovacchi. Sono inoltre in corso i preparativi: per la sfilata di domani, Columbus Day, nonostante la minacciata protesta da parte dei gruppi scandinavi che sostengono che a scoprire l'America sia stato Leif Ericson e non Cristoforo Colombo, e per il Moratorium Day di mercoled, una manifestazione di protesta contro la guerra organizzata su scala nazionale. Merdaglia, commenta Coniglio. Sport. Previsioni del tempo. Peggy s'alza a fatica dalla poltrona e spegne. Anche Coniglio s'alza, tutto irrigidito. Magnifica cena, la informa. Ora devo andar via.
Con la televisione spenta, stan l in piedi, entrambi, incorniciati da luce presa a prestito: la porta del bagno in fondo al corridoio lasciata dischiusa dai ragazzi, il corridoio stesso una lucente fuga attraverso l'appartamento verso lo spiraglio sotto la porta d'ingresso, la fosforescenza di Brewer attraverso le finestre. Il corpo di Peggy, trafitto e incorniciato da quei fuochi lontani, non forma una decisa unit; le braccia scattano in alto dal buio e sfiorano indifferenti i capelli mancando il bersaglio. Si stringe nelle spalle, o trema, e le ombre s'allontanano da lei. Non ti piacerebbe, chiede, con una voce che non  proprio la sua, che sorge dallo spazio carico di buio tra loro due, leggera, un alito, incassarmi?
S, si scopre, s gli piacerebbe, e s'afferrano, armeggiano, sbottonano, e lei  morbida e burrosa e tuttavia maestosa come una statua, terrestre nel suo alito, una mappa a rilievi d'una regione nevosa dove lui non  mai stato, dai tempi di Ruth lui non ha mai avuto una donna cos grossa. Nuda, mette a nudo lui, chinandosi persino a slacciargli le scarpe e poi inginocchiandoglisi davanti nella posa che Jill aveva davanti a Skeeter, e cos lui ha superato scivolando un abisso e sta ora l dove la sera prima stava solo il suo sguardo puntato. Gentilmente la scosta, la solleva e l'abbassa e la poggia sul pavimento, e prova il sapore della terra bagnata e salata tra le gambe di lei, che si divaricano facilmente, ed  gi bagnata e, purtroppo, non  maldestra,  davvero stata a letto con molti uomini. Dalla maniera esperta con cui gli maneggia l'affare lui avverte la presenza di quegli altri, sente di competere con loro ed  scoraggiato, s'affloscia. Lei si solleva e gli va sopra e gli spinge la lingua morbida tra le labbra. Aggrovigliati a terra, continuano a battere con la testa e gli ossi dei fianchi contro le gambe dei mobili. Il cucciolo, sentendo quell'agitazione, crede che vogliano giocare e caccia quel suo muso freddo e quelle zampe graffianti tra le loro carni sensibili; quel suo intrufolarsi pelosamente morbido solletica e d fastidio. Quel terzo animale in mezzo a loro rieccita Coniglio e Peggy, accortasene, lo guida in fondo al corridoio, con la crepa scura tra le natiche che si storce a ogni passo. Tenendosi il vestito stretto e ammucchiato davanti, come fosse un cuscino, si ferma un attimo davanti alla porta della stanza dei ragazzi, rimane in ascolto, fa segno col capo. I capelli le si sono sciolti. Per un po' il cucciolo uggiola davanti alla loro porta, gratta il pavimento come se volesse scavare una buca per entrare; poi  eclissato dall'incendio dei loro sensi, tace sotto le pulsazioni del loro sangue. Harry ha paura, con quella donna sconosciuta, di sbagliare i tempi, ma lei gli dice: Un attimo. Con lui dentro, fa qualcosa d'impercettibile, rilascia e tende i muscoli della vagina, infine annuncia: Adesso. Arriva un battito soltanto prima di lui, una fredda, incoraggiante venuta che permette a lui di spingere a fondo senza paura di farle male: un incontro senza follia. Quindi scivola in quell'imbarazzo del dopo - delle discriminazioni che riprendono, dell'emergere dell'altro dalla confusione, del distinguere quello che  di lei da quello che  tuo e di chi  il merito. Lui, Coniglio, nasconde il viso nel caldo incavo di fianco al collo di lei. Grazie, dice.
Grazie a te, risponde Peggy Fosnacht e, ci che a lui non piace, lo afferra alle natiche per darsi un ultimo colpo in profondit, prima che lui s'afflosci. Jill e Janice sono troppo signore per queste cose. Tuttavia, rimane dentro.
Finch lei dice: Ti dispiace uscire? Mi stai schiacciando fino a soffocarmi.
Sono tanto pesante?
Dopo un po' s.
In effetti devo proprio andare.
Perch? E' solo mezzanotte.
Sono preoccupato per quello che staranno facendo l a casa, quei due.
Nelson  qui. Degli altri che t'importa?
Non lo so, m'importa.
Be', a loro non importa di te e tu stai a letto con un'altra a cui importa di te.
Lui l'accusa: Stai per ripigliarti Ollie.
Hai qualche idea migliore? E' il padre di mio figlio.
Be', questa non  colpa mia.
No, tu non hai mai colpa di niente, e gli rotola addosso e fanno di nuovo l'amore, un amore solido e tristemente esperto, e parlano e lui s'appisola un po' e il telefono suona. Gli squilla dritto nell'orecchio. Un braccio di donna, elastico e caldo, si allunga sopra il suo viso per far smettere quello squillo. Peggy. Rimane in ascolto e gli porge il microfono con un'espressione che lui non riesce a distinguere. C' un orologio accanto al telefono: le lancette luminose dicono l'una e venti. Ehi, Culobianco? Meglio che ti rompi le gambe a venire. Va male. Male assai.
Skeeter? La gola gli batte solo a parlare. Quella stronza di Peggy l'ha prosciugato.
Dall'altro capo riattaccano.
Si libera delle coperte con un calcio e nel buio va in cerca dei vestiti. Poi si ricorda: nel soggiorno. La porta della stanza dei ragazzi s'apre mentre lui s'avvia di corsa, nudo, nel corridoio. La faccia stupita di Nelson ammira la nudit del padre. Chiede: Era ma'?
Ma'?
Al telefono?
Skeeter. E' successo qualcosa a casa.
Devo venire?
Sono nel soggiorno, e Coniglio  chino a raccogliere i vestiti sparpagliati a terra, e saltella per infilarsi le mutande e, poi, i pantaloni. Il cucciolo, svegliatosi di nuovo, gli danza intorno e lo mordicchia.
Meglio che rimani.
Che pu essere pap?
Non ho idea. Forse gli sbirri. Forse Jill sta peggio.
Perch non ha detto di pi?
Aveva una strana voce, non sono sicuro che era al nostro telefono.
Vengo con te.
T'ho detto di restare qui.
"Devo", pap.
Coniglio lo guarda e acconsente: Okay, credo proprio che devi.
Peggy, in vestaglia azzurra,  nel corridoio; altre luci sono accese. Billy s' alzato. Ha il pigiama macchiato di giallo sul davanti,  foruncoloso e alto. Peggy dice: Devo vestirmi?
No. No, stai benissimo cos. Coniglio  alle prese con la cravatta: il colletto della camicia ha un bottoncino dietro che deve essere sganciato per sistemare la cravatta. Infila la giacca e si caccia la cravatta in tasca. La pelle gli formicola per l'inizio del sudore e il pene gli brucia leggermente. S' dimenticato di allacciarsi le scarpe e quando s'inginocchia per farlo lo stomaco gli affluisce alla gola.
Come arrivi fin l? chiede Peggy.
A piedi. Di corsa, risponde Coniglio.
Non dire sciocchezze,  un miglio e mezzo. Mi vesto e t'accompagno.
E' necessario farle capire che non  sua moglie. Non voglio che vieni anche tu. Qualunque cosa sia, non voglio che tu e Billy siate presenti.
"Ma-a", protesta Billy da sotto la porta. Ma  ancora in pigiama macchiato di giallo mentre Nelson  gi vestito, solo senza scarpe. Le ha in mano, quelle di tela.
Peggy cede: Vado a prenderti le chiavi della mia macchina. E' la Mustang blu, nel quarto spazio riservato contro il muro. Nelson la conosce. No, Billy, tu e io restiamo qui.
Coniglio prende le chiavi, che al contatto della mano gli sembrano fredde come se fossero state in frigorifero. Grazie mille. O avrei dovuto dirlo prima? Mi dispiace di tutto questo. Una cena magnifica, Peggy.
Contenta che ti sia piaciuta.
Ti faremo sapere quello che  successo. Probabilmente non  niente, magari quel figlio di puttana era fatto e completamente fuori di s.
Nelson s' infilato calzini e scarpe. Andiamo, pap. Grazie infinite, signora Fosnacht.
Grazie a voi per essere venuti.
Ringrazi suo marito se non posso andare in barca. Probabilmente non potr.
Billy tenta di nuovo: "Ma-a", fammi andare.
No.
Ma', sei una stronza.
Peggy gli molla uno schiaffo: chiazze rosa affluiscono alle guance, a strisce, come le dita, e il ragazzo perde ogni controllo. Ma', sei una puttana. Questo dicono i ragazzi l al ponte. Ti fai chiunque.
Coniglio dice: Calmatevi voi due, e si volta. Fuggono, padre e figlio, per il corridoio, per la tromba delle scale, senza aspettare l'ascensore, fino al seminterrato dove sono posteggiate le macchine, un lago policromo imprigionato in una grotta fiocamente illuminata. Coniglio batte le palpebre e si rende conto che pur mentre lui e Peggy stavano riscaldando il loro piccolo e reciproco buio, un freddo mondo fluorescente li circondava sui pianerottoli e gi per le trombe delle scale e in mezzo a pilastri insonni che reggevano il loro enorme edificio. L'universo  sveglio, neppure le formiche e le stelle dormono, morire sar come rimanere svegli per sempre. E' Nelson a scoprire la Mustang blu. Quando gira la chiave le luci del cruscotto s'accendono, tenui, verdi. Quasi silenziosamente, il motore torna in vita, li porta fuori a retromarcia, facendoli sgusciare tra le pareti macchiate della grotta. In un angolo, accanto al muro di mattoni di una tromba di scale, la motoretta tutta cromo aspetta d'essere riparata. Un viale d'uscita d'asfalto diventa un posteggio d'auto, poi una strada costeggiata da case strette e grandi cartelloni verdi con numeri, scudi, emblemi, nomi di citt irraggiungibili. Sbucano sulla Weiser; il traffico  ridotto, sinistro. I semafori non lo regolano pi ma ammiccano semplicemente. Il Burger Bliss  chiuso, anche se quella stufa purpurea ancora brilla all'interno, oltre a qualche squallido residuo di tubi fluorescenti sotto al soffitto, per scoraggiare i ladri e i vandali. Un'auto della polizia passa guizzando, belando. L'autoparcheggio dell'Acme a quell'ora non ha orizzonti. Quelle poche macchine sono ancora parcheggiate o abbandonate? O sono amanti? O spettri d'un mondo cos affollato di macchine che le loro ombre, come foglie, cadono dappertutto? Una luce vorticante, insultante nella sua brillantezza, compare nello specchietto retrovisore di Coniglio e man mano che ingrandisce acquista l'agghiacciante gemito d'una sirena. La rossa massa di un'autopompa gli sfreccia accanto, risucchiando la Mustang verso il centro della strada, dove un tempo c'erano i binari del tram. Nelson grida: Pap!
Pap cosa?
Niente, credevo che avevi perso il controllo.
Mai. Non tuo padre.
...
.
...
La pensilina del cinema, spenta e tozza, annuncia: DI NUOVO PER RICHIESTA - 2001. Tutti quei negozi lungo la Weiser hanno le luci antifurto accese e alcuni, una nuova difesa, sfoggiano saracinesche.
Pap, c' un bagliore nel cielo.
Dove?
Laggi a destra.
Non pu essere casa nostra. Penn Villas  molto pi avanti.
Ma la Emberly Avenue piega a destra con una curva molto pi acuta di quanto lui abbia mai notato e le strade curve di Penn Villas li portano dritto verso una cupola d'aria illuminata di rosa. Della gente, sagome nere, corre a passi silenziosi e alcune macchine si sono fermate di colpo diagonalmente rispetto ai marciapiedi. Gi, dove la Emberly incontra Vista Crescent, un giocattolo di poliziotto  piantato in mezzo alla strada, illuminato ritmicamente ogni volta che la luce del faro ruotante dell'autopompa gli passa sopra: soldatino di piombo. Harry ferma e posteggia nel punto in cui non pu pi andare oltre e, a piedi, si precipita gi per Vista Crescent, dietro Nelson. I tubi flessibili s'allungano sull'asfalto, alcuni sgonfi come lunghe gambe di pantaloni di tela e altri grassi come cobra, sibilanti e schizzanti alle giunture. Lungo il marciapiede il rigagnolo d'acqua  nero e vorticoso e ricoperto di foglie; intorno alla bocca della fogna s'allarga un gorgo tutt'intorno al vortice centrale, intasato. A due case di distanza dalla loro entrano in una zona di odore simile a quello di foglie che bruciano ma pi acre e pi amaro: vernice e pece e sostanze chimiche; a una casa di distanza, la calca della gente li blocca. Nelson s'infila tra la folla e svanisce. Coniglio lo segue facendosi largo, scusandosi: Permesso. Quella  casa mia, scusatemi, casa mia. Cos dice, ma ancora non ci crede. Casa sua  nascosta dalle teste, dai riflettori e dai getti d'acqua, dagli arcobaleni e dalle grida, da qualcosa di imponente e singolare in tutto l'avvenimento che  difficile guardarla, come il sole. La gente, i vicini, si scostano per farlo passare. Vede. Il garage  ormai andato. I pilastri carbonizzati sono ancora in piedi ma il tetto  crollato e il fasciame esterno di legno brucia, e ci son spruzzi di fiamma verde e azzurra tra le macerie accumulatesi sul pavimento di cemento. Il manico della falciatrice ne sporge intatto. Le stanze pi vicine al garage, la cucina e la camera da letto sopra questa, la camera da letto che  stata sua e di Janice e poi sua e di Jill, bruciano sotto torrenti d'acqua. La fiamma si ritrae, sfrigola, poi guizza fuori di nuovo, dal tetto o da una finestra, con lingue voraci: il sarcasmo di un drago. Le assicelle d'alluminio verde mela non bruciano, invece, sembrano piuttosto riparare il fuoco dall'acqua. Improvvisi momenti di calma nell'ondata irruente degli elementi in lotta lasciano intravedere tratti di carta da parato su per le scale, gli scaffali di cucina; poi, a un alito di vento, l'onda si richiude. Guarda alla finestra del piano di sopra, cercando di vedere il viso di Jill, ma scorge soltanto il soffitto macchiato. Di sopra, il tetto, met del tetto,  un campo di fumo, fumo che si leva a volute e filtra fuori dal fasciame in ondate incalzanti che sembrano modellate, pettinate. Altro fumo si riversa fuori dalla finestra della stanza di Nelson, ma quella met della casa non  ancora in fiamme e forse la si potr salvare. In verit, la casa brucia in maniera sprezzante, sputando, puzzando: i materiali sintetici devono cedere alla combustione e al suo trionfo. Una volta, da ragazzo, lui vide un fienile bruciare nella valle oltre Mt. Judge: era una torcia, un'esplosione di fieno che spruzzava il cielo con altre stelle di brace. L non c' tanto sfoggio.
Intorno a lui s' fatto il vuoto. Gli spettatori, i vicini, per rispetto alla sua parte, al suo ruolo, si sono tirati indietro. Mesi prima. Coniglio aveva visto quella lucente isola di cinematografari; ora  lui al centro di quell'isola luminosa e tuttavia ancora si sente alla periferia, distaccato, nostalgico, stordito. Scruta i volti illuminati dalle fiamme e non vede n Showalter n Brumbach. Non vede nessuno che conosce.
La folla s'agita, "ooh". S'aspetta di vedere Jill alla finestra, pronta a saltar gi, il vestito bianco trasparente intorno al corpo. Invece le finestre lasciano uscire soltanto fumo: il dramma  al pianterreno. Un poliziotto sta lottando con una figurina esile e minuta; Harry pensa, avido e speranzoso, "Skeeter", ma i due si girano e la faccia bianca  quella di Nelson. Un pompiere d una mano a immobilizzare il ragazzo. Lo allontanano dalla casa, lo portano dal padre. Vedendo Harry, Nelson chiude gli occhi strizzando le palpebre e ritrae le labbra in una smorfia, divincolandosi con tale furia che i due uomini che lo tengono per le braccia sembrano che stiano manovrando febbrilmente i manici di una pompa. Sta l dentro, pap!
Ansimando, il poliziotto spiega: Il ragazzo stava cercando di entrare in casa. Dice che dentro c' una ragazza.
Non lo so. Dev'essere corsa fuori. Noi siamo appena arrivati.
Nelson stringe gli occhi, impazzito; urla: Skeeter ha detto che lei stava con lui?
No, ha solo detto che andava male.
Per ascoltare, pompiere e poliziotto allentano la presa e Nelson si libera e scappa via correndo di nuovo verso la porta d'ingresso. Il calore deve averlo aggredito, perch vacilla sui gradini del portico ed  afferrato di nuovo, da uomini trasformati in scarabei dagli impermeabili di tela cerata nera. Quando lo riportano indietro, Nelson grida dritto in faccia a Harry: Pidocchio schifoso, l'hai fatta morire. Io t'ammazzo, t'ammazzo. E, bench quello sia suo figlio, Harry si piega in avanti e solleva i pugni, pronto a battersi. Ma il ragazzo non riesce a sfuggire alla presa dei pompieri e con voce meno acuta, sperando d'essere rilasciato, dice loro: Lo so che sta l dentro. Lo ha sempre pregato di fare qualcosa per lei e lui non ha mai voluto. Sono stati lui e Skeeter. Skeeter  un negro che vive con noi. Lasciatemi andare, per piacere. Per piacere lasciatemi andare. Voglio solo portarla fuori, so che ce la faccio. Sono sicuro che ce la faccio. Doveva stare di sopra dormendo. E' leggera e facile da trasportare. Pap, mi dispiace. Mi dispiace di averti insultato. Non avevo l'intenzione. Digli di lasciarmi andare. Digli di Jill. Digli di portarla fuori.
Coniglio chiede ai pompieri: Non pu essere andata alla finestra?
Il pompiere, un vecchio roditore d'uomo con sopracciglia a cespuglio e lunghi denti gialli, rumina quando parla. Dice: Se la ragazza dormiva l dentro il fumo pu averla presa prima che si svegliasse. La gente non si rende conto che il fumo  un veleno mortale. E' questo che ti fa fuori quando sei dentro, il fumo e non il fuoco. A Nelson, chiede: Possiamo lasciarti andare, ragazzo? Fa' il grande, adesso, manderemo gli uomini su per quella scala.
Un pompiere che sembra uno scarabeo, visto da dietro, abbatte la porta d'ingresso. Il vetro dei tre pannelli a gradino s'infrange e tintinna sui gradini. Un altro pompiere sbuca fuori dall'altra parte del tetto e con l'ascia apre una breccia in direzione del pianerottolo delle scale al piano di sopra, pi o meno dov' la porta della stanza di Nelson. Qualcosa d'invisibile lo fa indietreggiare vacillando, poi una fiamma violetta schizza fuori. Una cannonata d'acqua lo respinge verso l'estremit del tetto.
Non stanno facendo niente, pap, geme Nelson. Non la stanno salvando. Io so dove sta e loro non la stanno salvando, pap! E la voce del ragazzo si spegne in un tremito. Quando il padre allunga una mano verso di lui gliel'allontana e nasconde il viso. La sua nuca sembra soffice sotto i capelli: un frutto maturo.
Coniglio lo riassicura: Skeeter l'avr portata fuori.
Non l'ha fatto, pap! Se ne fotte. E scosta la testa, sottraendola al contatto con Harry.
Un poliziotto  accanto a loro. Lei  Angstrom? E' uno di quei poliziotti stile nuovo, con un'aria perbene: naso appuntito, mento ben formato, basette tagliate a un'altezza che Coniglio ancora giudica antisociale.
S.
Il poliziotto tira fuori un taccuino. Quante persone abitavano l?
Quattro. Io e il ragazzo...
Nome?
Nelson.
Niente iniziale dopo il nome?
F, per Frederick.
Il poliziotto scrive lentamente e parla a voce cos bassa che  difficile afferrare quello che dice contro lo sfondo del mormorio della folla e del crepitio del fuoco e dello scroscio dell'acqua. Harry deve chiedere: Cosa?
Il poliziotto ripete: Nome della madre.
Janice. Non abita qui, abita a Brewer.
Indirizzo?
Harry ricorda l'indirizzo di Stavros, ma dice invece: Presso Frederick Springer, 89 Joseph Street, Mt. Judge.
E chi era la ragazza di cui parla il ragazzo?
Jill Pendleton, di Stonington, Connecticut. L'indirizzo esatto non lo conosco.
Et?
Diciotto o diciannove.
Parentela?
Nessuna.
Per scrivere questa sola parola il poliziotto impiega una quantit di tempo. Intanto, sull'angolo del tetto sta succedendo qualcosa; il mormorio della folla si va facendo pi forte. Una scala vien calata gi in un'intersezione tra i fasci dei riflettori.
Coniglio dice: La quarta persona era un negro che chiamavamo Skeeter. "S-k-doppia e-t-e-r".
Negro uomo?
S.
Cognome?
Non so. Forse Farnsworth.
Come si scrive, per piacere?
Coniglio compita il nome e aggiunge, a mo' di spiegazione: Stava solo temporaneamente qui da noi.
Il poliziotto lancia un'occhiata alla casa in fiamme, poi si gira a guardare il proprietario. Che facevate, tenevate una comune?
No, santiddio. Senta, io sono un conservatore. Io ho votato per Hubert Humphrey.
Il poliziotto studia la casa: C' qualche possibilit che il nero sia ancora dentro?
Non credo. E' stato lui a telefonarmi, m' parso da una cabina telefonica.
Ha detto che aveva appiccato lui il fuoco?
No, non ha neppure parlato del fuoco, ha solo detto che le cose andavano male. Ha ripetuto due volte la parola 'male'.
Le cose andavano male, scrive il poliziotto, e chiude il taccuino. Pi tardi ci occorreranno altre informazioni. La luce delle fiamme cava riflessi color pesca dallo stemma sul suo berretto. L'angolo della casa sopra la camera da letto sta crollando; l'antenna del televisore, che loro hanno riparato due volte e allungato per eliminare le ombre degli apparecchi dei vicini, oscilla tra le lingue delle fiamme e poi lentamente si piega verso il basso, come un albero scheletrico, sempre trattenuta da alcuni fili alle sue radici. L'acqua scende a parabola in quella che era stata la camera da letto. Una densa colonna di giallo fumo ne viene fuori, poi grigio dorato, ricco come ghiaccio strizzato dalle mani inzuccherate di un pasticciere.
Il poliziotto dice, con un tono indifferente: Chiunque si trovava l dentro  gi arrostito da una mezz'ora.
A due passi di distanza, Nelson sta piegato in avanti e il vomito gli schizza dalla bocca. Coniglio gli si avvicina e il ragazzo si lascia toccare. Il padre lo stringe per le spalle; gli sembra di stringere un pesce guizzante che voglia rituffarsi in acqua, che abbia bisogno di rituffarsi e di morire. Gli scosta i capelli dal viso perch non si sporchino di vomito; col pugno forma un femminile nodo di capelli sul retro della nuca soffice e calda del figlio. Nellie, sono sicuro che era uscita. Ora  lontana, lontana e al sicuro.
Il ragazzo scuote la testa. No, e vomita di nuovo; Harry lo stringe per qualche minuto, con una mano che stringe i capelli e l'altra intorno alle spalle. Gli sta impedendo di affogare. Ma se dovesse lasciarlo andare, affogherebbe anche lui. Si sente precariamente pi pesante delle proprie ossa e gli sembra di muoversi sulla superficie di quell'avvenimento sorretto da travi che possono spezzarsi. Poliziotti e spettatori lo vedono lottare con Nelson ma non intervengono. Alla fine un poliziotto, non quello che lo ha interrogato, s'avvicina e con calma voce olandese chiede: Dobbiamo fare accompagnare in macchina il ragazzo da qualche parte? Ha dei nonni qui nella contea?
Quattro, risponde Coniglio. Ma forse dovrebbe andare dalla madre.
"No"! esclama Nelson, e si divincola e gli si piazza davanti. Voi non mi portate via da qui finch non sappiamo dov' Jill. Il viso luccica per le lacrime, ma non  sconvolto: per tutta l'ora successiva rimane l accanto al padre ad aspettare.
Lentamente, le fiamme si sono calmate; il lato della casa dov'era il soggiorno  salvo. L'interno della cucina sembra un giardino in cui siano spuntate diverse tinte di fumo; formica, vinil, nailon, linoleum, bruciano tutti in maniera diversa, cedono i loro composti coagulati di nuovo alla terra e all'aria. I pompieri inzuppano ben bene le macerie e cercano tra le pareti sventrate. Ora brillano le finestre del piano di sopra, alla luce dei riflettori, ora quelle del piano inferiore.
Un cranio pieno di lucciole. E tuttavia la folla ancora aspetta, trattenuta dal desiderio di annusare; la morte  nel calore. Un segnale di cui Coniglio non s' mai accorto ha fatto accorrere un'ambulanza; s'avvicina con un sospirante tentativo di gemito. Luci rosse danzano fuori tempo sul suo tetto. Uno strano affare, un sacco o lenzuolo di gomma verde, viene portato in casa e riportato fuori da tre uomini cupi, in scarpe di tela. L'ambulanza riceve il pacco informe, si richiude con quel tonfo sordo che soltanto gli sportelli delle macchine di lusso fanno e - di nuovo con un sospirante tentativo di gemito della sirena appena sfiorata - s'allontana. Dopodich la folla s'assottiglia. La notte si riempie di rumori di avviamento e di motori messi in moto.
Nelson dice: Pap.
S.
Quella era lei, vero?
Non lo so. Forse.
Doveva pur essere qualcuno.
Credo di s.
Nelson si stropiccia gli occhi; quel gesto lascia tracce di cenere, segni indiani. Il ragazzo sembra impressionantemente antico.
Ho bisogno di andare a letto, dice.
Vuoi tornare dai Fosnacht?
No. Come per scusarsi, spiega: Odio quel Billy. Precisando ulteriormente, aggiunge: A meno che non vuoi tornarci tu. A meno che non vuoi tornare a scopare ancora la Fosnacht.
Coniglio gli chiede: Vuoi vedere tua madre?
Non  possibile, pap. E' ai Poconos.
Dovrebbe essere tornata ormai.
No, adesso non voglio vederla. Portami da nonna Angstrom. 
C', in Coniglio, un motore che mormora. "Annulla, annulla", che vorrebbe riportarli indietro a quel pomeriggio, incominciando dal momento in cui sono usciti di casa, perch non facciano quello che hanno fatto, non vadano via, non escano di casa; non facciano succedere quello che  successo, e Jill e Skeeter siano ancora l. Sotto il rombo di quel motore l'intima ammissione che invece tutto quello  successo davvero risulta soffocata; guarda Nelson attraverso il velo dello sconvolgimento e s'azzarda a chiedere: Me ne dai la colpa, eh?
Pi o meno.
Non pensi che  stato solo la brutta sorte? E bench il ragazzo si limiti a malapena a scrollare le spalle, lui capisce la sua risposta: la sorte e Dio stanno entrambi lass e lui non  stato educato a credere in niente che stia pi in alto della testa del padre. Per lui la colpa si ferma e resta nel mondo degli uomini, non ha altri posti dove andare.
I pompieri di un'autobotte stanno avvolgendo i loro tubi flessibili. Un poliziotto, quello che ha chiesto di Nelson, si avvicina. Angstrom? Il capo vuole parlarle ma non vuole che il ragazzo senta.
Pap, chiedigli se era Jill.
Il poliziotto  stanco, stordito e pingue, lo stesso tipo fisico di - si chiamava cos? - Showalter. Miti e pazienti breweritani. Si lascia scappare l'informazione: Era un corpo.
Nero o bianco? chiede Coniglio.
Impossibile dire.
Nelson chiede: Uomo o donna?
Donna, figliolo.
Nelson riprende a piangere, ad ansimare come se gli fosse andato per traverso un boccone, e Coniglio chiede al poliziotto se la sua offerta  ancora valida, se una macchina pu accompagnare il ragazzo dai nonni a Mt. Judge. Nelson viene condotto via. Non oppone resistenza; Coniglio aveva creduto che si sarebbe opposto, avrebbe insistito per rimanere col padre sino alla fine. Invece il ragazzo, i capelli che gli pendono inerti e le lacrime che scorrono incontrollabili, sembra sollevato all'idea di trovarsi finalmente sotto la protezione della legge, nell'ordine e nei limiti alle cose. Non agita neppure la mano in segno di saluto da dietro il finestrino dell'auto blu argento della Pattuglia di West Brewer quando questa fa marcia indietro e risale Vista Crescent, allontanandosi dal groviglio di tubi e dalle pozze d'acqua e dai riflessi rossi. L'aria ha un sapore di zolfo. Coniglio nota che lo sparuto acero  bruciacchiato dal lato rivolto verso la casa; i ramoscelli ardono come sigarette.
Mentre i pompieri radunano tutti i loro arnesi, lui e il capo poliziotto seggono sui sedili anteriori d'una macchina senza stemmi. Le ginocchia di Harry urtano contro l'apparecchio radio dal lato del passeggero. Il capo  un tipo basso ma seduto non sembra molto corto, col torace a barile attraversato da un cinturone nero, i capelli rasati quasi a zero e il naso, che dev'essergli stato ammaccato, storto e con tante venuzze accumulatesi negli anni, dopo l'incidente. Dice: Adesso abbiamo il morto. Questo complica le cose.
Nessuna teoria su come  cominciato l'incendio?
Faccio io le domande. Comunque, s. E' stato accertato. Nel garage. Ho notato una falciatrice, l dentro. La tanica di benzina era della falciatrice?
S. L'abbiamo riempita proprio questo pomeriggio.
Mi dica dov'era questa sera.
Glielo dice. Il capo parla, alla radio della macchina, con la centrale di West Brewer. Dopo meno di cinque minuti richiamano. Ma nel totale, sgarbato silenzio che il capo mantiene in quei cinque minuti o meno, lui. Coniglio, si sente crescere dentro un gran groppo, l'amore per l'ordine e la legge. Alla radio, le parole sfrigolano come pancetta fritta: La Fosnacht conferma la dichiarazione del sospetto. C' anche un minorenne, in casa, come ulteriore testimone.
Controlla, risponde il capo, e riattacca.
Perch avrei dovuto bruciare la mia casa? chiede Coniglio.
La maggior parte degli incendi dolosi sono appiccati proprio dai proprietari, risponde il capo. Studia Coniglio con aria pensosa; ha occhi quasi rotondi, come se qualcuno gli avesse dato un punto negli angoli delle palpebre. Magari la ragazza era incinta.
Prendeva la pillola.
Mi parli di lei.
Lui ci prova, anche se  difficile far sembrare tutto quello naturale com'era sembrato a lui. Perch aveva permesso a Skeeter di stabilirsi in casa? Be', la domanda poteva essere anche un'altra: Perch no? Tenta: Be', quando mia moglie mi ha piantato sono rimasto pi o meno disorientato. Sembrava che non m'importasse, e del resto lui si sarebbe portato via Jill se l'avessi sbattuto fuori. Ero arrivato a non far pi caso a lui.
La terrorizzava?
Cerca di dare una risposta chiara, questa volta. Per rispetto della legge. No. C'intratteneva. Poi  preso dalla rabbia. C' forse una legge che impedisce di prendere gente in casa?
Ce n' una che punisce chi d asilo ai ricercati, risponde il capo, smettendo di prendere appunti nel suo taccuino.
La polizia di Brewer dice che un tale Hubert Johnson  ricercato per possesso di droga.
Il silenzio di Coniglio non  esattamente quello che lui vuole. Chiarisce quindi meglio il proprio concetto: Lei ignorava l'esistenza di questa accusa? Chiarisce ancora di pi: Devo considerare il suo silenzio un'ammissione di ignoranza?
S. E' solo un esordio. S, non sapevo niente di quello Skeeter, neppure il suo cognome. Lei dice che  Johnson, io credevo che era Farnsworth.
Dove si trova adesso, ha qualche idea?
Nessuna. La sua telefonata veniva da quella che m' sembrata una cabina, ma non potrei giurarci.
Il poliziotto poggia la grossa mano sul taccuino come sul microfono di un telefono. Ufficiosamente. Stavamo tenendo d'occhio questa casa. Quello l  una mignatta, un pesce piccolo. Speravamo che ci conducesse a qualcosa di pi grande.
Come pi grande? Droga?
Estremisti. Perturbatori dell'ordine pubblico. I neri di Brewer sono in contatto con Filadelfia, Camden, Newark. Sappiamo che sono armati. Non vogliamo un'altra York qui, la vogliamo? Ancora una volta il silenzio di Coniglio non  quello che lui vuole. Ripete: La vogliamo?
No, certo che no. Stavo solo pensando. Parlava come se lui fosse al di l della rivoluzione, era una specie di maniaco religioso, non un maniaco estremista.
Nessuna idea sul perch abbia appiccato l'incendio?
Non dev'essere stato lui. Non  nel suo stile.
La matita  di nuovo sul taccuino. Stile un cacchio, dice il capo. Voglio fatti.
Non ho altri fatti oltre quelli che le ho gi riferito. Certa gente del quartiere era sconvolta perch Skeeter viveva con noi. Ieri due tipi mi hanno fermato per strada per protestare contro il fatto, posso dirle i nomi se vuole.
La matita svolazza. Hanno protestato. Nessuna particolare minaccia di incendiarle la casa?
Niente di particolare.
Il capo traccia un segno, sembra una specie di "n.c.", e volta la pagina del taccuino. Il nero aveva rapporti sessuali con la ragazza?
Senta, io ero fuori tutto il giorno, a lavorare. Quando tornavo cucinavamo e aiutavamo il ragazzo a fare i compiti di scuola e ce ne stavamo in casa a chiacchierare. Era come avere altri due ragazzi in casa, due bambini. Non so che facevano ogni minuto secondo. Ora lei m'arresta o che?
Tipo paterno anche lui, il capo si concede un lungo sorriso prima di rispondere, e Coniglio capisce che il naso non gli si  rotto in un incidente, chiss dove, nei vicoli del tempo, ma che l'ha voluto proprio lui. I capelli soffici sono tagliati tutti uguali, come un piumino da cipria, con un segno roseo sopra gli orecchi lasciato dal berretto. Il sorriso si allarga abbastanza da fargli aggrinzare le guance. A rigor di termini, dice alla fine, questa non  la mia zona. Sto sostituendo il mio ottimo collega lo sceriffo di Furnace Township, che s' girato su un fianco e ha ripreso a dormire. In ogni caso, direi che gi abbiamo un bel movimento l nelle prigioni senza bisogno di mandarci anche dei cittadini in regola come lei. Pi tardi potremmo farle qualche altra domanda. Chiude di colpo il taccuino e accende la radio. A tutte le macchine, capo polizia di Brewer, ricercare negro, altezza approssimativa uno e settanta, peso approssimativo sessanta, colore della pelle scuro regolare, taglio afro, nome Skeeter, cio Sally, Katherine, doppia Evelyn... Non gira la testa quando Coniglio apre lo sportello della macchina e s'allontana.
E cos ancora una volta nella sua vita le maglie della rete della legge si sono allargate per lasciarlo sgusciar via. Sa di essere un criminale, e tuttavia non lo prendono mai. Il malessere, adesso, gli ha invaso tutto il corpo. I pompieri stanno inzuppando le macerie fumanti, poi raccolgono la loro roba e sgombrano da Vista Crescent. La casa vien lasciata circondata dalla propria disgrazia, con lampeggiatori gialli su treppiedi per tenere alla larga la gente. Coniglio s'aggira per il prato, ultimamente in pieno germoglio e ora fradicio e segnato da impronte, e studia i danni.
La parte posteriore  quella pi danneggiata: le installazioni del bagno della camera da letto ciondolano nel vuoto appese a tronconi di tubi contorti. La parete contro la quale poggiava la spalliera del letto  scomparsa. Squarci di cielo blu notte compaiono nel tetto. Guarda le finestre al pianterreno e vede, alla luce gialla lampeggiante, come nell'interno di una casa di bambola, il divano e le due poltrone, spruzzati d'intonaco caduto, disposti di fronte ai lati del finto panchetto da ciabattino. La lampada a stelo sta ancora dritta. Sugli scaffali che separano il tinello dal soggiorno, i libri di Skeeter rannicchiati gli uni contro gli altri, inzuppati e gonfi. Dov'era la cucina, pu vedere ora fin nel garage carbonizzato. Il cielo ora vuole illuminarsi. Gli uccelli - gli uccelli in Penn Villas, dove? non vi sono abbastanza alberi per ospitarli - attaccano a cantare, esitanti. Fa freddo adesso, pi freddo che nel cuore della notte, quando il fuoco era vivo. Il cielo impallidisce a oriente, verso Brewer. Nell'emulsione del grigio che precede l'alba, il Mt. Judge sviluppa una sagoma, dei contorni. Una nube di uccelli che migrano attraversa la periferia diretta verso sud, verso Weiser e l'alto edificio del manicomio e oltre ancora. La fuliggine si sta posando sulle ossa di Harry. Le palpebre gli si chiudono come baccelli. Nella stanchezza, ha allucinazioni; come nei secondi che precedono il sonno, i sorrisi sembrano organismi vivi. Il cielo che va schiarendosi sopra Mt. Judge  Becky, la figlia che  morta, e quello cupo a occidente, cielo del colore d'una tempesta ma punteggiato di stelle,  Nelson, il figlio che vive. E lui, lui sta nel mezzo.
S'avvicina alla porta d'ingresso sfondata, scosta le schegge di vetro e si siede sul gradino del portico. E' caldo, come un focolare. Sebbene nessuno dei vicini gli abbia rivolto la parola, per sfavillare sullo schermo luminoso della sua disgrazia il vicinato, tutto, si presenta ai suoi occhi, al suo sguardo fisso, senza contrizione, nudo nella luce addensantesi, con le assi color pastello dei tetti a chiazze scure che ricordano la forma di zattere, le piscine e le altalene nei cortili imbiancate dalla rugiada, insieme con l'erba. Una mezzaluna  appesa deforme nel cielo imbiancato come un giocattolo dimenticato a terra. Un vecchio con un rumoroso impermeabile verde, un eccentrico lasciato l di guardia, gli si avvicina e gli rivolge la parola: Questa  casa sua, eh?
E casa mia.
Ha qualche altro posto dove andare adesso?
Forse s.
Il cadavere era d'una persona amata?
Non esattamente.
Meno male. Si tiri su, giovanotto. L'assicurazione pagher il grosso e anche pi.
Sono assicurato?
C'era un mutuo?
Coniglio annuisce, ricordando il piccolo libretto della banca e immaginandolo ormai bruciato.
E allora c'era l'assicurazione. Puoi bestemmiare le banche quanto vuoi, quelle badano ai fatti loro e non riesci mai a prenderle in castagna.
La presenza di quell'uomo comincia a risultargli strana. Erano mesi che niente gli appariva strano quanto la presenza di quel vecchio. Gli chiede: Quanto tempo rimane qui?
Sono di turno fino alle otto.
Perch?
Prassi. Per impedire saccheggi. Tutti e due guardano perplessi le case addormentate e i prati freddi di Penn Villas. In quel momento, una sveglia lontana suona e una luce a un piano superiore s'accende, scialba, puntuale. Eppure, di questi tempi c' saccheggio dappertutto. Il vecchio eccentrico gli chiede: C' niente di prezioso l dentro che vorrebbe prendersi? Coniglio rimane immobile. E' meglio che se ne vada un po' a dormire, giovanotto.
E lei? chiede Coniglio.
Alla mia et non ce n' molto bisogno. Ben presto andr a dormire pi che a lungo. E poi, mi piace la calma di quest'ora, m' sempre piaciuta, da che ero ragazzo. Mio padre stava sempre in piedi, era un gran bevitore e andava a letto tardi, e quando mi muovevo troppo per casa la mattina correvano calci. Cos presi l'abitudine di sgusciar fuori a vedere gli uccelli. In pi, le ore all'aperto in questo turno vengono conteggiate il doppio. Ma non  un vero guadagno, perch se superi una certa cifra non ti ritrovi nessun contributo sociale. T'ammazzano con le gentilezze,  la nuova tecnica.
Coniglio s'alza, dolorante; il dolore lo attraversa tutto, montando dagli stinchi attraverso l'inguine e il ventre, sino al petto e poi via. Un demone che se ne va. Il fumo, la bruma, si leva. Si gira verso la porta d'ingresso; gonfia d'acqua, smantellata, resiste e non s'apre. Il vecchio gli dice: E' mio dovere tener lontano chiunque da questa casa. Qualunque danno fa ne risponde lei personalmente.
Mi ha appena detto di portar via qualche oggetto prezioso.
...
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E' lei il responsabile, solo questo sto dicendo. Io ora volto le spalle. Le crolla il pavimento sotto i piedi, si prende una scossa elettrica, non chiami aiuto. Per quello che mi riguarda, lei qua non c'. Non cercarti rogne,  la mia regola.
E anche la mia. Sotto la spinta la porta si spalanca. Schegge di vetro nell'interno tracciano, graffianti, dei bianchi archi sulla vernice del pavimento dell'ingresso. Il fumo e il puzzo lo fanno lacrimare. La casa  calda e parla da sola. Dall'ala sulla sua sinistra si leva un coro di fruscii e schianti; fra le travi carbonizzate si levano rumori d'assestamento e dalle scure e zeppe macerie che una volta erano il pavimento affiorano scricchiolii e gorgoglii. Il letto di metallo  crollato nella cucina. Sulla sua destra, il soggiorno  pieno di fango ma illeso. I righini d'argento della poltrona Lustrex brillano nella caligine acida del fumo e dei vapori; il vitreo e verde occhio del televisore aspetta d'essere acceso. Pensa di portarlo via,  l'unica cosa rivendibile l dentro; ma no,  troppo pesante da sollevare, potrebbe fargli crollare il pavimento sotto i piedi, e poi ce ne sono milioni come quello. Janice una volta disse che avrebbero dovuto buttare televisori sulla giungla invece delle bombe, avrebbero dato lo stesso risultato. Sul momento lui aveva trovato l'idea un po' troppo originale per lei; gi allora Stavros parlava per bocca sua.
Janice ha sempre amato quello scemo di panchetto. Si ricorda di quando vi s'inginocchiava davanti nei primi tempi del matrimonio, e lo strofinava con olio di semi di lino, piccole, abili strofinatine, pochi centimetri per volta, che lo eccitavano quando guardava. Prende il panchetto sotto il braccio e, scoprendo che  cos leggero, tira via la lampada a stelo dalla sua base e porta via anche quella. Il resto possono anche prenderselo i saccheggiatori e i liquidatori dell'assicurazione. La puzza del fumo ti si attacca addosso. Come quella del fallimento di tutta una vita. Si ricorda delle seconde finestre,  lui che ne ha puliti tutt'e quattro i vetri; sembra incredibile come una favola che la sua vita possa essere mai stata imperniata su simili particolari. La casa gli scivola via di sotto. Lo abbandona. E' libero. Luce arancione in lunghe strisce, il sole, dalla parte opposta a quella in cui si trovava quando lui e Nelson s'aggiravano l un lontano giorno prima, s'allunga ora tra le basse e strane case mentre lui s'avvia per Vista Crescent con il panchetto e la lampada sotto il braccio. La Mustang di Peggy  l'unica macchina ancora parcheggiata lungo il marciapiede: una barca lasciata in secco dalla marea. Apre lo sportello, abbassa la spalliera del sedile per mettere il panchetto dietro e scopre che l c' qualcuno. Un negro. Dorme. Che caspita, dice Coniglio.
Skeeter si sveglia, cieco, e cerca gli occhiali sul pavimento di gomma. Culobianco amico, dice, guardandolo da dietro i due cerchi gemelli di vetro. La sfera di capelli gli si  appiattita da un lato. Un frutto marcio, Tutto solo, giusto?
S. La piccola macchina contiene un concentrato di quell'odore che la mattina condiva l'aria del soggiorno, gli dava una sostanza animale, la dolcezza del sonno resa piccante.
Da quanto tempo  giorno?
E' appena cominciato. Sono circa le sei. Da quanto tempo sei qui dentro?
Da quando ho visto te e culettobianco arrivare. Ho chiamato da una cabina sulla Weiser e poi sono rimasto l ad aspettare che passavi. La macchina non era tua ma la testa s, giusto? cos sono sgusciato per i vicoli di dietro e sono arrivato qui dopo che hai posteggiato. Cacchiarola, come ho dormito. Ehi, entra dentro, stai facendo entrare freddo.
Coniglio entra e prende posto dietro al volante, ascoltando senza voltare il capo, cercando di parlare senza muovere la bocca. Penn Villas sta tornando in vita; una macchina  appena passata. Dovresti sapere, dice, che ti stanno cercando. Pensano che l'hai appiccato tu.
Puoi contare sulla polizia se vuoi farti fottere. Perch avrei dovuto bruciare la mia tana?
Per distruggere le prove. Magari Jill - com' che dite? - era inzeppata.
Non per quello che le passavo io, quella roba  cos tagliata che l'acqua ha pi sostanza. Sta' a sentire, culobianco, quel fatto l alla tua casa  stato roba di bianchi. Vuoi credere la verit o mi risparmio il fiato per il muro?
Sentiamo.
La voce di Skeeter, non collegata con la sua faccia,  pi profonda di quanto Harry ricordi, con una cadenza ipnotica che gli ricorda la radio di quando era ragazzo. Jill s' infilata a letto presto e io mi sono sistemato sul divano, giusto? Da quando aveva ripreso con la roba ormai quasi non la dava pi via e in ogni modo io ero abbastanza stroncato e gi, avevamo fatto due volte il giro della contea per scaricare quella merda di macchina. Giusto? Poi mi sveglio. Ci sono dei rumori. Capisco che vengono dalla cucina, giusto? Penso che  Jill che  venuta gi ad appestarmi per essere impilata, invece ci sono questi "usssh" e "vusssh", che mi ricordano una cingoletta che avanza nella boscaglia, solo che non era nella boscaglia, e cos mi dico "La guerra  arrivata fin qui". Poi subito dopo sento sbattere una porta, la porta del garage, dal rumore che fa, e corro alla finestra e vedo queste due scimmie bianche che se la filano tagliando per il prato, poi su per la strada e tra queste due case qui, e scompaiono, giusto? Non avevano macchina, questo l'ho visto. Subito dopo sento puzzo di fumo.
Come fai a sapere che erano bianchi?
Merda, lo sai come corrono i bianchi, come se avessero una mazza dietro, giusto?
Potresti identificarli se li rivedessi?
Io non identifico nessuno in questo paese. La mia pelle  gi partita, giusto?
Gi, fa Coniglio. Ora devi sapere un'altra cosa. Jill  morta.
Nel sedile di dietro il silenzio non dura a lungo. Poveretta. Dubito che si sia accorta della differenza.
Perch non l'hai portata fuori?
Cacchio, amico, faceva "caldo", giusto? Ho pensato che ormai c'eravamo col linciaggio, non sapevo che non c'erano duecento scimmie bianche qua fuori, e non ero in forma per occuparmi d'una bianca, che se la sbrighi lei da sola.
Ma nessuno ti ha fermato.
Addestramento militare, giusto? Sono sfuggito, come dicono, agli inseguitori.
Non volevano colpire te. Volevano colpire me, hanno cercato di dirmi qualcosa. La gente di queste parti non lincia, non dire sciocchezze.
Sciocchezze? Tu hai sempre guardato il canale sbagliato alla televisione. E quei tipi a Detroit?
S, e quegli sbirri morti in California? E tutte quelle puttanate di Abbasso i porci che voi fratelli andate strillando? Io dovrei consegnarti. Agli sbirri di Brewer farebbe assai piacere vederti, a loro fa assai piacere rieducare i neri pazzi.
Altre due macchine passano sfrecciando; dall'alto di un camioncino del latte l'autista guarda in gi incuriosito, Muoviamoci, dice Skeeter.
Io che ci guadagno?
Niente, giusto?
La Mustang si mette subito in moto. Il motore  pi silenzioso delle gomme che frusciano sulla ghiaia di Vista Crescent, passando davanti alla rovina della casa verde e ora nera e all'uomo in impermeabile verde che s' appisolato sul gradino della porta. Coniglio percorre le strade curve fin dove terminano, fin dove diventano una strada di terra battuta tra fangose fondamenta di case in costruzione. Trova un sentiero sperduto. Alti filari di pioppi, un terreno affossato e dimenticato. Skeeter si drizza nel sedile. Coniglio s'aspetta il freddo contatto del metallo dietro la nuca. Una pistola, un coltello, un ago: hanno sempre qualcosa. Frecce velenose. Invece non c' niente, niente se non il caldo fluttuante dell'alito di Skeeter dietro al collo. In quell'assenza di metallo Coniglio vede non povert di mezzi ma amore positivo. Come hai potuto farla morire? chiede.
Amico, se vuoi parlare di colpe dobbiamo tornare indietro di centinaia d'anni.
Io non mi sento colpevole.
E non sertirti, culobianco, porca puttana. Per non venire a farmi quella faccia. Ognuno se ne sta dentro la sua pelle, e ci si accomodi pure tranquillamente, giusto?
Sai che faccio? T'accompagno fino a dieci miglia a sud e da l in poi te la sbrighi da solo.
D'accordo, come soluzione  pensata bene. Rimane un solo punto imbarazzante, come dicono. E noi fratelli lo chiamiamo grana.
Hai appena cavato seicento dollari dalla vendita della macchina.
Quella Pupetta se li  presi tutti, io non li ho. Il mio portafoglio era sul divano, con tutti i sacrosanti dentro, giusto?
E quella valigetta nell'armadio a muro?
Di', sei andato fiutando o che?
Forse ho trenta dollari, dice Coniglio. Puoi prenderteli. Ma poi pi niente. Ti porto via dagli sbirri ed  tutto. Come dite voi, hai finito con questa parte del paese.
Ritorner, promette Skeeter, ma in gloria.
S, e quando succede lasciami fuori.
Le miglia passano. Una collina, un gruppo di case di pietra, una fabbrica di cemento, un cartello che indirizza a una grotta naturale, un altro con sopra una grande sagoma di un olandese barbuto. Con un'altra delle sue voci, quella che suona pi o meno come la voce di un bianco e perci, agli orecchi di Coniglio, pi umana, Skeeter chiede: Come l'ha presa culettobianco, di Jill che se n' partita?
Pi o meno come puoi aspettarti.
Male assai, giusto?
Male assai.
Digli che a questo mondo ce n' a tonnellate di fichette.
Aspetto che lo scopra da solo.
Arrivano a un incrocio dove due strade strette s'incontrano nel sole. In fondo a un campo nero di granoturco tagliato, una casa di pietra imbiancata a calce manda su fumo. Sull'incrocio, una freccia di legno dice Galilee 2. Per il resto, potrebbe essere il deserto. Nel cielo s'allunga la scia di un jet. La Pennsylvania si stende silenziosa a sud, tra verde e marrone. Un canale di pietra asciutto corre lungo la strada, pi in basso; un cartello stradale  una pietra miliare di metallo arrugginita e senza segni. Coniglio vuota il suo portafoglio nel palmo roseo della mano di Skeeter e soffoca l'impulso di scusarsi per non avere di pi. Si chiede cosa sarebbe giusto fare a quel punto. Un bacio di Giuda? Non si sono pi toccati dalla sera in cui hanno lottato e lui, Coniglio, ha vinto. Tende la mano per salutare, dire addio. Skeeter la studia come se, come Babe, volesse leggergli la fortuna; poi la prende tra le sue, esili e levigate, la capovolge cos che i segni nella carne rosea sono rivolti verso il cielo, la studia ancora e, solennemente, ci sputa dentro, al centro. Poich la saliva  calda come la pelle, sulle prime Harry s'accorge di quello che  successo soltanto perch l'ha visto: una saliva piena di bollicine come piccoli soli. Decide di interpretare quel gesto come una benedizione, e s'asciuga il palmo della mano contro i pantaloni. Skeeter gli dice: Non ho mai capito il tuo scopo.
Forse non ce n'era nessuno,  la risposta.
Stai solo a vedere quello che succede, giusto? Il nero si mette a ridere, e quando ride c' quel fatto complicato intorno al labbro superiore che i bianchi non hanno, una riga al centro, una geniale cucitura che ricorda a Coniglio quel pezzetto di pelle che lega la guaina al pene. Mentre lui fa marcia indietro in quello stretto incrocio per tornare nella direzione da cui sono venuti, il giovane nero rimane a guardare accanto a un folto di alti gambi d'erba marrone. Nello specchietto, appare stranamente inserito, si fonde con il tutto, nonostante gli occhiali e il pizzetto, fermo l a mani vuote, tra campi di stoppie sui quali i corvi si posano e schizzano via, luccicanti.
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Capitolo 4. MIM.
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Col. Edwin E. Aldrin Junior:
"Via libera. Cos, verso di me. Gi cos, un pochino pi a sinistra. Hai tutto lo spazio che vuoi. Sei in posizione perfetta. Un po' pi verso di me. Vieni gi. Okay. Hai via libera. Stai infilando il primo gancio. Il gancio di che? Perfetto, vieni gi cos. Spostati sulla sinistra. Okay, via libera. Sei dritto sulla piattaforma. Metti il piede sinistro un po' pi a destra. Okay, bene cos. Un po' pi a sinistra. Bene".
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Neil Armstrong:
"Okay, Houston, ci sto sopra".
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Coniglio  alla sua macchina. Le dita sfiorano i tasti come piume, in alto le matrici continuano a sferragliare, al suo lato il piombo fuso fuma tranquillamente.
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FORSE DOLOSO L'INCENDIO DI PENN VILLAS. Muore ragazza del Connecticut
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La polizia di West Brewer  ancora intenta a raccogliere le testimonianze degli abitanti del posto in merito al misterioso incendio che ha distrutto la bella casa di Mister e Mistress Harold Angstrom, a Penn Villas.
Una ragazza, Mill Jiss Pendleton,
Una ragazza. Miss Jill Pendle-ton, anni 18 di Stonington, nel Connecticut, ospite nella casa,  morta asfissiata dal fumo dell'incendio. Ogni tentativo per salvarla, da parte dei solleciti pompieri,  stato inutile.
Trasportata al Sister of Mercy Homeo
Trasportata al Sisters of Mercy Homeopathic Hospital di Brewer, Miss Pendleton v' giunta cadavere.
Un uomo, che a quanto pare  stato visto nelle vicinanze dell'abitazione, certo Hubert Johnson, con ultimo indirizzo in Plum Street, viene ricercato per essere interrogato. Mister Johnson  anche conosciuto come Skeeter e a volte dichiara che il suo cognome e Farnsworth.
Il capo della brigata dei pompieri di Furnace Township, Raymond Buddy Fessier, ha dichiarato al cronista del VAT: Il fuoco  stato appiccato, di questo sono perfettamente sicuro, ma non abbiamo trovato tracce di bottiglie Molotov n niente del genere. Non s' trattato del solito tipo di sabotaggio.
I vicini sono meravigliati e stupiti dell'incidente, e riferiscono che nella casa non v'era nulla di insolito, a parte la presenza di un negro ritenuto
...
Pajasek gli batte sulla spalla.
Se  mia moglie, dice Coniglio, mandala a quel paese. Dille che sono crepato.
Non  per il telefono, Harry. Ho bisogno di parlarti a quattrocchi. Se permetti.
E' quel se permetti che d a Harry un brivido lungo tutta la schiena. Pajasek sta imitando qualcuno pi su di lui. Si chiude poi alle spalle la porta a vetri opachi del suo ufficio, lasciando fuori il frastuono, e, con un lieve tonfo, si mette a sedere alla sua scrivania. Allarga lentamente le dita sulla gran quantit di fogli macchiati d'inchiostro che vi sono raccolti. Altre brutte notizie, Harry, dice. Ce la fai?
Proviamo.
Mi rompe a morte rifilarti anche questa, dritto dopo la rogna che t' capitata con la casa, ma le parole non servono. Niente pi  sicuro, rimane quello che . Su in alto hanno deciso di trasformare la Verity in tutto un impianto offset. Continueremo a tenere una vecchia pressa per il lavoro ordinario, ma quelli del "Vat" dicono che o escono in offset o si fanno stampare il giornale a Filadelfia. Sono anni che se ne parla. In questo modo saremo in condizioni di stampare altri periodici, ci sono alcuni nuovi giornali che stanno per uscire a Brewer, tutta schifezza ai miei occhi, ma la gente li compra e la legge li permette, e quest'. Da come sospira,  chiaro che crede di essere stato chiaro. Vista dall'alto, la sua fronte  sferica; le rughe preoccupate si diradano verso l'orizzonte del cranio, dove iniziano i capelli color rame chiaro, pochi ciuffetti riportati dritto indietro.
Coniglio cerca di aiutarlo: Cos niente pi linotype, vero?
Pajasek alza gli occhi e lo guarda stupito; poi alza le sopracciglia e le abbassa e c' un momento di sferica distensione, con un lungo, limpido riflesso dei tubi fluorescenti sul soffitto. Credevo d'essere stato chiaro. Fa parte del cambiamento tecnico, e in questo c'entra il fatto economico. Con l'offset, lavori tutto su film, col metallo rovente non hai pi niente a che fare. Quel tubo a raggi catodici, perdio, trasmette duemila righi al minuto, vale a dire tutto il "Vat" in sette minuti. Terremo alcuni degli uomini e li addestriamo per il nuovo lavoro, ci siamo gi accordati col sindacato, ma  un sacrificio, Harry, credimi, dal punto di vista della gestione. Purtroppo tu stai gi in coda all'elenco. Niente a che vedere con la tua vita privata, questo sia chiaro:  solo questione di anzianit. Tuo padre  sicuro, e anche Buchanan, Cristo, se lo licenziassimo avremmo addosso ogni fetente di comitato cittadino. Ma non  cos che sistemerei io le cose. Se venissero da me gli direi chiaro e tondo, quello l  mezzo sbronzo dalle undici in poi d'ogni mattina, e sono tutti cos, preferirei avere un deficiente sciancato, purch bianco...
Okay, dice Coniglio. Quando smetto?
Harry, questo mi brucia assai. Hai imparato il mestiere e ora ti levano la sedia da sotto. Magari uno dei quotidiani di Brewer ti piglia, magari salta fuori qualcosa a Filadelfia o a Allentown, bench con i giornali che chiudono o riducono la tiratura in tutto lo stato c' pi o meno un po' di difficolt in questo mestiere per il momento.
Me la caver. Cos'ha fatto Kurt Schrack?
Chi?
Hai capito, il tipo dello "Schockelschtuhl".
Cristo, quello l. Ma  un secolo fa. Che io ricordi, si compr una fattoria nel nord della contea e alleva galline. Se non  gi morto.
Gi, credo che morire sia la cosa pi conveniente. Dal punto di vista della gestione.
Non parlare cos, Harry, mi brucia assai. Riconoscimi almeno un po' di sensibilit. Tu sei un torello giovane, cristiddio, gli anni migliori li devi ancora campare. Vuoi un consiglio paterno? Manda a quel paese questa contea. Vattene da questo casino, dimentica quella troia che hai sposato. Senza offesa.
Senza offesa. Ma, parlando di Janice, non puoi fargliene una colpa, neppure io sono stato questo grand'uomo. E non posso andarmene da nessuna parte, ho il figlio.
Il figlio. Figurati. Tu non puoi continuare a fare questa vita. Tu devi cominciare a ragionare partendo dal Numero Uno. E per te il Numero Uno sei tu, non il ragazzo.
Questo non  esattamente quello che si prova, risponde Coniglio, poi capisce, dall'improvviso brillio sulla sfera della testa di Pajasek, chino a studiare le bozze macchiate sulla sua scrivania, che il polacco in effetti non ha nessuna voglia di parlare: vuole solo che se ne vada. Cos chiede: E allora, quando tolgo mano?
Pajasek dice: Avrai la paga di due mesi pi i profitti che hai accumulato, ma il nuovo macchinario arriva questo fine settimana, pi presto di quando pensavamo. Oggi si fa tutto pi presto, tutto  pi veloce.
Tranne me, dice Coniglio, e se ne va. Nell'abbaglio di luce della tipografia, suo padre si gira sulla sedia davanti alla sua macchina e gli fa segno col pollice abbassato. Coniglio conferma, anche lui col pollice abbassato. Poi, finito il lavoro, mentre s'avviano insieme per la Pine Street, sentendosi fantasmi nella cruda aria esterna, dopo la loro giornata d'immersione nella fluorescenza, il padre dice: Ho visto quegli avvisi battuti a macchina appuntati alla parete, ora alla Verity, su in alto, c' tutta una nuova filosofia, il figlio di uno dei soci  uscito dalla scuola commerciale con la testa piena di merdaglia. Ho detto a Pajasek: 'Perch tenete me? Mi manca meno di un anno alla pensione.' E lui: 'Proprio per questo.' E allora gli ho detto: 'Perch non mandate via me e date il mio posto a Harry?' E lui: 'Stesso motivo.' Naturalmente anche lui ha la strizza. L'economia di tutto il paese ha la strizza. Nixon si sta preparando a diventare il nuovo Hoover, e questi marciatori della pace finiranno col chiedere a Johnson di tornare prima che il coglioncello gli fa asciugare tutti i conti in banca!
Ora il padre parla come non mai prima, quasi volesse tenere occupata la mente di Harry; non molla, come fosse la voce della ragione. Tre giornate orribili, quelle. Per tutta la domenica, non avendo mai chiuso occhio,  andato avanti e indietro per Brewer, tra Mt. Judge e Penn Villas, attraverso quell'emicrania collettiva e municipale della sfilata del Columbus Day. L'idillio monocromo di quella mattina presto, Skeeter che si riduceva a una macchia scura contro campi scuri, s'era trasformato in un incubo in quadricromia: musica marziale, tubi di scappamento pulsanti, ragazze con le gambe da fuori piroettanti e lampeggianti, tamburini iridescenti che battevano sulla membrana tesa del suo stomaco vuoto, macchine bloccate nelle strade laterali, greggi di Cavalieri di Colombo, veterani delle guerre marcianti, bandiere americane. Nella confusione di quella mostruosa celebrazione, era poi andato a frugare tra le ceneri calde e portato via in camioncino inutili pezzi d'arredamento e oggetti macchiati e zuppi d'acqua, compresa una chitarra carbonizzata, fino al garage dietro la casa su Jackson Road. Non aveva trovato nessun portafoglio nel divano e nessuna valigia nera nell'armadio a muro. Lo scrittoio di Jill era poggiato contro la parete della quale era rimasto soltanto un pezzetto di un metro per due carbonizzato, e tuttavia lui aveva frugato anche tra quelle ceneri in cerca di qualche avanzo dei seicento dollari. A Jackson Road aveva anche trovato ad aspettarlo gli investigatori della societ assicuratrice e lo sceriffo di Furnace Township, un ometto anziano e tutto rubizzo, in bretelle e cappello di feltro floscio, a cui soprattutto premeva chiarire che la sua assenza sul posto e al momento dell'incendio non poteva in nessun modo essere sfruttata per nuocergli. Era anche sordo come una campana, e ogni volta che uno parlava, l nella stanza, si girava di scatto e ringhiava, allarmato: Mettiamo anche questo per scritto! Voglio che tutto sia chiarito e messo per scritto!
Peggio ancora, lui, Coniglio, aveva dovuto parlare alla madre di Jill per telefono. Era stata informata dalla polizia e il suo tono aveva fluttuato tra una garbata curiosit su come mai la figlia si trovasse a vivere in quella casa e una rabbia soffocata che cercava il suo sfogo: un fenicottero, nella sua voce, che cercava lo spazio per allargare le sue colorate ali e rinchiuso invece in un recinto di parziale comprensione. S, stava l da me, sin dal Labor Day, le aveva detto lui, al telefono gi al piano di sotto, nel buio soggiorno che odorava di lucido per mobili e delle medicine della madre. Prima aveva bazzicato per Brewer con certi neri che frequentavano un locale che in questi ultimi tempi hanno chiuso. Pensai che stesse meglio con me che con quelli l.
Ma la polizia ha detto che da lei c'era anche un negro.
S. Un suo amico. E' pi o meno comparso e poi scomparso. Ogni volta che era costretto a raccontare quella storia riduceva sempre di pi la parte svolta da Skeeter, cominciando col mentire sul fatto che quella mattina lo aveva accompagnato fuori citt, a sud, finch il giovane nero era diventato, nella sua visione retrospettiva, poco pi sostanziale di un'ombra dietro una sedia. Gli sbirri dicono che pu essere stato lui ad appiccare l'incendio, ma io sono sicuro che no.
Come fa a esserne sicuro?
Lo sono. Senta, signora...
Aldridge. E questo, il nome del suo secondo marito, al contrario del resto, l'aveva fatta piangere, l al telefono.
Lui s'era fatto largo tra i suoi singhiozzi. Senta, non mi  facile parlare, adesso, sono sfinito, mio figlio  nella stanza accanto, se potessimo parlare da vicino, forse potrei spiegarle...
Il fenicottero aveva provato un'ala, stendendola. "Spiegare"! Pu riportarla in vita spiegando?
No, certo che no.
Era ritornata garbata. Mio marito e io arriveremo in aereo a Filadelfia domani mattina, e noleggeremo una macchina. Immagino che dovremo incontrarci.
Gi. Dovr prendermi un permesso, l dove lavoro, oltre all'intervallo della colazione.
Ci vedremo alla centrale di polizia di West Brewer, aveva detto la voce lontana, con inaspettato tono deciso, un'improvvisa traccia d'autorit. A mezzogiorno.
Lui non c'era mai stato prima. Il municipio di West Brewer  un edificio, di mattoni con le cornici bianche, disposto diagonalmente su un prato d'erba e fiori, non lontano dall'alto manicomio, e in realt in origine era una dipendenza aggiunta del vecchio manicomio, una costruzione di granito eretta un secolo prima da uno dei baroni del ferro di Brewer. Tutto quel terreno aveva fatto parte di quella propriet. Dietro l'edificio neoclassico del municipio si stende una lunga baracca di cemento con tetto in lamiera ondulata; alcune porte erano aperte e lui, Coniglio, aveva visto degli autocarri, una macchina schiacciapietre, un'altra, nera, che sembrava un ragno, per stendere l'asfalto sulle strade e il gigantesco braccio che solleva un uomo in una gabbia per potare i rami degli alberi e far largo ai fili della luce. Tutti quegli apparecchi per la pulizia e la manutenzione della citt gli erano sembrati far parte di un mondo perduto di efficiente attivit; e aveva capito e sentito che non gli sarebbe stato pi concesso di rientrare e inserirsi in quel mondo. All'interno del municipio c'erano sportelli dove la gente pagava le bollette per i vari servizi pubblici, porte a vetri sulle quali in lettere d'oro erano annunciati il Deputato e l'Assessore e l'Economo. Frecce, anche d'oro, indirizzavano al piano di sotto, al Dipartimento di Polizia. Aveva scoperto cos troppo tardi che sarebbe potuto entrare in quell'ala seminterrata da una porta laterale, e si sarebbe risparmiata la vista d'una decina di impiegati municipali. Il poliziotto dietro la scrivania dal ripiano verde aveva una faccia familiare, ma gli ci era voluto un po' di tempo per ricordarsi delle basette: lo sbirro dall'aria perbene. Era stato poi guidato lungo un corridoio, passando davanti a stanze misteriose; in una brillava tutto un impianto radio, un'altra era piena di armadi-archivi, una terza aveva una scala di cemento che conduceva ancora pi gi. Le celle. La galera. Era stato preso dalla voglia di precipitarsi laggi e di nascondersi per sempre, ma l'avevano fatto entrare in una quarta stanza, con un tavolo verde marcio e sedie metalliche pieghevoli. C'era il capo col naso ammaccato, l dentro, e una donna che, sebbene chiaramente sfinita e impedita da pillole nel parlare, era chiaramente del Connecticut. Aveva pi tono, pi sale nei suoi modi d'una donna della Pennsylvania. I capelli non erano tanto grigi quanto ingrigiti; il vestito era nero. La faccia assorta e sottile Jill doveva averla presa dal padre, perch sua madre aveva tutt'altro tipo di faccia, pi o meno tonda e avida, con labbra sporgenti che in altri momenti, pi spensierati, dovevano essere ingorde. Lui aveva dovuto allontanare il pensiero, ispiratogli, d'una cagnetta ringhiosa: occhi scuri distanti tra loro, un accenno di doppio mento, un filo di perle intorno al collo. "Belle zinne", aveva detto Jill, ma il petto abbondante e imbracato, della donna, eccessivo per la sua altezza, ch'era quella di Jill, aveva fatto pensare a lui, Coniglio, in quel momento di asessuato e luttuoso incontro, a un'imbottitura, all'obbligatoria imponenza di un'uniforme. E s'era pentito di non aver mai elogiato abbastanza Jill per il suo petto infantile e le spallucce deboli, di cui lei invece aveva vergogna e disprezzo, e che erano invece morbidi e soffici sotto le labbra di lui, pi che soffici, e abbondanti, com' abbondante la grazia, che non misuriamo ma consideriamo una presenza che abbonda. In quella nebbia di confusione, aveva sentito i grugniti del capo che faceva le presentazioni: Mister e Mistress Aldridge. E s'era allora ricordato dell'avvocato nella cantata in rima di Jill, ma l'uomo gli era sembrato del tutto insignificante, e cos aveva avuto occhi soltanto per la donna, per quella reincarnazione all'incontrario di Jill. Aveva la calma, la compostezza di Jill, ma con un'impressione di minore fragilit; anche quella sua maniera disperata di tenere le braccia abbandonate lungo i fianchi, sperduta, era tipica di Jill. E s'era chiesto: E' gi stata a identificare il cadavere? Cosa era rimasto oltre alle ossa bruciate? I denti. Un braccialetto. Un ciuffo di capelli color carne. Salve, le aveva detto. Non ne posso pi di tutto questo.
Ss-. I suoi occhi chiari avevano scavalcato la testa di Coniglio. Al telefono, mi sono comportata da sciocca, mi aveva parlato di spiegazioni.
Di questo le aveva parlato? E cosa mai pensava di spiegare? Che non era stata colpa sua? Nelson invece pensava che lo era. Perch l'aveva accolta in casa? Ma non aveva dove andare. Perch se l'era fatta? Ma la vita  questo, sesso, fuoco, respiro, tutta una combinazione di ossigeno, siamo tutti e sempre sul punto di esplodere, saltare in aria, come ci insegnano le finestre di quel manicomio. S'era sforzato di ricordare. Lei mi aveva chiesto di quello Skeeter, perch sono sicuro che non  stato lui ad appiccare l'incendio.
S. Perch ne  sicuro?
L'amava. Tutti l'amavamo.
E tutti l'usavate?
Pi o meno.
Nel suo caso, strana precisione, la meticolosit della donna di mondo che si muove a suo agio, le vocali arrochite dalle sigarette e dal whisky stemperato da quotidiani cocktails al sole, come concubina?
Lui aveva immaginato cosa potesse significare quella parola. Non ho mai approfittato, aveva risposto. Io avevo casa e cibo. Lei aveva se stessa. Davamo quello che avevamo.
Lei  una bestia. Ogni parola fin troppo distinta. Quella frase le era rimasta conservata in mente ed era andata a male, era risultata fuori luogo.
Okay, certo, aveva ammesso lui, rifiutandosi di offrirle l'occasione di spiccare il volo, di lasciare che il fenicottero della rabbia le sfuggisse dal viso, strillando. Il tipo insignificante alle spalle della donna aveva tossicchiato e s'era agitato sulla sedia, preparandosi a sentirsi imbarazzato. Lui, Coniglio, s'era invece sentito le viscere sospese nel vuoto e trasparenti, come un tempo prima d'una partita. Doveva affrontare quella donna come non aveva mai affrontato sua figlia. Jill era stata troppo vecchia per lui, troppo saggia, perch nata tanto tempo dopo. Quella botoletta, invece, con quei capelli sale e pepe, i soldi e, in pi, quella voce roca da donna di mondo, era della sua generazione e lui sapeva, capiva esattamente cosa voleva. Non voleva avere a che fare con la sofferenza, voleva divertirsi ancora, di pi, e non essere biasimata. Infine, voleva non doversi mai giustificare davanti a nessuna commissione celeste. In quel momento, per, voleva anche cancellare il feroce miracolo della figlia eliminata e distrutta. La signora Aldridge s'era toccata le guance in un gesto giovanile, poi aveva abbandonato le braccia, pesantemente, lungo i fianchi.
Chiedo scusa, aveva detto. Esistono sempre... certe circostanze. Volevo chiedere, non ha lasciato... qualcosa?
Qualcosa? E aveva rivisto ossa annerite, scorci di denti, braccialetti fusi. Aveva pensato ai braccialetti che portavano un tempo le ragazze a scuola, catenine con targhette per i nomi, Dorene, Margaret, Mary Ann.
I suoi fratelli mi hanno chiesto... qualche ricordo...
Fratelli? Lei lo aveva detto. Tre. Uno dell'et di Nelson.
La signora Aldridge aveva suggerito, lei stessa stupefatta, sperando di aiutare: C'era una macchina.
Aveva venduto la Porsche, aveva risposto lui, a voce troppo forte. L'aveva fatta andare senz'olio e il motore s'era bruciato e lei l'aveva venduta come rottame.
Quel tono alto l'aveva allarmata. Harry era ancora indignato per lo spreco della Porsche. La signora Aldridge s'era subito tirata indietro, protestando: Jill amava quella macchina.
Non l'amava, invece, non amava niente che noi avremmo amato, avrebbe voluto risponderle, ma lei forse sapeva pi di lui, era stata presente quando Jill aveva visto la macchina la prima volta, nuova e bianca, il regalo di pap. Alla fine s'era ricordato di un ricordo. Una cosa ho trovato, aveva detto alla signora Aldridge. La sua chitarra. E' tutta bruciata, ma...
La sua chitarra, aveva ripetuto la donna, e forse il fatto d'aver dimenticato che la figlia suonava l'aveva costretta ad abbassare gli occhi, le aveva fatto arrossire il viso tondo e aveva indotto l'uomo alle sue spalle a sporgersi in avanti per consolarla, un tipo insignificante come solo sanno essere i pubblicitari, con la giacca dal taglio impeccabile e nel taschino di petto un fazzoletto marrone rossiccio ripiegato tre volte, tre corni. Non m' rimasto niente, aveva aggiunto gemendo la signora Aldridge, non mi lasci neppure un "biglietto" quando and via. E dalla voce le era scomparsa quella raucedine, erotica nelle intenzioni, ed era diventata stridula e desolata; era Jill, che implorava: "Stringimi, aiutami, son tutta schifo dentro, e tutto mi crolla intorno".
Aveva voltato la testa per non vedere. Il capo, accompagnandolo fino alla porta laterale, gli aveva detto: La ricca troia, se avesse dato alla ragazza mezzo motivo per restare a casa sua oggi sarebbe ancora viva. Cose come queste ne vedo ogni settimana. Stiamo raccogliendo tutto il malseminato. Si tenga alla larga dalle schifezze, Angstrom, e abbia cura di s. Una paterna stretta, da allenatore, al braccio e lo aveva rispedito al mondo.
Che ne dici di un goccio alla svelta, pa'?
Non oggi, Harry, non oggi. Abbiamo una sorpresa per te a casa. Arriva Mim.
Sicuro? Quell'attesa di Mim  vecchia di mesi; lei continua a mandare cartoline, sempre con la fotografia di un nuovo albergo.
Sissignore. Ha telefonato a tua madre stamattina, sta a New York, e io ho parlato con tua madre a mezzogiorno. Avrei dovuto dirtelo ma avevi tante cose per la testa che ho pensato, meglio che gliela risparmio. Le cose succedono tutt'insieme, questa  la misteriosa verit. Diventiamo insensibili e il Signore ci punisce, cos funziona la Sua misericordia. Tu perdi la moglie, e poi la casa e in ultimo anche il lavoro, e Mim arriva lo stesso giorno che tua madre non riesce a chiudere occhio per via degli incubi, scommetto che sar rimasta in piedi tutta la mattinata a pulire per casa e vedere se ci rimaneva secca, e allora ti chiedi cosa ti aspetta ancora. Ma l'ha appena detto: la morte di ma' l'aspetta. L'autobus 16A traballa, romba e puzza di scappamento. Sul percorso per Mt. Judge ci sono meno neri che su quello per West Brewer. Lui, Coniglio, siede dalla parte del corridoio; il padre, vicino al finestrino, all'improvviso raschia e sputa. La saliva cola come una labile macchia sul vetro sporco. Cristiddio,  questo che mi scotta, spiega, e Coniglio vede che sono appena passati davanti a una chiesa, quella grande e grigia, presbiteriana, sull'angolo tra la Weiser e la Park: sulla sua gradinata sono raccolte alcune donne in cappotto, due giovani, con collarini, monache e scolari che recano cartelli e candele spente per protestare contro la guerra. E' il Moratorium Day, infatti. Io non ho molta stima per Coglioncello e non ne ho mai avuta, sta spiegando pa', ma povero diavolo, come presidente lui sta cercando di fare la cosa pi decente per noi laggi, per tirarcene fuori, per non farci crollare il tetto addosso, e questi buconi di predicatori tanto miopi da non vedere pi in l del pulpito t'organizzano queste processioni che servono soltanto a convincere quei piccoli rossi gialli di laggi che stanno vincendo loro. Se fossi Nixon tasserei a strafottere le chiese, cos toglierei anche un po' di peso dalle spalle dei povericristi. Quel caro Cushing lass a Boston deve valere un cento milioni solo lui.
Pa', loro dicono soltanto che bisogna smettere di uccidere.
Hanno convinto pure te,  cos? Uccidere non  la cosa peggiore che sta succedendo. Preferisco stringere la mano di un assassino che quella di un traditore.
Tanta passione, ora che lui non ne nutre nessuna, diverte Harry, lo fa sentire protetto, a suo agio, a casa sua. E' stata la sua salvezza, infatti, ritornare a casa. Lo stesso odore di muffa dei tappeti, lo stesso abbraccio d'aria calda quando apri la porta dello scantinato, la stessa scala angusta che porta sopra, con la stessa balaustra allentata che ha perso la sua fermezza e deve essere inchiodata e rinchiodata di continuo, che va seccandosi nella marea del tempo; lo stesso tavolo di cucina col ripiano bianco e i quattro posti consumati dove ciascuno di loro ha sempre mangiato. Gli  tornato l'appetito di piatti infantili: banane affettate su fiocchi d'avena, ciambellotti col velo di zucchero, anche se ora arrivano in scatola con la finestrella di cellophane invece che nelle buste di carta oleata, e carote crude e cacao, la sera. S'addormenta tardi, cos dev'essere svegliato la mattina per andare al lavoro; a Penn Villas, nella casa nella quale Janice non aveva mai finito di fare le tende, era sempre lui quello che il sole svegliava per primo. L, a Mt. Judge, la penombra familiare lo avvolge. Le distorsioni nel viso e nel discorso di ma', che quando andava a trovarla lo deprimevano, sono state rapidamente assimilate dalla costante realt della sua presenza, che ha superato tutti quegli anni in cui lui  stato assente e rimane la stessa met di cielo, la stessa porta che richiude lui dentro - come la porta esterna dello scantinato, di due pesanti met. Da ragazzo lui andava sempre ad accucciarsi sui gradini di cemento l sotto, ad ascoltare la pioggia. Lo scroscio di sopra sembrava dargli forma al cuore, risvegliandogli dolcemente la coscienza e mescolando il proprio suono al tramestio e ai passi della madre che lavorava in cucina. A tratti, lei pu ancora lavorare in cucina. La presenza di Harry in casa, sostiene, vale cento dosi di L-dopa.
L'unico punto nero, nuovo ma che rifiuta l'assimilazione,  Nelson. Incupito, rattristato, stranamente grande e sciatto, steso sul canap di vimini, il viso illuminato da un video di ricordi: nessuno di loro sa bene come comportarsi con lui. Non  Harry,  pi triste di quanto sia mai stato Harry, e tuttavia esige i privilegi e l'indulgenza che toccavano a Harry. Nell'ombre consunte di quella mezza casa su Jackson Road, povera di luce, gli Angstrom continuano a essere sorpresi dalla presenza dell'ingrato Nelson, lo perdono in continuazione: Dov' Nellie? Dov' andato il ragazzo? Il piccolo  di sopra o fuori? Sono le domande che loro tre si scambiano spesso. Nelson se ne sta nella sua stanza temporanea - la vecchia stanza di Mim - per ore ad ascoltare la musica rock-pop-folk abbassata a un volume che  un mormorio. Salta i pasti senza spiegare n scusarsi e sta raccogliendo in un album i trafiletti che i giornali di Brewer hanno dedicato al loro incendio. Coniglio ha scoperto quell'album il giorno prima, frugando nella stanza del figlio. Intorno ai ritagli sono disegnati con penne a sfera di vari colori segni della pace, croci taoiste, note musicali, arcobaleni psichedelici, quei ghirigori svolazzanti che un tempo venivano associati alla pazzia, prima di diventare di moda. Le fotografie, scure e arricciate, mostrano una casa mezza bruciata, la met bruciata, scura come un'ombra ma aggressiva, che si mangia l'altra met non bruciata, le travi del garage spezzate come fiammiferi in un portacenere. Guardando quelle foto, lui, Coniglio, avverte odore di cenere. L'odore  vero, non ricordato; nell'armadio di Nelson trova infatti la fonte: una chitarra carbonizzata. Per questo non l'aveva trovata nel garage quando l'aveva cercata per darla alla madre di Jill. La quale  tornata nel Connecticut adesso, lasciandola al povero Nelson. Il padre non capisce il figlio e vive con lui nella casa dei propri genitori come un fratello estraniato, perch troppo maggiore d'et.
...
.
...
Percorrendo a piedi la Jackson Road, lui e il padre notano una strana macchina posteggiata davanti al numero 117, una Toronado color indaco con la targa di New York, numeri neri su fondo giallo. Il padre accelera il passo; C' Mim! esclama. Ed  vero. E' di sopra, e quando loro oltrepassano la porta con i vetri colorati in alto, si sporge dal pianerottolo. Poi scende e rimane l con loro nel piccolo ingresso che odora d'umidit. E' Mim. Non . Sono anni che Coniglio non la vede. Salve, dice lei, e bacia il padre sulla guancia, un bacio asciutto. Neppure quando erano piccoli la loro  mai stata una famiglia di sbaciucchiatori. Avrebbe baciato il fratello allo stesso modo frettoloso, ma lui la trattiene, volendo sentire le centinaia di uomini che l'hanno stretta, sua sorella, alla quale lui cambiava i pannolini, che gli teneva il pollice quando andavano a passeggiare la domenica lungo il molo, che una volta, sullo slittino con lui, aveva gridato "Oh, ti voglio bene", coi pattini che fischiavano sulla scura neve solida, la strada soffocata dalla neve che ancora cadeva. Sorpresa dal suo abbraccio, Mim lo bacia di nuovo, un'altra beccata sulla stessa guancia, e poi, decisa, gli scosta le braccia. Esperta in questo. E' magra, non un etto di carne in pi ma tutta donna; dev'essere il nuoto, nelle piscine degli alberghi. Le ore piccole tagliano via il grasso affettandolo e il nuoto leviga quello che  rimasto. Sembra senza trucco, neppure rossetto, solo gli occhi, che non sono umani, egiziani, carichi di blu e rosso pavone, non soltanto disegnati ma ricreati e appesantiti da ciglia che lui s'aspetta che rimangano appiccicate tra loro da un momento all'altro, al prossimo sbattito delle palpebre. Quegli occhi meravigliosamente mascherati trasferiscono tutta l'espressione sulla bocca pallida; ogni sorriso accennato, ogni piegolina ironica, e ogni improvvisa e aperta risata, seguono quel che li ha preceduti con tanta rapidit che Harry immagina che un nastro perforato sia inserito nella testa della sorella e produca, rapido come immagini elettroniche, quell'alfabeto di espressioni. Il naso, l'unico punto debole in lei, che le ha precluso il cinema, che forse le ha precluso la fama,  ancora lungo con in punta quel mortificante ingrossamento sfaccettato identico al naso di ma'; ma ora che ha trent'anni e non diventer pi una bellezza sembra meno sconcio, in realt risparmia al suo viso la stucchevolezza e, tra gli occhi alla pavone e la bocca, le conferisce un'aggraziata aria dimessa. E' questo, immagina lui, deve aver accresciuto la sua attrazione sugli uomini, bench adesso dovr farsela con frequentatori di bar, carriere e matrimoni falliti, che vogliono soltanto calore, e non con gente di successo che ha bisogno soltanto di una donna da sfoggiare. Nello stile degli anni Sessanta, veste pagliaccescamente: pantaloni scampanati e a strisce orizzontali, come se fossero messi insieme con tre diversi tipi di percalle; camicetta a righine sottili, mascolina non fosse per le maniche a sbuffo; scarpe che nel colore e nella forma gli ricordano il becco di Paperino, e orecchini a cerchi di dieci centimetri di diametro. Gi quando andava a scuola le piacevano gli orecchini grandi; la facevano sembrare una zingara o un'araba e ora, con l'abbronzatura, a un'italiana. O a un'ebrea di Miami. I capelli sono costosamente arruffati in un color miele chiaro, ci che non gli offende la vista; dalla scuola superiore in poi non li ha mai portati del loro colore naturale, castano sciacquo lo definiva lei, quando lui se ne stava poggiato allo stipite della porta della stanza di lei e la guardava mentre si studiava alla specchio: Chiesarola.
Pa' si d da fare con le mani, a toccare la figlia, ad appendere la giacca, a spingere Mim nel tetro soggiorno. Quando sei arrivata? Direttamente dalla California? Hai volato diretto fino a Idlewild, ora hanno voli diretti, vero?
Pap, non lo chiamano pi Idlewild. Sono arrivata un paio di giorni fa, avevo delle cose da fare a New York, e poi son venuta in macchina. Il Jersey  emozionante, una volta passate le raffinerie. E' tutto ancora cos verde.
Dove hai preso quella macchina, Mim? L'hai noleggiata alla Hertz? Gli occhi umidi del vecchio brillano: il dinamismo della figlia, la sua maniera di affrontare il mondo.
Mim sospira. Me l'ha prestata un amico. Siede sulla dondolo di vimini e poggia un piede proprio sul puff di cui una volta, da ragazzo. Coniglio aveva sognato: lo aveva sognato pieno di banconote per risolvere i loro problemi. Il sogno era stato cos chiaro che era andato poi a frugare nel puff; il taglio cucito ancora si vede. L'imbottitura era di una sgradevole fibra pi morta della paglia.
Mim accende una sigaretta. Se la porta al centro esatto della bocca, sbuffa fuori ai due lati di essa due fili di fumo e guarda accigliata il fiammifero spento.
Il padre  incantato dalla scena, non ha parole. Coniglio le chiede: Come t' sembrata ma'?
In gamba. Per una che sta morendo.
T' sembrata sensata?
Molto. Chi invece non mi sembra sensato sei tu. Mi ha detto che cos'hai combinato negli ultimi tempi.
Harry ha avuto proprio un brutto periodo in questi ultimi tempi, interviene il padre, muovendo il capo come se volesse seguire il vortichio di quella ruota che  sua figlia. Oggi alla Verity, senti questa, gli hanno dato il benservito. Si son tenuti me e hanno buttato fuori un uomo nel fiore degli anni. Ho visto la nota appesa al muro ma non ho voluto essere io a dirglielo, toccava a loro, si scomodassero pure, quei disgraziati, un uomo gli dedica tutta la vita e per ricompensa ci guadagna un calcio nel sedere.
Mim chiude gli occhi e l'ombra della stanchezza degli anni le attraversa il viso. Dice: Pa', rivederti  stato proprio un grosso piacere, ma ora non te ne andresti di sopra a vedere se ma' ha bisogno di qualcosa? Forse vuole essere accompagnata al vaso, io gliel'ho chiesto ma con me ha ancora vergogna.
Il padre s'alza di scatto, obbediente, ma rimane un attimo piegato in avanti e dice, nel tentativo di spazzar via la rudezza della figlia: Voi due avete sempre parlato una lingua tutta vostra. Mary e io ci meravigliavamo sempre e io le dicevo sempre, 'Non esistono un fratello e una sorella attaccati l'uno all'altra come quei due.' Gli altri genitori ci parlavano sempre dei loro figli che litigavano, sai, e noi non capivamo di cosa parlavano, non ne avevamo la minima idea. Giuro su Dio in cielo che non vi abbiamo mai sentito alzare la voce. Sai, una quantit di ragazzi, a sei anni, quando nacque Mim, si sarebbero risentiti, abituati a vedere tutto sistemato e regolato per loro, all'invasione del nido: Harry invece no. Sin dagli inizi, da quella prima estate, potemmo affidarti a lui, lasciarti sola in casa con lui. Mary e io andavamo al cinema. L'unica maniera per dimenticarci dei guai a quel tempo, andarsene a un cinema. Sbatte le palpebre, fruga tra tutti quei fili in cerca di quello giusto da tirare. Giuro su Dio, siamo stati fortunati, dice alla fine, poi rovina tutto aggiungendo: Se si pensa alle cose che succedono agli altri. E se ne va di sopra. Le lacrime gli luccicano sul viso quando  di fronte alla lampadina accesa in cima alle scale.
Hanno mai avuto una lingua tutta loro? Lui, Coniglio, non lo ricorda, ricorda soltanto che stavano sempre insieme, in quella casa, una stagione dell'anno dopo l'altra, un anno di scuola dopo l'altro, a giocare sulla Jackson Road nel clima d'una vacanza dopo l'altra. Ognissanti, Ringraziamento, Natale, San Valentino, Pasqua, nell'odore e nella sensazione d'una stagione sportiva dopo l'altra, football, pallacanestro, atletica leggera; e poi lui era partito e Mim s'era ridotta a qualche accenno nelle lettere della madre, e quand'era tornato dal servizio militare l'aveva trovata cresciuta, piazzata davanti allo specchio, pronta per i ragazzi, e forse gi ne aveva qualcuno, che si tingeva i capelli e portava orecchini a cerchi; e poi Janice lo aveva portato via e tutt'e due avevano lasciato la casa, ch'era rimasta vuota di vite giovani. E ora son di nuovo l tutt'e due. Il fumo della sigaretta di Mim sembra sia ci di cui quella stanza ha e aveva bisogno da tempo, per cacciar via quegli odori di vecchio mobilio e malattia. Sta seduto sullo sgabello del piano; si sporge e allunga una mano verso di lei.
Dammi una paglia.
Credevo avessi smesso.
Anni fa. Non aspiro. Se non  erba.
Erba? Ti sei dato alla vita. Fruga nella borsa, grossa e chiara e a centone, che s'accorda con i pantaloni, e gli lancia una sigaretta. E' al mentolo, con un filtro complicato. E' facile ingannare la morte. Se le chiese non funzionano pu riuscirci un filtro.
Coniglio dice: Non so cosa facevo.
Lo credo bene. Ma' me ne ha parlato per un'ora. Nelle sue condizioni,  un bel parlare.
Cosa pensi di ma' adesso? Ora che hai il quadro completo?
E' una gran donna. Sprecata.
Be', tu sei meno sprecata?
Ho pi bisogno di finzione.
Non so, a me sembri in gran forma.
Grazie.
Cosa ti ha detto? Ma'.
Niente che gi non sai, solo che Janice la chiama in continuazione.
Sapevo anche questo. Ha chiamato un paio di volte la domenica. Non sopporto di parlarle.
Perch?
E' troppo fuori di s. Non dice una cosa sensata. Dice che chiede il divorzio e non mette mai mano, dice che mi fa causa per averle bruciato la casa e io le dico che ho bruciato solo la mia met. Poi dice che viene a prendersi Nelson e non viene mai e cacchiarola come vorrei che venisse.
Secondo te perch sarebbe fuori di s?
Perch secondo me sta perdendo tutte le rotelle. Probabilmente beve come una spugna.
Mim gli rivolge il profilo per spegnere la sigaretta nel piattino che serve da portacenere, a terra, sul tappeto. Perch vuole tornare. Mim conosce il mondo, pensa lui, con orgoglio. Dovunque tu vada, in qualunque direzione, lei c' gi stata. L'unica che non ha mai imboccata  quella per la quale s' avviato adesso Nelson e tutte quelle vecchie e superate che ormai la gente non segue pi. Mim ripete: Ti vuole indietro.
Me lo dicono tutti, risponde lui, ma a me non mi sembra mica tanto chiaro. Se vuole, sa dove trovarmi.
Mim incrocia le gambe nei pantaloni, allinea le strisce, e accende un'altra sigaretta. E' incastrata. L'amore per quel tipo  la cosa pi grossa che le  capitata, il primo passo fuori casa che ha fatto da quando ha affogato quella bambina. Diciamoci la verit, Harry. In questo buco, voi ragazzi ancora credete ai fantasmi. Prima di scopare dovete mettervi a posto con Mastro Seghetta o com' che lo chiamate. Per compensare il fatto di essersi lasciata andare lei ha dovuto fare le cose in grande. Cos. Ricordi quand'eravamo ragazzi quei barattoli con le caramelle dentro, l da Spottsie? Ci cacciavi la mano dentro per prendere la caramella e poi non potevi tirarla fuori col pugno chiuso. Se Janice molla per tirare fuori la mano perde la caramella. Lei vuole tirar fuori la mano, ma vuole anche la caramella, no, non  esatto, vuole l'"idea" che s' cacciata in testa della caramella. Cos. Qualcuno deve romperle il barattolo per conto suo.
Io non la voglio indietro ancora innamorata di quel piglianculo.
Invece cos te la devi prendere.
Quel figlio di puttana, ha persino la faccia tosta, tutto incravattato in quel suo costumetto fine, deve guadagnare tre volte quello che guadagno io, a bidonare la gente, ha anche la faccia tosta di fare il colombino. Una sera ci ritrovammo tutti in un ristorante con lui e io che discutevamo seduti di fronte del Vietnam e loro due vicini che giocavano a fica-ficuzza. Tra l'altro a te dovrebbe piacere,  il tuo tipo. Un gangster.
Paziente, Mim sta soppesandolo: un altro eventuale cliente al bar. E da quando, chiede alla fine, sei diventato questo sostenitore della guerra? Che io ricordo, ringraziasti il Padreterno d'essertela fatta franca con la Corea.
Non sostengo tutte le guerre, protesta lui, solo questa. Perch nessun altro la sostiene. Nessun altro la capisce.
Fammi capire anche a me, Harry.
E',  una specie di finta di testa. Per sviare l'altro, l'avversario. Per come va il mondo, ogni tanto devi pur fare qualcosa del genere, per tenerti in forma, per mantenerti un po' di spazio sgombro intorno, E' ricorso alle mani per illustrarle quel suo profondo concetto dello spazio. Altrimenti l'altro finisce che capisce ogni tua mossa e sei fottuto.
Mim chiede: Tu sei sicuro che esiste quest'altro tipo, questo avversario?
Certo che sono sicuro. L'altro tipo  il dottore che ti stringe la mano cos forte da farti male. "Io so il fatto mio". La follia comincia con quella stretta.
Non pensi che pu trattarsi solo d'un certo numero di tipetti che mirano a un po' pi di spazio di quanto gli concede il sistema in cui vivono?
Certo che ci sono quest'altri tipetti, ce ne sono miliardi, miliardi, milioni, troppo di tutto, ma c' anche quest'altro tipo, pi grosso, che vuole ficcarli tutti in un gran sacco nero. Se lui  pazzo, dobbiamo esserlo pure noi. Un poco.
Mim annuisce, una specie di dottore anche lei. Ci siamo, dice poi. Essere pazzi per essere liberi. La vita che hai fatto in questi ultimi tempi pare abbastanza pazza da doverti bastare per un po'.
Cos'ho fatto di sbagliato? Ho fatto lo stronzo del Buon Samaritano. Mi son preso in casa quegli orfani. Nero, bianca, gli ho detto saltate a bordo. Colore della pelle e fede non importano. Saltate a bordo. Pasti gratuiti. Sono stato la stronza della Statua della Libert.
E ci hai cavato una casa bruciata.
Okay. Sono stati gli altri. E' un problema loro, non mio. Io ho fatto quello che mi sembrava giusto. E ha voglia di dirle, raccontarle tutto, vuole che la propria lingua tenga il passo col proprio amore per quella sorella. Vuole piacerle, anche se avverte in lei l'ostacolo di una certa ottusit, di troppe conclusioni raggiunte, un muro morto al di l delle rovine. Le dice: Ho imparato certe cose.
Che vale la pena sapere?
Ho imparato che preferisco la scopata alla succhiata.
Mim si toglie una briciola, forse di tabacco ma la sigaretta ha il filtro, dal labbro inferiore. Mi sembra sano, dice poi. Poco americano, per.
E leggevamo libri. Ce li leggevamo ad alta voce.
Libri su che?
Non so. Schiavi, storia, cose cos.
In quel costume a strisce rosse da pagliaccio, Mim ride. Eri tornato a scuola, dice. Che tenerezza. Lei aveva sempre voti migliori dei suoi, anche dopo che aveva cominciato con i ragazzi: A e B contro i suoi B e C. A quel tempo la madre gli diceva sempre che le ragazze devono essere pi brave, giusto per rifarsi. Mim chiede: E cosa hai imparato da quei libri?
Ho imparato... guarda fisso in un angolo della stanza, perch adesso vuole essere preciso: vede una ragnatela sopra la credenza, che s'agita a un vento di soffitto che lui non avverte, ...che il paese non  perfetto. Gi mentre lo dice si rende conto che non ci crede, non pi di quanto in cuor suo crede che morir. E' stanco di spiegarsi. A proposito di tenerezza, dice, come va la "tua" vita?
"a va". E' francese e significa: va.
Ti mantiene qualcuno oppure  ogni sera uno nuovo?
Lo guarda e riflette. Un lampo di rabbia riflessiva trapela da sotto la maschera del trucco agli occhi. Poi sbuffa via il fumo, lo sbuffa via di nuovo, e sembra concludere: Dopotutto  mio fratello. Nessuna delle due cose. Sono una professionista, Harry. Faccio un mestiere. Non so descriverti come vanno le cose laggi. Come gente non  cattiva. Hanno le loro regole. Non sono regole molto interessanti, niente del genere di: 'Metti la mano nel fuoco e guadagnati la via del Cielo'; sono pi simili invece a 'Domani passati la mano sulla coscienza.' Gli uomini credono nello stomaco piatto e nei muscoli tesi e nella purificazione del sudore. Non vogliono portarsi addosso molto liquido. Li potresti facilmente definire puritani. I gangster sono puritani. Sono di mentalit ristretta e inflessibile, perch fuori dalla retta via non vivi. Un'altra loro regola  questa: Paga per quello che ti danno perch in tutto ci che  gratuito c' sotto un serpente a sonagli. Sono regole di sopravvivenza, regole per vivere in un deserto. E l questo , un deserto. Tieni bene gli occhi aperti, Harry, perch sta arrivando anche qui all'Est.
E' gi qui. Dovresti vedere il centro di Brewer,  un solo autoparcheggio.
Le cose che crescono, per, le puoi mangiare, e il sole  pi o meno ancora un amico. Laggi, invece, lo odiamo. Viviamo sottoterra. Tutti gli alberghi sono sottoterra, con qualche paio di finestre dipinte di azzurro. Il giorno ci fa schifo e quella che ci piace  la notte, soprattutto verso le tre, quando al tavolo dei dadi corrono le grosse cifre. Belle facce, Harry. Dure e impenetrabili come gettoni. Migliaia falliscono e rinascono senza la minima espressione. Sai cosa mi colpisce sempre laggi, quando guardo le facce? Come sono molli. Perdio, se non sono molli. E tu Harry, mi sembri tanto molle. Sei molle quando ti tieni su e pa'  molle quando si affloscia. Se non riusciamo a riportarti sotto Janice, anche tu ti affloscerai. Ora che ci penso Janice non  molle. E' dura come una noce. E' quello che non mi  mai piaciuto in lei. Scommetto che ora mi piacerebbe. Andr a trovarla.
Certo. Vacci, Potrete raccontarvi storielle. Magari puoi trovarle un posto laggi in California. E' un po' vecchiotta ma sa fare grandi cose con la lingua.
Questa ti rogna proprio, vero?
Nessuno  perfetto. E tu, invece? Hai qualche specialit o t'accontenti di quello che ti capita?
Mim si tira a sedere. Ti ha ferito davvero, non  cos? E s'abbandona contro la spalliera. Guarda Harry interessata. Forse non s'aspettava di trovare in lui una tale riserva di energico sdegno. Il soggiorno  buio bench i rumori che arrivano da fuori gli dicano che i ragazzi stanno ancora giocando al sole. Tu sei molle, gli dice, dondolandosi, come le lumache sotto le foglie cadute. Laggi, Harry non ci sono foglie. La gente si cura la tintarella. Ce l'ho anch'io, guarda. Si tira su la camicia a righini sottili e il suo ventre  marrone. Coniglio cerca d'immaginarsi il resto e si chiede se non si sar tinta di biondo miele anche la micia per accordarla con i capelli. Non li vedi mai al sole ma sono tutti abbronzati, con gli stomaci piatti. Il loro unico neo  che sono ancora molli dentro. Sono come quei cioccolatini che mangiavamo sempre, quelli con la crema dentro, ti ricordi come li attingevamo dalla scatola che ci regalavano a Natale quando andavamo al cinema, scartando quelli duri e le caramelle nel cellophane? Quegli altri li odiavamo, quelli di cioccolata scura tondi e duri dentro. Ma l la gente  cos. Imbarazza tutti, ma hanno bisogno di essere munti. Gli uomini hanno bisogno d'essere prosciugati, schiacciati come foruncoli. Se  per questo, anche le donne. Mi hai chiesto qual  la mia specialit,  questa, mungo la gente. Le cavo fuori quello che ha dentro. Pu essere un lavoro schifoso, ma di solito  pulito. Ero andata laggi perch volevo fare l'attrice e in un certo senso ci sono riuscita, solo che mi rivolgo a un pubblico di una persona sola per volta. Per certi aspetti,  pi intimo. Ma parlami un po' tu della tua vita.
Be', ho fatto da balia a quella macchina ma ora l'hanno tolta da mezzo. Ho fatto da balia a Janice ma lei ha preso e se n' andata.
La riavrai indietro.
Lascia stare. Poi ho fatto da balia a Nelson e ora lui mi odia perch ho fatto morire Jill.
E' lei che  voluta morire. Visto che siamo in argomento devo dire che  questo che mi piace nei ragazzini: cercano di ammazzarla, anche se per riuscirci finiscono con l'ammazzarsi.
Ammazzare cosa?
La mollezza. Il sesso, l'amore, me, ci che  mio. Stanno fuggendo. Non hanno compagni di gioco sotto i trenta anni, credimi. Stanno bruciando tutto con la droga, E ne verranno fuori puliti. Come, be', bacherozzi. E' cos che si vive nel deserto. Trasformandosi in bacherozzi. Per te  troppo tardi ed  un po' tardi anche per me, ma una volta che questi ragazzi hanno sfondato non si faranno pi uccidere. Niente pi li uccider. Vivranno a veleno.
Si alza; lui la segue. Nonostante sia alta e ingrossata dalla femminilit e dal trucco, la fronte di lei gli arriva al mento, Gliela bacia. Lei alza il viso, palpebre azzurre abbassate, per farsi baciare di nuovo. Le labbra mollicce di pa' sotto il naso sfaccettato di ma'. Le dice: Sei una simpaticona, e la bacia sulla guancia asciutta. Carta da lettere profumata. Un sorriso sulle guance di lei gli spinge indietro le labbra. Mim  lui, con le combinazioni un po' cambiate.
Lei gli passa una mano intorno al fianco e gli d dei colpetti sul rotolo di grasso che ha alla vita. Io mi do da fare, confessa Mim. Non creo tutto il casino che crea Coniglio Angstrom, ma nel mio piccolo mi do da fare. Lo stringe ancora pi a s e, legati a quel modo, s'avviano ai piedi delle scale, per andar su a consolare i genitori.
...
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...
Il giorno dopo, gioved, quando pa' e Harry tornano a casa, Mi' e ma' e Nelson sono gi in cucina, seduti al tavolo, e stanno prendendo il t e ridendo. Pap, dice Nelson, ed  la prima volta da domenica mattina che rivolge la parola al padre senza essere sollecitato, sapevi che zia Mim una volta ha lavorato a Disneyland? Ti prego, zia Mi', fagli Abraham Lincoln.
Mim s'alza. Quel giorno indossa una giacca a maglia, corta e grigia; nei calzoni neri le gambe risultano magre e ossute al ginocchio, le stesse gambe che aveva da bambina. Si piega in avanti dondolando, come per guardare su un leggio, tira fuori un immaginario pezzo di carta da un immaginario taschino di petto e lo tiene, tremando, un po' distante dagli occhi, in un punto in cui, se ci fosse, questi lo metterebbero a fuoco. Dalla gola le esce una voce che pare incisa su un nastro consumato; Or-sono or-mai sette a-anni fa...
Nelson quasi casca gi dalla sedia dal ridere. E tuttavia i suoi occhi attenti per un attimo controllano il viso del padre, per vedere come la prende. Coniglio ride, pa' emette un gorgoglio divertito e anche ma': l'espressione stupefatta e sciocca del suo viso diventa ancor pi sciocca, divertita. La sua risata ricorda a Coniglio quella di un bambino che ride non per lo scherzo ma per accodarsi alla risata degli altri, per adeguarsi ed essere umano in mezzo agli altri. Per non far spegnere quella risata, Mim tira fuori altre due tazze col piattino con quell'automatismo scattante d'una bambola di Disney a grandezza naturale, dondolando, muovendo il capo su e gi, poggiando una tazza non sul suo piattino ma sulla testa di Nelson, e persino, per continuare lo scherzo, versando un po' d'acqua bollente non nella tazza ma sul tavolo; l'acqua rivola, fumando, verso il gomito di ma'. Attenta, la scotti! dice Coniglio e afferra Mim e rimane colpito dal tono della carne di lei, che per lo scherzo  diventata di plastica, non  la sua carne,  una carne che potrebbe restare in qualunque posizione la metti. Spaventato, la scuote e lei ritorna umana, la sua efficiente sorella, che asciuga, va avanti e indietro tra il tavolo e il fornello, si prende cura di tutti loro.
Pa' chiede: Che tipo di lavoro ti faceva fare Disney, Mim?
Indossavo una specie di tenuta coloniale e guidavo la gente attraverso una replica di Mt. Vernon. Fa un inchino e con ambedue le mani, con gesto meccanico indica il vecchio fornello a gas con le sue incrostazioni e lo spioncino di mica spaccata sullo sportello del forno. Il pa-dre della nostra Patria, spiega con una dolce voce da idiota, non  ma-i stato effettivamente pa-dre.
Mi', hai mai conosciuto Disney personalmente? chiede pa'.
Mim continua a recitare. Il suo letto ma-tri-mo-nia-le, che vedete qui davanti a voi, misura da sponda a sponda un metro e sessantatr centimetri e mezzo e dalla testa ai piedi due centimetri meno di due metri, un letto gi-gan-tesco per quei tempi, quando in genere i si-gno-ri non erano pi grossi di uno scaldaletto. Ecco qui, prende uno schiacciamosche di plastica dalla parete macchiata dalle mosche, appunto uno scaldaletto.
Se volete sapere la mia opinione, dice pa', quasi parlando tra s e s, visto che non gli danno retta,  stato Disney pi che Roosevelt a impedire che il paese cadesse sotto i comunisti durante la Depressione.
Questi bu-chet-ti, sta spiegando Mim, tenendo sollevato lo schiacciamosche, sono di-segnati in modo da fare uscire il calore, affinch il pa-dre della nostra pa-tria non sof-fris-se il freddo quando si cacciava a letto con la sua a-ma-ta Martha. Ecco, Mim indica con tutt'e due le mani il calendario omaggio della Verity Press appeso alla parete, aperto alla pagina di ottobre, questa  Mar-tha.
Nelson sta ancora ridendo, ma  ora di smettere, e Mim smette. Bacia il padre sulla fronte e gli chiede: Come sta il principe di Pica, oggi? Ti ricordi, pap? Quando credevo che Pica fosse la citt dove c' la torre pendente?
A nord di Brewer, pi o meno, dice Nelson, non ricordo con esattezza dove, c' un locale che si chiama La Torre pendente di Pizza. Aspetta per vedere se la cosa diverte e bench gli adulti intorno al tavolo ridano per cortesia capisce che non lo  e chiude la bocca. Gli occhi tornano ad affossarglisi. Scusate.
Coniglio chiede, bruscamente: Dove vai, adesso?
Nella mia stanza.
Quella  la stanza di Mim. Quando gliela lasci?
Quando vuole lei.
Ma perch non te ne vai fuori? A tirare qualche calcio al pallone, a fare qualcosa di positivo, cristiddio. Lascia perdere questo autocompatimento.
Lascialo. Stare, interviene ma'.
Mim interviene anche lei: Nelson, quando mi mostrerai la tua famosa motoretta?
Non serve a niente, si guasta una continuazione. La studia: una possibile compagna di giochi. Mica puoi montarci sopra vestita a quel modo.
Laggi nell'Ovest, dice lei, tutti vanno in motocicletta in completo a maglia.
Sei mai stata in motocicletta?
Sempre, Nelson. Ero la madrina di un gruppo di Hell's Angels. Dopo cena andremo a dare un'occhiata alla tua motoretta.
Non  sua,  di un altro ragazzo, spiega Coniglio.
Dopo cena sar buio, dice Nelson.
Adoro il buio, risponde Mim. Rassicurato, il ragazzo se ne va di sopra, ignorando il padre. Coniglio  geloso. In tutti quegli anni dopo la scuola, Mim ha imparato ci che lui non ha mai imparato: come trattare la gente.
Ma' solleva la tazza del t, beve un sorso, la rimette gi. Un'esibizione pericolosa e coraggiosa. Dev'essere orgogliosa di qualcosa; Coniglio lo capisce da come sta seduta, tutta dritta, i muscoli del collo tesi. Ha i capelli spazzolati e tirati tutt'intorno alla testa. Lisci e quasi lucidi. Mim, dice la madre, oggi  andata a far visite.
Coniglio chiede: A chi?
Risponde Mim: A Janice. Alla Springer Motors.
Bene. Coniglio s'allontana dal tavolo, le gambe della sedia stridono. Che cosa ha detto quella scema?
Niente. Non c'era.
E dov'era?
Lui ha detto che era andata da un avvocato.
L'ha detto il vecchio Springer? La paura gli si insinua nello stomaco, l'addenta. La legge. La busta lunga e stretta e bianca. Eppure non gli dispiace l'idea che Mim sia andata laggi a piazzarsi, in uno di quei suoi costumi, davanti alla sagoma di cartone della Toyota: una bella coltellata al cuore dell'impero Springer. Mim, la loro arma segreta.
No, risponde la sorella, non il vecchio Springer. Stavros.
Hai visto Charlie? Be', come t' sembrato? Gi?
Mi ha portata a colazione.
Dove?
Non so, un certo locale greco nel quartiere nero.
Lui, Coniglio, non pu fare a meno di ridere. Gente morta o che muore tutt'intorno, non pu fare a meno di dirlo: Aspetta che lo dica a lei.
Mim dice: Non credo che glielo dice.
Pa'  lento a capire. Ma di chi state parlando, Mim? Di quella biscia che ha fatto girare la testa a Janice?
...
.
...
Il visto di ma' si tende; gli occhi le vengono quasi fuori, come se stesse soffocando, e tuttavia le labbra le si agitano per la contentezza. Sorpresi, tutti tacciono. Del suo amante, pronuncia alla fine. Coniglio avverte una pugnalata.
Pa' dice: Be', io ho tenuto la bocca chiusa durante tutto questo pasticcio, non credere, Harry, che non sono stato tentato a metter becco, ma me ne sono stato tranquillo, per me per un amante  uno che ama qualcuna nella buona e nella cattiva fortuna e da quello che mi risulta quel loffio pensa solo a una cosa. Al culo e al nome Springer. Scusate l'espressione.
Secondo me, dice ma' balbettando, sebbene il suo viso ancora brilli. Fa' piacere. Sapere che Janice ha.
Un culo, conclude Mim per lei. E a Coniglio sembra un peccato che quei due, pa' e Mi', stiano corrompendo ma' che  gi sull'orlo della tomba. Gelido, chiede a Mim: Di che avete parlato tu e Chas?
Oh, fa Mim, di cose. Fa scivolare le natiche in maglia gi dal tavolo di cucina, dove s' seduta con i piedi poggiati su uno sgabello. Sapevi che ha un reumatismo al cuore? Potrebbe saltarsene da un momento all'altro.
Magari, dice Coniglio.
Quei tipi l, dice pa', risistemandosi la dentiera, vivono fino a cent'anni e sotterrano tutti gli americani decenti e normali. Non chiedetemi perch va cos, il Signore deve avere le Sue ragioni.
Mim dice: A me  sembrato un bravo tipo. E anche molto intelligente. E molto pi civile riguardo a voi tutti di quanto siete voi con lui. Ha avuto molti riguardi per Janice, probabilmente  stato la prima persona che in trent'anni le ha prestato seriamente un po' di attenzione e l'ha trattata come essere umano. Trova molte qualit in lei.
Deve usare il microscopio, dice Coniglio.
Quanto a te, continua Mim, girandosi verso di lui, ti giudica il pi grosso pirla che ha mai conosciuto. Non riesce a capire perch se vuoi Janice indietro non vai a riprendertela.
Coniglio si stringe nelle spalle. Non credo nella forza. Non mi piacciono gli sport violenti.
Gliel'ho detto, che ho un fratellino delicato.
Non ha mai fatto male a una mosca se poteva evitarlo, tanto che addirittura mi preoccupava, interviene pa'. Come se avessimo una figlia e non lo sapessimo. Non  vero, ma'?
Ma' riesce a dire: No. Tutto maschio.
Ma allora, dice Charlie, prosegue Mim.
Coniglio l'interrompe: Siamo gi al Charlie.
Ma allora, dice, come mai  a favore della guerra?
Merda, dice Coniglio. E' pi stanco e impaziente di quanto immaginasse. Chiunque con un po' di sale in testa  a favore di questa maledetta guerra. Loro la vogliono, noi dobbiamo farla. Qual  l'alternativa, senn? Quale?
Mim cerca di calmare la furia crescente del fratello. La sua teoria, dice,  che a te piace qualunque cataclisma che ti procuri la libert. Fosti contento quando Janice se n'and e sei stato contento quando t' bruciata la casa.
Sar ancora pi contento quando tu smetterai di vedere quella biscia velenosa.
Mim gli lancia l'occhiata che deve aver messo a posto migliaia di uomini. E' il mio tipo. Come hai detto tu stesso.
Un gangster, giusto. Non mi meraviglio se laggi finirai all'obitorio a furia di scopare. Sai dove finiscono le marchette come te? Nei rapporti della polizia, quando prendono troppo sonnifero perch il telefono ha smesso di suonare, quando i gangster si trovano altre conigliette pi burrose e fresche. Tu sei nei guai fino al collo, sorella, e tutti gli Stavros di questo mondo non ti saranno di nessun aiuto. Sono stati loro a ridurti cos.
Ma-a', grida Mim, rivolgendosi per vecchio istinto al rudere di donna che, seduta l al tavolo di cucina, annuisce col capo. Di' a Harry di piantarlaaa! E Coniglio ricorda:  una balla che loro due non litigassero mai; litigavano, e come.
...
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...
Quando pa' e Harry tornano dal lavoro il giorno dopo, l'ultimo di lavoro per Harry, la Toronado con la targa di New York non  davanti casa. Mim arriva un'ora dopo, quando Coniglio ha gi messo le costolette della cena nel forno. Quando le chiede dov' stata, lei butta la sua grossa borsa che pare rappezzata sul vecchio canap e risponde: Oh, in giro. A rivedere i luoghi della mia infanzia. Il centro ora mette davvero tristezza, non trovi? Tutto autoparcheggi e neri con capelli a palla. E negozi di linoleum. Ho fatto una cosa divertente, per. Mi sono fermata in quel negozio sulla parte bassa della Weiser, quello che vende i giornali di sinistra, e ho comprato una libbra di noccioline. Credici o no, Brewer  rimasto l'unico posto dove ancora trovi delle buone noccioline col guscio. Calde. Gli lancia il pacchetto, brusca; lui l'afferra con la sinistra e mentre parlano, l nel soggiorno, mangia noccioline. I gusci li butta in un vaso da fiori.
E cos hai visto di nuovo Stavros?
Mi avevi detto di non vederlo?
Importa assai quello che ti dico. Come sta? Sempre con la mano sul cuore?
E' commovente. Non fosse che per come si comporta.
Figurati. Mi avete vivisezionato un altro poco?
No, siamo stati egoisti, abbiamo parlato solo di noi. Mi ha capita immediatamente. Eravamo appena a met del primo bicchiere quando lui mi guarda da dietro quelle sue lenti scure e mi dice: 'Tu bazzichi, vero?' Dammi una nocciola.
Lui gliene lancia una manciata, colpendola al petto. Indossa un vestituccio tutto tirato e abbottonato sul davanti, di una stoffa che sembra pelle di lucertola. Quando poggia i piedi sul puff lui le vede dritto fino al triangolo del collant. Esistono tre scuole: chi porta le mutandine sotto, chi le porta sopra e chi non le porta affatto. A quanto pare Mim appartiene a quest'ultima. I suoi gesti sono pigri e lenti; gli occhi languidi, nonostante il trucco brilli come se l'avesse applicato da poco. Ed  tutto quello che avete fatto? chiede Coniglio. Solo colazione?
Sssolo questo.
Ma che vuoi dimostrare? Credevo che eri venuta qui per aiutare ma'.
Per aiutarla ad aiutare te. Lei come posso aiutarla? non sono un dottore.
Be', apprezzo molto il tuo aiuto, a scoparti cos l'amico di mia moglie.
Lei ride, rivolta al soffitto, mostrando a Harry la curva a ferro di cavallo della sua mascella, da sotto, il brillante gonfiore della giugulare. Come se fosse stata tagliata da un coltello, la risata cessa. Studia il fratello con aria grave, impudente. Se potessi scegliere, chi preferiresti a letto con lui, me o lei?
Lei. Janice posso sempre averla anch'io, voglio dire almeno  possibile; te mai, invece.
Lo so, fa lei, allegra. Di tutti gli uomini al mondo tu sei l'unico proibito. Tu e pa'.
E che figura ci faccio?
Lei lo guarda fisso, cerca una risposta di una sola parola. Ridicola.
E' quello che pensavo. Ehi, porcaccia, davvero gli hai dato una botta a quello Stavros, oggi? O mi stai solo sfottendo? Dove sareste andati? Janice si sarebbe accorta che lui in ufficio non c'era.
Oh... avrebbe potuto dire d'essere andato a vendere una macchina o roba del genere, risponde lei, ormai seccata. O avrebbe potuto dirle di pensare ai casi suoi. E' cos che fanno gli uomini europei. Si alza e si tocca tutti i bottoni sul davanti di quel vestito di pelle di lucertola per assicurarsi che siano agganciati. Andiamo a trovare ma', aggiunge poi. Non t'affliggere. Da anni ormai mi sono imposta una regola, di non andare mai con un tipo pi di tre volte. A meno che non ci scappi una percentuale, a lasciarsi coinvolgere.
...
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...
Quella sera Mim li fa vestire tutti per andare fuori a cena, al ristorante che serve smrgasbord a sud di Brewer, verso il parco. Anche se ma' dondola un po' troppo la testa e incontra qualche difficolt a tagliare la crosta della sua torta di mele, tutto sommato se la cava bene e sembra felice: come mai lui e pa' non hanno mai pensato di portarla una volta fuori da quella casa? S'irrita per la propria stupidit e dice a Mim, sul pianerottolo, quando stanno per andare a letto - lei  tornata nella sua vecchia stanza e Nelson dorme con lui adesso - Tu sei proprio la Signorina Sistema-Tutto, vero?
S, gli ringhia lei, e tu sei proprio il Signorino Rovina-Tutto. E comincia a sganciarsi i bottoni l, davanti a lui, e chiude la porta della sua stanza soltanto quando lui le ha voltato le spalle.
Il sabato mattina Mim con la sua Toronado accompagna Nelson dai Fosnacht; Janice s' messa d'accordo con ma': lei e Peggy faranno non si sa cosa tutto il giorno con i ragazzi. Sebbene da Mt. Judge a West Brewer ci vogliano soltanto venti minuti in macchina, Mim sta via tutta la mattinata e torna a casa dopo le due. Coniglio le chiede: Com' stato?
Che cosa?
Via, sul serio, ci sa proprio fare a letto o  appena appena mediocre, alla luce della tua esperienza? Per un po' avevo pensato che doveva esserci qualcosa che non funzionava in lui, altrimenti perch s'aggrapperebbe a Janice quando potrebbe farsi tutte queste nuove lanzichenecche che stanno venendo fuori?
Forse Janice ha delle ottime qualit.
Parliamo di lui. Alla luce della tua esperienza. Immagina che per lei tutti gli uomini si siano fusi in uno solo, facce e voci, petti e mani, tutti fusi in una sola massa rosea e bisbigliante, come un tempo per lui il pubblico di quelle partite di pallacanestro era diventato una sola massa bianca e urlante che era il mondo. Della tua vasta esperienza, precisa.
Perch non coltivi il tuo giardino invece di andare in giro a zappettare in quello degli altri? gli chiede Mim.
Quando si volta il suo corpo diventa una specie di cancello, tutto a strisce orizzontali, il sedere a fasce arancioni.
Non ho nessun giardino, risponde lui.
Perch non l'hai mai curato. Tutti gli altri hanno una vita che cercano di cintare con delle regole. Tu invece fai solo quello che ti va di fare, e quando tutto salta in aria o crolla te ne stai l col muso lungo.
Cristiddio, esclama lui, sono andato a lavorare ogni giorno per dieci anni consecutivi.
Lei agita la mano. Perch ti andava di farlo. Era la cosa pi facile da fare.
Sai una cosa? Cominci a ricordarmi Janice.
Lei si volta, il cancello s'apre. Charlie mi ha detto che Janice  fantastica. Una donna davvero scatenata.
La domenica Mim rimane in casa tutto il giorno. Vanno a fare un giro nella vecchia Chevrolet di pa' fino alla cava, dove un tempo andavano sempre a passeggiare. I campi che sembravano sempre spruzzati di margherite bianche e poi ingialliti dalla virga-aurea sono veri e propri quartieri residenziali adesso; della cava rimane soltanto il grande squarcio grigio nel terreno. L'alto complesso di capannoni e scivoli nel quale lavoravano il cemento  scomparso, e l'ingresso della grotta in cui i ragazzi andavano sempre a nascondersi per mettersi paura tra di loro  bloccato ermeticamente da terreno spintovi da un bulldozer e lastre di lamiera ondulata arrugginite. Tanto meglio, riesce a dire ma'. Cose orrende. Succedevano qui. Uomini e ragazzi. Mangiano alla tavola calda tutta d'alluminio sulla Warren Street, con vista sul viadotto, e questa volta il pasto  meno un successo dell'altro. Ma' si rifiuta di mangiare. Non ho appetito, farfuglia, ma Coniglio e Mim pensano che sia perch i tavoli sono troppo vicini l'uno all'altro e il locale  pieno di luce e lei non vuole che la gente la veda muoversi goffamente. Vanno al cinema. Sulla pagina dei cinema del "Vat" sono annunciati: "Uomini e Cobra", "Un uomo da marciapiede", una doppia presentazione de "I depravati" e "Il circo" (Mai Prima Ragazze Han Fatto Giochi Simili!), un film svedese proibito ai minori e intitolato "S" e "Funny Girl". Quest'ultimo dev'essere pi o meno la solita roba, ma c' Barbara Streisand, ci sar musica. Arrivano in ritardo allo spettacolo delle sei e mezzo: ma' s'addormenta e pa' s'alza e si mette a passeggiare su e gi per la sala e a parlare con la maschera, in un bisbiglio cos penetrante che a un certo punto uno del pubblico fa: "Sttt". Quando escono, le luci fuori gi accese, un terzetto di teppisti lancia tali occhiate a Mim che Coniglio gli fa il gesto. Battendo le palpebre alla luce della strada, ma' dice: E' stato bello. Lei per. Era molto brutta. Brava per. E quel gangster. Lei lo sapeva che Nick Arnstein era un gangster. Lo sapevano. Tutti.
Buon per lei, dice Mim.
Non sono i gangster che stanno rovinando il paese, dice pa'. Se volete sapere la mia opinione, sono gli industriali. Le grosse fortune. I Mellon e i Du Pont, sono quelli i furfanti che dovrebbero mettere in galera.
Coniglio dice: Non fare il progressista, pa'.
Non faccio il progressista, risponde il vecchio, devi essere ricco per fare il progressista.
Luned, giornata nuvolosa,  il primo giorno a spasso di Harry. Si sveglia alle sette ma pa' va al lavoro da solo. Nelson va con lui;  ancora iscritto alla scuola di West Brewer e cambia autobus sulla Weiser. Mim esce di casa verso le undici, senza dire dove va. Coniglio scorre gli annunci economici sul "Triumph" di Brewer. Economo. Archivista. Apprendista Pittura a Spruzzo. Meccanico d'auto. Barista. Il mondo  pieno di lavori, anche con la Depressione di Nixon. Salta gli Agenti Assicurativi e Programmatori sino alla colonna dei Piazzisti, dopodich passa ai fumetti. Quel maledetto "Apartment 3-G" gli sembra ormai di vivere da anni con quelle ragazze, quando le vedr senza vestiti addosso? Il disegnatore continua a stuzzicarlo con spalle nude in stanze da bagno, gambe nude sullo sfondo con la cosa appena tagliata fuori, qualche rapida visione d'un reggiseno sganciato. Calcola: dopo i due mesi di paga della Verity gli restano trentasette settimane di sussidio, dopodich potr vivere con la pensione del padre. E' come morire di gi; non ti lasciano andare completamente sotto, ti tengono a galla in eterno con piccole trasfusioni, altrimenti saresti un imbarazzo per tutti loro. Scorre le notizie giudiziarie, non vede il proprio nome tra quello dei divorzi e se ne va di sopra dalla madre.
Sta seduta in mezzo al letto, con le mani poggiate tranquille sulla coperta imbottita, un lascito di sua madre. Anche la televisione  tranquilla. Ma' guarda fuori la finestra. Gli aceri. Hanno perso abbastanza foglie e cos l dentro la luce sembra addirittura violenta. Il triste odore  pi distinto: carne in decomposizione mescolato all'odore di menta delle medicine. Le hanno messe un cantero vicino al radiatore del termosifone, per risparmiarle di andare in fondo al corridoio. Per scuotere un po' quella sua vita, Coniglio si butta gi a sedere pesantemente sul letto. Lei spalanca gli occhi, con quella loro pellicola di pallore appannato; la bocca si muove, ma ne esce fuori solo saliva. Che succede? chiede lui ad alta voce. Come va?
Brutti sogni, riesce a dire lei. L-dopa agisce. Sul sistema.
Anche il morbo di Parkinson. Questa non attira nessuna risposta. Lui prova: Cos'hai saputo da Julia Arndt e da come si chiama? Mamie Kellog? Non vengono pi a trovarti?
Ormai. Non interesso pi.
Non ti mancano le loro chiacchiere?
Credo. Che si sono spaventate quando. E' risultato tutto vero.
Lui prova ancora: Raccontami uno dei tuoi sogni.
Stavo grattandomi pustole. Per tutto il corpo. Ho tolto una crosta e sotto. C'erano vermi, gli stessi. Di quando smuovi un sasso.
Accidenti. Quanto basta per tenerti sveglia. Contenta che Mim  qua?
Contenta.
Sempre piena di pepe, vero?
Si sforza d'essere. Allegra.
In buona forma direi.
Certezza per certezza, dice ma'.
Come?
E' in uno di quei programmi per ragazzi. Earl lascia l'apparecchio acceso per farmi guardare. Certezza per certezza.
S. Va' avanti.
La vita  carezza. Strato per strato, il destino  ingrato.
Lui ride, compiacente, scuotendo di nuovo letto e vita. Secondo te dove ho sbagliato?
Chi dice. Che hai sbagliato?
Ma'. Niente pi casa, niente pi moglie, niente pi lavoro. Mio figlio mi odia. Mia sorella dice che sono ridicolo.
Stai. Crescendo.
Mim dice che non ho mai imparato nessuna regola.
Non ne avevi bisogno.
Gi. In un qualsiasi mondo decente non avresti bisogno di tutte queste regole.
A questa lei non ha una risposta pronta. Lui, Coniglio, guarda fuori dalla finestra della madre. C' stato un tempo - l'anno dopo che era andato via, cinque anni dopo - in cui quella strada familiare con i suoi cocuzzoli all'antica, i suoi marciapiedi gonfiati e avvallati dalle radici degli aceri, i suoi muri di cinta di arenaria, le cancellate di ghisa e le case per due famiglie dalla facciata di mattoni e le cornici che imitavano la pietra grigia, eccitava Coniglio con la magia del fatto stesso che lui esisteva. Quelle superfici mondane avevano dato bianchezza alla sua vita; quel calice aveva contenuto il suo sangue; l era centrato l'universo, con ogni contorto ramo di acero pi importante di una galassia. Non pi. Jackson Road sembra ormai una strada come tante altre. Milioni di strade simili americane contengono milioni di vite, e le lasciano filtrare e mai notano n piangono la loro scomparsa, e decadono e marciscono e non piangono neppure la propria dipartita ma sorridono invece allo sfoggio ormai distrutto delle solite scarne facciate che hanno superato tutti i loro inverni. Per quanto profondi siano i rapporti spirituali di sua madre con quegli aceri, le forme serpentesche e vaghe degli aceri inflessibilmente fissate in quelle due finestre come la cornice del vetro sporco, non riusciranno a trattenere, neppure solo per un attimo, il destino di lei; n, se verranno abbattuti domani per allargare finalmente Jackson Road, lo sguardo fisso di lei, che li ha piantati entro se stessa, impedir la loro scomparsa. E l'ondata di nuova luce offuscher persino il ricordo che lei serba di essi. Il tempo  il nostro elemento, non un invasore frainteso. Che stupido, gli sono occorsi trentasei anni per cominciare a convincersi di questo. Distoglie gli occhi dalla finestra e dice, per dire qualcosa: La presenza di Mim in casa rende davvero felice pa'; ma mentre lui taceva, la madre, la testa abbandonata sul cuscino, le narici rosso sangue in confronto alle lenzuola, s' addormentata.
Se ne va allora gi in cucina a prepararsi un sandwich di burro di nocciole. Si riempie anche un bicchiere di latte. Ha l'impressione che tutta la casa sia in bilico e che i suoi passi possano scuotere la madre e farla precipitare nella fossa. Va gi nello scantinato e trova il suo vecchio pallone da pallacanestro e, ancor pi miracoloso, una pompa con la siringa dell'aria ancora avvitata al becco. Le cose restano fedeli, nella loro fragilit. Il canestro  ancora attaccato alla parete del garage, ma gli anni hanno arrugginito il cerchio di metallo e fatto allentare gli attacchi, cos ai primi tiri violenti il cerchio s'inclina e rimane storto. Ci nonostante, lui continua a saltellare e la mano gli ritorna. Su, piano, su piano. Immaginala saltare dritto al centro, dimentica che  un canestro. E' una giornata molto grigia e la luce  favorevolmente uniforme. Lui immagina d'essere ripreso in televisione; strano, guardando i professionisti in campo dal solo scatto dei loro corpi quando saltano capisci se faranno centro. Mim vien fuori, scende i gradini sul retro e si avvia sul viale di cemento verso di lui. Indossa un completo nero, semplice e con i risvolti larghissimi, con gonna fino al ginocchio. Un completo che deve piacere al greco. Vedova classica. Le chiede: E' nuovo?
'L'ho preso da Kroll's. Sono molto pi indietro che in California, ma le loro cose costano la met anche se sono serie.
Hai visto l'amico Chas?
Mim mette gi la borsa, si toglie i guanti bianchi e gli fa segno di passarle la palla. Quando andavano a scuola lui le dava sempre dieci punti di vantaggio su ventuno. Da ragazza lei era molto veloce nella corsa e se lui non si fosse accaparrata tutta la gloria avrebbe potuto fare molto di pi. Anche l'amica Janice, dice, e tira. Manca, ma non di molto.
Lui rilancia. Pi arcuato, le dice. Dove l'hai vista Jan?
Ci ha raggiunti al ristorante.
Avete litigato?
Non esattamente. Abbiamo bevuto martini e "retsina", sbronzandoci bene bene, tutt'e tre. Lei adesso riesce a essere abbastanza spiritosa, il che  una novit. Con gli occhi impiastricciati sbircia verso il canestro. Dice che vuol prendersi un appartamento, separarsi da Charlie, cos pu avere Nelson con s. La palla va a sbattere contro il cerchio, che trema e s'allenta.
M'opporr sino in fondo.
Non fare l'ammuffito. Non arriverete a questo.
Oh, no. Forse che non sei una fetente di saccentella?
Faccio del mio meglio. Un ultimo tiro. Il seno trasmette il proprio tremito ai risvolti della giacca allorch lancia in aria la palla sporca. Comincia a piovere, un'acquerugiola sottile. Se ci fosse stata una rete, la palla v'avrebbe frusciato contro.
Ma se c'era Janice come hai potuto dare una botta a quel Charlie?
Lei  tornata dal padre.
La domanda, nelle intenzioni di Coniglio, doveva essere brutale, non era prevista una risposta. Povera Janice, dice. Che impressione le fa essere scartata?
T'ho detto, non fare l'ammuffito. Domani me ne parto. Charlie lo sa e anche lei lo sa.
Mim. Non puoi, non cos presto. E loro? Indica verso la casa. Vista da dietro sembra un edificio alto, una rachitica facciata posteriore di legno, pece e fasciame, che contrasta con quella anteriore, sulla strada, solida. Li fai morire di crepacuore.
Lo sanno. La mia vita non  qui. E' laggi.
Laggi tu non hai niente, tranne una torma di ladroni arrapati e un'ottima possibilit di prenderti una malattia venerea.
No, invece, siamo puliti. Non te l'ho detto? Siamo tutti ossessionati dalla pulizia.
S, s. Mim. Dimmi un'altra cosa. Non ti stanchi mai di scopare? Voglio dire... per dimostrarle che la domanda  sincera, non brutale, ...io credo che mi stancherei.
Lei capisce e risponde con fraterna sincerit: In verit, no. Non mi stanco mai. Da ragazza credevo che ci si stancasse ma ora, da donna, vedo che in effetti non ti stanchi mai. Dipende da quello che facciamo. Dipende da quello che fa la gente. Certo, naturalmente qualche volta capita, ma anche allora c' sempre qualcosa di piacevole. La gente vuole risultare piacevole, non l'hai notato? Non vuole essere carogna. Per devi offrirgliene l'occasione.
All'aperto, i suoi occhi, con quel cerchio di trucco, sembrano pi giovani - le iridi dorate vicino alla pupilla, occhi scuri ereditati da chiss chi sperduto nel tempo, nella famiglia - di quanto dovrebbero effettivamente sembrare. Be', aggiunge, debolmente, e a lui, Coniglio, vien voglia di prenderle la mano, di lasciarsi guidare. Come fratello, una volta, lui aveva sempre paura che cadesse nella cava se le avesse lasciato andare la mano, e una volta gliel'aveva lasciata andare e lei era caduta, e ora  l che dice: Va bene, tutte le cose devono cadere. Mim ride e prosegue: Naturalmente, io non sono mai stata schizzinosa come te. Ti ricordi come odiavi quando le cose si mescolavano nel piatto, quando il sugo dei piselli toccava la carne e cose del genere? E quella volta che io ti dissi che tutto il cibo deve essere mescolato, come vomito, prima d'inghiottirlo, e per una settimana quasi non mangiasti?
Non lo ricordo. Stavros  davvero tanto bravo, di'?
Lei si china a raccogliere i guanti bianchi sull'erba. E' piacevole. Si frusta il palmo della mano con i guanti, studiando il fratello. Un'altra cosa dovresti sapere, aggiunge.
Cosa? Si fa forza, aspettandosi il peggio, il colpo che non lascer pi niente.
Sta piovendo. E, nell'acquerugiola che affievola la luce, corre via, veloce e gambalunga, su per il sentiero verso l'angusto cortile, su per i gradini della loro angusta veranda sul retro. Lui abbraccia la palla e la segue.
In casa dei genitori Coniglio non solo ritorna ai sandwich di burro di nocciola, alle tazze di cioccolata e poltrisce a letto quando i rumori di pa' e Nelson che vanno via si sono spenti, ma si ritrova anche a masturbarsi regolarmente. E' la stanza stessa che glielo impone; una stanza stretta e lunga che lui un tempo immaginava fosse una carrozza ferroviaria che veniva rimorchiata via nella notte. La sua unica finestra d su un passaggio senza sole tra le case. Da ragazzo, da quella stanza lui riusciva a vedere al di l del passaggio la tenda abbassata della stanza di fronte, che un tempo era quella della piccola Carolyn Zim. Gli Zim erano nottambuli. Certe notti, bench stesse tre classi dietro a lui, Carolyn andava a letto pi tardi di Coniglio, che si storceva tutto per scorgere tra gli spiragli di luce intorno alla tenda della stanza di lei qualche scorcio di corpo nudo. E premendo la faccia contro il vetro gelato accanto al suo cuscino riusciva anche a guardare, secondo una difficile diagonale, nella stanza dei signori Zim; cos una notte scorse un roseo viluppo, che poteva essere una copula. Quasi ogni mattina, per, all'ora di colazione, si sentivano gli Zim litigare, e puntualmente ma' si meravigliava di come mai durassero insieme quei due. Gente come quella per lo pi non ha quasi mai rapporti. A quel tempo quella stanza era piena di atleti, in genere giocatori di baseball, e le loro fotografie venivano dalle copertine dei quaderni di scuola, Musial e Dimag e Luke Appling e Rudy York. E per un po' c'era anche stata una collezione di francobolli; strano ricordo quello, il grande album blu con le copertine imbottite e i riquadri di carta oleata e le bustine anche di carta oleata piene di un mazzetto di Montenegro e Sierra Leone, timbrati. A quel tempo lui pensava che avrebbe visitato tutti i paesi del mondo mandando da ognuno alla madre una cartolina con quei francobolli. Era innamorato dell'idea di viaggiare, correre, era innamorato della geografia, dei parcheesi e dei safari e di tutti quei giochi in cui gettavi i dadi e muovevi. L'impressione di una carrozza ferroviaria era cos viva che quasi gli sembrava di vedere la fioca lampada a capo del letto, a forma di tulipano, tremare e oscillare al movimento sulle rotaie. E invece viaggiare era poi diventato un'interdizione nel gioco in cui era destinato a diventare bravo.
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Le copertine dei quaderni erano state infine tolte dalla parete quando lui era sotto le armi. I buchi lasciati dai chiodi erano stati verniciati. Il tulipano di vetro opaco era stato sostituito da un cerchio fluorescente che ora ronza e lampeggia. La madre ha trasformato quella stanza in un suo ripostiglio; una vecchia Singer a pedale, una pila di "Reader's Digest" e "Family Circle", una lampada a braccio il cui portalampada  rotto e appeso come la testa di un pollo trattenuta da un ultimo tendine, deprimenti riproduzioni di boschi inglesi e palazzi italiani in cui lui non  mai stato, la brandina pieghevole comprata da Sears nella quale ha dormito Nelson mentre Mim era l. Quando poi Mim se n' andata, marted, Nelson  ritornato nella stanza di lei, abbandonando il padre ai ricordi e alle fantasie. Ora per masturbarsi deve sempre pensare a qualcuno. Man mano che invecchi la gente vera, esistente, non  pi abbastanza eccitante. Ha provato a pensare a Peggy Fosnacht, perch  stata recente, e brava, tutto burro; ma ricordandosi di lei s' anche ricordato che non ha fatto niente per lei, non l'ha mai pi chiamata dopo l'incendio, non ne aveva nessuna voglia. Ha lasciato la Mustang nel seminterrato e le ha mandato le chiavi per Nelson, con la paura di vederla, con un biasimo per lei, perch l'ha sedotto, la bassa fiammella azzurra che le aveva fatto desiderare d'essere presa s'era allargata, diventando un incendio. Da ogni ricordo dell'incendio il suo pensiero si ritrae di scatto, bruciato. E neppure pu ricordare Janice; a parte la piega del fianco di lei sotto la sua mano, a letto, lei si confonde in un buio ingannevole dove lui non osa penetrare. Comincia cos a rievocare una robusta e rozza negra, grassa ma non cicciona, muscolosa e mascolina, con una traccia di baffi e un dente incisivo spezzato. Di solito lei gli sta sopra, accoccolata come un Buddha sorridente, e lentamente rotea le natiche sulle sue gambe. A volte si piega in avanti, in modo che i suoi grossi seni color cacao gli ciondolano sul viso come guantoni da pugilato con delle punte sensibili. Lui e questa robusta puttana si sono appena scambiati delle storielle, nella sua fantasia; lei sta ridendo e il buonumore gli sta penetrando dentro, e la stanza in cui si trovano non  una stanza ordinaria ma una specie di alto abbaino, forse un fienile, con delle lontane finestre rotonde che fanno entrare una luce polverosa e dei travi da cui pendono delle corde, quasi dei capestri. Bench lei di solito stia sopra e lui a volte cominci stando steso sulla schiena, immaginando che le proprie dita siano le labbra di lei, tuttavia nel momento culminante sempre si gira e spara contro il letto. Non  mai stato capace di sparare stando disteso sulla schiena; gli sembra troppo esplosivo, troppo pulsante, troppo blasfemo quand' verso l'alto. Dio  al suo lato, allargando le sue ali piumate come sopra una culla. Meglio voltarsi e mollarlo all'inferno. Bella e grossa ficona nera dalle labbra livide. Dente d'oro.
Quando questa allegrona di dea nera si rifiuta di apparire in maniera abbastanza vivida, nonostante le ripetute evocazioni, lui cerca allora di pensare, e immaginare, Babe. Durante la sua breve permanenza, Mim gli ha detto tra l'altro, quando lui ha finito il suo racconto, che una cosa avrebbe dovuto fare certamente, andare a letto con Babe; era un fatto scontato e, soprattutto, ci che il suo subconscio desiderava. Ma nella mente e ricordo di lui Babe ha degli stecchetti di dita fredde come avorio, e non c' un solo foro soffice in lei,  tutta guscio. E le grinze del viso sono state cotte da una saggezza che lo agghiaccia. Gli riesce poi meglio girare e proiettare tutto un film che non immaginare altre due persone: Stavros e Mim. Cosa facevano quei due insieme? Vede la Toronado scarlatta di lei avanzare su per la ripida Eisenhower Avenue e fermarsi al 1204. I due ne scendono, gli sportelli sbattono con un tonfo soffocato, entrano, salgono, Mim davanti. Lei non si volta neppure per un bacio preliminare, si spoglia immediatamente e in gran fretta. Si staglia contro la luce di mezzogiorno della finestra, disinvolta e a suo agio, le gambe che si toccano alle ginocchia, i seni con i loro capezzoli infossati e le aureole scabre (le ha visto il seno, spiandola) ancora infantili e non sviluppati, non avendo mai allattato un bambino. Stavros  invece pi lento nello spogliarsi, flemmatico, premuroso e badando sollecito al cuore, ripiegando i pantaloni perch mantengano la piega per quando ritorna alla commissionaria. Ha la schiena pelosa: scuri ghirigori di peli sulle scapole. Il suo affare  grosso, con venuzze come spaghetti, pesante ma implacabile nell'erigersi sotto l'efficiente stimolazione di Mim. E sente le loro voci allegre spegnersi; immagina nubi pomeridiane che oscurano le facce color seppia degli ancestrali greci sui tavolinetti ricoperti di pizzo; vede l'affare turgido dell'uomo, con la corda del muscolo della parte inferiore, inghiottito dalla conchiglia pellicciuta di Mim (no, lei l non  biondo miele), vede le dita avide e senza anelli di lei afferrargli e tirargli sollecita i testicoli, spingendoli verso il proprio affamato orifizio; e cos viene. Da ragazzo, aveva sempre avvertito come una specie di vuoto, di volo nello spazio, di leggero giramento di testa, ora invece  un rilassamento e abbandono mondano, come dopo uno sbotto di ira. Una serie di grida soffocate tra le sicure lenzuola, pietre lanciate contro una finestra sprangata. Nella calma che segue ode una tintinnante vibrazione musicale che lentamente s'identifica per l'apparecchio stereo della coppia scalza l, nell'altra met della casa.
Una sera, mentre lascia che il proprio corpo purgato sia trascinato nell'ascolto, Jill compare e si china su di lui a carezzarlo. Gira allora il capo per baciarla e lei scompare. Ma ormai l'ha svegliato,  stata la sua presenza; e attraverso questo squarcio nella morte di lei si precipitano mille particolari: viticci di capelli, storcimenti espressivi, la voce fievole di lei che trema e diventa stridula, mentre pizzica la chitarra. I pi piccoli particolari della sua persona che gli ispiravano una lieve ripulsa, i denti piccoli e grigi, le cosce grassotte, la levigatezza da mela del sedere a cuore, quel certo che di smorfioso e altezzoso della bocca a scaglie, il vestito mai lavato che era il suo preferito, tutto questo ora ritorna per trasformarsi nel corpo che lui ricorda. E ritornano le volte in cui lei si tuffava sul letto, immersa nella luce della luna, col suo giovane corpo che appena cominciava a sentire, i nervi ancora arricciati come foglie di felci in primavera, verdi, una durezza che lo repelleva ma che non era colpa di lei - il dono di se stessa era troppo nuovo - quell'angelo del suo corpo che prendeva ordini fedele come un cane, che leccava e avrebbe amato, aspettava di imparare le parole udendole pronunciare, desideroso di aprirsi. Le momentanee espressioni assorte del suo viso di nuovo tornano a infastidirlo. Quella sollecitudine filiale che lui l'aveva pregata di tener nascosta. Perch? S'era ritirato nella torpida indifferenza, per questo, e non voleva che lei lo tirasse fuori. Non era pronto, era rimasto ferito. Che il Ges nero se la prenda, lui ormai  stato convertito alla durezza di cuore: un milione di donne e lui uno solo. Cerca d'immaginare, di rivedere Jill e Skeeter come li vide effettivamente, ci che era stato bello, quella volta alla cruda luce della lampada, ma adesso, nella fantasia, lui s'alza dalla poltrona per unirsi a loro, per essere amante e padre di quei due, che si staccano di colpo come carta e inchiostro, vorticando per ritoccarsi ancora per qualche attimo. Jill di nuovo lo tocca mentre lui sta disteso sul letto della sua infanzia e questa volta non commette l'errore di voltare il viso ma, con molta cautela, alza la mano che teneva abbandonata lungo il fianco per toccarle le punte dei capelli l dove dovrebbero essere. Quando si sveglia e scopre la propria mano nel vuoto piange; il dolore gli cresce dentro sorgendo da uno stomaco in subbuglio, da una gola irritata, da occhi in fiamme; e ricordando il cieco e filiale verde erba di quelli di lei che guardano lui in cerca di qualcosa di pi di un rifugio, ecco che s'acceca, lascia sul lenzuolo macchie che non devono essere asciugate perch la mattina non saranno pi visibili. E tuttavia lei  stata l col suo fiato e la sua presenza. Deve dirlo a Nelson l'indomani mattina. E, presa questa decisione, si rilassa, si distende, lascia che la stanza, con quei suoi sobbalzi trasmessigli dall'allucinazione, venga agganciata a una locomotiva e trainata via verso occidente, verso il deserto, dove ora  Mim.
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Quella puttana, gli ha detto. Quante volte te la sei fatta?
Tre volte, ha risposto Charlie. E questo  stato tutto. E' una delle sue regole.
Il fantasma di quella conversazione perseguita ora Janice;  notte e non riesce a chiudere occhio. Quella strega d'una sorella di Harry  partita,  tornata al suo puttanaio, ma la sua influenza  rimasta in Charlie, come veleno, il contatto d'una malattia. Era cos perfetto tra loro due. Santiddio, nessuno gliel'aveva mai detto, n il padre n la madre n le insegnanti a scuola, nessuno gliene aveva mai fatto parola, solo il cinema aveva cercato di dirglielo ma non aveva potuto mostrarle, almeno non fino a poco tempo prima, quanto perfetto possa essere. A volte lei viene solo a pensare a lui, e a volte tra loro dura in eterno, bellissima la sua capacit d'essere lento, mormorandole continuamente cose, vendendola a se stessa. La chiamavano culardona e prima di Charlie lei non aveva mai capito perch, mica l'aveva davanti dove lei sempre impazziva perch Harry non riusciva a fare sfiorare le loro ossa n a darle la lunga frizione di cui lei aveva bisogno, cos che finiva sempre col prendersela con lei perch non stava con lui, no, l'aveva ben pi dentro, nel profondo, dove succedono i figli, dove tutto succede, e lei ricorda come fu con Nelson e la povera Becky, le dicevano di spingere ed era imbarazzante come sforzarti quando non vai regolarmente, ma poi il dolore le aveva messo tanto panico che non aveva pi pensato, n pi le era importato, a cosa veniva fuori, e quello che era venuto fuori era una piccola bambina, col viso tutto rosso e aggricciato come se fosse stata interrotta mentre faceva un'altra cosa, l dentro di lei. Caccialo dietro, aveva sempre detestato sentirlo dire alla gente, ed  ci che gli uomini fanno tra loro in carcere o sotto le armi, dove le uniche donne sono gialle che urlano lungo i bordi della strada con bambini in braccio o s'accoccolano dappertutto per i loro bisogni, disgustoso, ma cacciato dietro era quello che sentiva lei, e con Charlie  punto e daccapo. Lui la sta rifacendo dal niente, se la sta facendo da ogni parte, altra espressione che lei odiava, e tutto il sistema delle sue sensazioni  rinnovato, fango ma splendido. Oppure dopo, quando lei cerca di parlare di questo, di come lui la ricrea (a volte si sente come ferro rovente su un'incudine, da come lui batte), Charlie si stringe nelle spalle in quella sua maniera adorabile e pretende che sia qualcosa che tutti sappiano fare, un trucco come quello che fa con i fiammiferi per divertire i nipoti, porgendo loro l'ultimo rimasto in mano, invece della triste verit, che cio nessun altro in tutto il vasto (Harry si chiedeva sempre quanto vasto fosse il mondo, preoccupandosi di cose come la distanza delle stelle, il lancio lunare e il disegno dei comunisti di cacciare tutti in un gran sacco nero per non farli respirare) mondo all'infuori di Charlie  capace di farlo, che lei  stata fatta per lui sin dall'inizio del tempo, senza esagerazione. Quando ha cercato di descrivergli questo, di fargli capire come sono unici e sacri loro due, lui ha misurato uno spazio di silenzio con le sue magnifiche mani, e solo quei suoi pollici le tolgono addirittura il respiro, e s' scosso di dosso la domanda come un mantello dalle spalle.
Come hai potuto farmi una cosa simile?
Lui s' stretto nelle spalle. Non l'ho fatto a te, l'ho fatto a lei. E' lei che mi sono scopata.
Perch? Perch?
Perch no? Calmati, non  stata questa gran cosa. E' stata sfiziosissima a colazione, tutta pepe, ma appena ci siamo infilati a letto il termostato le si  spento. Come maneggiare della gomma bianca.
Oh Charlie. Dimmi, Charlie, dimmi perch?
Non imperversare su di me, tigre.
Lo ha costretto a fare l'amore. Gli ha fatto tutto. Lo ha adorato, ha voluto sfogare piangendo il proprio dolore per non poter fare di pi, per il fatto che i corpi sono strumenti studiati per troppi scopi. Bench abbia cavato dall'amante il suo seme, non  riuscita a cavargli una prova, una dichiarazione, che il suo amore per lei  assoluto quanto quello di lei per lui. Angustiata - lagnosa, assillante - gli ha detto: Sai che ho rinunciato a tutto per te.
Lui ha sospirato: Puoi riaverlo indietro.
Ho distrutto mio marito. E' su tutti i giornali.
A lui non importa.
Ho disonorato i miei genitori.
E lui le ha voltato le spalle. Con Harry, invece, era sempre lei che di solito voltava le spalle. Ed  anche complicato rannicchiarglisi contro,  troppo grande e grosso ed  come aggrapparsi a una roccia viscida perch coperta di peli. Per s'era scusato: Cara, sono sfinito. Mi sono sentito uno schifo tutto il giorno.
Come uno schifo?
Rotto dentro. A pezzettini.
E sentirlo scivolare lentamente nell'oblio del sonno l'ha tanto irritata che  saltata gi dal letto, nuda, e gli ha urlato contro gli epiteti che lui le ha insegnato facendo l'amore, ha spazzato via dal ripiano del cassettone una prozia e ha dichiarato e stabilito che qualsiasi uomo decente le avrebbe chiesto di sposarla, a questo punto, sapendo che lei non avrebbe accettato, e aveva fatto altre cose distruggendo la pace e la tranquillit dell'appartamento, che ora riverbera nella sua insonnia mentre il buio trema a ogni pulsazione dei fari delle macchine che incessantemente passano per Eisenhower Avenue, Dall'altra parte, sul retro, dall'appartamento di Charlie la vista  davvero inaspettata: una curva del Running Horse River come uno strappo in un tessuto, i gasometri color elefante sul terreno paludoso dalle parti dello scaricatoio e, intorno a una chiesa con due campanili azzurri gemelli che lei non aveva mai saputo che fosse l, un piccolo cimitero con croci di ferro anzich di pietra. Sul davanti, il traffico non cessa mai. Lei, Janice, ha vissuto vicino Brewer tutta la sua vita ma mai prima in Brewer, e credeva che tutti i centri urbani dormissero come la gente, e dunque era rimasta sorpresa nello scoprire che quella citt pulsa sempre per il traffico, come il cuore che anche nel sonno e nei sogni continua a ritmare il suo amore.
Si sveglia. Alla finestra le tende sono d'argento; la luna  una fredda pietra sopra Mt. Judge. Il letto non  il suo letto, poi si ricorda che invece  il suo da... quando? E' stato a luglio. Non sa perch dorme alla destra di Charlie; ha sempre dormito alla sinistra di Harry. Le lancette luminose dell'orologio elettrico dal lato di Charlie segnano le due passate. Charlie sta disteso con la faccia rivolta alla luna. Gli sfiora una guancia,  fredda. Accosta l'orecchio alla sua bocca e non sente respiro. E' morto. Decide allora che quello dev'essere un sogno.
Poi, a un tratto, le palpebre di Charlie sbattono come se lei le avesse toccate. I suoi occhi, nella vaga luce fredda, sembrano non vedere, privi di pupille. La luce della luna fa luccicare una goccia, una lacrima, nell'angolo dell'occhio dall'altra parte di lei. Manda un gemito e lei capisce che  stato questo a svegliarla. Un suono non emesso liberamente, ma prodotto da un complesso meccanismo gi nell'interno del petto. Vedendola sollevata su un gomito, Charlie le dice: Ciao, tigre. Fa male.
Cosa fa male, amore? Dove? Il fiato le esce dalla gola cos in fretta che brucia. Tutto lo spazio nella stanza, da un angolo all'altro, sembra un cristallo che un movimento sbagliato di lei pu mandare in frantumi.
Qui. Sembra che voglia indicarlo ma che tuttavia non possa muovere le braccia. Poi tutto il suo corpo si muove, s'agita, arcuandosi verso l'alto, come se fosse contorto da un qualcosa invisibile che  dentro di lui. Lei guarda in giro per la stanza in cerca dell'indicibile presenza che li tormenta e di nuovo vede le tende di pizzo stampato, con disegni a medaglioni, contro l'azzurro del lampione di strada e quello, riflesso, dello specchio del cassettone che rimanda sagome nere e quadrate di zie, zii e nipoti incorniciati. Il gemito si ripete, insieme con quell'inarcamento: un pesce dolorosamente uncinato al cuore.
Amore, non hai una pillola?
Lui pronuncia le parole a denti stretti: Le piccole, bianche. Scaffale in alto. Armadietto nel bagno.
La stanza affollata si scuote e si gonfia con il panico di lei. Il pavimento s'inclina sotto i suoi piedi nudi; la camicia da notte che ha indossato dopo aver fatto quella scenata le striscia, un rimprovero, sulla pelle infuocata. La porta del bagno non s'apre. Uno stipite la colpisce forte a una spalla. Non riesce a trovare il cordoncino della lampada e la sua mano palpita a tentoni nel buio; poi lo trova e le scappa via di mano e mentre aspetta che oscilli di nuovo indietro nel buio dall'altra stanza Charlie manda ancora un gemito, il peggiore finora, il pi straziante. Il cordoncino urta contro le sue dita e lei lo afferra e tira; la luce le martella gli occhi e lei se li sente affossare con tanta rapidit da provar dolore, e tuttavia non perde tempo a battere le palpebre, le tiene aperte per cercare le pilloline bianche. Nell'armadietto le si para davanti tutta la ricchezza di un uomo malato; e le pillole son tutte bianche. No, questa  aspirina, quest'altra  gialla e trasparente, quelle sono capsule che contengono un centinaio di piccole bombe da fare esplodere contro l'influenza. Ecco: devono essere queste; sebbene non vi sia etichetta sulla boccettina il coperchio di plastica a scatto sembra importante. C' una piccolissima scritta in rosso su ogni pillola, ma non ha il tempo di leggerla, le mani le tremano troppo. Devono essere quelle giuste; capovolge la boccettina sul palmo della mano e ne rotolano fuori cinque, no, sei, e lei si chiede com' possibile che stia a perder tempo a contare e persino a cercare di farne scivolare alcune di nuovo nella piccola bocca rotonda. Ma a questo punto il suo corpo pulsa talmente che le giunture le si sono bloccate. Si guarda in giro in cerca di un bicchiere; non ne vede nessuno, allora prende il coperchio quadrato della Water Pik e, stupidamente, fa scorrere l'acqua dal rubinetto aspettando che si raffreddi, bagnandosi la mano nel chiuderlo cos che le pillole s'attaccano, s'ammollano e macchiano la pelle tutta crepe in cui sono raccolte. Deve reggere il tutto, pillole e coperchio di Water Pik traboccante, con una mano per tenere l'altra libera e chiudere la porta del bagno, in modo da evitare che la luce colpisca Charlie. Il quale solleva la grossa testa di qualche doloroso centimetro dal cuscino e studia le pillole che le si stanno sciogliendo in mano e borbotta: Non queste. Quelle piccole, bianche. Fa una smorfia come se ridesse. Il capo riaffonda nel cuscino, i muscoli del collo s'irrigidiscono. I suoni che emette adesso sono saliti di un'ottava, suoni di donna. Janice capisce che non ha tempo per tornare a cercare le altre pilloline, capisce che ormai loro due sono al di l delle cose chimiche, sono spiriti puri, e lei deve compiere un miracolo. Il corpo le sembra diventato di piombo, si ricorda di ci che Harry diceva: che lei ha il tocco della morte. Ma una pressione da dietro, come una mano sulla nuca, la spinge a piegarsi in avanti con un grido acuto come i gemiti di lui; si china e preme contro il corpo che ha premuto tante volte contro il suo. Charlie  diventato un grande foro non meno largo di quanto lei col suo amore scatenato possa riempire. Vorrebbe che il proprio cuore passasse attraverso la parete delle costole e trasmettesse il suo ritmo a quello di lui. Charlie intanto stringe i denti. Perdio, e si tende tutto verso di lei, come se stesse venendo. E lei gli preme contro con grande calma, il suo corpo un'energia sufficiente il cui calore, umori e pulsazioni, sono possenti abbastanza da curare quella ferita che  un uomo intero, la lunghezza e la larghezza del suo corpo amato, la sua amata voce uniforme, le sue abili mani tozze e amate e i suoi vortici di peli amati e le sue unghie amate e l'amata scura borsa di pelle zigrinata della sua virilit e l'amata fragilit contenuta entro di lui come una grande minaccia contro di lei. Lei  una cascata d'amore che si riversa da livelli pi alti; si sente dissolversi pezzo per pezzo come una piccola diga di fango in una chiusa, sente il proprio cuore calciare come una preda intrappolata e lo tiene intrappolato. Sebbene lui sia diventato un demone, allargandosi in un foro pi ampio di una cava per poi raccogliersi tutto in una straziante spinta verso l'alto, puntuto e freddo come un ghiacciolo, lei non riesce a intenerirsi. S'allarga per contenere i bordi di lui, s'ammorbidisce per assorbire gli aculei del suo dolore. Non gli permetter di lasciarla. C' una terza persona nella stanza che l'ha conosciuta durante tutta la sua vita e l'ha guardata e difesa fino adesso; attraverso quest'altro paio d'occhi vede se stessa piangere, ode se stessa pregare - "Vattene, vattene" - il demone che sta agitandosi ora dentro il suo uomo. Vattene! esclama ad alta voce.
Il corpo di Charlie cambia tono. E' morto. No, origlia alla sua bocca per udire il sibilo del respiro. Un improvviso sudore imperla la fronte, le spalle, il petto di lui, il seno di lei, la guancia che lei ha premuto contro quella di lui. Charlie allunga le gambe. Esclama: Okay. Lei osa scivolar via da lui, gli rimbocca le coperte che lei ha scostato per scoprirgli il petto, gliele rimbocca fino al mento.
Vado a prendere le pillole giuste adesso?
Tra poco. Non ce n' immediato bisogno adesso: nitroglicerina. Quelle che mi hai portato erano di Coricidina, Per il raffreddore.
Lei capisce che quella sua smorfia doveva essere una risata, perch infatti lui adesso sorride. Ha ragione Harry:  una stupida.
Per cancellarle quell'espressione di dolore dal viso, Stavros le dice: Mi sento uno schifo. La pressione  peggio di un pugno. Non puoi respirare, muoverti peggiora le cose, ti senti il cuore. Come un animale che ti  entrato dentro. Pazzesco.
Avevo paura di lasciarti solo.
Ti sei comportata benissimo. Mi hai riportato su questa terra.
E lei sa che  vero. Quel marchio su di lei, di dispensatrice di morte,  stato cancellato. Come nell'amore,  stata resa trasparente e poi riempita di pace fino a diventare solida. Come dopo l'amore, fa un gioioso inventario del corpo di lui, avverte il sudore vivo sulla sua estesa pelle, fa scorrere un dito lungo la linea del suo naso.
Lui ripete: Pazzesco, e si tira a sedere in mezzo al letto, calmandosi, ansimando ma al sicuro sulla riva. Lei gli si rannicchia contro e, come una bambina, lascia che le lacrime scorrano. Assente, ancora muovendo le braccia con difficolt, lui giocherella con le punte dei capelli di lei che gli cascano sulla spalla.
Lei chiede: Sono stata io? Quella scenata per la sorella di Harry? Quel pugno che ti ho dato? Potevo ucciderti.
Niente affatto. Poi ammette: Ho bisogno di ordine, altrimenti la vita mi ammazza.
E la mia presenta qui  disordine.
Non importa, dice lui, non proprio negando; e le tira i capelli facendole scattare la testa.
Janice s'alza e va a prendere le pillole giuste. Erano l, proprio sullo scaffale in alto e sempre l erano state; lei invece aveva guardato sullo scaffale di mezzo. Lui ne prende una e le fa vedere come la mette sotto la lingua perch si sciolga. E mentre si scioglie fa quel movimento con la bocca che lei adora, le labbra spinte in fuori come se nascondessero una stecchetta di gomma masticante. Quando lei spegne la luce e gli s'infila accanto nel letto, lui si gira su un fianco per darle un bacio. Lei non risponde,  troppo colma di pace. Presto il lieve ritmo del suo respiro inconscio si leva dalla sua parte del letto; dall'altra, lei non riesce a dormire. Con tutti i nervi svegli fluttua in uno spazio costellato di ostacoli e illusioni. Gi di sotto, il traffico continua. Lei e Charlie galleggiano immobili sopra Brewer; lui dorme sul ventre, il cuore vuoto. La prossima volta potr non riuscire a mantenerlo in vita. I miracoli esistono ma non bisogna contarci sopra. Quell'amore che le  sbocciato dentro  stato un miracolo, l'unica cosa da fare perch rimanga  andar via. Gli spiriti sono insaziabili mentre i corpi ne hanno abbastanza. Lei ha avuto abbastanza, lui ha avuto abbastanza; di pi potrebbe essere troppo. Lei potrebbe cominciare a uccidere. Lui la chiama Tigre. Verso le sei l'aria si schiarisce. Vede l'ampia fronte quadrata di lui, i capelli, che stanno diradandosi, asciutti e scompigliati prima della pettinata del mattino, il naso di forma tale che sembra tradire una specie di vanit femminile, la bocca che anche nel sonno  come se tenesse il broncio, una scia di lumaca di saliva che gli rivola gi da un angolo. Angelo, poiana, Janice capisce che nel vasto volume del suo amore lei ha rinunciato all'unica possibile imperfezione, il suo stesso oggetto. E' cos avvolta dal proprio amore e sprofonda gi nella sua purezza, che rapidamente si dissolve, tutta piume.
...
.
...
La madre ha il telefono accanto al letto; dal piano di sotto. Coniglio lo sente squillare, poi smettere, ma passa del tempo prima che ma' gli faccia capire che  per lui. Ormai non riesce ad alzare la voce al di sopra di una specie di gorgoglio, ma ha un bastone, una canna nodosa e minacciosa che pa' ha portato un giorno a casa dal deposito dell'Esercito della Salvezza di Brewer. Picchia sul pavimento con quello finch attira l'attenzione. Quasi si diverte con quell'affare, agitandolo, picchiando. Tutta la vita, dice. Ho desiderato. Un bastone.
Coniglio sente il telefono suonare due volte e poi, dopo un po', i colpi del bastone; sta passando l'aspirapolvere sul tappeto del soggiorno cercando di aspirarne via un po' dell'odore di muffa. Nella stanza di ma' l'odore  ancora pi forte, la perversa vitalit del marciume. Ha letto da qualche parte che gli odori che avvertiamo sono solo una piccolissima frazione degli odori stessi che ci giungono alle narici, un fumo pi sottile. Ogni cosa ha la sua nube, il suo punto nero, quello di un fiore pi grande di quello di una roccia, quello di un moribondo pi grande del nostro. Ma' dice: E' per te. I cuscini su cui sta poggiata le sono scivolati dietro, cos sta quasi sbilenca. Lui la raddrizza e poich il nome Janice comincia con un suono difficile per i muscoli della sua gola,  lenta nel fargli capire chi .
Lui stava per prendere il microfono, si ferma di colpo. Non voglio parlarle.
Perch. No.
Okay, okay. E' imbarazzante doverle parlare l, con la voce di lei che gli riempie l'orecchio mentre ma' e il suo letto sgualcito gli riempiono gli occhi. Le mani dalle nocche livide della madre s'aprono e si chiudono, stringendo e abbandonando; i suoi occhi, fin troppo spalancati, sono posati su di lui in un inevitabile sguardo fisso, le iridi blu contornate da un sottile cerchietto bianco, come una caramella Life-Saver succhiata. Ebbene? dice a Janice.
Almeno potresti non essere subito sgarbato, dice lei.
Okay, sar sgarbato dopo. Voglio indovinare. Hai telefonato per dirmi che finalmente sei riuscita a raggiungere l'avvocato.
Janice scoppia a ridere. Era molto tempo che non la sentiva ridere, un timido rumore che cerca d'interrompersi a met, come uno yo-yo imbrogliato. No, dice, ancora non sono arrivata a tanto. E' questo che stai aspettando? E' pi difficile provocarla adesso.
Non lo so cosa sto aspettando.
Tua madre  l? O sei gi di sotto?
S. Di sopra.
L'avevo capito. Harry... Harry, sei l?
Certo, dove vuoi che sia?
Sei disposto a vedermi, in un posto qualsiasi? Poi aggiunge in fretta, per fargli capire che si tratta d'affari: Quelli dell'assicurazione continuano a chiamarmi, pare che la casa era propriet comune, dicono che tu non vuoi riempire nessun modulo. Dicono che dovremmo prendere una decisione. Per la casa, s'intende. Pap sta gi cercando di vendercela.
Tipico.
E poi c' Nelson.
Non hai spazio per lui. Tu e il tuo loffio.
...
.
...
La madre gira il capo dall'altra parte, scandalizzata; si guarda le mani e con uno sforzo di volont ferma quel loro odioso agitarsi. Janice ha mandato un rapido e lungo sospiro. Quel giorno non  facile farla riattaccare. Un'altra cosa, tesoro. Ho traslocato. E' deciso,  tutto sistemato. Voglio dire, in quel senso. Tra Charlie e me. Sto chiamando da casa dei miei, dove ho passato le ultime due notti. Harry?
Sto sentendo. Non mi sono mosso da qui. Cosa credi, che sia scappato via?
L'hai gi fatto una volta. Ieri ho parlato con Peggy al telefono. Lei e Ollie sono tornati insieme e lui aveva saputo che tu te n'eri andato in un altro stato e che un giornale di Baltimora ti aveva offerto un lavoro.
Magari.
E Peggy ha detto che non aveva avuto pi notizie tue. Credo che sia offesa.
Perch dovrebbe essere offesa?
Mi ha detto perch.
Gi. Dev'esserlo. Ehi, tutta questa  una bella chiacchierata, ma non avevi qualcosa di preciso da dirmi? Vuoi che Nelson venga a vivere dagli Springer, vero? Immagino che potrebbe venire, lui ... Sta per confessare che il ragazzo  infelice, ma sua madre ascolta e le strazierebbe il cuore. Date le sue condizioni, questa volta  davvero preoccupato per lei.
Janice capisce e chiede: Hai voglia di vedermi? Insomma, ti darebbe molto fastidio vedermi?
Lui ride, e la sua risata risulta estranea persino ai suoi orecchi. Pu darsi, dice, intendendo che pu darsi che no.
Su, via, dice lei. Vuoi venire qui? O devo venire io l? Capisce il silenzio di lui e conferma: Abbiamo bisogno di un terzo posto. Magari  un'idea stupida, ma che ne dici della casa di Penn Villas? Non possiamo entrarci, ma dobbiamo pure vederla e decidere cosa fare, voglio dire che qualcuno si  offerto di comprarla, la banca ha parlato con pap l'altro giorno.
Okay. Ora devo preparare la colazione a ma'. Va bene alle due?
E devo anche darti qualcosa, sta dicendo Janice mentre ma' gli fa segno che vuole essere aiutata ad andare al cantero; la mano livida stretta fino a diventare bianca intorno al manico contorto del bastone.
Non farla strisciare,  il suo consiglio quando lui riattacca, a modo suo. Per convincerti. Seduta sul bordo del letto, sottolinea le parole picchiando col bastone a terra, tracciando una linea serpeggiante, a dimostrazione.
Dopo aver messo i piatti della colazione nello scolatoio Harry si prepara per il viaggio. Come abbigliamento, decide per i pantaloni che ha indosso e che ormai non si toglie da due settimane, una camicia bianca pulita, come quando andava al lavoro, e un vecchio giubbotto che ha trovato in un baule su in soffitta: il giubbotto della tenuta sportiva della scuola. Sul retro porta due lettere color pistacchio, M e J, su uno scudo color avorio e alla V delle spalle sono attaccate due maniche verdi. Sul davanti, una cerniera lampo. Chiuso, gli si gonfia sul petto e sul ventre, ma lui cos s'avvia, in quelle condizioni, a piedi per la Jackson Road, sotto i freddi aceri; quando l'autobus lo lascia alla Emberly l'aria pi calda di quella parte pi bassa della citt gli permette di aprire la lampo e di avviarsi ad andatura dinoccolata per la strada in curva, dove le case tipo ranch hanno delle zucche sulle verande e un corno indiano sulle porte.
La sua casa risalta gi in fondo a Vista Crescent: un pezzo di carbone in mezzo a una fila di zuccherini. La sua Falcon  gi l. La decalcomania con la bandiera americana  ancora sul lunotto di dietro. Sembra aggressiva, ma va sbiadendosi.
Janice smonta dal posto di guida e rimane ferma accanto alla macchina, con un'aria ottusa e ostinata in un loden grigio fumo che lui ricorda dagli inverni passati. Aveva dimenticato com'era bassina, come i capelli le si erano ritirati sulla fronte stretta con quella sua brillantezza unta che crea piccole protuberanze lungo l'attacco dei capelli. Ha abbandonato la pettinatura a madonna, porta i capelli spartiti tutti da un lato, e non le stanno bene. La bocca sembra meno serrata, le labbra hanno perso quella piega negli angoli e sembrano molto pi pronte a ridere, con molto meno da perdere, di prima. Il suo istinto, pazzo,  di allungare una mano e carezzarla - fare qualcosa, insomma, solleticarla dietro un orecchio, per esempio, come si fa con un cane. Invece nessuno dei due fa niente: non si baciano, non si stringono la mano. Da dove hai tirato fuori quel vecchio giubbotto Jock? Lui ha dimenticato il nome che s'erano dati: gli Jock di Mt. Judge. Janice aggiunge: M'ero dimenticata com'erano brutti i colori della nostra scuola. Accidenti. Sembra uno di quei finti gelatini!.
L'ho trovato in un vecchio baule in casa dei miei, su in soffitta. Hanno conservato tutte quelle cose. Mi va ancora.
Va a chi?
Buona parte dei miei vestiti si sono bruciati. Questa nota di scusa perch ha capito che lei ha ragione, un mondo di gelatini quello nel quale s' pasciuto. Per anche lei indossa qualcosa di troppo giovanile per lei, con una pettinatura che si rif all'adolescenza, tutta spartita da una parte, come quelle bellone sud-americane degli anni Quaranta. Cha cha cha.
Janice si fruga goffamente in una tasca laterale del loden. Ho detto che avevo un regalo per te. Ecco qua. Quello che gli porge oscilla e brilla: le chiavi della macchina.
Non ti serve pi?
Non proprio. Posso usare una di quelle di pap. Non so perch ho mai pensato che ne avessi bisogno. Forse perch sulle prime pensavo che dovessimo scappare, andarcene da qualche parte. Nell'Ovest, in Canada. Non so. Non l'abbiamo mai neppure preso in considerazione.
Lui chiede: Rimarrai dai tuoi?
Janice distoglie gli occhi dal giubbotto, cerca il suo viso. In realt, non resisterei. Ma' incombe troppo. E' chiaro che fa uno sforzo per non dirmi niente, ma salta sempre fuori comunque, usa frasi come 'l'opinione pubblica.' Pare l'istituto Gallup. E pap, poi. Per la prima volta lo vedo patetico. Mi fa pena. Stanno aprendo una commissionaria Datsun in uno di questi nuovi centri commerciali e lui la prende come una minaccia personale. Ho pensato, dice, con gli occhi scuri puntati appena sul viso di lui, pronti a schizzar via se ci che vede non le piace, che potrei prendermi un appartamento da qualche parte. Magari nel palazzo di Peggy. Cos Nelson potrebbe di nuovo andare a piedi alla scuola di West Brewer. Terrei Nelson con me, naturalmente. Gli occhi schizzano via.
Coniglio dice: Quindi la macchina  una specie di scambio?
No,  pi un'offerta di pace. '
Con le dita lui le fa allora il segno della pace; poi si porta la mano alla testa, un paio di corna. Janice  troppo stupida per afferrare. Le dice: Il ragazzo  abbastanza gi di morale, forse dovresti tenertelo tu. Ammesso che hai finito con Come-si-chiama.
Abbiamo finito.
Perch?
Sporge la lingua tra le labbra, un gesto che lo aveva sempre colpito come una falsa manifestazione di sensualit ma che ora gli sembra inoffensivo, come leccare la punta di una matita. Be', dice Janice. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare insieme. Lui cominciava a essere nervoso. N la tua dolce sorellina  stata di aiuto.
S, penso che siamo stati un po' duri con lui. Il noi: lui, lei. Mi', ma'; legami di sangue, di tempo e di colpa, legami di famiglia. Non le chiede maggiori ragguagli. Non ha mai ben capito le donne: perch hanno le mestruazioni, per esempio, e perch sono in calore certe volte e non certe altre, e quanto dentro entra il membro nel grembo e se questo  un posto vuoto senza bambini o che, e l'istinto lo induce a relegare Stavros in quella stessa vasta zona di mistero femminile. Non vuole resuscitare nessuna luce di affetto negli occhi di lei, che sono belli e accesi e fissi su di lui, la preda.
Forse lei si era preparata a dirgli di pi, quanto grande  il suo amore e quanto puro rimarr, perch s'acciglia come se fosse contrariata per il silenzio di lui. Gli chiede: Perch Nelson  gi? Secondo te?
Con un vago cenno della mano, lui indica il guscio verde, bruciato. I miei vestiti non sono l'unica cosa andata persa l dentro.
La ragazza. Lei e Nelson erano molto intimi?
Era una specie di sorella. Non fa che perdere sorelle.
Povero piccolo.
Janice si volta e insieme guardano il luogo in cui hanno vissuto. Qualcuno, la banca o la polizia o la societ d'assicurazioni, l'ha recintato con dei paletti e del filo di ferro, ma i ragazzi vi vanno e vengono liberamente, ripulendo l'interno, fracassando le finestre, i primi e i secondi vetri, della met che  rimasta in piedi. Qualcuno s' presa la briga di portarsi dietro un barattolo di pittura a spruzzo gialla e su un lato ha scritto, enorme, NEGRO. E anche AMMAZZARE. Le due parole non vanno insieme, per cui  difficile dire da che parte era schierato lo spruzzo. Forse saranno stati due spruzzi gialli. Che hanno richiesto lo stesso impegno. Sull'ampio tratto di fasce d'alluminio sotto le finestre, dove in primavera spuntavano le margheritine e d'estate i polemoni impazzivano, delle lettere gialle annunciano, in mezzo corsivo: "Il potere della polizia  anche quello della pulizia". Ci sono anche un segno della pace e una svastica, a quanto pare eseguiti con lo stesso barattolo. E altra gente, con carboncini presi tra le macerie, s' fatta avanti a correggere questo slogan e quei simboli trasformando Polizia in Nero e Pulizia in Scimmie. Il tutto non  altro che la stessa confusione di annunci pubblicitari che le stazioni televisive inseriscono tra un programma e l'altro. Un pagliaccio con una vernice a spruzzo rossa ha scribacchiato in mezzo a due finestre MANEGGIA O MANNAGGIA.
Janice chiede: Dove dormiva?
Di sopra. Dove dormivamo noi.
L'amavi? Per chiedergli questo i suoi occhi abbandonano il suo viso per posarsi sul prato sconvolto. Lui ricorda che quel cappotto grigio in origine aveva un cappuccio.
Poi le confessa: Non come avrei dovuto. Era pi o meno troppo brava. E dire questo lo fa sentire colpevole, immagina quanto ci resterebbe male Jill se lo sentisse; cos per giustificarsi accusa Janice: Se tu fossi rimasta qui lei sarebbe ancora viva.
Lei alza di colpo gli occhi. No, tu questo non lo devi fare. Non devi scaricarlo addosso a me, Harry Angstrom. Tutto quello che  successo l dentro  di tua competenza. La sua competenza, invece,  quella di affogare bambine; quella di lui, di bruciare ragazze. Sono fatti l'uno per l'altra. Janice prova a spostare la verit nel mezzo: Peggy dice che il nero la drogava. Billy le ha detto che Nelson cos gli ha detto.
Lo voleva lei, ha detto lui, il nero.
Strano, lui se l' filata.
Con la sotterranea.
Lo hai aiutato tu? Lo hai visto dopo l'incendio?
Vagamente. Chi dice che l'ho visto?
Nelson.
Come lo sa?
Ha immaginato.
L'ho accompagnato in macchina nel sud della contea e l'ho mollato in un campo di granoturco.
Spero che non ritorni pi. Non lo voglio. Voglio dire, non lo vorrei se... Janice lascia morire il pensiero, prematuro.
Lui, Coniglio, si sente sollecitato e insieme raggelato, bloccato, da questo esagerato bisogno di tatto; a quanto pare lui e lei stanno girando lentamente su se stessi, con la paura di mettersi in fuga a vicenda. Ha promesso che no, non torner. Solo in gloria.
Sollevata, Janice indica la casa bruciata a met. Vale un mucchio di soldi, dice. La compagnia d'assicurazioni vuole accordarsi per ottomila. Un tale ha parlato con pap e ha offerto diciannovemilacinquecento. Credo che il terreno valga da solo sette o otto mila, questa sta diventando una zona molto ricercata.
Credevo che Brewer stesse morendo.
Solo al centro.
Vendiamo la bastarda.
Vendiamola.
Si stringono la mano. Lui le agita le chiavi della macchina davanti al naso. Ora ti accompagno dai tuoi.
Dobbiamo proprio andar l?
Puoi venire a casa mia a trovare ma'. Sarebbe felice di vederti. Parla a stento adesso.
Risparmiamocelo, dice Janice. Non possiamo fare un giro?
Un giro? Non so neppure se so ancora guidare.
Peggy dice che hai guidato la sua Mustang.
Porca miseria, in questa contea non puoi tenere un segreto.
Mentre si avviano verso la Weiser e il centro lei chiede: Tua madre pu arrangiarsi da sola per il pomeriggio?
Certo, si  arrangiata per una quantit di pomeriggi.
Tua madre comincia a piacermi,  molto garbata con me. Al telefono.
Si sta addolcendo. Attraversano il ponte e dalla Weiser sbucano in Brewer, oltre la Wallpaper Boutique, il chiosco delle nocciole arrosto, l'agenzia di pompe funebri ingranditasi, gli empori con le facciate sulle quali l'ombra pallida dell'insegna al neon dell'ultimo proprietario cova sotto la speranzosa e brillante insegna al neon del nuovo proprietario, i nuovi cestini dei rifiuti con coperchi che sembrano dischi volanti, le pensiline spettrali dei cinema disertati. Superano la Pine Street e il Phoenix Bar. Lui, Coniglio, annuncia: Dovrei andare in giro per le tipografie a cercare lavoro, o magari andarmene in un'altra citt. Baltimora potrebbe essere un'idea.
Janice dice: Stai meglio da quando hai smesso di lavorare, hai un colorito migliore. Non ti piacerebbe un lavoro all'aperto?
Non pagano. Ormai solo i deficienti fanno i lavori all'aperto.
Io continuerei a lavorare da pap. Credo che dovrei.
E questo che c'entra con me? Devi prenderti un appartamento, ricordi?
Di nuovo lei non risponde. La Weiser sta inerpicandosi troppo verso la montagna, sta avvicinandosi troppo a Mt. Judge e alle loro case. Coniglio svolta sulla Summer. Case a tre piani di mattoni e con i vetri colorati, insegne di oculisti e ortopedici. Una chiesa in pietra arenaria con un tondo rosone. Lui dice: Potremmo comprare una fattoria.
Lei collega immediatamente: Come Ruth.
Gi, m'ero dimenticato, mente lui. Questa era la sua strada. Una volta lui l'aveva imboccata correndo e non era mai arrivato in fondo.
Per allontanargli il pensiero da Ruth, Janice chiede: T' piaciuta Peggy?
Gi, a proposito. E' diventata proprio una bella scopona.
Per non ci sei pi tornato.
Non ne ho avuto lo stomaco, francamente. Non per lei, che  brava, ma per tutto questo scopare. Tutti scopano, non so, mi mette tanta tristezza. Secondo me  questo che complica tutto.
Non pensi invece che possa essere questo a semplificare tutto? La vita.
Dev'esserci qualcos'altro.
Lei tace.
No? Non c' nient'altro?
Invece di rispondere, lei dice: Ollie  tornato con lei, adesso, ma Peggy non mi sembra particolarmente felice.
In macchina  facile: i cartelli dello Stop e le drogherie sugli angoli sfrecciano via, mattoni e arenaria si fondono in un solo sfuggente schermo. In fondo a Summer Street lui pensa che debba esserci un corso d'acqua, una specie di ruscello, e poi una strada di terra battuta e campi aperti, pascoli; invece la strada cittadina s'allarga in una superstrada fiancheggiata da spacci di hamburger, negozi drive-in, un campo da golf in miniatura, con grandi dinosauri di gesso come insegna, e tavole calde e stazioni di servizio che cambiano nome, da Humble a Getty, da Atlantic ad Arco. E' gi stato l prima.
Janice dice: Vuoi fermarti?
Io ho fatto colazione. Tu?
Fermarti in un motel, dice lei.
Tu e io?
Non devi far "niente",  solo che cos sprechiamo benzina.
Santiddio, la benzina costa meno di un motel. Del resto, non vogliono che tu abbia del bagaglio dietro?
Se ne fregano. E poi credo di aver messo una valigia sul sedile posteriore, per ogni eventualit.
Lui si volta a guardare e c' davvero, sul sedile di dietro, la vecchia valigia marrone con ancora l'etichetta dell'albergo di dove erano andati l alla Shore, "Wildwood Cabins". La stessa valigia che deve aver fatto per scapparsene da Stavros. Di'. Hai imparato una quantit di trucchetti maliosi, vero?
Lascia perdere, Harry. Portami a casa. M'ero dimenticata come sei.
Questi che gestiscono i motel non trovano equivoco se ti presenti prima dell'ora di cena? Che ore sono, le due e mezzo.
Equivoco? Perch equivoco, Harry? Santiddio, come sei pudico. Tutti sanno che la gente scopa. E' cos che veniamo al mondo. Quando crescerai un pochino?
Per, presentarsi l, ancora col sole...
Gli dici che sono tua moglie. Gli dici che siamo stanchissimi. Del resto,  la verit. Questa notte non ho dormito neppure due ore.
E perch non andiamo a casa dei miei? Nelson sar di ritorno tra un'ora.
Esatto. Chi t'importa di pi, io o Nelson?
Nelson.
Nelson o tua madre?
Mia madre.
Tu sei malato.
Ecco un motel, ti piace?
"Porto Sicuro, Motel", dice l'insegna, con sotto delle righe di neon che assicurano:
...
LETTI IMPERIALI. TELEVISIONE A COLORI. DOCCE E BAGNI. VIBRATORI DITA MAGICHE.
...
Un POSTI DISPONIBILI al neon ronza in rosso scuro. La portineria  una cabinetta di mattoni; c' una piscina senz'acqua con sopra steso un telone verde. Davanti alla bassa e lunga facciata di mattoni, spettralmente interrotta da porte, ci sono gi parcheggiate varie macchine; sembrano una mandria di metallo alla mangiatoia. Janice dice: Ha un'aria squallida.
E' proprio questo che mi piace, risponde Coniglio. Magari ci accettano.
Ma nel dir questo sono passati oltre il motel. Janice chiede: Davvero, non l'hai fatto prima?
Lui risponde: Credo di aver fatto una vita un po' ritirata.
Be', ormai  passato, dice lei, alludendo al motel.
Posso tornare indietro.
E cos sar dall'altra parte della strada
Hai paura?
Di che?
Di me. Di colpo. Coniglio s'infila nel parcheggio di un Articoli da Giardinaggio, fruscia sulla ghiaia, esce dall'altra parte, frena appena in tempo per evitare uno scontro con le macchine che arrivano, attraversa la doppia striscia centrale e torna indietro da dove sono venuti. Janice dice: Se vuoi ammazzarti fa' pure, ma non ammazzare anche me. La vita comincia appena a piacermi.
Troppo tardi ormai, risponde lui. Ancora un altro paio d'anni e sarai nonna.
Non con te al volante.
Ma attraversano di nuovo la doppia striscia centrale ed entrano, senza incidenti. Il posti disponibili sta ancora ronzando. Motore spento. Leva del cambio in posizione P. Il sole luccica sull'asfalto levigato. Non puoi rimanere qua "cos", sibila Janice. Coniglio smonta. Aria. Globi di etere, nervosismo puro, gli scivolano gi nelle gambe. C' un uomo nella cabinetta, insieme con una distributrice automatica di dolciumi e una rastrelliera di chiavi con targhetta nera. Ha i capelli d'argento pettinati e bagnati, una cravatta a nastro con un fermaglio a ferro di cavallo e il raffreddore. Piazza i cartellini della registrazione davanti a Coniglio e si carezza il naso otturato con un fazzolettone blu. Nome e indirizzo e numero della targa, dice. Parla con l'accento strascicato dell'Ovest.
Mia moglie e io siamo proprio sfiniti, spiega Coniglio, inutilmente. Ha le orecchie in fiamme, e quell'incendio s'estende anche in basso; la canottiera  bagnata e il cuore gli blocca i movimenti della mano quando fa per scrivere "Mister e Mistress Harold Angstrom". Indirizzo? Naturalmente deve mentire. Scrive, nervosamente, "26 Vista Crescent, Penn Villas, Pennsylvania". Le bollette e la posta inutile gli sono stati inoltrati da quell'indirizzo. Ottimo servizio, quello postale. Se ti butti in una di quelle cassette, passi di sacco in sacco e alla fine t'infilano, plop, nella cassettina giusta, tra milioni che ne esistono. Incredibile che funzioni davvero. Questi scalzacani di giovani rivoluzionari, ci provassero loro a far funzionare la posta, con la pioggia e il sole e il buio della sera e della notte. L'uomo con la cravatta a nastro s'appoggia paziente al suo banco di formica mentre quei pensieri attraversano la mente di Coniglio, la cui mano trema. Il numero della targa  quello che davvero conta, bofonchia, pacifico. Mi mostri una valigia o paghi in anticipo.
Sul serio, quella  mia moglie.
Dovete essere in luna di miele dritto dopo la scuola.
Oh, questo. Coniglio si guarda il davanti del giubbotto menta e crema della squadra atletica della scuola, e cerca di controllare l'incendio che s' ridestato. Non lo mettevo non so da quanti anni.
Pare che le vada bene ancora, dice l'uomo, picchiando col dito sul rigo in bianco dove va il numero di targa. E se voi non avete fretta io non ne ho nessuna.
Coniglio s'avvicina alla finestra della cabinetta e scruta la targa della macchina; poi fa segno a Janice di mostrare la valigia. Ne solleva infatti su e gi varie volte una immaginaria e Janice non capisce; rimane seduta in macchina illuminata e insieme oscurata dai riflessi del finestrino, come un dubbio prodotto moderno in una confezione stravagante, una scatola di metallo con tanto spreco di spazio. Lui fa i gesti di chi disfa la valigia, disegna un rettangolo in aria, infine esclama: E' proprio scema, santiddio! Finalmente lei capisce, allunga una mano verso il sedile posteriore, solleva la valigia e la mostra dietro gli strati di vetro e cristallo che li separano. L'uomo annuisce col capo; Harry scrive il numero della targa (U20-692) sul cartellino e riceve una chiave con numero (17). In fondo, dice l'uomo, pi tranquilli, lontano dalla strada.
Non m'importa se  tranquillo, dobbiamo solo dormire, risponde Coniglio; ora che ha la chiave in mano  propenso all'amicizia: Di dov' lei, del Texas? Vi sono stato una volta quand'ero sotto le armi, a Fort Hood, vicino El Paso.
L'uomo infila i cartellini in una rastrelliera, guardando attraverso la met inferiore delle lenti bifocali, e fa schioccare la lingua. Mai stato dalle parti di Santa F?
No, mai. E mi dispiace.
Quello s che  un "beell" posto, per me, dice l'uomo.
Mi piacerebbe andarci, prima o poi, davvero mi piacerebbe. Ma magari non ci andr mai.
Non lo dica. Giovane com' lei.
Non sono tanto giovane.
E' giovane s, insiste l'uomo, distratto e assorto, e questo  simpatico da parte sua, questo e il fatto che gli abbia dato la chiave. La gente in genere  tanto simpatica, che lui sta ancora sorridendo quando finalmente torna alla macchina. Janice gli chiede: Perch tanto tempo?
Abbiamo parlato di Santa F. Mi ha consigliato di andarci.
La porta numero 17 d in una stanza sorprendentemente lunga, stretta ma lunga. Il tappeto  rosso porpora, e dei paralumi di cartone sparsi qua e l sottolineano una certa aria di lusso, come l'atrio di un albergo in un film. Il bagno  in fondo alla stanza, le pareti sono di blocchi di cemento verniciati di rosa, falsi paesaggi marini cercano di adornarle e due letti imperiali guardano dal fondo della stanza stretta verso un televisore. Coniglio si toglie le scarpe, accende l'apparecchio e si butta sul letto. Una striscia di luce compare sullo schermo, s'allarga, lampeggia spezzettandosi in mille altre, diagonali, che finalmente si trasformano in "The Dating Game": una ragazza di Filadelfia  incerta su quale di tre uomini che devono portarla fuori decidersi: uno  nero, l'altro bianco e il terzo  giallo. Ma i colori sono tali che il cinese risulta arancione e la ragazza  d'un colore livido. La ricezione non  buona cos quando lei ride ha una quantit infinita di denti. Janice spegne l'apparecchio. Come lui, s' tolta le scarpe. Due ladri. Lui, Coniglio, protesta: Ehi, era interessante. Non riusciva a vederli al di l di quel paravento cos doveva indovinare dalle voci il colore della pelle. Se la cosa l'interessava.
Tu ce l'hai gi il tuo appuntamento.
Dovremo prenderci un televisore a colori, le partite di pallone risultano molto meglio.
Chi sarebbe questo 'dovremo'?
Oh... io e pa' e Nelson e ma'. E Mi'.
Perch non ti sposti?
Ce l'hai il tuo letto. Quello l.
Lei gli si para davanti, i piedi ben piantati sulla moquette, senza calze, i bei fianchi. La gonna di lana color grigio cupo  abbastanza corta da mostrarle i ginocchi. Hanno le rotule sporgenti. Belli. Lei chiede: Cos' questa, un'umiliazione?
E chi sono io da umiliarti? Il pi bel pezzo di Eisenhower Avenue.
Non credo di piacerti pi.
Non sapevo di perdere tanto.
Avanti, su. Spostati.
Butta il vecchio cappotto di loden grigio scuro sulla poltrona di plastica, sotto il regolamento del motel e il certificato dell'ispezione dei pompieri. La perplessit quasi le oscura lo sguardo che  posato su di lui. Si sfila il pullover e quando si china per togliersi la gonna le vertebre della spina dorsale brillano come un'alta pila di monete che vacilla. In slip, esita. Pensi di metterti sotto le coperte?
Potremmo, dice Coniglio, e tuttavia si sente il corpo come quando la febbre cessa e i nervi affondano come rivoli d'acqua nella sabbia. Non ce la fa a eseguire gli energici movimenti che sono previsti: togliersi i vestiti, percorrere quel lungo tratto fino al bagno. Probabilmente dovrebbe lavarsi nel caso lei voglia baciarlo. E se poi lui viene troppo presto e si ritrovano al solito punto? Molto pi sicuro starsene disteso l a godersi la visione di lei in slip;  stato fortunato a scegliersi una donna piccolina, si tengono meglio in forma delle grandi. A vent'anni ne dimostrava di pi ma ora non sembra molto pi vecchia, almeno stizzita com', col nero che le si  svegliato negli occhi. Tu puoi metterti sotto ma non aspettarti niente, sono ancora molto gi. Negli ultimi tempi non riesce pi a masturbarsi; niente lo tira su, neppure l'immagine della negra con i capezzoli come prugne e una zucca al posto della testa.
Direi, fa Janice. Non aspettarti niente neppure da me. Solo non voglio urlare da un letto all'altro.
Con uno sforzo eroico, lui s'alza e percorre il lungo tratto di moquette fino al bagno. Quando ritorna, nudo, regge i vestiti in mano, coprendosi, e s'infila nel letto come in una tana, un animale cacciato. Si sente bombardato da particelle di non sa che cosa. Janice gli d l'impressione di essere magra, ossa e pelle, strana, fredda come un serpente, per come trema dopo esserglisi stretta contro immediatamente; il solletico contro la pelle gli fa venire voglia di starnutire. Lei si scusa: Queste stanze non sono mai riscaldate bene.
Presto sar novembre.
Non c' un termostato?
S, l'ho visto. L nell'angolo. Puoi andare ad accenderlo se vuoi.
Grazie. Spetterebbe all'uomo.
Nessuno dei due si muove. Harry dice: Ehi, questo non ti ricorda il letto di Jeannette? Jeannette era la ragazza che quando lavoravano da Kroll's aveva un appartamento a Brewer che cedeva a Harry e Janice.
Non molto. L si vedeva un panorama.
...
.
...
Cercano di parlare, ma per sonno e disagio il discorso prosegue a spizzichi. E cos, dice Janice, dopo un lungo silenzio durante il quale non  successo niente, chi credi d'essere?
Nessuno, risponde lui. Striscia pi sotto le coperte come se volesse baciarle i seni che invece non bacia; la loro presenza vicino alle sue labbra lo narcotizza. Nell'aria, sopra le coperte, incombono strane presenze alate.
Il silenzio ritorna e continua, una ballerina nel rosso sotto le palpebre di lui abbassate. All'improvviso annuncia: Il ragazzo ora mi odia davvero.
Janice dice: No, non ti odia. Poi si contraddice immediatamente aggiungendo: Gli passer. Logica femminile: sopprimono e sostituiscono ci che non si vuole che finisca. Forse  l'unica maniera. La tocca in basso ed  bagnata, ma la cosa non lo eccita; per  rassicurante avere quel cespuglio laggi, qualcosa in cui nascondersi.
Il corpo di lei cambia posizione, irritato; poich non le bacia i seni n fa niente, gli poggia le piante fredde dei piedi sul dorso dei suoi. Lui starnutisce. Il letto palpita. Lei ride. A mo' di rimprovero, le chiede in tutta innocenza: Venivi sempre con Stavros?
Non sempre.
Ti manca adesso?
No.
Perch no?
Ci sei tu.
Ma non ti sembro triste, o una specie?
Me la stai facendo scontare, un poco. Non fa niente.
Lui protesta: Sto uno schifo, intendendo dire che  sincero: il che forse non  questa gran risposta a ci che lei ha appena detto. Lui, Coniglio, ha l'impressione che si stiano ancora sistemando, adattando, roteando lentamente in uno sgargiante inchiostro che gli filtra, rosso, attraverso le palpebre. In un intervallo di silenzio, che lui non riesce a calcolare quanto lungo, sente che entrambi sono trascinati via sempre pi a fondo nel fatto che sono sposati, tanto che all'improvviso dice: Qualche volta dobbiamo invitare Peggy e Ollie.
Un corno, risponde lei, opponendosi, ma debolmente, un inaspettato appiglio nel vuoto. Tu ora stai alla larga da quella l, il tuo l'hai gi fatto.
Dopo un po' lui chiede - lei sa tutto,  chiaro -, Secondo te il Vietnam non finir mai?
Secondo Charlie s, appena i grossi interessi industriali capiscono che non c' nessun profitto.
Santiddio, gli stranieri sono scemi, mormora lui.
Alludi a Charlie?
A tutti voi. Capisce, vagamente, che deve spiegare. Secondo Skeeter  l'inizio di una confusione ancora maggiore. Ci sarebbe questo terribile periodo di estremo casino e poi un magnifico intervallo di pace perfetta, con lui che domina, o qualcuno identico a lui.
E tu ci credevi?
Mi sarebbe piaciuto, ma sono troppo razionale. La confusione  solo un'interpretazione particolare di come funzionano le cose in generale. Ti sembra sensato?
Non ne sono sicura.
Credi che ma' abbia mai avuto amanti?
Chiedilo a lei.
Non oso.
Dopo un po', Janice annuncia: Se non fai l'amore tanto vale che mi giro dall'altra parte e m'addormento. Sono stata sveglia tutta la notte a pensare a questa... riunione.
Secondo te come funzioner?
Bene.
Il fruscio delle lenzuola quando lei si gira su un fianco  una musica d'argento, strati di fievole rumore che si estendono in fuori, non contrastati dallo spazio. C'era una posizione che lui aveva sempre con lei: la sua mano destra le stringeva a coppa il cranio da sopra i capelli e la sinistra i seni, accostandoli insieme, cos che i capezzoli erano a pochi centimetri l'uno dall'altro. La posizione  ancora possibile. Il sedere e le gambe di lei si scostano. Le chiede: Come andiamo via da qui?
Ci vestiamo e imbocchiamo la porta. Ma prima dormiamo un po'. Cominci gi a farneticare.
Sar imbarazzante. Il tipo alla portineria penser che non abbiamo combinato niente.
Non gliene frega.
Gliene frega, s. Potremmo rimanere tutta la notte per farlo star meglio, ma nessuno sa dove stiamo. Finiranno col preoccuparsi.
Piantala, Harry. Tra un'ora ce ne andiamo. Ora sta' zitto.
Mi sento cos colpevole.
Di che?
Di tutto.
Calmati. La colpa non  stata tutta tua.
Le lascia andare i seni, li lascia fluttuar via, rottami radiosi. Lo spazio in cui si trovano, la stanza del motel lunga e segreta come una tana, diventa tutto spazio interiore. Scivola gi di qualche centimetro sul freddo lenzuolo e infila il suo microcosmico e floscio se stesso nella fessura curva tra le due orbite accoglienti e ricoperte di polline del sedere di lei; vorrebbe indurire ma dopo aver lasciato i seni la sua mano scorre ora sulla piega familiare dei fianchi, dalle costole al femore e poi dove non ci sono ossa, soffice come un volo, curva all'indentro di grasso, molle, i suoi figli dal ventre di lei. Ritrova quella curva e vi scivola gi, s'addormenta. Lui. Lei. S'addormenta. Okay?
...
.
...
FINE.